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LA CINA - La Cina fisica, La storia, L' economia, Le città della Cina, Curiosità



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LA CINA

La Cina fisica

Sconfinate pianure, monti tra i più alti della Terra, immense distese di coltivazioni, aride steppe, boschi foltissimi e deserti inospitali: questa è la Cina, il vastissimo paese asiatico che è terzo nel mondo per estensione (dopo la Russia e il Canada). Da sola la Cina occupa un terzo del continente asiatico e i Cinesi costituiscono quasi la metà della popolazione asiatica.

In tutto, un territorio di quasi 10 milioni di chilometri quadrati (esattamente 9461300 Kmq) equivalente al triplo dell'India oppure alla sola Europa, nel

quale la natura si è sbizzarrita.

La poderosa barriera di monti che si trova nella parte sud occidentale della

Cina è formata da rilievi montuosi più alti del mondo. Basti dire che vi sono



compresi il Karakorum, l' Himalaya (cui appartiene l'Everest), la Transhimalaya e il Tibet.

'Sciamo' (mare di sabbia) è il nome dato dai Cinesi alla parte meridionale della Mongolia, occupata dal vasto deserto di Gobi, la zona più inospitale della Cina assieme al deserto di Takla Makan nel Turchestan orientale.

La pianura più estesa è quella che occupa la parte orientale della Cina, propriamente detta ' pianura gialla', perché formata dai depositi alluvionali del fiume Giallo.

Tutta la regione situata ad occidente della grande 'pianura gialla' è occupata da una serie d'altipiani. Essi sono ricoperti dal ' loess', uno spesso strato di polvere calcarea di colore giallognolo, depositata durante i secoli dai venti che soffiano dal deserto di Gobi.

Il loess è una terra assai fertile che dà ottimi raccolti, a condizione che vi sia però una grande abbondanza d'acqua.

Alla Cina appartiene il fiume asiatico più lungo e più ricco d'acque: lo Jang-tse-kiang (Fiume Azzurro). Esso rappresenta per la Cina un'importantissima via di comunicazione. È infatti quasi interamente navigabile e, durante il periodo delle piene, può persino essere risalito da navi di grosso tonnellaggio.


La storia

Fino ai primi decenni del nostro secolo le condizioni di vita delle donne e dei

contadini cinesi erano quelle del nostro Medioevo.

La società cinese era infatti strutturata in una serie di gradini a cui corrispondeva una crescente sottomissione.

Ma all'inizio del nostro secolo, la rivoluzione popolare guidata dal Partito Comunista riuscì a sovvertire l'ordinamento sociale che durava da millenni.

I contadini poterono finalmente dividere la terra equamente.

Essi si riunirono in cooperative, poi in ogni villaggio si formò la Comune Agricola.

Così, poco alla volta, la produzione, grazie al nuovo spirito di iniziativa e di collaborazione dei contadini, è migliorata e i Cinesi hanno ampiamente superato quel livello minimo di sopravvivenza al di sotto del quale ancora si dibattono tanti popoli dell'Asia (es: l'India).

Allo scoppio della seconda Guerra mondiale, il Giappone, che si era alleato con l'Italia e la Germania, decise di portare a termine l'occupazione della Cina, ma nel 1949 l'esercito popolare guidato da Mao Tse-Tung sconfisse gli invasori giapponesi e proclamò la Repubblica Popolare Cinese.

La Cina riacquistava così libertà ed indipendenza e nel 1971 fu ammessa all'ONU e nel 1972 fu riconosciuta dagli Stati Uniti.

L' economia

La fonte più importante dell'economia cinese è senza dubbio l'agricoltura.

In quest'immenso paese asiatico, infatti, dove il clima e il suolo lo permettono, ogni metro quadrato di terreno è sfruttato per le coltivazioni.

Ci sono zone dove non è assolutamente possibile sfruttare il terreno: ad esempio, le zone desertiche del Turchestan e della Mongolia sono inservibili e tutte le regioni montuose sono troppo impervie e caratterizzate da un clima non adatto all'agricoltura.

Solo la parte orientale del territorio cinese, e cioè quella che si affaccia sull' Oceano Pacifico, solcata dai tre grandi fiumi (Fiume Azzurro, Fiume Giallo e Si-Kiang), presenta condizioni di clima e di suolo adatte all'agricoltura.

