ePerTutti
Appunti, Tesina di, appunto italiano

La fiaba

Scrivere la parola
Seleziona una categoria

La fiaba

La fiaba è un racconto magico, meraviglioso, ambientato in luoghi e tempi fantastici, popolato da fate e re, orchi e draghi, dove i miracoli e gli incantesimi sono all’ordine del giorno. Dove la bacchetta magica è d’oso corrente e le fate esaudiscono all’istante i desideri delle fanciulle caritatevoli e piene di buon cuore; e il bene trionfa sempre sul male. Queste sn le caratteristiche principali della fiaba, di quell’immenso patrimonio di storie ke ha accomnato intere generazioni.

Ma la fiaba nn è caratterizzata sl da questi elementi contenutistici, infatti xkè essa sia viva e svolga una funzione di intrattenimento ha bisogno di una voce narrante, qualcuno che prenda il via e inizi il racconto con l’immancabile..c’era una volta. Le fiabe sono, infatti, sempre state tramandate per tradizione orale, viaggiano attraverso lo spazio e attraversano interi continenti. I narratori sono dunque balie, contadine e artigiani che attraverso la loro voce ce le hanno trasmesse. Anche se le favole sono ambientate in castelli fantastici e in un mondo che non ha nulla di reale, ognuna ha una sua verità, perché sono una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti, infatti se notiamo troviamo i destini dell’uomo: la nascita, l’abbandono della casa paterna, la distinzione tra ricchi e poveri, la persecuzione di un innocente, l’amore, il condizionamento di forze complesse e la scoperta che la virtù e la bellezza possono essere nascoste sotto un’apparenza umile e sgradevole. La verità della fiaba è data anche dalla somiglianza dei riti di iniziazione dei giovani, cioè dal passaggio dell’adolescenza al mondo degli uomini, e per questo devono dare la prova della loro forza fisica, dell’abilità e del coraggio se è un uomo, invece un donna deve mostrarsi prudente graziosa saggia. Questi riti avvengono dopo l’abbandono della casa paterna, ci si reca nel bosco è qui, attraverso un rigoroso tirocinio, si impara a diventare uomo.



Ogni fiaba è il risultato della combinazione di funzioni e motivi fissi. Vengono chiamate funzioni le azioni compiute dai personaggi, mentre i motivi sono i motivi ricorrenti nelle fiabe che combinandosi danno vita ad innumerevoli trame. Lo schema delle funzioni + utilizzato è quello di Propp:

*  la situazione iniziale

*  l’eroe si allontana da casa per un viaggio, nel quale dovrà adempiere un incarico.

*  inizia una serie di peregrinazioni durante le quali hanno luogo le + svariate avventure.

*  l’eroe incontra un antagonista che x incastrarlo ricorre alla magia e alla violenza.

*  l’eroe cade nel tranello fatto dall’antagonista.

*  l’eroe viene messo alla prova (salvando una fanciulla ecc.)

*  x superare la prova ha bisogno di un oggetto magico, il quale gli viene dato dall’aiutante.

*  l’eroe ritorna a casa in una situazione migliore rispetto all’inizio.

*  l’antagonista viene punito

*  la vicenda si conclude cn le nozze regali dell’eroe

lo schema delle azioni ci consente anche di individuare i personaggi e i loro ruoli:

*  antagonista

*  donatore, il personaggio che dona l’oggetto magico x superare la prova

*  aiutante

*  principessa e suo padre

*  mandante, colui che affida all’eroe il compito pericoloso

*  eroe

*  falso eroe, uno spacciatore

un solo personaggio può abbracciare diversi ruoli oppure diversi personaggi possono avere lo stesso ruolo. Tra gli scrittori di fiabe + noti sono: Charles Perraut, i fratelli Grimm, Andersen, che hanno scritto le favole + belle di tutti i tempi.



La divisione in sequenze

La prima fase dell’analisi di un testo è la divisione in sequenze.

