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GIOVANNI PASCOLI



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GIOVANNI PASCOLI

Esperienze biografiche:

nacque il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna;

a 12 anni vive il luttuoso evento che peserà in maniera determinante sulla sua formazione umana e sulle condizioni di vita della famiglia: il 10 agosto viene ucciso il padre;

alle difficoltà economiche si aggiungono altri lutti;



partecipa a delle manifestazioni, viene arrestato e trascorre alcuni mesi in carcere: un’esperienza che si conclude con l’assoluzione ma che lo orienta verso una dolorosa rassegnazione e una morbosa chiusura nel cerchio degli affetti familiari;

laureatosi, alterna la sua attività di docente a quella di poeta;

comincia a costituire il suo “nido” familiare con le sorelle Ida e Mariù, che si dedicano interamente a lui;

la sua vita è sconvolta dal matrimonio della sorella Ida, da lui vissuto come tradimento e violazione del “nido”: lui e Mariù vivono la loro vita di intensi e ambigui affetti.


Capisaldi ideologici.

con Myricae (1891) avvia un programma di disintegrazione delle forme poetiche tradizionali;

nell’ambito della produzione poetica Pascoli è da considerare di importanza fondamentale: è da considerare uno spartiacque che segna l’inizio del ‘900;

i suoi rapporti col decadentismo sono meno vistosi di quelli di D’Annunzio ma più profondi;

la sua influenza sulla posteriore poesia italiana sul piano del linguaggio sarà determinante;

le novità di Pascoli derivano la loro importanza dal fatto che sono coerenti con una sensibilità e una visione della vita nuova, attuano cioè quella congruenza tra linguaggio e ideologia;

la sua vita fu dominata da un particolare, morboso legame con la famiglia d’origine, sentita come nucleo di memorie e di sangue, come rifugio sicuro nel quale arroccarsi e dal quale è impossibile uscire;

ossessionante ricorso all’immagine del “nido”e il ricorrere al motivo dei morti, delle dolorose esperienze familiari à deriva una visione della vita tutta raccolta nell’ambito primordiale e istintivo dei rapporti di sangue ai quali è affidato ogni legame, con la negazione di tutti i modi di contatto e di rapporto;

l’idoleggiare del nido impedisce a Pascoli di crescere, maturare umanamente rompendo il cordone ombelicale con la famiglia d’origine e lo blocca di fronte ogni esperienza amorosa, di fronte alla donna e all’eros, in una situazione adolescenziale fatta di turbamenti e paureà a livello poetico ciò viene trascritto in immagini di violenza e sangue;

l’ideologia del nido si accomna a un’angosciosa perplessità e sgomento di fronte alla realtà nella quale gli toccava vivere, a una vera e propria fuga dalla storia: molte ine colme di angoscioso smarrimento, di panico per i tempi che si annunziano, per il disastro che sta per cogliere l’uomo, per il futuro à la scienza che, che è alla base di questo, non ha prodotto né felicità né liberazione dell’uomo;

posizione pascoliana è in linea con quella del tempo, in quella progressiva crisi delle certezze positivistiche: il rifiuto della civiltà contemporanea era un dominatore comune degli esponenti più rappresentativi del decadentismo, ma mentre questi lo concretizzavano o nel vagheggiamento estetico di un mondo di pura bellezza e nella ricerca di un elitario edonismo(Huysmans, Wilde, D’Annunzio) o in una sperimentazione del nuovo sia sul piano biografico che su quello espressivo (Rimbaud), Pascoli lo concretizza o in un ripiegamento intimistico e vittimistico compiacimento o in nel malinconico idoleggiamento della camna e delle cose umili. 


La sua poetica:

Myricae è la prima raccolta lirica ispirate alla vita di camna:

Pascoli voleva sottolineare la modestia e la quotidianità dei temi di queste liriche, che colgono la vita agreste nell’avvicendarsi delle stagioni e nel succedersi delle ore e pullulano di particolari e di aspetti quotidiani e dimessi;

questa modestia e quotidianità di temi si accomna con un atteggiamento linguistico caro al verismo, consistente nel frequente ricorso al termine preciso, tecnico e gergale à verismo solo apparente: ad una prima impressione sembrerebbe un susseguirsi di “quadretti di genere” ma con una lettura più meditata, tale impressione tende a sire;

questo mondo rappresenta lo scenario sul quale proiettare inquietudini, smarrimenti, un senso di vivere fatto di ansiose perplessità;

simbolismo nasce dalla carica attribuita all’oggetto, attraverso la quale torna a vivere il soggetto;

