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Il Barocco - Il quadro storico - politico, Il quadro socio – culturale, Il quadro scientifico, Il Rinaldo, Il Re Torrismondo, I Dialoghi, L’epistolari

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Il quadro storico - politico

Il Seicento è un secolo di aspri conflitti e profonde trasformazioni





Scontro tra Riforma e Controriforma divisione fra un’Europa cattolica e una protestante

Scontro tra impero snolo e potenze nazionali (Francia, Olanda, Inghilterra)




Stabilita con Guglielmo d’Orange in seguito al Bill of Rights

Consolidata con Luigi XIV (Re Sole)

parlamentare

assolutistica

Declino della Sna (rifeudalizzazione) e ascesa della Francia e Inghilterra


Sorti italiane condizionate da quelle snole che con il trattato di Cateau – Cambresis la Sna aveva ottenuto:

Regno di Napoli

Regno di Sicilia

Ducato di Milano

Stato dei Presidi

Sardegna


Maggiore pressione fiscale e un ulteriore impoverimento della popolazione


Carestie

Epidemie

Rivolte        Masaniello a Napoli











Genova: coinvolta direttamente nel declino della Sna perché aveva stretto con essa alleanza finanziaria

Venezia: impegnata a combattere i Turchi, riuscì a conservare la sua autonomia punto di riferimento per gli intellettuali italiani

Stato sabaudo: anch’esso punto di riferimento per molti intellettuali ingrandito e consolidato grazie a una politica di equilibrio tra Francia e Sna sotto Emanuele Filiberto

Toscana: il granduca Ferdinando consolidò e ingrandì il dominio di Firenze iniziato da Cosimo I

Stato pontificio: sviluppo sul piano artistico e culturale luogo di rifugio e protezione per gli intellettuali.


Il quadro socio – culturale

Le corti

Con la perdita dell’importanza delle corti italiane nell’ambito politico europeo si ridimensiona la vita culturale

La corte inizia sempre di più a identificarsi con l’apparato statale richiede all’uomo di cultura prestazioni burocratiche e amministrative cortigiano = segretario, esecutore della volontà del principe più che consigliere

Le funzioni del cortigiano rinascimentale sono ora affidate ad intellettuali con competenze specifiche


La Chiesa

La sistemazione ecclesiastica offre condizioni di sicurezza agli intellettuali cresce il numero degli chierici

Gli chierici hanno una maggiore stabilità e sono inseriti in una struttura prestigiosa, più potente di qualsiasi Stato regionale

Tendenza alla specializzazione settoriale


L’editoria

Soffre delle restrizioni imposte dalla Chiesa che si riserva il diritto di concedere l’imprimatur (si stampi) o di proibire la stampa delle singole opere, di operare tagli o correzioni.

La Chiesa non si limita a perseguire gli autori delle opere pericolose, ma sanziona gli stampatori e i librai gli stampatori italiani modificano i loro cataloghi che ospitano sempre più opere religiose e quindi si riducono opere politiche, filosofiche e storiche.

Netta distinzione tra produzione destinata alle elites e quella destinata alle masse eccezione di Galilei: sceglie di scrivere il Dialogo in italiano, ampliando la conoscenza di tutte le categorie sociali




L’accademia

Piccole corti dotate di un loro cerimoniale, come organizzazioni che assicurano all’intellettuale il conforto di appartenere a un piccolo gruppo di pari, solidali, e compatti nel garantirsi a vicenda onore e reputazione

Assicurano agli intellettuali un luogo neutrale di confronto di idee che restano limitate nel loro ambito

Accademie scientifiche:

Licenei Roma

Cimento Firenze

Investiganti Napoli

Royal Society for advancement of Learning Londra

L’Académie Royale des Sciences Parigi


Il quadro scientifico

Rivoluzione scientifica nuovo strumenti

Le scoperte geografiche avevano allargato gli orizzonti alle culture extraeuropee, quelle astronomiche produssero contraccolpi ancora più forti



Teoria eliocentrica: il Sole al centro dell’Universo

Scoperta del cannocchiale

Nuovo metodo di ricerca scientifica, il metodo sperimentale Galileo Galilei


crociati erranti si collocano nel campo della anità. Nel poema è in atto quindi un triplice scontro:

Cielo contro Inferno: Dio ha scacciato dal cielo gli angeli ribelli, che si sono trasformati in demoni.

