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Sviluppo delle Telecomunicazioni e la loro influenza sui processi di produzione

Sviluppo delle Telecomunicazioni e la loro influenza sui processi di produzione


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Sviluppo   delle Telecomunicazioni e la loro
influenza sui processi di produzione.

Dopo aver esaminato il bilancio dell’Italtel S.p.a., torniamo a parlare delle telecomunicazioni e della loro influenza sui processi di produzione.

Le comunicazioni a distanza sono state inoltrate, nelle varie epoche storiche, con diversi procedimenti ce nei tempi antichi avvenivano essenzialmente attraverso messaggi (posta) o attraverso segnali (segnali di fumo o quelli dei tamburi). Successivamente emerse l’esigenza di una trasmissione rapida e al tempo stesso ricca di contenuto, si rese così indispensabile la messa a punto di un codice complesso. Ciò si verificò a partire dal XVII sec., con la bandiere di segnalazione utilizzate sulle navi, poi con il telegrafo Chappe alla fine del XVIII sec., fino alla rivoluzione delle tecniche della comunicazione a distanza avvenuta con l’applicazione dell’elettricità (dapprima il telegrafo elettrico, che richiedeva la conoscenza di un codice da parte di un operatore; in seguito il telefono in cui la comunicazione usava direttamente il linguaggio umano). Il contributo del telegrafo e del telefono alla mondializzazione degli scambi fu notevole, permettendo di mettere rapidamente in relazione aree anche molto lontane tra loro e iniziando quel fenomeno di “rimpicciolimento” del mondo che caratterizza i giorni nostri.




L’evoluzione dei mezzi di telecomunicazione diviene rapidissima nel secondo dopoguerra, con la parallela crescita di importanza della circolazione dell’informazione. Flussi di idee, dati, notizie, e capitali (che quasi mai sono trasferiti materialmente) circolano continuamente da luogo a luogo, specialmente nei paesi industrializzati, e il collegamento in “tempo reale” con fatti e situazioni lontani ha già forti conseguenze sulla vita di ogni giorno (basta ricordare il ruolo delle trasmissioni televisive via satellite, il fax, l’influenza della trasmissione immediata dei dati borsistici o economici di altri paesi, ecc.)

Nessun settore dell’attività umana può prescindere dalla conoscenza di dati e notizie; ciò vale per la vita quotidiana degli individui e delle famiglie, ma ancora di più per le imprese che, senza questi flussi di informazione, in un’economia moderna non potrebbero nemmeno esistere. L’intero ciclo di funzionamento delle imprese, dall’approvvigionamento alla produzione, dal marketing alla gestione del personale è legato a un più o meno complesso sistema di comunicazione. In questo senso l’informazione si aggiunge alle materie prime tradizionali, come i minerali, le fonti energetiche, l’acqua, ecc., quale fattore della produzione in tutti i tipi di società, ma in particolare in quella “postindustriale”.

L’importanza dell’informazione è sottolineata dal fatto che un terzo della forza lavoro nell’Europa occidentale svolge attualmente mansioni relative all’elaborazione e alla diffusione di informazioni. Oltre che materia prima l’informazione è anche prodotto finito, da vendere sia alle imprese che alle famiglie. Questo carattere di prodotto di consumo è evidente nei paesi in cui è possibile l’allacciamento domestico alle reti telematiche: attraverso un’intensa proanda commerciale si moltiplicano gli inviti ai servizi più disparati tramite terminale.

Come nelle società industriali la necessità di trasportare le materie prime (minerali, idrocarburi, ecc.,) e i manufatti ha determinato lo sviluppo sempre più massiccio di vie e mezzi di comunicazione, così l‘informazione sta producendo in questi anni un’analoga rivoluzione delle telecomunicazioni. Il crescere della mole di informazioni circolanti, da un lato, e i progressi tecnologici, dall’altro, tendono sempre più a separare la circolazione delle notizie da quella delle merci. La circolazione delle informazioni tende ad assumere una propria autonomia; essa infatti si differenzia dalle vie di comunicazione tradizionali nei vettori, nei tempi di trasporto e anche nella geografia delle reti.

I servizi attivati attraverso la reti di telecomunicazioni possono quindi essere fattori di differenziazione economica tra regioni.

Attualmente le differenze tra regioni di paesi sviluppati e sottosviluppati sono molto forti.

