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Gaio Svetonio Tranquillo



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Gaio Svetonio Tranquillo





La vita:


Storico latino nato ad Algeria o Roma nel 70 d.C. e morto nel 140 d.C.

Della sua vita si possiedono poche notizie, rintracciabili nelle sue stesse opere e in Plinio,che ne sottolinea l’attitudine e l’erudizione. Nacque da una ricca famiglia dell’ordine equestre, ma rifiutò la carriera di amministratore o di soldato. Fu un uomo dedito agli studi,amico stretto di Plinio il giovane, avviato alla carriera retorica e forense, e consacrò tutta la sua vita a ricerche erudite, ma la sua attività si limitò al genere biografico.

Esercitò a Roma la professione di avvocato, intraprese quindi la carriera amministrativa nella burocrazia impariale, ricoprendo le cariche di procuratore a studiis( direttore archivi imperiali),a bibliothecis(sovrintendente delle biblioteche pubbliche)e ab epistulis( responsabile corrispondenza ufficiale dell’imperatore Adriano). Tutte queste mansioni gli permisero di accedere liberamente agli archivi del Palatino, per cui le sue informazioni ci hanno permesso di conservare documenti che senza di lui sarebbero andati persi. Nel 122 Adriano lo allontanò con il pretesto di aver instaurato un’eccessiva familiarità con l’imperatrice Sabina. Così trascorse gli ultimi anni della sua vita immerso negli studi.





Le opere e i contenuti:


v    “De viris illustribus”riprende il titolo dalla raccolta di Cornelio Nipote ed è un’opera sugli “uomini illustri” della latinità pubblicata dopo il 113 d.C. Egli restrinse il campo di interesse al mondo romano e ai soli letterati divisi in 5 categorie : - Poeti /- Oratori/            - Storici/- Filosofi/- Grammatici e retori. Di tutto ciò si è conservata solo la sezione De grammaticis et rhetoribus incompleta nella parte finale con la struttura interna seguente: -indice (elenca gli autori) /- sezione introduttiva /- profili brevi dei maestri dell’una e dell’altra disciplina. Alla sezione dei poeti si possono attribuire le biografie di Terenzio,Virgilio,Orazio e Lucano. Egli si preoccupa di raccogliere una consistente documentazione, senza esprimere valutazioni personali ma solo esponendo i dati delle fonti; è un testimone della tradizione scolastica . Per ogni biografia si attiene ad uno schema invariato(nome,discendenza,ceto sociale,studi,qualità morali,opere,e morte) e si sofferma su particolari e aneddoti curiosi, e su episodi nei quali il personaggio è stato in rapporto coi potenti.

v    “ De vita Caesarum”, tali biografie composte da Svetonio sono le piu’ considerevoli poiché rappresentano una preziosa fonte sostitutiva: ci sono giunte in versione integrale. Ci sono le biografie dei 12 imperatori (Giulio Cesare, Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone, Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano, Tito e Domiziano) non rappresentate come opere storiche nel senso comune del termine, ma ogni fatto è anche qui classificato secondo una categoria ben definita. L’autore presenta il personaggio illustrando non solo le azioni pubbliche, ma anche le vicende private, l’aspetto e il carattere (per tempora= fino all’assunzione del potere, cioè famiglia, educazione e carriera; per species= dopo l’assunzione del potere). Particolare attenzione è dedicata agli studia, cioè agli interessi culturali degli imperatori.

v    Opere minori scritte in greco o latino: “Historia ludicra” sui giochi romani, “De anno romanorum”sul calendario,” De genere vestium” sull’abbigliamento,” De notis” sulle abbreviazioni usate dagli editori,”De repubblica Ciceronis” sul suo pensiero politico,” De regibus” sui re stranieri,” De istitutione officiorum” sui pubblichi incarichi,” De rebus variis”,” De vitiis corporalibus”,” De rerum natura”,” De animalium naturis”,” Roma” sulla vita pubblica e privata dei Romani, e “Prata” sul mondo umano e fisico.




Caratteri fondamentali del pensiero:


Il modello per entrambe le opere è quello delle biografie “alessandrine”. Riguardo le fonti esse furono sicuramente molteplici, sembra che l’autore abbia trascurato Tacito perché non ne condivideva le idee, ma non ha disdegnato l’apporto di fonti per così dire “orali” per la raccolta di aneddoti. A causa di questa tendenza di insistere sulla vita privata degli imperatori, ne risulta la manifestazione di una volontà obiettiva per fornire un ritratto integrale e verosimile del personaggio trattato: questo è un tipo di storiografia che è stata definita “minore” destinata allao stesso ordine dei funzionari dei funzionari e degli equites a cui apparteneva lo storico.

Infine lo stile è privo di prolissi e senza arcaicismi, con una lingua chiara e semplice e un fraseggio rapido.


Il personaggio di Caligola:  (Anzio 12 – Roma 41 d.c.)


L’imperatore romano Caio Cesare Germanico succedette a Tiberio nel 37 d.c. e venne assassinato nel 41 d.c.

Il nome di Caligola non gode affatto di una buona fama, dato che la malevole descrizione del “mostro” scritta da Svetonio, viene diffusamente ripresa in molti testi di storia posteriori ad esso.

Fu membro della gens Giulio Claudia e pronipote dell’imperatore Tiberio. I primi anni trascorsi negli accampamenti militari presso il Reno, gli valsero il nome di Caligula, per le calzature da soldato (caligae) che usava portare. Nominato erede al trono da Tiberio e assassinato il cugino, egli attuo’ una politica economica di larga spesa pubblica, per ottenere il consenso popolare; dissipo’ così la ricchezza dell’erario con feste, spettacoli pubblici e progetti edilizi. L’atteggiamento crudele che ebbe verso i suoi oppositori è stato spesso collegato a una sua presunta malattia psichica.

E’ invece possibile inserire tutto questo in un disegno di gestione del potere che si avvicinava alla tradizione dei regni ellenistici: egli ebbe infatti quattro mogli e pretese onori vicini alla divinizzazione in vita.Nel 41 d.c. gli ufficiali della sua guardia in un complotto lo assassinarono.








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