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Tra le due guerre

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Oval: 4Tra le due guerre



La corrente letteraria caratterizzata dall’uso del frammento è l’ERMETISMO.

Tale corrente si sviluppa nel periodo tra le due guerre mondiali, caratterizzato, in Italia, dalla dittatura fascista, instauratasi nel 1925 sotto il governo di Benito Mussolini.

Mussolini ebbe successo perché seppe coniugare due strategie: quella della violenza (rappresentata dalle squadre fasciste o squadristi, il braccio armato dei fasci di combattimento fondati da Mussolini) e quella della legalità (riuscì a raccogliere consensi della classe dirigente e quindi conquistò anche i liberali che la rappresentavano).



Nel 1921 furono indette le elezioni a cui i fascisti e i liberali si presentarono uniti come blocchi nazionali (coalizioni di liste). I fascisti entrarono quindi per la prima volta in Parlamento con 35 deputati tra cui Mussolini, il quale vi cominciò la propria proanda contro Giolitti ed i suoi provvedimenti come la tassa sul capitale (tassa sui beni mobili e immobili che gravava sugli industriali che si erano arricchiti durante la prima guerra mondiale).

Nel 1922, durante il governo Facta, Mussolini aveva più che raddoppiato gli iscritti al suo partito. Visto l’appoggio, decise di fare, il 27 ottobre 1922, la marcia su Roma, un colpo di Stato che servì a convincere Vittorio Emanuele III a dare le redini del governo in mano a Mussolini il 28 ottobre dello stesso anno. Mussolini inizialmente presiede un governo di coalizione con liberali e cattolici; all’opposizione c’era la sinistra rappresentata dai socialisti e dal Partito comunista, formatosi nel 1921 dai massimalisti che avevano abbandonato il PSI.

Due eventi chiave trasformarono il governo in dittatura:

*      L’adozione di una NUOVA LEGGE ELETTORALE basata su un sistema maggioritario; due terzi dei seggi andavano alla lista, alla coalizione che otteneva la maggioranza dei voti alle elezioni. Nel 1924 fascisti, liberali e cattolici ottennero la maggioranza assoluta in Parlamento.

*      Nel 1924: DELITTO MATTEOTTI. Nelle elezioni erano stati commessi i brogli e la lista di Mussolini fu denunciata dal socialista Giacomo Matteotti che fu assassinato. Le opposizioni abbandonarono il Parlamento per lo scandalo, a questo doveva seguire l’intervento del re che però non ci fu e l’opposizione rimase fuori del Parlamento.

Dal 1925 l’Italia diventa STATO DI REGIME e inizia la dittatura fascista.

Nel 1925-26 Mussolini applica le LEGGI FASCISTISSIME:

*      Il capo del governo era responsabile del suo operato solo davanti al re, che era l’unico a poterlo destituire (ma Mussolini era sicuro che il re non lo avrebbe mai destituito); nomina i ministri;

*      Parlamento esautorato dei suoi poteri, tutto quello che veniva discusso in Parlamento doveva essere prima approvato dal capo del governo. Potere esecutivo e legislativo nelle mani del duce;

*      Tutti i partiti dichiarati fuori legge ad eccezione di quello fascista, elimina così l’opposizione.


Stabilisce strumenti specifici di repressione per chi va contro l’ideologia fascista:

*      TRIBUNALE SPECIALE. Costituito da tribunali fascisti. Coloro che venivano portati di fronte al tribunale speciale, erano automaticamente condannati;

*      MILIZIA NAZIONALE FASCISTA. Esercito di partito creato per regolarizzare le camicie nere, cioè gli squadristi. Composta da militari scelti o dai più alti funzionari del partito;

*      POLIZIA SEGRETA. Creata per perseguitare gli anti-fascisti attraverso la tortura;

*      NUOVA LEGGE ELETTORALE del 1928. Promulgazione della lista unica che annulla il precedente sistema elettorale: potevano essere eletti solo i candidati fascisti e l’elettore esprimeva il proprio voto solo con un Si o con un No;

*      PATTI LATERANENSI (1929). Stipulati tra Mussolini e Pio XI. Il Papa riconosceva Roma capitale d’Italia e rinunciava quindi al potere temporale, in cambio l’Italia garantiva la sovranità della Chiesa sul Vaticano e riconosceva la religione cattolica come religione di Stato.


