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LA TERZA ETA': ITINERARI DEGLI ANNI 50-90

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LA TERZA ETA': ITINERARI DEGLI ANNI 50-90


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el 1959, durante una riunione dell'American Instutute of Architects, Philip Johnson dichiarò: "L'architetura moderna è finita; l'ultimo suo prodotto è stato il Seagram Building".

Malgrado l'intento scandalistico, questa affermazione registrava disagi ed inquietudini destinati ad esplodere nel giro di cinque anni.

Cosa era avvenuto nei quindici anni successivi alla seconda guerra mondiale? Alla ricostruzione post-bellica europea, attuata in modo caotico ed alienato, corrispondeva negli Stati Uniti il disfacimento delle strutture urbane; prevaleva la politica dell'improvvisazione, l'atmosfera del miracolo economico, l'illusione che iniziative sporadiche e contraddittorie avrebbero trovato equilibrio nel mitico quadro di una società affluente, in cui lo spreco dei consumi fosse l'inevitabile complemento di un meccanismo produttivo in crescente espansione. La cultura architettonica aveva saputo elaborare idee e programmi perfino nel periodo drammatico della resistenza al fascismo. Ma, in questo clima di irresponsabilità, restò estraniata; il boom edilizio emarginò l'avanguardia e la corruppe risucchiandola nella routine professionale. 



La crisi è incarnata dai protagonisti, anzitutto dalla prestigiosa ura di Le Corbusier. L'unità di abitazione a Marsiglia, dirompente immagine del 1920 e realizzata nel 1945-52 ottiene straordinaria risonanza per alcuni connotati espressivi, ma incide assai scarsamente sui programmi urbanistici. Le Corbusier decide allora di abdicare all'impegno dottrinario e didattico che lo ancorava ai "cinque principi" del 1921 e, con la Chapelle de Ronchamp, inaugura una stagione inventiva quanto incomunicabile.

Mendelsohn se nel 1953. Gropius e Oud perdono presa. Mies raggiunge il successo ma nell'ambito di impianti prismatici, a-spaziali, chiusi e statici, e, nel Seagram Building, sostanzialmente classicisti. Nessuno dei maestri dell'età razionalista riesce a mantenere la guida del movimento moderno.

Nel mondo domina un patriarca, Frank Lloyd Wright, ma è troppo isolato per esercitare un influsso di ampia gittata sui giovani.

Alvar Aalto ed altri non ebbero la forza di sostituire Le Corbusier e Gropius nella leadership culturale.

Di conseguenza il movimento moderno subì numerosi sbandamenti.

Gli anni cinquanta-novanta risultano così ricchissimi di opere, gremiti di ipotesi e spunti provocatori, ma tremendamente dispersivi. L'architettura sembra scendere di importanza e credibilità: fin qui, anche negli oggetti minimi del design, aveva preurato un abitata, una città, un territorio, un assetto sociale discordi; ora, invece, s'immerge in uno sperimentalismo,affascinante nei singoli episodi quanto dissipato e corrosivo nel complesso.









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