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Il giorno



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Il giorno:Il capolavoro o l'opera più famosa del Parini è il poemetto il 'Giorno', in cui il poeta satireggia, in nome di ideali civici e morali, i costumi della decaduta nobiltà lombarda. è un poemetto satirico-didascalico in endecasillabi sciolti.Nel 'Giorno' il Parini finge di essere il precettore di un nobile (il 'Giovin Signore) e di insegnargli come meglio trascorrere, secondo i dettami della moda, la sua giornata. In realtà, attraverso questa finzione polemica e sarcastica, egli mette spietatamente in luce l'ozio, la corruzione e il vuoto spirituale che stanno dietro il fasto e la solennità dei nobili del tempo. La critica del mondo ozioso dei nobili è in Parini non tanto politica quanto morale: l'autore auspica infatti che i nobili tornino a meritare il ruolo di guida loro assegnato, riacquistando uno spessore morale adeguato. I temi di eguaglianza sociale e la valutazione positiva delle qualità ancora integre del popolo, sono quindi da considerarsi sempre all'interno di una cornice ideologica moderata.La prima parte dell'opera, il 'Mattino', fu pubblicata nel 1763, la seconda, il 'Mezzogiorno', nel 1765. Doveva seguire la 'Sera', ma essa si sdoppiò in due parti: il 'Vespro' e la 'Notte', rimaste incompiute e pubblicate postume perché il Parini non si sentì più di infierire contro la classe nobiliare quando la vide duramente colpita dalla Rivoluzione francese. Qui i nobili vengono descritti in linee più generiche.Inoltre egli era diventato un artista incontentabile che cercava di portare alla perfezione espressiva la sua opera, sulle orme del neoclassicismo, quel movimento artistico-letterario che incominciava ad affermarsi verso la fine del 1700 e che appariva, sulle orme dei classici, come il ritrovamento di un ideale di nobile semplicità, di serena grandezza e di composta armonia umana. Parini guardava al mondo nobiliare non solo con un senso di repulsione per i suoi aspetti negativi, ma anche con un senso di attrazione per l'eleganza, la grazia e la bellezza che avrebbero dovuto rispecchiare la gentilezza, la bontà d'animo e le virtù che egli intendeva incrementare nei nobili del suo tempo per riscattarli dai loro vizi e pregiudizi.Ma se i superstiti aspetti parzialmente o potenzialmente positivi del mondo nobiliare affascinavano il Parini, il suo vuoto morale, intellettuale e spirituale non poteva che suscitare in lui riprovazione, la quale assume i toni più accesi nella redazione originaria del 'Mattino' e del 'Mezzogiorno'.Centro unificatore del 'Giorno' è comunque la coscienza morale del Parini, che, soprattutto nelle sue prime due parti nella forma originale, si esprime attraverso un'ironia che va dalla caricatura alla parodia, alla satira, al sarcasmo e che talvolta trapassa nell'indignazione, nello sdegno, nell'accusa rovente (come nel celebre episodio 'La vergine cuccia' del 'Mezzogiorno')





Risveglio:Il brano,scritto in stile aulico, tratto dal mattino, mette a confronto il risveglio del giovine signore aristocratico e il risveglio del contadino all’alba. Ne viene fuori il ritratto di due classi sociali contrapposte: quella aristocratica che vive nell’ozio e nella mondezza a quella subalterna o contadina che vive di stenti . egli contrappone ironicamente il risveglio del 'Giovin Signore' a quello del contadino e dell'artigiano che, seguendo il giusto e sano ritmo della natura, all'alba ritornano al lavoro, mentre il 'Giovin Signore' si accinge a coricarsi.descrive appunto il tardo risveglio del signore poiché la sera era tornato tardi per il teatro,per piacevoli giochi.ci sn molti inserti mitologici infatti viene paragonata la carrozza del giovan signore al carro di pultone dopo aver portato con se proserpina.poi fa la colazione,decide tra il caffè o la cioccolata,arrivo in europa il cacao,bevando solo per ricchi,in seguito il sato presenta il conto→critica ai nobili per i molti debiti. Parini offre una descrizione ironica, e non manca di sottolineare la diseguaglianza e le ingiustizie di un ‘700 ancora preda di istituti medioevali. Nella descrizione non mancano echi dell’Arcadia, pur ispirandosi ormai all’illuminismo, a quella letteratura che concentrava tutti i suoi sforzi nell’impegno sociale e civile.La vergine cuccia la tenera cagnolina della dama di cui il 'Giovin Signore' è cicisbèo (nel 1700, l'accomnatore ufficiale di una dama, con una sfumatura di galanterìa e di leziosità, che non è il cavalier servente): questa cagnetta conta di più delle persone al servizio del palazzo nobiliare. L'episodio è uno dei momenti poetici più significativi, alti e commossi del 'Giorno'.Dapprima l'episodio è narrato nel modo in cui apparve alla dama, poi subentra, con tono sempre più fermo, il poeta con la sua ironia che ben presto trapassa, in un crescendo poetico sempre più intenso, nel sarcasmo, nello sdegno e nella indignazione morale: è questo il momento culminante della tensione morale e ugualitaria del 'Giorno', legata a una delle più ferme e illuministicamente consapevoli convinzioni pariniane. L'episodio è introdotto durante il banchetto della dama dal vegetariano che superficialmente della cultura illuministica accoglie solo la pietà per gli animali e non quella per 'i bisogni e le piaghe' degli uomini. La commiserazione del vegetariano per le povere bestie, vittime dell'ingordigia umana, desta così nella dama il ricordo della sua tenera cagnolina,la quale, colpita dal piede 'sacrilego' del servo, che essa aveva morsicato con i suoi candidi dentini d'avorio, fu severamente vendicata dalla sua padrona che cacciò l''empio servo', il quale, non trovò più casa nobiliare che lo assumesse, e fu così costretto, con la moglie e i li, a chiedere per la strada l'elemosina.





















































