Crea anche strumenti per controllare il consenso:

*      ABOLISCE LA LIBERTA’ DI STAMPA e crea l’EIAR (l’ente radiofonico di Stato) che trasmetteva i messaggi del duce;

*      Crea l’ISTITUTO LUCE che produceva cortometraggi di pubblicità inneggianti al fascismo;

*      Crea il MIN.CUL.POP (Ministero della Cultura Popolare) che sostituisce il Ministero della pubblica istruzione. Promuoveva la fascistizzazione delle persone: trovavano lavoro solo gli iscritti al partito;

*      Introdotto il LIBRO DI TESTO UNICO: per la nazionalizzazione e il populismo il Libro Cuore; per lo spirito di patria le poesie di Manzoni e Carducci e poi D’annunzio aggiungeva l’imperialismo e il militarismo;



*      Creata la CULTURA FASCISTA, nuova disciplina scolastica. Con un’insufficienza in questa materia si metteva a rischio la vita della famiglia.


Per indottrinare la gioventù furono poi create delle organizzazioni giovanili:

ONB; Opera Nazionale Balilla. Divideva la gioventù per fasce d’età:

li della lupa (elementari);

Balilla;

Avanguardisti (fino ai 19 anni);

Giovani fascisti (dopo i 19 anni).

GUF; Gruppi Universitari Fascisti, per l’ambito universitario;

GIL; Gioventù Italiana del Littorio. Creata nel 1937, questa organizzazione comprendeva le altre due.


Mussolini fu precursore del Welfarestate (stato del benessere) perché promosse iniziative a tutela della popolazione come: l’INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale); l’INAIL (Istituto Nazionale Assistenza Infortuni sul Lavoro); l’ONMI (Organizzazione Nazionale Maternità e Infanzia), ente statale che assisteva le ragazze madri, le vedove o i bambini abbandonati.


In ambito economico:

Abolito il diritto di sciopero

Aboliti i sindacati e create le corporazioni fasciste. In queste venivano a confluire sia operai che datori di lavoro di una stessa categoria. La motivazione ufficiale fu quella di promuovere la collaborazione tra le due parti, ma ufficiosamente era un modo per controllare gli operai;

Avevano valenza di legge solo i contratti di lavoro stipulati con le corporazioni fasciste;

Attuato il DIRIGISMO ECONOMICO: lo Stato aveva il pieno controllo dell’economia della nazione. L’istituto economico che lo rappresentava maggiormente era l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) che aiutava le aziende in difficoltà comprandole, poi le risanava ed infine le rivendeva rimettendole sul mercato. In questo modo la borghesia veniva premiata per l’appoggio dato al partito e lo Stato aveva entrate continue.


I principali regimi totalitari in Europa furono tre: il Fascismo (1925-l943) in Italia; il Nazismo (1934-l945) in Germania e lo Stalinismo (1927-l953) in Russia.