Il riso è il prodotto agricolo principale: di questo cereale la Cina è la maggiore produttrice del mondo.

Eppure anche la grande quantità di quintali prodotti annualmente non è sufficiente a soddisfare le esigenze dell'enorme massa di popolazione.

Quindi la Cina è costretta ad importarne un discreto quantitativo.

Oltre al riso, vengono coltivati: il frumento, il miglio, il mais, l'orzo e il grano saraceno.

Sono poi diffuse le colture delle leguminose (fagioli, piselli, fave, soia), delle piante da olio (arachide, sesamo), della barbabietola da zucchero, della frutta in genere, (pere, mele, albicocche, mandarini, susine, pesche) e del tabacco.

Se il riso è il cibo più consumato dai cinesi, il tè è la loro bevanda preferita.

Essi la sorseggiano in tutte le ore della giornata e persino durante i pasti al posto dell'acqua.

Da oltre duemila anni i Cinesi sono abilissimi coltivatori di tè: essi ottengono alcune qualità che sono tra le più pregiate del mondo.



La Cina è anche la prima produttrice mondiale di seta.

I Cinesi allevano il baco da seta fin da epoche remotissime: ancora oggi essi tessono il filo di seta su telai a mano, ottenendo stupendi e perfettissimi tessuti. La Cina produce anche una gran quantità di cotone e di canapa. Un'altra fibra tessile tipica della Cina è il 'ramiè', simile al lino, usato per fare tele e cordami.

Enorme è la quantità di pesce che viene pescato nel mare e nei fiumi della Cina. Dopo il riso, il pesce costituisce per i cinesi l'alimento più importante.

I maiali ed il pollame sono gli animali più allevati. Nell'allevamento del pollame la Cina è al primo posto nel mondo. Essa è anche una formidabile esportatrice di uova. L'allevamento degli altri animali non è invece molto praticato. Ciò dipende sia dalla scarsità dei pascoli, sia dal fatto che i cinesi non sono grandi consumatori di carne.

In questi ultimi decenni la Cina si è impegnata in un poderoso sforzo per crearsi una moderna industria. Sono sorti imponenti cotonifici, setifici, industrie alimentari, impianti siderurgici ed un grande numero di industrie meccaniche. La produzione di carbone non è sufficiente. Sono state perciò costruite grandi centrali idroelettriche, che sfruttano le acque dei numerosi fiumi.


Le città della Cina

Pechino, la capitale, sorse 1200 anni prima che nascesse Cristo, proprio dove si incontrano le grandi strade che dalla Cina portano alla Manciuria ed alla Mongolia, in una fertile regione agricola.

Per questa ottima posizione, mercanti, contadini, carovanieri accorsero ben presto in questa città che si ingrandì rapidamente, diventando la capitale della Cina del nord.

Pechino divenne poi addirittura la capitale di tutta la Cina.

Sebbene Pechino sia divenuta tanto grande, la si può abbracciare con un solo sguardo. Basta salire su di una collinetta che si trova al centro della città chiamata Chingshan. Questa collina, sotto un buon strato di terra, nasconde una grande quantità di carbone. ½ fu accumulato dal primo imperatore Yan, che, temendo di rimanere, in caso di assedio, senza combustibile, ne fece costruire una buona scorta. Doveva essere un imperatore molto freddoloso. Dalla sommità della collina si vedono le lunghe mura che racchiudono la città, divisa in due parti, l'una, di forma rettangolare, denominata 'città cinese', l'altra, di forma quadrata, denominata 'città tartara'.

Pechino è ricca di templi e lussuosi palazzi. Per visitare tutte le più belle costruzioni si dovrebbe camminare per alcune giornate.

