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RECENSIONE Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen

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RECENSIONE



Titolo: Orgoglio e pregiudizio

Autore: Jane Austen

Edizione: Mondadori

Luogo e data di pubblicazione:

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Il nucleo centrale del romanzo è  costituito dalla vita quotidiana della medio-borghese famiglia Bennet sul finire del Settecento, e dagli amori delle lie. La più grande, Jane, si innamora del nuovo e ricco vicino, il signor Bingley, affascinato anche lui dalla ragazza. Ma all'improvviso questi torna a Londra, ed Elizabeth, la secondogenita, scopre che l'allontanamento da Jane gli era stato consigliato dal suo nobile amico Darcy, tanto odiato da Eliza per la sua altezzosità. Intanto le ragazze più giovani cercano di conquistare gli ufficiali che sono al villaggio e Lydia scappa con uno di loro, il generale Wikham. Grazie a Darcy, che agisce per amore di Elizabeth, i due giovani fuggiti vengono trovati e fatti sposare. In seguito a questo e vari eventi, Elizabeth si ricrede sul conto di Darcy e la storia si conclude nel migliori dei modi: i due si sposano felicemente, e Bingley chiede la mano dell'amata Jane.




Jane Austen rappresenta con realismo ed eleganza la vita del suo mondo e del suo tempo, incentrando la sua attenzione su Elizabeth, probabilmente la ragazza in cui lei stessa si rispecchia. La vicenda sembra quasi sospesa in un posto incantato, dove il problema più grave è trovare marito, dove gli abitanti non si curano di ciò che succede al resto del Paese, un posto fatto solo di tè e inutili balletti, a cui si aggiungono i dovuti pettegolezzi dell'ultima ora. Insomma, l'autrice avrà anche fedelmente rappresentato la realtà e avrà azzeccato lo stile (oserei dire noioso e pesante come del resto lo scenario e la trama), ma non ho trovato davvero nulla di interessante nel libro, escludendo quella poca ironia spruzzata qua e là. Elizabeth e suo padre sono gli unici personaggi poco odiosi, la prima per la sua determinazione e sincerità, il secondo per la comprensione verso le lie, al contrario della madre, persona invadente e chiacchierona. Le sorelle più giovani sono davvero sciocche, Mary è piuttosto ridicola con i suoi discorsi che dovrebbero renderla brava e colta agli occhi altrui, e il cugino Collins risulta ancora più goffo e buffo. Bingley e Darcy sono molto seri,sinceramente non trasmettono nulla nel corso della storia.

La prima metà del libro è molto pesante da leggere per via dei numerosi discorsi tenuti dai personaggi riguardo temi poco interessanti, o resi tali dal modo in cui vengono trattati, a cominciare dal linguaggio. Durante la seconda metà del libro c'è più “azione”, e il lettore può sentirsi più preso dalla vicenda. Ecco che alla fine, però, il libro delude di nuovo: la storia si conclude nel modo che tutti ci saremmo aspettati da quando eravamo a ina 30.



Vengono toccati temi come il matrimonio, che era spesso deciso dai genitori e con l'interesse di guadagnare, il ruolo della donna, la quale però non dà segni di ribellione (solo Eliza tiene ad essere rispettata in quanto donna), i confini sociali difficili da abbattere. Carina la morale del pregiudizio che non bisogna avere perchè ci sono tutte le possibilità che sia sbagliato. Ad ogni modo, ho trovato solo messaggi poco profondi e banali, morali che avrei potuto benissimo trovare ne “La bella e la bestia” o “Aladdin” sintonizzandomi su Disney Channel.

Molto probabilmente se questo romanzo viene considerato un capolavoro, la mia lettura assolutamente negativa dell'opera è dovuta alla mia superficialità o poca “sensibilità” nei confronti di un romanzo tanto romantico. Eppure non ho trovato nulla di significativo in quella storia che dovrebbe somigliare a una vicenda realmente accaduta, mentre è più simile a una fiaba. Perlomeno la Austen ci ha risparmiato un esplicito “e vissero tutti felici e contenti”.








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