Mettendoli a confronto si notano molte somiglianze:

Ø      Tutti hanno un organo di supremo potere che per il Fascismo è il GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO (che deriva dal PNF, Partito Nazionale Fascista), per il Nazismo è HITLER stesso e per lo Stalinismo è il SOVIET SUPREMO (che deriva dal PCUS, Partito Comunista dell’Unione Sovietica);

Ø      Tutti adottano la LISTA UNICA: il primo è lo Stalinismo nel 1927, poi il Fascismo nel 1928 ed infine il Nazismo nel 1934;

Ø      Tutti hanno degli strumenti di repressione del dissenso: per il Fascismo ci sono la Milizia Nazionale, la Polizia Segreta ed il Tribunale Speciale; per il Nazismo le SA, le SS e la GESTAPO; per lo Stalinismo l’Armata Rossa, il KGB e le PURGHE STALINIANE. In più il Nazismo e lo Stalinismo avevano rispettivamente i LAGER e i GULAG come campi di concentramento;

Ø      Nell’ambito economico Mussolini attuò il Dirigismo economico, Hitler la Reciprocità d’economia e politica (la politica doveva fare scelte che favorissero poi lo sviluppo dell’economia) e Stalin la Pianificazione (quinquennale) e la Collettivizzazione.





Il fascismo in Italia fini nel 1943 con lo sbarco degli alleati in Sicilia (americani).

Si ripresentarono degli schieramenti filo-fascisti solo negli anni settanta del novecento con l’avvento del TERRORISMO NERO in seguito agli avvenimenti del ’68.

Durante il periodo della guerra in Vietnam (1960-l975) in America dei movimenti destabilizzano le basi della società. I principali sono il movimento Hippie e il movimento del ’68.

Il movimento Hippie è un movimento pacifista che nasce in seno alla classe borghese. Inizialmente è un movimento di costume poi comincia a prendere posizioni a favore del Vietnam, allineandosi così a sinistra, ma non assumerà mai connotato ideologico. Inneggiava alla libertà dello stile di vita, contestava l’autorità.

Il movimento del ’68 si differenzia da quello Hippie perché questo è un vero e proprio movimento politico che si diffonde in specifici settori sociali, gli operai ed i giovani, e diviene la chiave che permette di ricostruire la società su nuove basi. Contestava l’autoritarismo, degenerazione dell’autorità (imposizione del potere).

Abbraccia sia gli operai che i giovani, i quali subiscono il sistema repressivo prima in famiglia, patriarcale, poi a scuola dove vigeva un sistema gerarchico che sfociava nell’autoritarismo, l’obiettivo era di formare la nuova classe dirigente.

Il movimento del ’68 nasce negli Stati Uniti, più precisamente in California nell’università di Berkley. Da lì si diffonde a Parigi, città culturalmente fertile e già caratterizzata da movimenti culturali; poi si diffonde a Londra, in Germania e in Italia. In Italia ed in Germania il movimento assume connotato politico.

Nascerà dal 1970 il TERRORISMO, un’evoluzione delle frange più estremiste del ’68, farà delle armi il principale strumento di rivendicazione. Si affaccia in Italia con l’attentato di Piazza Fontana nel 1969 come terrorismo rosso. Si propone di abbattere lo Stato borghese, accusava il PCI di essersi imborghesito soprattutto dopo il testamento di Togliatti sulla via al socialismo del 1960. In contrapposizione al terrorismo rosso nasce quello nero, d’orientamento filo-fascista che lottava per creare uno Stato più autoritario, al contrario di quello rosso.

Per arginare il fenomeno terroristico i politici diedero vita a governi d’emergenza che dessero esempio di collaborazione. Il primo passo fu il compromesso storico tra la DC (Democrazia Cristiana) e il PCI. Firmato da Berlinguer per il PCI e da Aldo Moro per la DC nel 1975. In seguito al compromesso si formano i governi monocolore (di unità nazionale), chiamati così perché il PCI appoggia solo dall’esterno mentre la leadership è della DC, la quale ha una maggioranza talmente forte da presentarsi quasi come unico partito.

Nel 1978 Aldo Moro viene ucciso dalle brigate rosse.

Nel 1979 il compromesso cessa, poiché la richiesta del PCI di entrare a far parte del governo viene respinta dalla DC dunque ritorna all’opposizione.

Il terrorismo viene debellato nei primi anni ottanta anche grazie ai dissociati, i “pentiti della mafia” che aiutarono le indagini.



