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COSTRUZIONE CON ACCUSATIVO

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COSTRUZIONE CON ACCUSATIVO


I 5 verbi di sentimento:

miseret, miseruit, miserere (provare pietà)

paenitet, paenituit, paenitere (pentirsi)

piget, piguit, pigere,(provare dispiacere)

pudet, puduit, pudere (vergognarsi)

taedet, pertaesum est, taedere (annoiarsi)

si costruiscono impersonalmente con l'accusativo della persona che prova sentimento e genitivo della cosa che suscita sentimento; ma se questa è un pronome neutro, si,ha l'uso dell'accusativo di relazione (alla greca)→es.Eum paenitebit id. Egli si pentirà di ciò; se invece è una proposizione si rende con infinito semplice o con accusativo e infinito,oppure con quod e indicativo (o congiuntivo), oppure con una proposizione interrogativa indiretta. Es. Nos piguit erravisse (quod erravimus) Ci dispiacque di aver sbagliato; Amici vestri se miseruisse dicunt. I vostri amici dicono di aver provato pietà; Eum dicit se paenitere, quod animum tuum offenderit. Lui dice di pentirsi di aver offeso il tuo animo. Il pronome di 3a pers. usato è eum,eam,eos, eas nelle proposizioni indipendenti mentre nelle infinitive si usa se quando c'è identità di soggetto. Nella perifrastica passiva, la persona, invece che in accusativo, va posta in dativo di agente. Es.Eorum nobis miserendum est.  'Dobbiamo provare pietà di loro". Qsti verbi, essendo costruiti impersonalmente, mancano dell'imperativo, che viene pertanto sostituito dal congiuntivo esortativo. Ad es. Vos paeniteat! Pentitevi! In presenza di un verbo servile, questi ultimi diventano impersonali mentre l'impersonale va all'infinito. Es. Eos solet. Eos solet paenitere. Essi sono soliti pentirsi. Con i verba voluntatis (volo, nolo, malo) questi rimangono personali mentre l'impersonale va o al congiuntivo (pres. o imp.) no ut oppure all'infinito. Malo me illius quam mei paenitere. Preferisco pentirmi di lui che di me. Sono detti 'relativamente impersonali' alcuni verbi che alcune volte nella 3a persona singolare assumono particolari significati; si costruiscono con l'accusativo della persona e dal nominativo della cosa, oppure se una proposizione con infinitiva o interrogativa indiretta. Sono: decet (si addice) e dedecet (non si addice), fallit, fugit(sfugge), latet(resta nascosto), praeterit(è ignoto), iuvat (piace). Es.: Nisi me fallit 'Se non m'inganno". Oratorem irasci minime decet 'All'oratore non si addice affatto adirarsi'. L'accusativo di relazione, detto anche alla greca, poiché usato nel greco, indica solitamente le parti del corpo indicando oggetto o parte corpo riguardo al quale è valida frase: Es. Tremis ossa (tremi nelle ossa) Cetera laetus (felice per il resto). Doppio accusativo (persona e cosa) presente nei verbi appellativi (appello), elettivi (creo), estimativi (stimo) ed effettivi (efficio). Qsti verbi al passivo vogliono doppio nominativo. Informare qualcuno di qualcosa reso con certiorem aliquem facere de aliqua re mentre al passivo certior fieri de aliqua re. Condurre in moglie qualcuna reso con uxorem aliquam ducere. Doceo(insegno) e celo(tengo nascosto) vogliono accusativo persona e cosa. Doceo con de+abl della cosa significa informare. Celo al passivo vuole de+abl della cosa, o se cosa è agg o pronome neutro vuole accusativo. I verba rogandi come posco (chiedo), reposco (richiedo), flagito(chiedo con insistenza), oro(prego), rogo(domando), interrogo(chiedo) hanno accusativo della persona e della cosa. Peto(chiedere per avere) vuole a/ab + abl della persona a cui si chiede mentre quaero (chiedere per sapere) vuole e/ex + abl.








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