Per cercare di recuperare il ritardo, alcuni paesi del Terzo Mondo stanno sviluppando programmi di potenziamento delle proprie reti di telecomunicazione. In questo senso assumono notevole importanza i satelliti per telecomunicazione, che permettono di trasmettere messaggi e immagini via etere, là dove le infrastrutture terrestri (cavi telefonici) sono carenti.

Va però precisato che anche nel caso dei satelliti il peso dei paesi sviluppati è preponderante. La gestione dell’orbita equatoriale geostazionaria è a questo proposito emblematica. L’orbita geostazionaria è fondamentale per la trasmissione dell’informazione via satellite ma è già quasi occupata da satelliti europei, statunitensi, russi e giapponesi, mentre solo pochi paesi in via di sviluppo (Brasile, India, Indonesia, Cina) hanno propri satelliti in posizione orbitale.

Sebbene le telecomunicazioni forniscano vantaggi anche alle singole imprese, che possono accedere a informazioni in passato fuori della loro portata, sono le grandi multinazionali a trarne i maggiori vantaggi. Queste imprese attraverso la telematica hanno ampliato il raggio d’azione e oggi tendono a dotarsi di proprie reti di telecomunicazioni e di proprie banche dati.



Le telecomunicazioni rappresentano la branca più avanzata del settore terziario e forniscono, sotto il profilo operativo, la base tecnologica che consente la globalizzazione. Grazie a esse le informazioni tecniche, economiche, commerciali e finanziarie, potendo essere scambiate 24h su 24, divengono beni di consumo, il cui prezzo e determinato dalla rapidità e tempestività con la quale esse “viaggiano”.

La rivoluzione telematica incide non soltanto sull’economia e sulla politica globale, ma modifica profondamente anche il ruolo dell’identità culturale. Attraverso lo sviluppo di mezzi di comunicazione, infatti, è aumentato il grado di interdipendenza tra regioni, anche quelle più lontane.

Le attuali caratteristiche dell’organizzazione industriale e della struttura del mercato del settore delle telecomunicazioni, almeno nella maggior parte dei paesi europei, sono lunghi dall’assicurare non solo che le condizioni per l’efficienza dinamica nelle reti di telecomunicazione siano effettive, ma anche che i livelli minimi dei prezzi possibili siano effettivamente praticati.

Diventa allora obiettivo centrale della politica economica oltre che industriale il disegno di un appropriato meccanismo di regolamentazione, che tenga conto degli importanti effetti delle condizioni di offerta di telecomunicazioni sul resto del sistema economico.

L’organizzazione dell’industria dei servizi di telecomunicazione sembrava essere plasmata dal ruolo persuasivo di rendimenti crescenti di quattro tipi diversi: 1) economie di scala, cioè la riduzione dei costi medi all’aumentare della dimensione della rete; 2) economie di densità, cioè la riduzione dei costi medi, per dati livelli dei costi fissi, all’aumentare del volume del traffico; 3) economie di scopo, ossia la riduzione dei costi medi all’aumentare dei servizi offerti; 4) esternalità di domanda, cioè la relazione positiva tra il vantaggio che ogni utente ricava dal proprio accesso alla rete e il numero complessivo di utenti che hanno accesso alla medesima rete.

Il cambiamento tecnologico nel campo delle telecomunicazioni è caratterizzato attualmente da un’interazione triangolare tra i grandi utenti, i produttori degli impianti e gli operatori di rete. Le conseguenze di questo cambiamento nel processo innovativo sono molto importanti. Non solo viene messa sempre più in discussione la quasi integrazione verticale tra produttori di impianti e operatori di rete, ma lo è anche di più la stretta integrazione verticale tra i vettori e i fornitori di servizi del settore delle comunicazioni.

Il mutamento tecnologico ha agito sulle complementarietà sia verticali che orizzontali nell’ambito di una molteplicità di industrie, che comprendono non solo le tradizionali funzioni della fornitura di servizi di telecomunicazione come la trasmissione, la distribuzione, la segnalazione e la commutazione, ma anche l’informatica e la televisione. Gli effetti sono complesso e non facili da valutare pienamente. Tuttavia possono essere classificati in tre gruppi distinti: 1) effetti centripeti orizzontali; 2) effetti centrifughi orizzontali; 2) effetti centrifughi verticali.