Durante il fascismo si sviluppa in seno alla letteratura italiana l’ERMETISMO la cui definizione è stata data da Francesco Flora: la poesia ermetica è una poesia densa di significati, ma estremamente concisa, che sostituisce i nessi lirici ai nessi logici pur mantenendo coerenza metrica e sintattica.

La prima parte della definizione si riferisce all’uso che la letteratura ermetica fa del frammento

La seconda parte si riferisce al carattere soggettivo dei collegamenti tra i contenuti ermetici. I nessi lirici sono infatti collegamenti soggettivi che si contrappongono ai collegamenti più razionali della poesia tradizionale.

La terza parte indica la rigorosità formale della struttura di questa poesia.


Nell’ermetismo tre autori introducono innovazioni linguistiche oltre al frammento: Ungaretti Montale e Saba


- Ungaretti, maestro riconosciuto dell’ermetismo, introduce nuove tecniche di composizione poiché una poesia breve ne ha bisogno:

*      La SCARNIFICAZIONE della parola, che consiste nel ripulire la parola dalla ridondanza di significati acquisiti nel tempo, di modo che la parola ritorni al suo significato originario;

*      La FRANTUMAZIONE del verso, che spezza il verso lungo tradizionale trasformandolo in una serie di versi più brevi: in questo modo si pongono in maggior rilievo le parole che compongono la poesia, precedentemente scarnificate;

*      L’ISOLAMENTO della parola nel verso, con il quale una sola parola costituisce un intero verso poetico. Diventano così visibili le parole chiave, cioè le parole attraverso le quali si ricostruisce il significato del verso.

I principi basilari della sua poetica prendono in considerazione tre elementi fondamentali: 1. La funzione che assegna alla poesia; 2. La funzione che assegna al poeta; 3. Il linguaggio da adottare.



1. Il poeta è in grado di in contatto con l’Assoluto[2]. La poesia diventa il luogo del rapporto tra uomo e Assoluto;

2. Il poeta è come un profeta (ura comune a tutte le religioni, tutti possono comprenderla). Il profeta nell’antichità era l’uomo dotato di un particolare rapporto con la divinità e dopo esservi entrato in contatto tornava tra gli uomini e gli trasmetteva la verità datagli dalla divinità. Ungaretti però rappresenta un profeta moderno: la divinità è diventata sempre più sfuggente dunque lui non riesce ad entrare in rapporto completo con essa, la verità che trasmette sarà quindi parziale, un frammento;

3. Il linguaggio utilizzato sarà quindi sotto forma di frammento: allusivo, simbolico, analogico.


Perfetto esempio di frammento e della poetica di Ungaretti è la poesia da lui creata “Mattina” (dalla raccolta l’Allegria), composta di due soli versi

“M’illumino

d’immenso”

i quali rappresentano il rapporto che si crea tra uomo e Assoluto, cioè tra “finito” e “infinito”.


- Con Montale si ha l’introduzione della tecnica del CORRELATIVO OGGETTIVO (codificata da Thomas Eliot), attraverso la quale uno stato d’animo, un’emozione viene rappresentata da un oggetto concreto, da un paesaggio. Ha questo nome proprio perché cerca di dare concretezza a ciò che non lo è come un sentimento. Nelle poesie di Montale vi è, infatti, un grande uso della natura, soprattutto quella della sua terra, la Liguria, ma la descrive poco attraente, riarsa dal sole, arida perché ha lo scopo di rappresentare l’aridità del vivere che lui codifica nell’espressione “MALE DI VIVERE”. Con questa espressione Montale vuole rappresentare la sofferenza della vita dell’uomo e che questa è priva di senso. Il male di vivere nasce quando l’uomo si rende conto che, anche sforzandosi, niente riuscirà a dare senso alla sua esistenza. Vivere è sofferenza, non c’è consolazione nemmeno nella fede perché Montale non riesce a credere in un Dio. L’unica cosa che il poeta e la poesia possono fare è trascrivere il male di vivere, poiché il poeta è come tutti gli uomini, immerso nel caos, non può dare soluzioni concrete. Secondo Montale l’unico bene che l’uomo può trovare nel male di vivere è l’indifferenza, ma essere indifferenti non significa arrendersi, perché l’uomo non può essere completamente indifferente, non è una macchina. Il poeta spinge il lettore quindi, con le sue poesie, a cercare una soluzione al male di vivere.