Hong-kong, un'isoletta vicino alla costa meridionale della Cina, ci presenta il volto di ciò che avrebbe potuto essere tante città cinesi se non vi fosse stata la rivoluzione. Essa infatti fu colonia inglese sin dal 1842, fino ai giorni nostri. È una delle città più caotiche del mondo; qui centinaia di migliaia di persone ancora vivono su 'case galleggianti': ripari di fortuna costruiti su barche. È una folla in parte analfabeta, costretta a mille espedienti per vivere. Al di sopra delle viuzze ancora percorse dai risciò, spuntano lussuosi alberghi e grattacieli con gli uffici delle filiali delle maggiori imprese commerciali, finanziarie ed industriali del mondo. La città è un porto franco, cioè le merci vi possono essere imbarcate e sbarcate senza ar dogana. Inoltre, poiché fino a poco tempo fa la Cina non aveva rapporti diplomatici e commerciali con le altre nazioni, buona parte delle sue importazioni ed esportazioni avveniva, e ancora avviene, clandestinamente attraverso Hong-kong. Ciò ha fatto di Hong-kong uno dei maggiori centri commerciali dell'Oriente e giustifica il pullulare di navi nel suo porto, il moltiplicarsi di magazzini, imprese commerciali, banche, assicurazioni. La presenza di una manodopera abbondante e poco costosa, unita ad un blando sistema fiscale, ha poi attratto sempre più gli industriali americani, giapponesi, inglesi. A Hong-kong, come nell'isola di Formosa, essi hanno impiantato migliaia di centri di montaggio ed industrie che producono oggetti il cui valore dipende più dalla quantità di lavoro impiegata nella fabbricazione, che dalla materia prima utilizzata. Ciò spiega come mai, sino ai nostri negozi, giungano a buon mercato pile elettriche e giocattoli, fiori finti e sandali di gomma, ombrelli e statuine di falso avorio 'made in Hong-kong'. Perciò Hong-kong è divenuta una delle città più movimentate ed affollate d'Oriente. Nelle strade, fra grattacieli e tuguri si intasano biciclette, tricicli, moto e auto, in cielo, prima di atterrare i jet ruotano a lungo, in attesa che la breve pista dell'aeroporto si faccia libera; nella baia sono ancora migliaia di barche ove vive buona parte della popolazione. A Hong-kong, infatti, manca lo spazio. Hong-kong significa 'porto profumato': soprattutto un tempo vi si commerciavano il tabacco, il tè e l'oppio.

Per molti secoli Sciangai, la città più popolosa della Cina, fu un piccolo villaggio di pescatori. Venne fondata vicino alla costa, sulla riva sinistra di un piccolo fiume, poco più a sud del grande estuario dello Jang-tse.

Per la sua vicinanza al mare ed al grande fiume navigabile, sciangai poteva divenire un porto attivissimo. Nel 1843 gli inglesi vollero infatti sfruttare la sua posizione e vi costruirono un grande porto. Dal allora la città crebbe a vista d'occhio; si innalzarono grandiosi palazzi, mentre aumentavano anche le catapecchie dei pescatori; vennero costruite grandi strade che ancor oggi contrastano con le misere viuzze dei vecchi sobborghi. Le numerose industrie che vi sorsero favorirono un aumento continuo della popolazione; chi non aveva una casa sulla terraferma, prese dimora sui natanti ancorati lungo il fiume, costruendovi sopra casette di legno.

Il dolce clima della città di Nanchino, attirò per diversi secoli, fra le sue mura, gli imperatori cinesi che la elessero capitale. Più volte la città cambiò nome per desiderio dei suoi governanti. Anche il nome che ancor oggi le rimane, fu imposto da un imperatore, per ricordare che la città era stata capitale. Infatti in cinese la parola Nanchino vuol dire Capitale del Sud. Nanchino è traversata in tutte le direzioni da canali e fiumicelli, entro i quali si specchiano le casette, spesso di legno, che si alternano a piccoli giardini ed orti. Le strade sono molto animate e, al pari di quelle di altre città cinesi, mostrano spesso grandi stendardi con gli ideogrammi cinesi: sono insegne, avvisi, sectiunelli che danno alle vie della città un'aria di festa.



Canton oggi è chiamata Kuang chou. È fatta per la maggior parte di case galleggianti su barche. Molti dei suoi abitanti sono pescatori e dimorano sui natanti, tanto numerosi da formare interi quartieri lungo il fiume Chu.


Curiosità

I cinesi, un po' come gli antichi egiziani, quando scrivono non fanno corrispondere ad ogni suono un certo segno (lettera dell'alfabeto); essi dipingono schematicamente ciò che vogliono esprimere o comunicare. Nell'antico cinese la parola 'pesce', ad esempio, si scriveva disegnando un pesce, e così via. Ad ogni cosa, ad ogni idea corrispondono uno o due gruppi di segni, detti ideogrammi.