Cristiani contro ani: storicamente, la cristianità infligge una sconfitta agli infedeli.

Il capitano contro i comni erranti: Goffredo riporta sotto il suo imperio coloro che hanno deviato.

Simpatia per i devianti, per i nemici, per gli sconfitti l’identificazione emotiva del poeta è con loro, e ciò fa si che i personaggi devianti siano anche quelli più felici, mentre quelli che incarnano l’istanza dell’autorità unificatrice, politica e religiosa, sono più convenzionali e sbiaditi, meno vivi poeticamente Tasso vuole essere il poeta cristiano per eccellenza, ma sente l’attrazione per l’altro, per quei valori rinascimentali.

Struttura unitaria e tendenze disgregatrici,

Il punto di vista è mobile: passa dai cristiani ai ani e viceversa.

Focalizzazione interna ai ani contrassegnati da una profondità psicologica, che conferisce loro alta dignità narrativa.

Si intersecano:

Uno spazio orizzontale, teatro dello scontro tra cristiani e ani

Uno spazio verticale, diviso in due piani contrapposti:

o     Il cielo

o     L’inferno

Linearità temporale unitario, teso tra l’inizio e la fine. ½ si inseriscono solo brevi flash-back per informare sulle vicende degli eroi che si sono allontanati dal campo.

Arco temporale limitato non viene narrata tutta la prima Crociata, ma il poema è concentrato solo su un breve periodo finale e risolutivo come l’Iliade in cui si narra solo una fase dell’assedio di Troia.

Uso di ure retoriche, in particolare iperboli, metafore, paragoni, similitudini.

A livello lessicale tasso predilige parole inconsuete, lontane dall’uso comune

A livello sintattico la magnificenza è ottenuta mediante periodi lunghi e complessi, inversioni ch spezzano l’andamento usuale del discorso, pause all’interno del verso, frequenti enjambements tra un verso e l’altro

Il prevalere del sentimento sulla chiara visione degli oggetti si esprime nell’uso sovrabbondante degli aggettivi, che quasi mettono in ombra i sostantivi a cui si accomnano.

Tasso impiega artifici come il concettismo procedimento poetico consistente nell’istituire un contrasto forzato tra il livello metaforico e quello letterale




Il Rinaldo

Narra in 12 canti la giovinezza del famoso paladino della leggenda carolingia e le sue imprese d’armi e d’amori.

Prende esempio dal padre, autore dell’Amadigi.

Nella prefazione Tasso dichiara di voler imitare in parte gli antichi (Omero, Virgilio), in parte i moderni (Ariosto).

Tasso rifiuta la molteplicità di personaggi e di azioni e si concentra su un unico protagonista, in obbedienza alle esigenze di unità dell’aristotelismo.

Risvolti autobiografici Tasso rispecchia se stesso, il proprio sogno di gloria e d’amore

È un opera acerba, priva di originalità, ma in essa compaiono alcuni temi e toni fondamentali che caratterizzano il poeta maturo.




Il Re Torrismondo

Nel ’73-’74 inizia una tragedia intitolata Galealto re di Norvegia, ma la lascia interrotta alla scena IV dell’atto II.

Dopo la liberazione da Sant’Anna la riprende e la conclude, cambiando il nome dei personaggi e dandole un nuovo titolo, re Torrismondo.

L’intricata vicenda si svolge in paesaggi nordici aspri e tempestosi

Si incentra sul motivo classico dell’incesto

La trama è ricavata dall’opera storica di un autore svedese contemporaneo, Olao Magno Re Torrismondo possiede l’amata Alvida senza sapere che è sua sorella. Quando viene ad apprendere la verità prega Alvida di accettare in sposo l’amico Germondo che lo ama, ma la fanciulla, credendosi tradita, si uccide, e sul suo corpo si da la morte anche re Torrismondo.