Troviamo alcuni esempi di correlativo oggettivo usato da Montale nella poesia “Meriggiare pallido e assorto” nella quale rappresenta la vita dell’uomo come un “una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia”, la muraglia simbolizza la solitudine cui l’uomo è condannato e se tenta di valicarla per entrare in contatto con gli altri si ferisce con i vetri; è una condanna al male di vivere. Oltre a questo la poesia in se stessa costituisce un unico correlativo oggettivo del male di vivere in quanto rappresenta il paesaggio in modo ostile.

Nella poesia “Non chiederci la parola”, invece, il correlativo oggettivo è rappresentato da “l’uomo che se ne va sicuro” e la sua ombra è proiettata dal sole su un “muro scalcinato”: scalcinato è sinonimo di decadente, che sta crollando, quindi rappresenta la decadenza della realtà fatta di pseudo-valori. Montale quando parla dell’uomo sicuro fa riferimento all’uomo fascista, cioè colui che si identifica nella realtà ideologica del tempo. Dalle sue parole sembrerebbe che lodi questa ura, ma non è così poiché secondo Montale il vero uomo è colui che ha eterni dubbi, che si pone problematiche, che cerca soluzioni e non colui che ostenta certezze; quell’uomo, “agli altri ed a se stesso amico”, finge, mente anche a se stesso, infatti, non si accorge dell’ombra che lo segue, cioè il lato negativo dell’esistenza, la parte oscura di sé.


- La poetica di Saba si incentra invece su tre elementi:

*      La celebrazione del quotidiano. Secondo Saba niente ha maggior valenza poetica della vita quotidiana perché corrisponde alla normalità e una vita normale è ciò di più desiderabile. La sua vita non è mai potuta essere normale perché, essendo ebreo, la storia non glielo ha permesso (1938 manifesto della razza) ed anche le vicende quotidiane lo hanno segnato (depressione, nevrosi, morte della moglie).

*      Per scrivere della vita quotidiana usa parole semplici, facilmente comprensibili, definite “domestiche”, parole senza storia, che non si riagganciano ad una tradizione letteraria precedente e non sono sfoggio della cultura personale del poeta in quanto lui vuole offrire consolazione ai lettori.

*      Saba ha un’accettazione totale della vita perché secondo lui la vita è un’avventura che vale pena vivere sempre e comunque. Saba ama la vita perché la sua è sempre stata in pericolo.











Testo breve che esaurisce tanti significati in poco spazio, rappresenta in 3-4 versi un intero universo poetico. È rigorosamente costruito a tavolino con termini scelti, con valenza simbolica, collegati tra loro da analogie. Si differenzia dalla poesia pura decadente perché ha un impianto di tipo razionale che dà una precisa coesione formale ad ogni parte della sua struttura. Rispetto poi, alla poesia pura simbolista e parnassiana presenta contenuti autobiografici non necessariamente irrazionali. Anche se breve è costruito come una normale poesia lunga, non presenta disordine, ha una sua logica.

Ungaretti inizialmente era ateo, ma la morte del fratello e del lio lo hanno cambiato e nel 1928 si converte al cattolicesimo. Nelle sue poesie non parlerà però di un “Dio”, ma dell’Assoluto, una categoria filosofica, per avere un rapporto più sobrio, più laico con l’ente superiore.






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