ePerTutti
Appunti, Tesina di, appunto italiano

Ugo Foscolo, LA VITA, L’ORLANDO FURIOSO, TEMATICHE PRINCIPALI, IDEAZIONE E STESURA, LA TRADIZIONE DEL TEMA CAVALLERESCO FINO AL FURIOSO

Scrivere la parola
Seleziona una categoria

APPUNTI:


NOVITA’ DI ARIOSTO

Ariosto è l’incarnazione più genuina dello spirito del Rinascimento visto come momento di equilibrio e di armonia

Ariosto è diverso da Dante (dedito alla politi, esiliato) e anche da Tetrarca (intento nella sua interiorità). Egli ha una vita comune dedita al mantenimento di se stesso e dei suoi 9 fratelli.

La sua poetica è ben lontana dall’autocelebrazione e riprende la linea laica di Boccaccio.

Egli si distacca dal modello dell’intellettuale-cortigiano (Boiardo), in quanto la posizione di Ariosto è una costante tensione con le condizioni date all’operato dello scrittore.

La scrittura non è più momento supremo nell’attribuzione dei valori ma serve per:

  • AUTODIFESA / ARMA D’ATTACCO (satire);
  • TENTATIVO DI ORDINAMENTO DEI PROCESSI AMBIVALENTI DELLA REALTA’ (Orlando Furioso);



LA VITA

Nasce a Reggio Emilia nel 1474. Il padre era alle dipendenze di Ercole I.

La sua infanzia è caratterizzata dai continui trasferimenti del padre. Si ferma poi definitivamente a Ferrara dove inizia gli studi giuridici per volontà paterna.

Nel 1494 gli viene permesso di dedicarsi agli studi umanistici, e viene presto accolto alla corte estense.

Nel 1500 muore il padre e come lio primogenito ha il compito di prendersi cura della famiglia e si fa assumere dal cardinale Ippolito d’Este.

Nel 1509 ha il primo lio, l’illegittimo Virgilio, avuto da Orsolina, lio che tuttavia riconoscerà legittimo.

Nel 1515 muore il comno di Alessandra Benucci e nasce una forte relazione che sfocerà poi ad un matrimonio segreto.

Nel 1516 si ha la prima edizione dell’Orlando Furioso (40 canti).

Nel 1517 si rifiuta di accomnare Ippolito in Ungheria (Satira I) e ciò li costò la rottura e l’assunzione presso il fratello Alfonso d’Este.

Nel 1522 si ha la terza e ultima edizione dell’ Orlando Furioso, rivista nello stile e con 46 canti.

Nel 1533 muore.


L’ORLANDO FURIOSO

L’Orlando furioso ha avuto 3 edizioni.

La III rispetto alle prime due ha una profonda revisione del lessico e dello stile cercando di togliere forme troppo popolari e dialettali perché vuol far un’opera seria: i suoi modelli sono autori toscani quali: Petrarca, Boccaccio, Dante .

Il Furioso diventa la prima opera accessibile non solo al pubblico cortigiano ma anche a quello borghese, data la fortuna popolare del genere cavalleresco inoltre non si rivolge ad un pubblico regionale.

L’Orlando furioso è la continuazione dell’Orlando innamorato di Boiardo.

2 sono le linee fondamentali:

  1. RACCONTO D’ARMI / EPICO (tradizione carolingia), che narra la guerra tra Cristiani comandati da Carlo e i Saraceni giunti ad assedia Parigi.
  2. VICENDE ROMANZESCHE (tradizione bretone es: ”TRISTANO e ISOTTA”), che sono due:
  • L’amore di Orlando per Angelica à PAZZIA;
  • L’amore di Ruggero (capostipite degli Estensi) per Bradamante à TEMA ENCOMIASTICO;

La materia è organizzata secondo la tecnica dell’intreccio: ogni episodio è interrotto più colte da altri i quali hanno rapporti casuali col primo.

Il movimento dei personaggi è dato dall’inchiesta di qualcuno o si qualcosa, che si conclude quasi sempre con in completo fallimento delle ricerche e di tutti i desideri dei protagonisti.

La ricerca rappresenta l’inseguimento di un fantasma interiore, di un sogno, dell’affaticamento, della perdita di se o addirittura della follia.

Il poema riprende la materia cavalleresca per ironizzarla. L’avventura lascia posto ad una riflessione su:

  • CONDIZIONE UMANA (PRECARIA) AFFIDATA AI CAPRICCI DELLA FORTUNA SUI FATTI E AGLI UMORI UMANI;
  • POTERE DELL’IMMAGINAZIONE DELL’ARTISTA;

Il Furioso si ricollega alla civiltà delle corti rinascimentali, ai valori cortigiani (fedeltà, equilibrio . ) ma anche esprime la consapevolezza di un equilibrio turbato delle corti italiane a causa dell’intervento militare straniero.

I valori dell’opera, tra cui spicca la letteratura, non posson più esser sostenuti come valori assoluti.


