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Scheda del libro 'La giornata d'uno scrutatore' di Italo Calvino - LETTURA STRUTTURALE, LETTURA SOCIOLOGICA



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Scheda del libro 'La giornata d'uno scrutatore' di Italo Calvino


LETTURA STRUTTURALE


1) Coordinate spaziali e temporali:


a) Dov'è ambientato il racconto?


Il racconto è ambientato a Torino, quasi esclusivamente in due luoghi: l' edificio del 'Cottolengo' nel quale si svolge la maggior parte della storia e l'abitazione di Amerigo Ormea che svolge però un ruolo più marginale.




b) Quando si svolge?


La storia si svolge durante le elezioni, svoltesi nel 1953, nelle quali si votava per l'approvazione della cosiddetta 'legge truffa'.


c) Tempo e luogo sono espliciti o devono essere dedotti dal lettore?


Il tempo è comunicato dall'autore all'inizio del libro ed anche i luoghi sono descritti dallo stesso autore non appena il protagonista li raggiunge.


d) Ci sono molte descrizioni dell'ambiente? Quali sono le più significative?


Nonostante gli spazi ristretti in cui la storia si svolge le descrizioni dell'ambiente sono piuttosto numerose e dettagliate. Le descrizioni più significative sono quelle che riguardano il 'mondo Cottolengo' mentre l'abitazione di Amerigo è descritta in maniera piuttosto sommaria. Questo perchè grazie alla descrizione dell'ambiente e dei pazienti Calvino vuole farci entrare in questo mondo a noi nascosto e difficile da comprendere che è il mondo del Cottolengo.

Si hanno descrizioni molto significative soprattutto nella parte finale del libro, dal momento in cui Amerigo entra a far parte del 'seggio distaccato' che viene mandato nelle parti più nascoste dell'edificio, tra le persone più deformi e nelle più gravi condizioni; qui le descrizioni sono significative in quanto il libro in questa parte acquista il suo maggiore significato simbolico.


2) Personaggi:


a) Costruisci il sistema dei personaggi secondo le seguenti indicazioni (Propp): protagonista/i, antagonista/i, aiutanti, oggetto del desiderio.


Il protagonista della storia è lo scrutatore comunista Amerigo Ormea. Il ruolo degli altri personaggi è difficilmente comprensibile, infatti nessuno di essi è descritto con molta precisione. Si può comunque fare una divisione tra antagonisti e aiutanti del protagonista limitandoci a tener conto del loro rispettivo schieramento politico e quindi rifacendosi solamente all'interpretazione più letterale del racconto. Così facendo risulta che Amerigo è aiutato unicamente dalla scrutatrice col golfino arancione, mentre ha come antagonisti lo smilzo, la scrutatrice con la blusa bianca, il prete, la monaca ed anche il presidente. Sempre seguendo tale interpretazione si può affermare che l'oggetto del desiderio consiste nella vittoria delle elezioni. Ad una più attenta lettura si nota però che Amerigo non risulta così interessato al successo politico (essendo poi così scarsa la possibilità di vittoria nel contesto del 'Cottolengo') ma piuttosto ai suoi problemi di uomo. In questa chiave di lettura l'oggetto del desiderio diviene molto più alto: si tratta di trovare la soluzione di alcuni problemi di natura etica, una soluzione che possa dare nuove certezze all'ormai confuso scrutatore.


b) I personaggi vengono presentati direttamente (tramite descrizioni fatte dal narratore) o indirettamente (tramite il loro comportamento) o per mezzo di una combinazione tra le succitate tecniche?


All'introduzione di un nuovo personaggio, l'autore ci comunica soltanto i pochi elementi, riguardanti il fisico o l'abbigliamento, che sono necessari per distinguere un personaggio dall'altro. In seguito, osservando il loro comportamento il lettore può capire qualche altro elemento a loro riguardo anche se l'interesse dell'autore è molto incentrato sul percorso del protagonista. La descrizione risulta dunque una combinazione tra descrizioni dirette e indirette dei personaggi. Non sono comunicati i nomi dei personaggi se non quelli di Amerigo e di Lia.


c) Descrivi i personaggi secondo i seguenti fasci di caratterizzazione (ove sono presenti) fisiognomica, sociale, culturale, psicologica,religiosa, simbolica.


