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L’argomento della poesia di Montale

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L’argomento della poesia di Montale,come di ogni possibile poesia , è la condizione umana tanto impenetrabile, e non questo o quell’argomento storico,ben intendendo,però,che ciò non significa estraniarsi dal mondo .Così dichiara il poeta in un’intervista del ’51 precisando che avendo sentito sin da piccolo la disarmonia con la realtà,non potrà che essere questa la sua ispirazione.Ed egli ritiene che tale disarmonia sia una condizione propria dell’essere che va oltre il tempo e la storia,infatti ancora ne La bufera e altro egli parla del Male di Vivere,argomento principale della sua prima opera Ossi di Seppia.

Montale cerca di evadere da tutto ciò che condiziona e identifica il punto di evasione nella “maglia rotta” di una rete che ci stringe e ci imprigiona,ed invita a fuggire,a raggiungere la libertà.Un desiderio di salvazione dunque,che da ragione di vita a chi resta al di qua della “muraglia”.Un desiderio di superare la condizione liminare dell’uomo attraverso la poesia,chiede una “seconda vita”il cui tramite è la poesia stessa.

Di qui il senso umano e poetico del suo Diario Postumo. L’opera contiene poesie che portano tutte la firma dell’autore con la dedica ad una donna che egli conobbe,Annalisa Cima,poesie in parte ispirate anche a lei.Raggiunto il numero di 66 composizioni,le distribuì in 11 buste da far pubblicare,cinque anni dopo la sua morte,ogni anno in numero di sei liriche per volta.La Cima pubblica il Diario nel 1981 e comprende,insieme ad una busta di 6 liriche ,più altre 18 trovate per caso,24 poesie inedite.In tutto sono 84 poesie,riunite sotto il titolo di Diario postumo:66 poesie e altre,datate in occasione del centenario della morte di Montale nel 1996.Tale opera è l’ottava e l’ultima,e si collega all’intera produzione dell’autore segnandone così un continuum.Ed è da ciò che si comprende il segreto del Diario(1969-l979),che non è altro che il desiderio del poeta di andare al di la delle cose,di farsi ricordare,ecco perché la distribuzione in buste da pubblicare un po’ per volta.Possiamo quindi considerarlo come un “secondo testamento”, un testamento spirituale,come segno di una poesia o di una vita che continua nel tempo,per superare la condizione temporale ed aprirsi verso il futuro attraverso la memoria e la speranza.Ed è proprio la ura della donna angelicata ,metafora di salvazione,di superamento del male.E’ colei che lo aiuta a trovare un varco nella “rete” offrendogli un sentimento nuovo di continuità che rappresenta un dono,ricevuto e dato come nuovo “annuncio” di amore e di poesia.



Per tali motivi non bisogna definire quest’opera un” Diario dell’aldilà”,ma al contrario,un diario di vita per la volontà del poeta di continuare ad essere comunque presente.

Anche in questo Diario Montale avverte l’inesorabilità dello scorrere del tempo,e cerca il senso del mistero e della verità delle cose che forse,come lui afferma, si trova in qualche luogo dell’Universo o nel fondo di una bottiglia abbandonata sulla battigia.Avverte la solitudine desolata dell’essere(la spiaggia)e si interroga per cercare di capire il proprio destino,il mistero dell’oltre per superare il senso della fine e della morte .Ma,alla fine,si rende conto che nulla torna,se non il ricordo. E come Leopardi,trova nella rimembranza una ragione di vita,ciò che lo aiuterà ad essere presente anche dopo la sua fine terrena. Quindi,nonostante la montaliana “Divina Indifferenza”,la speranza non cessa mai di esistere,e nonostante ancora la coscienza che essa esista,non comporta l’annullamento del divino,in quanto il poeta afferma:”nell’aldilà io mi voglio divertire”.