Con l'andar del tempo questi ideogrammi si modificarono sempre più, fino a perdere l'originaria somiglianza con gli oggetti rappresentati; inoltre per esprimere tutte le possibili idee, cose, animali, ecc. Gli ideogrammi divennero sempre più numerosi e complicati: il vocabolario cinese ne conta quarantamila! Comprendiamo allora come mai, soprattutto in passato, i cinesi che sapessero leggere e scrivere fossero ben pochi.

Le persone colte erano pochissime e dopo aver superato difficilissimi esami, esse assumevano il governo e l'amministrazione del paese: erano i mandarini. Passando dal cinese scritto a quello parlato, le cose cambiano: nelle varie regioni gli stessi ideogrammi, vengono pronunciati in modo assai diverso. Per questi motivi il governo cinese ha deciso di operare una riforma della lingua nazionale: il dialetto di Pechino, dichiarato lingua nazionale, viene insegnato in ogni regione in modo da sostituire gli altri dialetti; inoltre gli ideogrammi sono stati assai semplificati e ridotti di numero.

La Grande Muraglia, costruita nel II secolo avanti Cristo, difese la Cina dalle invasioni. Solo tra il 1280 ed il 1368 dopo Cristo i mòngoli, infranto il baluardo, penetrarono in Cina e la dominarono. Durante il loro regno instaurarono rapporti commerciali con la lontana Europa: tra il 1271 ed il 1295 Marco Polo seguendo la 'via della seta', fu il primo europeo a viaggiare nelle misteriose terre d'Oriente. La via della seta andava da Pechino al Mediterraneo attraverso il Sin-kiang, il Turkmenistan e la Persia ed era percorsa da carovane che trasportavano seta, tè, cavalli, aratri e idee.

L'agopuntura è un metodo antichissimo di cura.

Sottili aghi piantati in punti particolari del corpo servono soprattutto a curare le malattie che danno dolore (emicrania, reumatismi, ecc.).

L'agopuntura è inoltre assai usata per l'anestesia durante le operazioni chirurgiche.

L'abilità dei giocolieri cinesi e la bravura delle ballerine sono il frutto di splendide tradizioni.

Le feste della Cina antica erano molto importanti. Le più belle erano quelle della primavera, ma ne esistevano anche in autunno, con grande ricchezza di cibo, bevande, danze e suoni. Alcune delle feste antiche sopravvivono oggi quasi immutate. Una delle più importanti era la festa dell'agricoltura.

Anche il teatro ha origini molto antiche, che vanno ricercate intorno al 2000 a. Cristo. Il teatro cinese moderno è fatto di canto, danze, mimica e costume. Gli attori portano maschere colorate o trucchi davvero straordinari.

I cinesi mangiano il riso con le bacchette, condendolo con sughi e verdure presi dai piatti centrali.

'L'anatra laccata', il piatto più famoso, è riservato alle grandi occasioni.

Sull'anatra, messa al forno dopo averla abbondantemente cosparsa di acqua zuccherata, si forma un crostone caramellato. I cuochi tagliano tutto in bocconcini, più facilmente afferrabili con le bacchette, prima di portare in tavola.

Che tutti i cinesi vadano vestiti di blu è una leggenda che non corrisponde più alla totale realtà.

Un contrasto spesso notevole distingue l'abbigliamento dei piccoli e dei grandi, quello portato per strada e negli interni, nei giorni di lavoro e di festa, nelle città a nord di Shangai e in quelle del sud.

La varietà di fogge, disegni, colori, tessuti è straordinaria per i bambini, ma va diminuendo a mano a mano che crescono: nei licei prevale ormai il tipico modello di cotone blu, militare. Negli interni, tolta la giacca blu, si scoprono i golfini e camicette più vari, che vengono pure sfoggiati nei luoghi di festa.

L'artigianato, come la lavorazione della giada (una pietra durissima e traslucida), è assai incrementato in vista dell'esportazione.

I fiori artificiali ed altri prodotti semindustriali che richiedono un abbondante ed abile lavoro manuale, sono tipici di Hong-kong.







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