TEMATICHE PRINCIPALI:

  1. INCHIESTA;
  2. GUERRA SANTA;
  3. AVVENTURA;
  4. DUELLO: Orlando / Agramente; Brandimarte / Cratasso; Oliviero / Sobrino.
  5. AMORE: ossessione: Orlando e Angelica;

esaltazione: Medoro e Angelica;

amicizia: Cloridano e Medoro;

fedele: Bradamante e Ruggero;

eroico: Isabella e Zerbino;

  1. NATURA (paesaggio/stato d’animo)

Selva à difficoltà

Locus amoenus à AMORE per Medoro e Angelica; TERRIBILE per Orlando;

Deserti

Luna, che è come uno specchio: ciò che non c’è sulla Terra sta sulla Luna (procedimento

di rovesciamento dei valori).

7. MAGIA à Ariosto usa il magico come espediente letterario che serve a costruire trame                               avventurose o a sciogliere in maniera veloce intrecci complicati.



8. CRITICA ALLA SOCIETA’ CORTESE: fatta di codici estranei alla vita di corte e che pure

Viene assunta come vero: SCONTRO TRA APPARENZA E REALTA’.


IDEAZIONE E STESURA

Ariosto come Boiardo intreccia vicende di guerra (epiche) con vicende d’amore (romanzesche).

Come Boiardo adotta il progetto encomiastico ripreso da Virgilio narrando le imprese di un leggendario capostipite: la conclusione è il matrimonio dell’eroe e la nascita della stirpe.

Il titolo è in omaggio al poema di Boiardo: Orlano innamorato passa a furioso cioè pazzo d’amore.

L’Orlando furioso è anche un ricordo al Hercules furens di Seneca.

L’Orlando furioso è un paradosso: perfino un guerriero come Orlando cede alla potenza dell’amore à è quindi la rappresentazione della fragilità della ragione umana.


LA TRADIZIONE DEL TEMA CAVALLERESCO FINO AL FURIOSO

Nei primi anni del 400 vi era una letteratura in volgare, con colta, cantata dai canterini o dai giullari: stiamo parlando dei cantari. Era una forma orale, semipopolare, rozza con una noncuranza della metrica, spesso inquinata dalla tradizione antica.

L’intreccio è caratterizzato da una impresa fantastica mista a mille peripezie.

La dimensione è quella fiabesco-magica.

La ura retorica predominate è l’iperbole.

Nella seconda metà del 400, la corte assume la cultura folcloristica rendendola colta e raffinata. Naturalmente avviene gradatamente: ci sono dei testi di passaggio come: “Entree de Espaigne”, “Rinaldo di Montalbano” e “Cantare di Orlando” .

Ovviamente cambiando il pubblico ne cambiano anche i valori.

Fondamentale è che diventa scritto e con l’invenzione della stampa i testi non si posson più manomettere.


LA POETICA DEL FURIOSO

Ariosto crea un poema epico illustre con l’avvicinamento ai modelli epici classici: Virgilio.

Riprendere il repertorio tradizionale vuol dire rendere riconoscibile nel testo il carattere epico e inoltre serve per conferirne autorità.

L’epica è la forma con cui una comunità celebra la propria nascita, la propria legittimità.

Il furioso afferma l’unicità dello stato estense, i suoi diritti, la giusta politica e le sue alleanze.

L’etica del ‘500 è individualistica e legata alla classe dei cortigiani. In quanto poema per la corte ne traccia la ura del cortigiano: Ruggero. La sua ricerca si conclude con successo ispirato dalla ragione riesce a superare l’attrazione della sensualità.

La conversione al cristianesimo è lo scontro tra l’onore e la fedeltà verso il re dei Saraceni e la necessità di farsi cristiano per poter sposare Bradamante.


ARIOSTO DEMIURGO e ARIOSTO INNAMORATO

Ariosto fin dall’inizio si mette in scena in duplice veste:

  1. NARRATORE ONNISCENTE, cioè narratore che sa ogni cosa della vicenda narrata e muove e controlla i personaggi. Ariosto diviene simile al Demiurgo platonica.

Non crea l’opera imitando la realtà ma riinterpreta la realtà secondo i modelli della tradizione

Non ricerca l’originalità ma vuol essere ammirato per la scelta di materiali e per la capacità di lavorarli.

  1. PERSONAGGIO, assimila la sua storia d’amore a quella di Orlando. Questo paragone si fa però più distaccato quando Orlando impazzisce.

ARMONIA E IRONIA

Il signore concede benessere al poeta  che però deve impegnarsi a seguire le direttive impartite dal signore.

Ariosto comunque cerca di preservare la propria dignità e la propria libertà. La sua arma è l’ironia.

Nell’episodio di Astolfo sulla luna, S. Giovanni gli spiega il rapporto fra letterature e verità: i poeti inventano per farsi amici i potenti à l’arte è strettamente legata al potere.

Ci sono 2 tipi di poeti:

Quelli veri paragonati a cigni;

I mediocri / adulatori paragonati a corvi;








Privacy

© ePerTutti.com : tutti i diritti riservati
:::::
Condizioni Generali - Invia - Contatta