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La prima indagine di Montalbano



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La prima indagine di Montalbano


La prima indagine di Montalbano è un ritorno alle origini: Andrea Camilleri, infatti, ci presenta un neo-commissario ancora intento a cercar casa mentre risolve il suo primo caso.


ANALISI DELLA STRUTTURA NARRATIVA

Montalbano è agli esordi in uno sperduto paesino dell'entroterra siculo, Mascalippa, in cui inizia la sua carriera e da cui verrà trasferito a Vigata in seguito alla promozione a commissario. All’inizio si reca a visitare quest’ultima da solo, poi ci ritorna con la fidanzata Mery ed è proprio la seconda volta che assiste ad un incidente stradale al di fuori di un bar: un’auto sportiva urta quella di un signore anziano durante un sorpasso; poi le due macchine si fermano e dalla prima scendono un giovane e un uomo molto grasso che, dopo aver picchiato il povero vecchio, risalgono e partono a tutto gas.

Poco dopo, un vigile, che era presente durante l’accaduto, si avvicina con molta “flemma” all’anziano per fargli delle domande. Montalbano si offre come testimone e intanto fa notare all’agente di aver commesso un errore nel segnare il numero di targa dell’auto incriminata.

Il tempo passa, Montalbano si trasferisce a Vigata, prende casa vicino al mare, in località Marinella e fa conoscenza con i colleghi di lavoro: il simpatico Fazio, lo “sciupa-fìmmine” Mimì e il confusionario Catarella.



Un giorno il commissario viene chiamato a testimoniare per via di quell’incidente ed è proprio al palazzo di giustizia che vede per la prima volta Rosanna, una ragazza sui sedic’anni, molto bella, ferma all’entrata come se stesse aspettando qualcuno o qualcosa; la sera, all’uscita è ancora lì, poi Montalbano la ritrova in corriera e quando la vede scendere, decide di seguirla, per controllarla.

La pedina a pochi passi di distanza fino ad un quartiere povero, ma ad un certo punto la ragazza si sente male e, quando lui si avvicina per aiutarla, vede che nella sua borsetta c’è un revolver.

La porta così in commissariato per chiederle delle spiegazioni, ma lei si ostina a non parlare. Nella sua borsa, oltre alla pistola, ci sono una rosa essiccata e un elastico rosa, Montalbano fa una breve indagine e ipotizza che la ragazza avesse voluto uccidere il giudice Rosato: lei glielo conferma e gli dice, inoltre, che ad ordinarglielo è stato il suo fidanzato Pinu Cusumanu, quando era andata a fargli visita in prigione.

Il commissario scopre che Pinu era nient’altri che il ragazzo per cui era andato a testimoniare a sfavore in tribunale: il rampollo di una famiglia mafiosa molto importante, che, appena uscito di galera, aveva fatto un incidente; ecco spiegato perché il vigile aveva agito con così tanta lentezza e aveva persino sbagliato a segnare il numero di targa!

La storia quadra ma Montalbano non è convinto, mette Rosanna a lavorare a casa di un suo collega per non farle passare troppo tempo in commissariato e continua le indagini: interroga tutte le persone per le quali Rosanna aveva lavorato come badante e scopre che per un periodo di tempo la ragazza aveva ricevuto delle telefonate da un giovane, così decide d’interrogarlo.

Il ragazzo gli spiega di essere stato il fidanzato di Rosanna e di averla poi, però, lasciata, dopo che Pinu Cusumano lo aveva minacciato.

Montalbano capisce che a violentare Rosanna e metterla incinta due anni addietro, fu proprio il giovane mafioso; così va dalla ragazza e la obbliga a confessare: era lei che voleva compiere un omicidio e la vittima era proprio Cusumanu, era andata a visitarlo in prigione solo per crearsi un alibi, dato che i due quel giorno non si erano detti nulla. È quest’ultimo, quello della confessione di Rosanna, il momento culminante della vicenda.

In questo racconto, fabula e intreccio non coincidono per pochissime (e inevitabili) analessi, come “poco dopo” o “il giorno seguente” e prolessi: piccole anticipazioni sulle indagini ma anche sulla vita futura del commissario; probabilmente si tratta di allusioni agli altri libri della saga.

Le macrosequenze che saltano subito agli occhi sono: la promozione di Montalbano con il relativo trasferimento, l’incontro con Rosanna, le lunghe indagini che si susseguono e, infine, la risoluzione del caso.