Canti di Castevecchio;

I Poemetti: Il Fanciullino: testo di poetica nel quale è espressa una concezione della poesia come operazione estranea al logos, alla razionalità, come perenne capacità di stupore tutta infantile, come disposizione irrazionale, che permane dentro di noi à prevalgono nessi di coordinazione su quelli di subordinazione, il ricorso alla paratassi e all’accostamento per asindeto;

Poemi conviviali; Odi e Inni; Carmina;




Una poesia nuova:

Nella sua produzione non c’è uno “svolgimento” o “sviluppo”;

Egli gioca su diversi tavoli o più specificatamente sperimenta modalità poetiche differenti;

Novità strutturale che riguarda l’impianto del componimento:

Myricae: costituite da brevi componimenti, volti a fissare un aspetto del reale à dimensione statico- descrittiva;

Poemetti e Canti di Castelvecchio: prevale un intento narrativo che comporta un’ampiezza maggiore del componimento à dimensione dinamico- narrativa;

Novità nell’infrangere quell’ordine logico, quella coerenza tra un prima e un poi, quella nettezza di disegno e di definizione, tanto care a Carducci à PASCOLI = POETA ANTICLASSICO per eccellenza;

È un tipo di narrare per allusioni, riprese, analogie verbali, catene di ripetizioni in trama: il nucleo del discorso non è mai esplicito interamente, ma la parola vi gira attorno, senza mai affrontarlo e chiarirlo appieno, lasciando un margine più o meno vasto d’ombra;

Novità linguistica: viola le norme tradizionali della comunicazione fondata sull’adozione di una lingua codificata e chiara a tutti nelle sue valenze semantiche à oltre al linguaggio grammaticale ricorre ad un “linguaggio pre-grammaticale” (=costituito da onomatopee, il cui valore non è semantico ma fonosimbolico: sarà frequente nelle sperimentazioni del futurismo, dadaismo e surrealismo), ad un linguaggio “post-grammaticale” (=costituito da termini tecnici, gergali);

Novità metrica: realizza un’operazione innovativa, che consiste nella dissoluzione dal di dentro nella loro compatezza armonica tradizionale del singolo verso o la struttura strofica, al posto della quale subentrano una versificazione e musicalità frantumate dalle censure, dilatate dagli enjambements, affidate a risonanze, utilizzate per il loro valore fonosimbolico, evocativo;

in gran parte della produzione usa i metri della tradizione tenendo conto del contemporaneo Carducci;

nella produzione più tarda si spinge ad un’oltranzistica sperimentazione e si impegna riprodurre le complicate strutture della lirica corale greca o a rifare con preziosismo antiquario moduli dell’antica poesia francese;


Continuità e varietà:

i capisaldi dell’ideologia del Pascoli non subiscono variazioni:

una dolente perplessità di fronte alla vita e al mondo dominato dalla violenza e dal male;

un acuta coscienza del mistero;

il vagheggiamento di un umbratile raccoglimento;

il mito e il culto del nido con la conseguente fuga dalla storia che approda all’idoleggiamento della camna e all’affettuosa ricognizione degli aspetti dell’umile realtà quotidiana;

nei “Poemi Conviviali” questi temi sono proiettati nel mondo classico: Pascoli sceglie tematiche più alte e quindi eleva il tono e realizza risultati di parnassiana ricercatezza e linguaggio antiquario;

nei “Carmina” questi temi sono proiettati nel mondo classico-romano, che è visto in controluce nei suoi aspetti di giornaliera, dimessa umanità; il latino utilizzato è linguisticamente costituito da un sapiente gioca di incastri e collages dai più disparati testi classici e sintatticamente caratterizzato da un andamento diseguale, frantumato;

lo sviluppo dell’ideologia del nido:

in un primo tempo il nido è concepito in dimensione familiare, come legame di memorie e sangue, come difesa contro il male del mondo, e all’immagine del nido è collegata quella della “siepe” come difesa del podere, della piccola proprietà contadina;

in seguito il nido è concepito in dimensione non più familiare ma nazionale: egli si fa esaltatore del  nido di tutti gli italiani “della nazione povera” i cui componenti, superata la lotta di classe, devono adoperarsi nella comune lotta contro le nazioni ricche à Pascoli approda al nazionalismo (La grande proletaria si è mossa).