Il cambiamento tecnologico introdotto sin dalla fine degli anni ’70 mostra forti effetti centripeti dal momento che assembla una vasta classe di servizi, come la comunicazione telefonica, la trasmissione dati via computer e la comunicazione video, che possono tutte essere distribuite per mezzo di reti di telecomunicazione con costi fissi elevati che favoriscono economie di densità. Allo stesso tempo la direzione del cambiamento tecnologico presenta anche effetti centrifughi non solo perché ha ridotto il ruolo delle economie di scala ; ma anche per il declino del ruolo delle economie di densità dovuto alla riduzione dei livelli dei costi fissi in molte componenti delle rete. Ancora più importanti sembrano essere i nuovi effetti di deverticalizzazione che stanno producendo una molteplicità di media alternativi, per esempio la comunicazione via satellite o la comunicazione mobile, che favoriscono nuove forme di competizione tra i media e riducono la complementarietà tra le infrastrutture di emissione e la comunicazione virtuale, così da rendere sempre più possibile la specializzazione di imprese in due distinti settori, tipo l’offerta di hard-networks e la fornitura di servizi di comunicazione.



In effetti l’introduzione di nuove tecnologie comporta importanti cambiamenti nella struttura tecnica dell’industria perché esse rendano possibile: 1) incrementare la separabilità tra le funzioni base della rete; 2) incrementare la competizione tra i media in relazione a differenti possibili soluzioni riguardanti la fornitura di servizi diversi parzialmente sostituibili tra loro, ad esempio la trasmissione satellitare versus, la trasmissione via fibre ottiche o la telecomunicazione cellulare; 3) incrementare la separabilità dell’offerta di servizi dal funzionamento della rete; 4) ridurre i livelli assoluti dei costi fissi e quindi il ruolo delle economie di densità per quanto riguarda la commutazione e la trasmissione, ma non la distribuzione.

Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella vasta gamma delle loro applicazioni hanno sconvolto l’intera struttura del processo produttivo e ne hanno modificato dalle fondamenta i criteri di efficienza.

Il boom delle telecomunicazioni c’è stato nel corso degli ultimi dieci anni, nei quali è cresciuta la consapevolezza dell’importanza per lo sviluppo socio-economico di un Paese, dell’accesso alle infrastrutture e ai servizi di comunicazione. Questa presa di coscienza ha stimolato l’espansione delle reti pubbliche di telecomunicazioni per la trasmissione di voce e dati. La richiesta di una seconda linea telefonica domestica, determinata a sua volta da un maggiore accesso a Internet. Tale richiesta di reti di accesso ad alta velocità, guidate da Internet, sembra destinata a generare la prossima ondata di sviluppo di infrastrutture e a fornire nuovi canali di comunicazione multipla.

La domanda di reti di accesso a Internet ad alta velocità sta spronando anche le TV via cavo a potenziare le rispettive reti per offrire servizi interattivi oltre ai tradizionali servizi di radiotelediffusione. Le emittenti TV via cavo e via satellite stanno sviluppando tecnologie che consentiranno la trasmissione dei servizi Internet utilizzando lo spettro delle radiofrequenze.

Sempre nell’ultimo decennio, grazie a lunghe trattative, riunioni, conferenze tra politici, economisti, ecc., si è giunti alla conclusione che in ogni Paese debba essere rilasciata più di una licenza per la telefonia mobile e fissa. I governi devono garantire la competizione a livello di infrastrutture per la telefonia “fissa” e mobile, permettendo ai nuovi operatori di istallare i loro cavi e le loro centraline. Inoltre i governi devono decidere il numero dei concorrenti ammessi in un dato segmento di mercato, quanto dovranno are per ottenere la concessione, o quali servizi sarà permesso loro di offrire. Queste scelte condizioneranno le dinamiche della competizione, i profitti, i prezzi di mercato e la rapidità dei cambiamenti.

Infine possiamo dire che Internet nel 2000, che è il mezzo più usato e conosciuto di comunicazione oggi, è come l’industria dell’automobile all’inizio del 1900, dove bastava mettere “motor” per creare ricchezza, invece oggi la parola per creare ricchezza è “net”.





L’ondata di fusioni e acquisizioni che si stanno verificando negli Stati Uniti, in Europa e a livello mondiale negli anni ’90 suggerirebbero comunque che molti manager ritengono ancora che le economie di dimensione sono molto importanti in questo settore.







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