Il testo mira a riprodurre gli schemi della tragedia classica, specie dell’Edipo re di Sofocle.

Prevale una lingua rotta e scabra, tutta punteggiata da esclamazioni e interrogazioni


I Dialoghi

Durante gli anni della prigionia in Sant’Anna Tasso si dedicò alla stesura di dialoghi in prosa tipo di componimento che egli stesso definiva intermedio tra poesia e filosofia e che risaliva ai dialoghi di Platone

Sono 28, scritti tra il ’78 e il ’94

Gli argomenti trattati oscillano tra il carattere moralistico e quello mondano: il gioco, il piacere onesto, le maschere, la nobiltà, la corte, l’amore, la bellezza, .

Nella cornice, nello svolgimento, nel ritmo del dialogo si coglie l’impronta evidente della conversazione cortigiana un’opera che si colloca in pieno nella civiltà delle corti e nella cultura da esse espressa.

Lo spunto filosofico subisce una complessa elaborazione retorica, sorretta da una fitta rete di riferimenti culturali e di citazioni letterarie l’intento dello scrittore è quello di offrire un’immagine nobile di sé, delle proprie doti intellettuali e della propria cultura

I più famosi tra i dialoghi sono:

Il messaggero. Svolge lo spunto platonico degli spiriti che popolano il mondo, facendo tra intermediari tra la divinità e l’uomo. Lo scrittore vi riferisce il colloquio con uno spirito apparsogli nella prima luce mattutina nel carcere di Sant’Anna. Il dialogo, sospeso tra il sogno, la visione e la realtà, è affascinante per la trama fantasiosa di immagini che lo percorrono, ma è anche turbato da toni più cupi e sofferti.

Il padre di famiglia. L’ autore si descrive come un viandante che, durante un viaggio nella camna vercellese, in una notte di tempesta trova rifugio in una dimora di camna. Suggestiva è l’apertura, con la descrizione dell’incombere della notte tempestosa nella camna deserta, a cui poi si contrappone l’interno accogliente della casa patrizia. Nel corso del dialogo, il capofamiglia parla dell’’amministrazione della casa, delineando un’immagine della famiglia come sede dell’equilibrio e della saggezza, in cui è possibile vivere serenamente, lontano dalla vita affannosa delle corti.


L’epistolario

Le lettere pervenuteci sono circa 1700

L’ambiente di risonanza del discorso che queste lettere compongono è la corte.

Si può cogliere lo sforzo a volte affannoso di tratteggiar la propria immagine secondo i canoni contemporanei dell’uomo di lettere, del filosofo e dell’umanista.

Si vede anche l’umana sofferenza del poeta




Altre opere religiose

Legati alla pratica devota dell’identificazione dell’orante con le sofferenze dei personaggi della storia sacra

Il Monte Oliveto. Poemetto in ottave scritto come tributo al monastero napoletano in cui il poeta era ospitato e, rimasto incompiuto, vuole svolgere il tema ascetico della fuga dal mondo e della solitudine claustrale, ma in realtà la solitudine appare come il rifugio a cui il poeta stanco anela per trovare riposo.

Le lacrime di Maria Vergine

Le lacrime di Gesù Cristo

Le sette giornate del mondo creato. Poema in endecasillabi sciolti, in cui, prendendo spunto dalla Genesi biblica, viene descritta la creazione del mondo.


La fortuna

L’opera tassiana riscuote un immediato successo che si mantiene inalterato per tre secoli, a livello italiano ed europeo. Più che i testi in prosa sono l’Aminta, le Rime e la Gerusalemme liberata ad ottenere un’enorme fama e a essere tradotte in moltissime lingue. Enorme è l’influsso che tali opere esercitano sulla letteratura inglese (Milton), francese (D’Urfè) e snola (Lope de Vega), sulle arti urative, sul teatro e sulla musica.



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