La sequenza è:

*  una porzione di testo che ha senso compiuto e che sviluppa un discorso in se

*  è legate alle sequenza che lo precedono e lo seguono da rapporti logico temporali

*  ha un inizio e una fine ben delimitati

*  è riconoscibile da un titolo costituito da una breve frase nominale o verbale

le sequenze in base al loro contenuto si dividono in :

*  sequenze narrative che presentano azioni e avvenimenti



*  sequenze descrittive che descrivono luoghi e personaggi

*  sequenze riflessive che contengono opinioni e considerazioni dei personaggi e dell’autore

*  sequenze dialogiche che contengono dialoghi tra i personaggi

le sequenze narrative sono dinamiche perché portano avanti lo sviluppo del racconto, quelle descrittive, riflessive e dialogiche sono statiche, segnano cioè una pausa della narrazione. A seconda della forma che vuol dare al racconto l’autore doserà i tipi delle sequenze, se vorrà un racconto ricco di colpi di scena e di avvenimenti userà quella narrativa, userà le altre se vuole soffermarsi sui personaggi e stati d’animo, in tal caso la narrazione sarà + lenta.


Microsequenza e Macrosequenza

All’interno di una sequenza è possibile individuare le singole azioni che la compongono, e che coincidono con le proposizioni in cui essa è articolata. Queste vengono chiamate microsequenze.

Come un insieme di microsequenze costituisce una sequenza, allo stesso modo una sequenza + lunga si chiamerà macrosequenza.

La macrosequenza è:

*  una porzione di testo + ampia con un inizio e una fine ben determinati

*  è costituita da + sequenze che sviluppano un unico tema e sono collegate tra loro da rapporti logico temporali.

La divisione in sequenze è ml utile per l’analisi dei testi narrativi, espositivi e argomentativi, con questa vengono messe in luce le strutture portanti, si coglie il nucleo del discorso, tralasciando gli aspetti meno essenziali.



Materiale informativo:

la Fiaba & il Mito

*    sia la fiaba e il mito sono le espressioni primitive che interpretano la realtà in termini fantastici e irrazionali

*    entrambi sono prima stati trasmessi oralmente poi vennero scritti

*    il mito ha x protagonisti dei ed eroi, la fiaba persone normali che occasionalmente vengono a contatto con un mondo fantastico popolato di streghe e fate e folletti.

*    il mito è un espressione del linguaggio aristocratico, la fiaba da voce e ispirazione al mondo popolare.

*    la fiaba si basa sull’invenzione ma il mito, per convenzione, stabilisce l’assoluta verità.

*    la fiaba ha come scopo quello di dilettare gli ascoltatori e ci vuole dare un patrimonio di esperienze e insegnamenti morali, il mito spiega le origini sacre del mondo e dell’uomo.

*    il linguaggio della fiaba è semplice e popolare, quello del mito è solenne e ricco di formule.



Per concludere:

la Fiaba

la fiaba è una narrazione di eventi fantastici che però nn suscita stupore, perché per una sorta di convenzione, sia l’emittente e il destinatario sanno che il soprannaturale è è la base dell’universo fiabesco.

Ogni fiaba si apre e si chiude con formule fisse, e nel finale segnano l’uscita dal mondo fantastico e il ritorno alla realtà.

La fiaba si basa su un numero limitato di funzioni (31) e di motivi ricorrenti.

Nella fiaba le azioni predominano sui personaggi e risultano significativi solo in base al ruolo che hanno.

La vicenda si conclude sempre con la vittoria del bene e racchiude una morale espressa nella conclusione.

Sia il tempo e lo spazio sono vaghi e le indicazioni temporali sono sempre generiche, i luoghi sono fissi e messi in relazione con le funzioni.

La fiaba esprime ed esaudisce i desideri di un mondo popolare e povero: saziare la fame con ricchi cibi prelibati, cambiare la propria condizione grazie ad un colpo di bacchetta,veder svolgere il proprio lavoro da animali servizievoli e conquistare immense ricchezze ecc.

Anche se poi sono state scritte il canale principale attraverso il quale è avvenuta la trasmissione e diffusione è la narrazione orale.







Privacy

© ePerTutti.com : tutti i diritti riservati
:::::
Condizioni Generali - Invia - Contatta