AMERIGO ORMEA è un personaggio che, pur essendo il protagonista non ci è descritto dall'autore in maniera molto dettagliata, soprattutto dal punto di vista fisiognomico. Egli appartiene alla classe borghese,è un intellettuale che fa parte del partito comunista e, per questo suo impegno politico, viene nominato scrutatore in un seggio elettorale situato all’interno dell’istituto religioso del 'Cottolengo'. Si tratta di una persona dal carattere piuttosto pacato e che adempie sempre ai propri doveri seppure in alcuni casi senza troppa motivazione. Dalle sue riflessioni si può notare una conoscenza culturale molto vasta che spazia su vari campi: da quello storico a quello politico, da quello letterario a quello filosofico. La sua fede religiosa, seppur non dichiarata dall'autore non sembra particolarmente forte in quanto la sua fiducia nei membri della chiesa è molto limitata: egli ha il sospetto che tali ecclesiastici offrano un ricovero a tanti handicappati per ricavarne in cambio dei voti. Amerigo può simboleggiare un uomo qualsiasi che, a contatto con qualcosa di più grande di lui, come il dolore e la menomazione che affliggono i ricoverati nel Cottolengo, perde ogni propria convinzione; questo a dimostrare che tutti i  grandi ideali umani sono in realtà molto esigui se posti in relazione con ciò che ci circonda e che non riusciamo a spiegarci.

LIA è il personaggio secondario che più ci viene descritto con chiarezza per quanto riguarda il suo ruolo ed il suo carattere (anche nella descrizione di Lia l'autore tralascia quasi completamente i tratti fisiognomici). Lia non ha niente a che fare con la vicenda elettorale narrata nel libro, ma ha invece un ruolo fondamentale nel percorso di maturazione di Amerigo. Essa è la sua ragazza ed ha con lui un rapporto complesso caratterizzato da frequenti litigi ed incomprensioni ma anche da un forte bisogno reciproco; Amerigo sente infatti il bisogno di lei mentre svolge il proprio compito nel seggio elettorale ma quando le parla per telefono arriva quasi ad odiarla. Dai discorsi che Lia fa emerge l'immagine di una ragazza non del tutto matura e dotata di un bagaglio culturale minore di quello di Amerigo. Lia è il simbolo, per Amerigo di ciò che è il mondo reale e si oppone con molta forza alla caratteristiche del 'mondo Cottolengo'.



IL PRESIDENTE è un uomo vecchio e molto insicuro: la descrizione che ci viene fatta di lui lo vuole infatti a consultare continuamente il libretto contenente le regole elettorali. Egli cerca in ogni modo di non crearsi problemi e quando questi si presentano li ignorerebbe volentieri se non fosse per la pressione esercitata su di lui dagli altri membri del seggio. Si tratta di un uomo dagli scarsi ideali e considera le elezioni una pura formalità, come si può dedurre dalla sua frase:<<ormai anche questa è quasi fatta>>.

LO SCRUTATORE SMILZO CON GLI OCCHIALI è un giovane democristiano che partecipa in maniera particolarmente attiva ai diverbi che sorgono tra gli scrutatori. In queste occasioni si schiera in difesa della donna vestita di bianco e, secondo il narratore, agisce come se si trovasse tra i nemici in un campo di battaglia.

LA SCRUTATRICE  COL GOLFINO ARANCIONE ha un'età di circa trent'anni ed ha il viso pieno di lentiggini; secondo il narratore si tratta di un'operaia o di un'impiegata. Appartiene al partito socialista e spesso si lamenta delle decisioni prese dal presidente su presunte infrazioni compiute dai votanti o da coloro che li aiutano a votare: questo è dato dal suo carattere molto impaziente.

LA SCRUTATRICE CON LA BLUSA BIANCA ha un'età di circa cinquant'anni, un medaglione con un ritratto sul petto, il che la fa sembrare una vedova, e, secondo il narratore, l'aria da maestra elementare. Non si ha una sua grande partecipazione negli avvenimenti se non per contrastare le proposte e le idee della scrutatrice vestitia di arancione.


d) I personaggi sono statici o dinamici?


A causa della breve durata del periodo narrato si ha la possibilità di riscontrare una certa dinamicità soltanto in due personaggi: Amerigo e Lia. La dinamicità che si riscontra però nei due è di natura completamente diversa: mentre il primo acquisisce una certa dinamicità grazie al compimento del suo percorso di maturazione, avvenuto tramite la conoscenza di un mondo a lui prima ignoto, la seconda ha una dinamicità data dal proprio carattere che la sottopone a numerosi e repentini cambiamenti di umore e di opinione.


3) Il narratore e il narratario:


a) Il narratore è interno o esterno alla storia?