ANALISI DEI PERSONAGGI

Salvo Montalbano, protagonista della storia, ci viene subito presentato come un giovane commissario che odia l’entroterra e adora il mare, tanto da non riuscire a vivere lontano dalla costa; ma tutte le altre sue caratteristiche emergono per gradi col proseguire della lettura. Egli appare come un personaggio sia dinamico che a tutto tondo, poiché evolve durante il corso della storia e risulta, inoltre, un personaggio ben definito.

L’autore, essendo anche il narratore onnisciente, per caratterizzare il protagonista fa uso di una forte “aggettivazione giudicante”, spesso proprio in dialetto siciliano, riuscendo a far intendere al lettore molti tratti della personalità di Montalbano con poche parole.

I personaggi secondari più importanti sono tutti aiutanti del protagonista, come gli agenti del commissariato e Mery, la fidanzata; e ognuno di loro ha delle caratteristiche particolari, come la fissa di Fazio per i dati anagrafici, ma proprio perché queste loro particolarità non cambiano (quindi sono statici) e oltre a quest’ultime l’autore su di loro non dice nient’altro di più importante, alla fine risultano essere solo di “appoggio” al protagonista, il quale li “sfrutta” per proseguire con le indagini.



In questo racconto non e un antagonista vero e proprio, perché non esiste neanche un assassino: tutto si gioca su un omicidio incompiuto; al massimo, si può trovare la ura di un cattivo in Pinu Cusumanu, il mafioso che violentò Rosanna.

Un altro elemento che gioca un ruolo nella vicenda, è il mare: se Montalbano non l’avesse amato così tanto, probabilmente non sarebbe finito a Vigata e questa storia non sarebbe nemmeno successa.

L’autore ha molto a cuore Montalbano, nel senso che prova molta simpatia per lui e a volte lo usa come “mezzo di comunicazione” per esprimere le sue idee.


DIMENSIONI SPAZIO-TEMPORALI

La vicenda si svolge inizialmente a Mascalippa, poi si sposta a Vigata: quest’ultima recentemente è diventata una località reale, poiché Andrea Camilleri ha dato il suo consenso al comune di Porto Empedocle (suo luogo di nascita), che gli aveva chiesto di poterlo adottare come secondo nome; in verità la città di Vigata esisteva già in precedenza, perché tutti i luoghi che l’autore descrive hanno una corrispondenza nella realtà, addirittura l'osteria San Calogero ha lo stesso nome di quella vera!

La descrizione dei luoghi è abbastanza oggettiva, però è Montalbano stesso a commentarli nei dialoghi ma soprattutto nei monologhi, andando ad influenzare la fantasia del lettore; Mascalippa appare, infatti, un luogo triste e opprimente, Vigata, invece, allegro e rassicurante: si deduce, quindi, che l’ambiente in cui si svolgono i fatti corrisponde allo stato d’animo del protagonista.

L’arco di tempo in cui si svolge la vicenda non è indicato chiaramente, ma si può desumere da alcune indicazioni temporali, si tratta, comunque, di una quindicina di giorni.


POSIZIONE DEL NARRATORE

Il narratore, l’autore stesso, è esterno e prevale la focalizzazione di tipo “zero”, non esiste un personaggio narratore.


TECNICHE NARRATIVE E STRUTTURE LINGUISTICHE

La struttura sintattica del testo è semplice e i periodi sono formati in prevalenza da un’unica proposizione; prevale la paratassi.

Nel racconto prevale il narrato, ma non mancano neanche i dialoghi e i monologhi; quest’ultimi sono tipici di Montalbano quando riflette passeggiando lungo la spiaggia o sul suo scoglio preferito per cercare di mettere a posto le idee e andare avanti con la risoluzione del caso.

Nel testo è rilevabile un uso molto particolare della lingua, o meglio, del dialetto siciliano, che si trova un po’ ovunque: si va dal verbo “taliare” col significato di “guardare”, fino alla congiunzione “macari”, che vuol dire “anche”.

La funzione di questo linguaggio è quella di coinvolgere ancora di più il lettore nella storia e nel mondo siciliano.


Questa storia mi ha appassionato molto e, superata la difficoltà del dialetto siciliano, credo che meriti veramente di essere letta.







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