In questa particolare prospettiva dell’oltre va inquadrata la ura della donna-angelo che già nella bufera è motivo di sublimazione.Scrive Montale negli ossi di Seppia:”Portami il girasole impazzito di luce”rivolgendosi alla donna,perché è lei metafora di salvazione che dona al poeta la pianta della vita,il girasole appunto,in una delle sue poesie più belle ,Nel giardino,ambientata sotto un cielo azzurro e terso.Non si ferma quindi il realismo di Montale,c’è sempre speranza. Ed anche nel Diario,la donna appare come un’aurea ura portatrice di luce.

Così nel male della storia non rimane che “ricordo e dulia”derivanti rispettivamente dalla poesia e dalla donna,entrambi simbolo di salvazione.Ritornando a “Nel Giardino”,la poesia diventa un incontro che trasporta in alto,sulle ali del sogno,nei luoghi cari alla memoria. E se il tramonto segna subito il ritorno al reale,la memoria evocatrice riporta ad altri tramonti e ad altre aurore. E Montale,durante questa apparizione di salvezza,esprime i suoi sentimenti alla donna,le dona una fronda a formadi ghirlanda e in cambio chiede un incontro e un altro ancora a lei,giovane Saffo,che è la sua ispiratrice e che da senso alla parola e alla poesia.

Anche il poeta,in quanto generatore di poesia,è salvazione,amore,nella luce diffusa del tramonto in “Come madre,tra le più belle poesie della raccolte:nella ritualità della luce e del vento .I due elementi sono due archetipi dal valore simbolico-metafisico,il vento è animazione,è qualcosa che ti scuote e che ti fa amare la vita,così come la luce,e si collocano sulla scia di quella prospettiva dell’oltre che richiama altre realtà in quanto alludono all’aldilà,allinfinitezza,alla libertà dalla prigionia del reale.Ed è questa la dimensione metafisica che permette l’evento,l’incontro,durante il quale si supera il peso dell’essere e si abbandona il ritmo quotidiano della vita.



Nel contrasto tra reale ed ideale si opera il miracolo:la vita che anche il poeta sente di trasmettere attraverso il ricordo e che è anche amore. E proprio in questo sentimento dell’oltre consiste l’Attesa montaliana,sogno continuo che l’uomo ha nelle cose, che è il bisogno di avere un punto di riferimento,di trovare nella poesia la salvezza dal male di vivere.

Male di vivere a cui resta fedele il poeta anche in quest’ultima opera,e quanto più il pessimismo si fa cosmico,più egli cerca una ragione e chiede una risposta cosmica.perciò la poesia è attesa e amore.Il sentimento della donna angelicata,la ricerca di un “tu” e di un “oltre”,il sentirsi generatore di poesia,l’atmosfera stessa di questo Diario si ricollega al primo Montale:in quel sentimento di circolarità della poesia e dell’essere in cui si esprime la poesia di tutti i tempi.Ciò significa che le cose non si fermano in se stesse ma si muovono attorno ad un ben preciso motivo:il Male di vivere che occorre superare tramite la poesia.

Non si può non notare la tristezza di questo Diario Postumo,che sembra un’amarezza senza scampo.Infatti il poeta avverte il bisogno di oltrepassare il “varco” senza perdere la speranza,ma sembra non attendersi che il “niente”.(Il pessimismo è più forte in quanto il poeta è in fin di vita).Afferma che, come barche, vorremmo approdare verso nuovi lidi,desideriamo varcare,quindi,la soglia dell’Infinito anche se siamo coscienti dei nostri limiti.Tale volontà è simile a quella di Leopardi ma la differenza è che Montale ha sempre un barlume di speranza.

L’amarezza diventa più desolata,poi,nella poesia “Tutto è ormai diruto”,in cui sembra che non ci sia più possibilità di salvezza ed emerge di nuovo la Divina indifferenza in quanto il poeta paragona la condizione sua e quella degli uomini a quella dei burattini.Ma anche nelle più totale disperazione,dall’ultimo rigo della poesia si evince il sentimento di speranza che da la forza di emergere anche dall’antro più profondo.

Quindi anche in Ossi di seppia,come nel Diario,c’è l’invito a un oltre,perché tutta la poesia deve essere un dono che permette di trovare il “varco”.






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