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Schedatura del Libro - La casa degli spiriti

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Schedatura del Libro

La casa degli spiriti




Isabel Allende è nata a Lima (Perù) nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1975 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti. Con il suo primo romanzo La casa degli spiriti del 1982, si è subito affermata come una delle voci più importanti della narrativa contemporanea in lingua snola.


Una domenica mattina si scoprì che Rosa la bella era morta per aver ingerito della grappa avvelenata. Venne spedito un telegramma al suo fidanzato, Esteban Trueba, che lavorava in miniera per far fortuna per poi sposare Rosa.  Egli decise di andare alla tenuta di famiglia in camna, Le Tre Marie, ma quando arrivò trovò le coltivazioni e la casa in rovina. Egli riportò le Tre Marie all'antico splendore e per alleviare le sue sofferenze violentò molte giovani contadine, tra le quali Pancha Garcia, che diede alla luce Esteban Garcia. Nove anni dopo Esteban Trueba ritornò dalla famiglia Del Valle per chiedere la mano di Clara, sorella di Rosa. Con i nuovi sposi andò a vivere la sorella di Esteban, Ferula, che col passare del tempo si attaccò morbosamente a Clara. Ben presto la ragazza rimase in cinta di Blanca e in seguito dei due gemelli Jamie e Nicolas. La famiglia Trueba passò molto tempo alle Tre Marie, dove Blanca conobbe Pedro Terzo Garcia, il grande amore della sua vita, con cui si incontrava in segreto; ma una notte vennero sorpresi dal conte Jean de Satigny, che raccontò tutto a Esteban, il quale, quando scoprì che Blanca era incinta, la fece sposare col conte, per non creare scandalo. Clara si ribellò alle decisioni di Esteban, ma questo la picchiò facendole perdere parecchi denti: da quel momento i due smisero di parlarsi e non lo fecero mai più.



Blanca scoprì che suo marito era un pervertito, per questo motivo scappò e arrivò a casa appena in tempo per partorire sua lia, Alba. Cresciuta, Alba conobbe Miguel, un socialista rivoluzionario, che la coinvolse nell'occupazione dell'Università e nel movimento di sinistra. Clara morì, lasciando a Blanca i suoi gioielli e ad Alba i quaderni in cui aveva scritto la sua vita. Esteban si candidò alle elezioni ma, a sorpresa, vinse la sinistra. La destra iniziò così a boicottare il governo, con l'aiuto degli USA, fino a un golpe militare, durante il quale il presidente venne ucciso, insieme a Jaime e molti altri. Miguel dovette nascondersi, mentre Blanca scappò insieme a Pedro Terzo, diventato un famoso cantante delle idee comuniste. Alba, che aiutava i ricercati a nascondersi, venne fatta arrestare, picchiata e violentata da Esteban Garcia, che voleva vendicarsi del padre. Esteban non sapeva come fare per liberare la nipote e si rivolse a Transito Soto, una prostituta alla quale molti anni prima aveva dato dei soldi per realizzare i suoi sogni. Ella riuscì a fare liberare Alba, che ritornò a casa da suo nonno e, con lui, iniziò a rimettere a nuovo la casa. Poco dopo Esteban morì, assistito dalla nipote e dal ricordo di Clara e Rosa. Alba iniziò a leggere i quaderni di sua nonna e nella notte prima del funerale del nonno, mentre vegliava il suo cadavere, iniziò a scrivere la storia della sua famiglia.









Il personaggio che ho deciso di analizzare è Esteban Trueba, perché è il personaggio centrale del romanzo, su cui si impernia tutta la vicenda. Egli si presenta inizialmente come un ragazzo ambizioso che vuole il meglio per se e per chi ama, ma la perdita dell’amata Rosa lo trasforma in un uomo irascibile e testardo, crudele e violento. Stupra moltissime giovani contadine seminando la camna di li illegittimi, per placare la sua ira, fino a quando decide di sposare Clara. Egli si innamora di lei ogni giorno di più, e le dedica una miriade di attenzioni. I suoi li non rappresentano per lui una priorità: non dedica loro molto tempo e non li assiste nella loro crescita.



Col passare del tempo la sua ura, una volta possente e robusta, si indebolisce e si raggrinza, come un frutto disidratato: diventa piccolo e vecchio, ma non per questo diminuisce la sua determinazione nelle sue azioni, come, ad esempio, nella lotta contro il comunismo, della quale è stato un forte promotore, se non lo stesso leader.



Per quanto mi riguarda non ho avuto grosse difficoltà nel leggere questo libro, se non nel collegare le varie parti del romanzo tra loro e seguire il filo della storia: la fatica che ho fatto è stata nel distinguere e nel focalizzare i cambi di scena, di personaggi e soprattutto del narratore. Ci sono momenti nel libro in cui il narratore passa dalla terza persona alla prima, e questo disorienta un po’. Inoltre non ho apprezzato le anticipazioni che l’autrice ha talvolta inserito nella narrazione: parla di eventi futuri nella storia della famiglia che dovranno accadere, ma che poi, in seguito, non vengono mai più menzionati. Penso però che questo sia un particolare soggettivo dato dal fatto che probabilmente non ho apprezzato lo stile dell’autrice.

Il romanzo in se è da lodare per la complessità della struttura e per come Isabel Allende sia riuscita a far rientrare in un solo libro le vicende di quattro generazioni, ma a mio parere assomiglia, per certi versi, alla prosa di una telenovela a puntate.

In conclusione posso dire di aver letto questo libro con interesse, ma di non averlo gradito del tutto.






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