Il narratore è esterno alla storia anche se la sua affinità ideologica con Amerigo si può notare in più di un frangente.


b) C'è un solo narratore?


Si ha la presenza di un solo narratore.


c) Il narratario è interno o esterno alla storia?


Il narratario è costituito in maniera generica dai lettori del libro, anche se il narratore non si rivolge loro in maniera diretta. Si può dunque affermare che anche il narratario è esterno alla storia.


d) Il narratore è onnisciente?


Il narratore, pur essendo esterno alla storia non è onnisciente in quanto ignora fatti che hanno un'importanza, seppure piuttosto marginale, all'interno del racconto. Egli non conosce i nomi di alcuni dei personaggi, come anche altri elementi che li riguardano. Nella descrizione dei componenti del seggio (come anche in altre occasioni) il narratore si limita infatti a fare delle supposizioni riguardo all'età, al mestiere e ad altri particolari che riguardano gli scrutatori: ipotizza, ad esempio, che la scrutatrice vestita di bianco sia vedova, osservando il ritratto che essa porta sul petto.


e) Il narratore conosce (fatti, pensieri, avvenimenti) quanto gli altri personaggi? Meno degli altri personaggi? Più degli altri personaggi?


Ciò che il narratore conosce ricalca molto da vicino ciò che conosce anche Amerigo con il vantaggio però di aver narrato la vicenda dopo la sua conclusione e conoscendo per cui alcuni particolari con maggior precisione. Si può dunque dire che, per quanto riguarda strettamente la vicenda, il narratore conosce più degli altri personaggi.


f) Quali delle seguenti tecniche narrative sono utilizzate? Discorso raccontato, discorso indiretto, discorso indiretto libero, discorso diretto, soliloquio, monologo. Quali sono prevalenti?


A causa della forte somiglianza tra la persona di Amerigo e quella dell'autore, quest'ultimo fa molto uso del discorso indiretto libero anzichè di quello indiretto. Si hanno inoltre il discorso diretto ed il soliloquio, tecnica narrativa molto utilizzata quando nel libro sono trattate questioni etiche o filosofiche o semplicemente riflessioni compiute dall'autore o da Amerigo




4) Catena cronologica:

a) Gli avvenimenti sono narrati nell'ordine fabula?


Gli avvenimenti sono quasi completamente narrati nell'ordine fabula.


b) Ci sono flash back e anticipazioni?


Non si hanno sostanzialmente flash back mentre si può notare una sola anticipazione riguardante l'esito finale delle elezioni.


c) Considerati l'inizio e la fine della narrazione qual'è il punto culminante?

Il punto culminante della narrazione è quello in cui Amerigo, ormai membro del 'seggio distaccato', constatando le condizioni delle persone ricoverate nelle più nascoste zone dell'edificio, si dimostra un uomo diverso rispetto all'inizio, denotando una personalità molto meno distaccata da ciò che lo circonda e ponendosi problemi di maggiore importanza rispetto a quelli più 'pratici' da lui avuti in precedenza.


d) Dividi il racconto secondo il seguente schema: situazione iniziale, evento complicante, sviluppo dell'azione, conclusione.


SITUAZIONE INIZIALE: Amerigo Ormea si reca all'istituto 'Cottolengo' di Torino per svolgere la funzione di scrutatore durante le elezioni.

EVENTO COMPLICANTE: Amerigo viene a contatto con i ricoverati nel 'Cottolengo' e, sebbene in prima istanza ostenti un comportamento freddo e distaccato, è in realtà molto colpito dalle loro condizioni di vita.

SVILUPPO DELL'AZIONE: L'impatto di questa  nuova realtà nella vita tranquilla di Amerigo, unito a quello relativo alla dichiarazione di Lia di essere incinta, sconvolge gli equilibri sui quali la vita di Amerigo era basata in precedenza e lo fa molto riflettere.

CONCLUSIONE: Tramite numerose riflessioni Amerigo giunge a vedere il mondo in un'ottica diversa e trova così una risposta ad alcuni dei suoi dubbi.


e) Il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono? Ci sono ellissi? Pause? Sommari? Scene?


Non sempre il tempo della storia e quello del racconto coincidono, infatti, oltre alle scene sono presenti una grande quantità di pause, quando Amerigo riflette a proposito dei vari argomenti o quando si hanno descrizioni dell'ambiente, ed anche alcune ellissi; esse ricorrono nei casi in cui Amerigo si sposta da un luogo all'altro (ad esempio nel tragitto dal 'Cottolengo' a casa) poichè l'autore tralascia, in questi casi, di narrare, al lettore, gli avvenimenti.


