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LA VITA È BELLA

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LA VITA È BELLA



Regista: Roberto Benigni

Scritto da: Roberto Benigni e Vincenzo Cerami

Genere: Commedia



Anno di produzione:

Durata: 2h 6’

Interpreti: Roberto Benigni (Guido), Nicoletta Braschi (Dora), Giustino Durano(Zio), Sergio Bustric(Ferruccio), Marisa Paredes(Laura, madre di Dora), Horst Bucholoz(Dott. Lessino), Giorgio Cantarini(Giosuè).




TRAMA:

Alla fine degli anni Trenta due giovani, Guido e Ferruccio, lasciano la camna per rincorrere i loro sogni in città. Guido vuole aprire una libreria nel centro storico di Arezzo, mentre Ferruccio, vorrebbe diventare poeta; in attesa che le loro speranze si realizzino il primo, aiutato da un vecchio e saggio zio, trova lavoro come cameriere al Grand Hotel ed il secondo in un piccolo negozio di stoffe.

Guido si innamora di una maestrina, che per via dell’ambiente conformista in cui vive non può ricambiare il suo sentimento, anche se ha voglia di lasciarsi andare e vivere pienamente la sua vita. Conquistare la giovane maestra è un’ impresa ardua, Guido ci prova escogitando l’impossibile: le e davanti all’improvviso, la rapisce con la Balilla, si traveste da ispettore scolastico, la incanta con furbissimi trucchi .

Dora non prende però sul serio Guido, anche perché sa che il suo destino è legato a quello di un vecchio comno di scuola al quale è promessa in sposa.

Guido continua testardo il suo piano di conquista essendo all’oscuro dell’imminente matrimonio della sua “Principessa”, finchè l’annuncio ufficiale delle nozze non viene dato una notte durante una sontuosa festa per gli eterni fidanzati al Grand Hotel dove lavora Guido, che venuto a conoscenza del segreto che affligge il cuore di Dora si dispera e ne combina di tutti i colori inciampando dappertutto.

Anche Dora però si sente inquieta, ha capito che sta per sposarsi con un uomo per il quale prova solo affetto e non amore e che fino ad allora non si era mai ribellata a ciò che le veniva imposto da persone con le teste piene di brutali mitologie imperialistiche.

Ma sa anche che c’è un uomo che la ama veramente, pieno di fantasia, che la fa ridere e mentalmente libero.



Mentre tutti gli invitati festeggiano il fidanzamento Guido, irrompendo nella sala del ricevimento in groppa ad un cavallo, strappa Dora dalla sua prigione dorata e come nelle fiabe se la porta via.

Così incomincia l’amore tra Dora e Guido, la vita di due persone semplici, una vita uguale a tante altre. Dalla loro unione nasce un bambino Giosuè, mentre l’amico di mille avventure, Ferruccio, viene portato lontano, non dai suoi sogni ma dalla guerra.

Giosuè ha cinque anni, come tutti i bambini è vivace e allegro, e odia fare il bagno; l’Italia è in guerra, i monumenti sono protetti dai sacchi di sabbia, e alla libreria di Guido in centro non va quasi nessuno.

La vita continua, anche se per chi come Guido è di lontane origini ebraiche non è semplicissimo andare avanti,ma i due genitori tentano in ogni modo di tenere allegro il loro prezioso bene, Giosuè.

Ma un brutto giorno inaspettatamente l’atmosfera gioiosa e amorosa della famiglia di Guido viene sconvolta.Vengono tutti e tre deportati, Dora va da una parte, Guido e Giosuè dall’altra, alla madre non resta che sperare e resistere, al padre salvare il ragazzino dalla bufera della guerra. Lo protegge, lo nasconde e gli nasconde l’orrore che stanno vivendo, è costretto ad essere sempre allegro, mai stanco,e gli fa credere che è tutta finzione, che stanno facendo un grande gioco collettivo.

Il piccolo Giosuè passa tra le atrocità della guerra senza rendersene conto, Guido lo restituirà alla madre allegro e pieno di voglia di vivere come quando lo aveva lasciato, anche se lui non tornerà più a casa con loro.




TRACCIA TEMATICA:

“La vita è bella” non è un film che si può definire realista: le vicende che racconta sono verosimili, ovvero si riconosce la storicità dello sfondo, anche se il genere che può essere più di riferimento è quello della favola, una favola dai risvolti tragici, ma che comunque manda a tutti un messaggio di umanità e speranza; infatti lo stesso Benigni trasforma gli scenari in modo che ci si possa sentire come sospesi tra sogno e realtà.

Questo film può essere considerato sia comico, basti pensare alla falsa traduzione delle istruzioni dell’ufficiale tedesco, e ancora prima all’imitazione dell’ispettore scolastico, sia tragico, considerando l’impatto che alcune scene hanno avuto, come l’agghiacciante montagna di corpi accatastati che sbuca dalla nebbia, per ricordare allo spettatore dove ci si trova e cosa è stato l’olocausto.

Il film di Benigni costituisce una delle più intense rivendicazioni del diritto dell’infanzia, un atto di accusa contro la guerra e il razzismo di cui i bambini sono le prime vittime.








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