Teatro:Goldoni rinnova il teatro ed inizialmente non ha fortuna proprio per questa nuova commedia,riforma che nasce gradualmente a contatto con il pubblico.la commedia si identifica con le forme imposte dalla commedia dell’arte.importante è infatti la stesura delle sue commedie:inizia a mettere per iscritto la parte del protagonista,poi in seguito tutte le parti sono scritte dallo scrittore.l’autore vuole divertire ma scrivendo testi realistici,trascina nelle sue commedie tutta la realtà contemporanea,cercando di non creare situazioni inventate ma

personaggi reali,tematica delle famiglie,la borghesia è prevalente,la concezione di vita dei borghesi,sa creare personaggi con propri caratteri.al centro dell’attenzione sta il pubblico,con i suoi bisogni,i suoi interessi ed aspettative.la produzione teatrale di goldoni è costituita da un numero impressionante di testi.importante è Momolo Cortesan in quanto per la prima volta venne scritta la parte del protagonista,un primo passo verso la grande riforma.La donna di garbo,la prima opera di goldoni scritta.tra il 1748 e il 1753 goldoni produce per la comnia di medebach e per il teatro Sant’Angelo numero commedie,tutte concepite secondo la nuova poetica della riforma.la bottega del caffè è una rappresentazione della vivace vita veneziana.l’opera più importante è la locandiera,in cui mirandolina gestisce una locanda.il passaggio al Teatro san luca nel 1753 e fino al 1759 nascono alcune commedie di ambiente popolare,fra le quali,il Campiello.


la locandiera L'opera del Goldoni ha come protagonista Mirandolina, padrona della locanda in cui si svolgono i fatti. Abilmente, riesce a sfruttare il marchese di Forlimpopoli e il conte Albafiorita per tenerli in locanda e ricavarne un guadagno. Mirandolina è una donna molto accorta, attenta ai suoi interessi, abile ed energica nella conduzione del suo lavoro nonché molto astuta in quanto usa modi dolci e garbati con i nobili non promettendo loro mai nulla di certo, in tal modo riesce a trattenerli nella sua locanda, dove consumano e passano maggior parte del loro tempo, ricavandone così un facile guadagno. Mirandolina inoltre è molto orgogliosa. Infatti in seguito ad una scommessa fatta con se stessa ridicolizza e allude il cavaliere di Ripafratta per poi respingerlo crudelmente.Dunque la ura della locandiera rimanda al tipo borghese, del 'mercante' e occupa un posto importante nelle commedie di Goldoni. Al fianco di Mirandolina vi è il cameriere Fabrizio. Anch'egli è un corteggiatore della donna ma allo stesso tempo mira nel matrimonio per poter passare da servitore a padrone di locanda.Per quanto riguarda il lessico, la locandiera utilizza l'italiano comune e il veneziano, i nobili invece l'italiano colto. Trattandosi di un opera teatrale, si riscontra la presenza del dialogo in gran parte delle scene, ma in alcune di esse è presente anche il monologo, in cui il conte o Mirandolina riflettono sulla situazione.rappresentazione della nobiltà ormai decaduta che vogliono conquistare mirandolina.









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