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LA COMMEDIA DI TERENZIO

LA COMMEDIA DI TERENZIO


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LA COMMEDIA DI TERENZIO


Nel prologo, l’autore non anticipa ciò che accadrà, ma si difende dalle accuse dei critici e dall’incomprensione del pubblico. Non parla in prima persona, ma accenna a se stesso col nome di poeta.


Menedemo, un sessantenne ricco ma infelice, confida a Cremete, suo vicino di casa, il motivo per cui si tortura a lavorare nei campi.

Clinia, lio di Menedemo, si era innamorato di una giovane povera, quando Menedemo era venuto a conoscenza del fatto, aveva reagito con violenza, tanto da far fuggire il lio in Asia al servizio del Re. Da allora, il padre del giovane aveva deciso di risparmiare per il lio, pur non sapendo se sarebbe tornato. Aveva venduto i servi e si era dedicato al duro lavoro dei campi, per punirsi di ciò che aveva fatto.

Cremete, dispiaciuto per il vicino torna a casa, dove incontra il proprio lio che gli confida che Clinia è tornato e ora è a casa loro. Il padre vuole rinnovare l’invito a pranzo che il vicino a rifiutato, per potergli comunicare la buona notizia, ma Clitifone (lio di Cremete) glielo impedisce perché Clinia è ancora sconvolto e non ha deciso se tornare dal padre, questo perché teme che Menedemo sia ancora arrabbiato. Cremete entra in casa mentre lio rimane fuori a riflettere sulla propria situazione: egli è innamorato di una giovane prepotente a cui piace spendere, ma di questo Cremete non sa nulla.



Siro (servo di Clitifone) e Dromone (servo di Clinia) organizzano un piano per far arrivare Bacchide (amata da Clitifone) e Antifila (amata da Clinia) entrambe a casa di Cremete. Clinia, stupidamente, crede che la propria amata si sia arricchita e l’abbia dimenticato, ma Siro lo tranquillizza. Clitifone rimane sbalordito dalle parole dei servi, come potrà non far scoprire niente al padre del proprio interesse per la giovane???

Siro, lo sgrida perché non sa far altro che tirarsi indietro, gli raccomanda di essere prudente perché Cremete è un tipo sospettoso, di evitare gli abbracci, i baci; ma lo assicura di aver un piano perfetto: faranno finta che Bacchide sia l’innamorata di Clinia e Antifila una sua serva. Le due ragazze stanno arrivando e Bacchide confida a Antifila la propria ammirazione nei suoi confronti per essere diventata una giovane onesta, quanto bella. Vedendo Clinia, Antifila si sente svenire; si abbracciano ed entrano in casa.

Cremete, intanto, decide di rivelare al proprio vicino di casa il ritorno del lio e l’arrivo di quella che, secondo lui, è la sua innamorata. La descrive come una ragazza piena di vizi, arrivata con decine di ancelle cariche di vestiti e gioielli. Consiglia, quindi, a Menedemo di non far capire al lio di essere disposto a tutto per riaverlo altrimenti si troverà in rovina, con una donna simile in casa, che non fa altro che sperperare il denaro.

Menedemo lo ringrazia e Cremete torna a casa.

Siro, intanto, sta pensando a come ricavare il denaro che a promesso a Bacchide perché accettasse l’invito a casa di Cremete. Proprio quest’ultimo a Siro di organizzare un imbroglio per far avere a Clinia il denaro per far felice la sua amata salvando il patrimonio di Menedemo. Al servo non sembra vero di sentire queste parole, proprio dall’uomo da cui vuole avere i soldi per la ragazza.

Dalla casa si sente un gran trambusto e Cremete vede il proprio lio infilare la mano nel corpetto di Bacchide e subito lo richiama al dovere di amico che ha nei confronti di

Clinia e incarica Siro di occuparsi di questa faccenda.

Siro racconta a Cremete che Bacchide aveva prestato mille dracme a una vecchia di Corinto, la quale le aveva affidato Antifila, come pegno di quel debito ma ora Bacchide rivuole il denaro e lo rivuole da Clinia in cambio della ragazza.(tutte cose inventate)

Siro gli riferisce anche la propria intenzione di chiedere a Menedemo di comprare la ragazza, Cremete gli dice che non accetterà e la risposta del servo è del tutto inaspettata: “È proprio la risposta che voglio!”

Intanto, Sostrata, la moglie di Cremete, parla con Cantara, la vecchia nutrice che riconosce l'anello con cui aveva fatto esporre la lia di Cremete. Quest’ultimo entra in casa e venendo a sapere che la moglie aveva dato via la lia si infuria “avresti dovuto sbarazzartene” le dice, ma ora che ha scoperto che Antifila è sua lia accetta di tenerla.



Clinia, alla notizia che Antifila è lia di Cremete e Sostrata,impazzisce dalla gioia e decide di tornare dal padre. Siro, però, gli ricorda che la faccenda di Bacchide e Clitifone non è ancora risolta e che se Clinia tornerà dal padre senza Bacchide, Cremete capirà tutto.

Clinia non è subito d’accordo con il servo perché non sa cosa raccontare al padre e  Siro gli dice di spiegare a Menedemo come stanno realmente la cose, ma Clinia non può continuare a far credere a Cremate che Bacchide sia la sua innamorata perché non gli concederebbe mai Antifila in sposa.

Siro gli chiede di dargli ancora un giorno di tempo per recuperare il denaro da dare a Bacchide, Clinia accetta.

Intanto, la stessa Bacchide è infuriata perché non vede arrivare il denaro che gli spetta, Siro le parla e la convince a trasferirsi da Menedemo.

Cremete, vedendo andar via Bacchide chiede a Siro se il suo imbroglio è a buon punto e il servo gli spiega che Clinia ha raccontato al padre che Bacchide è amica di Clitifone e che lui si è innamorato d’Antifila e la vuole chiedere in moglie. Cremete la considera un’invenzione di Siro ed è d’accordo su tutto tranne sul fatto di dover, anche se solo per scherzo, concedere in moglie sua lia a Clinia che considera uno scapestrato.

Allora Siro gli chiede almeno di far portare da Clitifone il denaro che spetta a Bacchide, il padrone accetta. Siro riferisce tutto a Clitifone e lo manda da Bacchide con il denaro.

Intanto, Menedemo va a chiedere a Cremete il permesso per far sposare sua lia con Clinia. Questo, però, gli spiega che Clinia lo sta solo usando per ricavarne del denaro e che Bacchide in realtà non è l’innamorata di Clitifone, per averne una prova gli dice di riferire al lio che lui ha dato il suo consenso per le nozze. Menedemo torna a casa e dice al lio che può sposare Antifila, Clinia felice, non chiede alcun denaro si raccomanda solo che le nozze avvengano il giorno stesso.

Menedemo ha, così, la conferma dell’onestà del lio e riferisce a Cremete anche di aver visto Bacchide e Clitifone insieme.

Cremete scopre finalmente la verità e decide di punire il lio dando tutti i propri averi in dote ad Antifila. Clitifone pensa addirittura che ciò significhi non essere lio suo. Chiede perdono e con l’aiuto di Menedemo e Sostrata lo ottiene a patto che si sposi.

Accetta di sposarsi con la lia di un certo Arconide, ma chiede il perdono anche per Siro e ottiene anche questo.







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