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UGO FOSCOLO

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UGO FOSCOLO

-LA VITA-

Nacque nel 1778 a Zante una delle isole Ionie, possedimento della rep. Veneta. Il padre, andrea, era medico, la madre era greca. L’essere nato in Grecia e da madre greca rivestì molta importanza per F., che si sentì per tali origini profondamente legato alla civiltà classica e suoi ideale erede

Trasferitosi la famiglia a Spalato, in Dalmazia, frequentò i primi studi presso il locale seminario. Alla morte del padre la famiglia conobbe gravi condizioni economiche. La madre nel 1789 si stabilì a Venezia per cercare appoggio presso parenti e amici e Niccolò la raggiunse a 15 anni. Conoscendo poco la lingua italiana, si gettò negli studi, creandosi rapidamente una notevole cultura, sia classica che contemporanea così cominciò a scrivere alcuni versi cominciando ad acquistare forma nella società veneziana. Praticamente era entusiaisto dei principi della rivoluzione francese ed assunse posizioni fortemente libertarie e per questo ebbe problemi con il governo oligarchico della rep. Di Venezia e, nel 1796, si andò a rifugiare nei colli Euganei. Nel 1797 fece rappresentare la tragedia Tieste di impronta alfieriana. Intanto le armate napoleoniche avanzavano nell’italia del nord così F. si arruolò nelle truppe della Repubblica Cispadana e pubblicò “A BONAPARTE LIBERATORE” in cui esaltava il generale francese. Tornò a Venezia in cui si era formato un governo democratico e si impegnò nella vita politica me nel novembre con il Trattato di Campoformio, si rifugiò a Milano. Questo tradimento segnò profondamente il F. cancellando tutte le sue speranze politiche.



A milano conobbe Parini, Monti, Vincenzo Cuoco.. con questi fondò un giornale “il monitore italiano”dove ebbe modo di profondere il suo impegno patriottico.

Nel ’98 a Bologna fu aiutante cancelliere al tribunale militare; con l’avanzata austriaca si arruolò e partecipò a vari scontri. Con la vittoria di Marengo dove Napoleone riconquistò l’Italia fu arruolato come capoitano. Si innamorò di Isabella Rancioni e Antonietta Fagnani Arese. Nel 1804 seguì la spedizione da Napoleone ontro l’Inghilterra, soggiornando due anni nella francia settentrionale. Nel 1808 ottenne la cattedra di eloquenza all’università di Pavia, ma più tardi fu soppressa dal governo.

Nel 1811  fece rappresentare la tragedia Aiace dove nella ura di Agamennone furono ravvisate illusioni a Napoleone e le repliche furono soppresse. Tornato a Firenze, nella villa di Bellosguardo si dedicò alla composizione delle Grazie.

Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia tornò a Milano riprendendo il suo posto nell’esercito. Rientrati gli austriaci (dopo Waterloo) il generale gli offrì la direzione di una rivista culturale che però rifiutò per coerenza con il suo passato e andò in esilio in Svizzera e poi a Londra. Per prima lo accolsero con onori e simpatie ma ben presto sorsero attriti ed incomprensioni e le sue condizioni economiche si fecero sempre più gravi. Per alleviare a queste condizioni cercò collaborazioni con riviste inglesi, pubblicando saggi. Negli ultimi anni ammalato e in miseria, fi costretto a nascondersi dai creditori e andò a  vivere nei sobborghi di londra. Morì nel villaggio di Thuram Green nel 1827 a 49 anni. Nel 1871 i suoi resti furono portati in Italia e sepolti in Santa Croce.


-LO STUDIOSO E IL CRITICO-

All’attività di poeta  Foscolo alternò sempre quella dello studioso, del filologo, del critico.

Dal gennaio al giugno del 1809 risalgono le lezioni tenute per la cattedra di eloquenza a Pavia:

Orazione inaugurale: “dell’origine e dell’ufficio della letteratura” (è la famosa esortazione alla storia, alla riscoperta delle memorie nazionali per il costituirsi della coscienza civile e patriottica degli italiani).

Due lezioni: “su la letteratura e la lingua”

Tre: “della morale letteraria”

L’orazione “sull’origine e i limiti ella giustizia”: (centrale è in essa l’idea della funzione etica, civile e politica del letterato.




L’attività di critico letterario del Foscolo si colloca durante l’esilio londinese. Lo scrittore vi si dedicò per ragioni di sopravvivenza, pubblicando dietro compenso, su riviste inglesi, saggi dedicati alla letteratura italiana: DISCORSO SUL TESTO DEL POEMA DI DANTE, I SAGGI SUL PETRARCA, LE EPOCHE DELLA LINGUA ITALIANA .

Oltre ai classici, Foscolo si occupò anche della letteratura contemporanea, nel saggio “della nuova scuola drammatica in Italia” (1826) prese posizioni di polemica contro la scuola romantica, condannando  le tragedie del Manzoni in nome di un rifiuto della poetica el “vero” e di una poesia che trasuri la piatta realtà attraverso la finzione e l’immaginazione.

La critica del Foscolo è importante perché segna il distacco da un tipo di critica erudita, retorica e precettistica che dominava nel ‘700 e l’inizio di una considerazione storicistica dei fatti letterari che vengono visti come espressione di una personalità e di un’epoca storica.



-ALTRI SCRITTI LETTERARI-

Tradusse il “viaggio sentimentale di Laurence Sterne e ne allega un libricino chiamato “Notizia intorno a Didimo Chierico”. L’opera di Sterne aveva affascinato Foscolo sin dagli anni giovanili.

Lo cominciò nel 1805 in Francia al seguito della spedizione napoleonica contro l’inghilterra: lo riprese nel 1812 a Firenze e lo stampò nel 1813. la traduzione è attribuita dal Foscolo ad un personaggio fittizio, Didimo Chierico in cui nella “Notizia . ” viene tracciato anche un ritratto. Evidentemente Didimo non è altro che l’alter ego di Foscolo: risulta così una nuova maschera dello scrittore, come lo era stato L’Ortis negli anni giovanili.

Le tragedie:

Aiace (1810-l1): dove si colloca da un lato il mondo feroce della politica, caratterizzato dall’ambizione di dominio e dalla violenza; dall’altro attraverso la moglie di Aiace, Tecmessa, si esprime l’ispirazione ad una nuova società liberata dall’odio e dalla violenza.

Tieste: di ispirazione alfieriana, in cui però iva la tematica ossessiva della morte e dell’esilio che caratterizzerà l’Ortis.


L’IPERCALISSE: sotto la maschera di Didimo Chierico, Foscolo scaglia una satira violenta contro i letterati milanesi. Scritta in latino biblico, modellato su quello dell’Apocalisse.

GAZZETTINO DEL BEL MONDO: sottoforma di lettere, doveva trattare4 dei costumi, delle istituzioni della letteratura inglese ed italiana ma rimase incompiuto.








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