5) Stile:


a) Quale variante di linguaggio è usata? (formale, informale, parlato familiare o dialettale o standard, gergale, sperimentale, aulico, denotativo, lirico, ecc.)


Non si hanno, all'interno del testo, numerose varianti di linguaggio; si può comunque riscontrare un linguaggio lievemente formale che viene usato dal presidente ma non dagli scrutatori i quali usano invece un linguaggio informale e più colorito sebbene nei limiti dell'educazione. Nei discorsi di Amerigo con Lia si ha un linguaggio diverso che può essere definito come parlato familiare. E' presente il linguaggio dialettale (quello torinese) solo per quanto riguarda l'aggettivo cutu che deriva dal nome del 'Cottolengo' e col quale sono indicate a Torino le persone menomate. 


b) Il suono è importante nella scelta delle parole (allitterazioni, anastrofi, ripetizioni, ecc.)?


Il suono non ricopre una particolare importanza nella scelta lessicale: anche se in alcuni casi si hanno delle ripetizioni di alcuni termini, questo non ha rilevanza dal punto di vista sonoro ma piuttosto da quello del significato.


c) Quale tipo di lessico è usato (neologismi, arcaismi, parole insolite, abbondante aggettivazione, parole o espressioni-chiave ricorrenti, ecc.)?


L'unico elemento lessicale utilizzato è costituito dalle espressioni-chiave: la più rilevante è 'mondo-Cottolengo'. Con la frequente ripetizione di questo termine, l'autore vuole marcare la grande distanza che divide il nostro modo di vivere da quello degli handicappati che vivono nell'istituto, considerando quest'ultimo come un mondo a sè stante.




d) E' usato il linguaggio urato (similitudini, metafore, metonimie, ecc.)?


Sono presenti nel racconto similitudini e paragoni usati dall'autore soprattutto per descrivere i pazienti incontrati da Amerigo nel 'Cottolengo'. Data la possibile interpretazione metaforica di alcuni elementi del racconto, si possono riscontrare anche delle metafore.


e) Qual è il tono predominante (ironico, sarcastico, drammatico, lirico, comico, poetico, parodico, fantastico, ecc.)?


Nel racconto si ha la presenza di un tono drammatico usato (anche se soltanto in alcuni casi) per descrivere i pazienti, mentre le considerazioni di Amerigo contengono notevoli sfumature di tipo ironico ed in alcuni casi sarcastico riguardanti soprattutto il mondo della politica ed i collaboratori di Amerigo.


LETTURA SOCIOLOGICA


1) Il tema o i temi:


a) Qual è il tema centrale?


Il tema centrale riguarda l'idea dell'autore dell'assurdità dell'aspetto deldemocrazia - Le elezioni - I gruppi parlamentari - Il governo - La Corte Costituzionale" class="text">la democrazia che permette il voto ai deficienti ed ai paralitici i quali secondo lui appartengono ad un mondo a sè stante.


b) Ci sono temi minori?


I temi minori (che sono anch'essi molto significativi) riguardano aspetti come l'infelicità di natura, il dolore e la responsabilità della procreazione.


c) Sono dichiarati esplicitamente dall'autore (in altri scritti esplicativi) o dai personaggi della storia?


I temi minori, come anche quello centrale, sono dichiarati esplicitamente dall'autore in una presentazione del libro, scritta in occasione dell'uscita della sua opera. In tale presentazione, l'autore afferma però di non trattare per intero questi temi così impegnativi bensì di sfiorarli soltanto.


d) Quando è stata scritta l'opera?


L'opera è stata concepita nel 1953 ed è stata pubblicata nel 1963; l'autore ha dunque impiegato ben 10 anni a scrivere questo breve libro: un dato che può far riflettere sulla complessità e sull'importanza degli argomenti da lui trattati.


e) Per chi è stata scritta?


L'autore non si è rivolto, con quest'opera, ad un pubblico particolarmente ristretto, bensì a tutti coloro che possono essere interessati ad argomenti così importanti nonchè universali quali sono quelli da lui toccati.

f) Per quale scopo?


Calvino scrive questo libro per l'unico scopo di far conoscere le proprie idee a proposito degli svariati temi che egli tratta.


g) Come fu accolto dai lettori del tempo?


Dalla non enorme notorietà di questo libro, molto meno conosciuto rispetto ad altre opere di Calvino, si può ipotizzare un suo minore successo anche in occasione della sua pubblicazione.








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