L’ESPRESSIONISMO E “LA VOCE”.

L’espressionismo.

Non è un movimento italiano ma si origina in Germania: fenomeno complesso e contraddittorio, i cui estremi sono “un’aspra rivolta nel grottesco e nel crudele” e l’aspirazione a una rigenerazione futura dell’umanità;

Manifestazione polivalente e pluridisciplinare, che ha la sua genesi nel clima inquieto e aperto alla sperimentazione degli anni anteguerra, ma raggiunge il suo apice negli anni dopo la I guerra



Caratteristiche: nuove forma, tematiche, e nuovo linguaggio (crudo, polemico, scandaloso);

Sul piano ideologico-culturale è una violenta e radicale reazione all’ottimismo positivistico borghese e ai disastri e agli orrori della guerra;

Si caratterizza per una visione cupa, pessimistica del mondo à è una poetica della vita tramontata, violentata, della disperazione, della morte e dell’assurdo;

È una letteratura dell’urlo, della deformazione grottesca del reale naturalisticamente concepito;

Punto di vista stilistico e tecnico: si fece sentire l’influsso futuristico come semplificazione e scarnificazione linguistica, nel senso di un radicale rifiuto della retorica e del linguaggio poetico ed espressivo della tradizione e di una radicale e violenta rivoluzione stilistica;

Punto di vista formale: linguaggio violentemente espressivo, che si fonda sulla violazione dei normali istituti linguistici.


La “Voce”.

Rivista di maggior prestigio letterario, che presenta tre fasi di evoluzione:

  1. 1908 - 1911: rivista a carattere politico-ideologico: si pongono come una voce razionale nel caos del tempo;
  2. 1911 – 1913: non interessante;
  3. 1914 – 1916: non più a carattere ideologico ma letterario: autori e tematiche d’interesse:

poesia: Ungaretti à poetica del frammento;

prosa: molto curata, attenzione alla forma e grande labor-limae;

Rinnovamento del linguaggio à Ungaretti è l’esempio più clamoroso: linguaggio asciutto, arido, incisivo, fortemente icastico, che mira a lasciare uno stato d’animo (anche in Gadda)

Agì in direzione di un’intensificazione e concentrazione del lirismo e di un abbattimento dei confini tra poesia e prosa;

Orientamento verso una concezione della letteratura moralmente impegnata e di carattere prevalentemente autobiografico.

Autori più noti: Rebora, Campana e Sbarbaro (Prezzolini).

CLEMENTE REBORA:

¡         Motivo dominante è un insopprimibile bisogno di purezza, elevazione, idealità, senso, tensione a Dio;

¡         Motivo questo osteggiato da un grumo di debolezze, colpe e contraddizioni che incatenano l’individuo e l’io del poeta;

¡         Poesia concepita come manifestazione di un impegno esistenziale;

¡         linguaggio espressionista pienamente realizzato: allusioni e citazioni dantesche, uso di arcaismi e termini rari, fitta trama di assonanze con rime, sinestesie e uso analogico dei participi.

CAMILLO SBARBARO:

¡        linguaggio prosastico, disadorno, scabro, antimelodico e antieloquente àprocess

¡        sliricizzazione  consapevolezza di 1 condizione del nulla (Leopardi – Sbarbaro – Montale) à senso del vuoto;

DINO CAMPANA

¡        l’ansia di liberazione e realizzazione esistenziale si esplica nella rappresentazione del viaggio e del vagabondaggio ritrovati nelmemoria - I processi di memorizzazione dall’acquisizione al richiamo - Studi comparati" class="text">la memoria personale o sognati à evasione dal mondo reale alla ricerca di incontaminati e felici mondi immaginari, luoghi mitici o memoriali, simbolo di realizzazione personale;

¡        poesia trasgressiva, suggestiva, evocativa con tematiche notturne, oniriche, surreali e visionarie;

¡        la poesia aspira a riacquistare il suo antico potere magico-incantatorio, quasi divino;

¡        la sua poesia trae un diretto influsso da precisi e consistenti modelli letterari (Baudelaire, Verlaine, Rimbaud);








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