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Sostanze psicoattive



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Sostanze psicoattive


Tolleranza: l'effetto del farmaco cambia man mano che il farmaco viene assunto.

Dipendenza fisica: il farmaco ha indotto cambiamenti nell'organismo, comprovati dallo sviluppo                              di tolleranza (assuefazione) per cui per ottenere lo stesso effetto è necessaria una quantità maggiore (dose). E dallo scatenamento di una crisi d'astinenza alla fine degli effetti del farmaco o droga.

Dipendenza psichica: la pulsione, bisogno ad assumere la sostanza è forte anche in assenza di segni da astinenza.

Abuso di farmaci

Ogni società ha usato farmaci in grado di produrre effetti sull'umore sui pensieri e sugli stati d'animo. Il farmaco è una sostanza che ha la proprietà di portare il fisico o la mente di una persona ad uno stato di benessere.

Oppio: sostanza narcotica prodotta dalla resina essiccata della capsula immatura del papavero da oppio, Papaver somniferum. L'oppio viene coltivato soprattutto in Turchia e India. A livello mondiale la richiesta legittima di oppio è di circa 680 tonnellate all'anno, ma una quantità molte volte maggiore viene distribuita illegalmente. Nella sua forma commerciale l'oppio è una massa color castagna, appiccicosa e piuttosto morbida, che tende a indurirsi dall'interno man mano che invecchia. Provoca una forte sensazione di piacere ed euforia, per la quale sono soggetti a largo abuso nella popolazione. Queste sostanze provocano dipendenza e sindromi da astinenza molto violente ed estremamente difficili da superare; inoltre, per continuare a raggiungere lo stato di benessere devono essere assunte in dosi sempre maggiori. Malnutrizione, complicanze respiratorie e ipotensione arteriosa sono alcune delle patologie più comunemente associate alla tossicodipendenza da oppio.




Papavero da oppio

Morfina: Dalla sua lavorazione si ottiene la morfina, che per lungo tempo è stata il principale analgesico impiegato in medicina, sebbene oggi siano disponibili sostituti sintetici come la petidina, l'eroina, circa tre volte più potente, e la codeina. In seguito all'invenzione della siringa ipodermica durante la guerra civile americana, l'iniezione di morfina divenne una componente indispensabile della preparazione dei pazienti agli interventi chirurgici. I medici dell'epoca speravano che l'iniezione di morfina direttamente nel torrente circolatorio evitasse la dipendenza creata dal fumo e dall'ingestione dell'oppio; al contrario, la morfina si dimostrò presto capace di creare una dipendenza ancora maggiore.

Metadone: per cercare di liberare i tossicodipendenti dalla schiavitù della droga, viene talvolta usato il metadone, un narcotico sintetico che, tuttavia, causa anch'esso dipendenza. Oltre al superamento della dipendenza fisica, il recupero dei tossicodipendenti richiede anni di riabilitazione sociale e psicologica.

Barbiturici: composti derivati dalla malonil-urea e dotati di attività ipnotica. A seconda del dosaggio e della formulazione, i barbiturici possono anche avere effetti ansiolitici, anestetici e anticonvulsivanti. Assunti per via orale o endovenosa, i barbiturici sono spesso soggetti ad abuso, che si manifesta con sintomi simili a quelli dell'ubriachezza: perdita delle inibizioni, comportamento sfrenato o violento, mancanza di coordinazione muscolare, depressione e sedazione. I barbiturici provocano assuefazione fisica e dunque dipendenza; i sintomi da astinenza da barbiturici possono essere molto gravi e l'overdose può addirittura causare sonno profondo, coma o morte.

Alcool

L'alcool determina un'eccitazione nervosa; le sue proprietà toniche (se preso a piccole dosi) sono sfruttate in terapia nella cura delle adinamie e nel corso delle malattie acute. L'alcool ingerito in dosi alte provoca invece l'ubriachezza, più o meno durevole; bevuto in quantità eccessive determina il delirium tremens che esplode in un alcoolista sia in seguito alla privazione totale dell'alcool, sia in concomitanza di una malattia. Gli effetti nocivi dell'alcoolismo sono apparsi soprattutto dopo l'uso delle bevande distillate: tra queste, le più dannose sono rappresentate dagli aperitivi in quanto vengono bevuti a digiuno e possono determinare gastriti alcooliche. Il tasso alcoolico nel sangue è facilmente misurabile: può raggiungere e superare i 4 g per litro e diventare letale; inoltre non è in rapporto assoluto con i sintomi dell'ubriachezza, a causa dell'assuefazione che può instaurarsi in certi soggetti. A dosi moderate le bevande alcooliche hanno un effetto energetico e stimolante, però di breve durata, mentre a dosi elevate e ripetute determinano la sintomatologia dell'alcoolismo.

Etanolo: è l'alcool presente in bevande come birra vino e brandy. Viene prodotto dalla fermentazione degli zuccheri usando come materia prima l'amido di patate, di grano e di altri cereali.

Aldeidodeidrogenasi: importante enzima che metabolizza l'alcool.


Droghe - Sostanza di origine vegetale o sintetica ad azione  stupefacente o allucinogena.


Principali droghe e loro origine:


anfetammine benzedrina

metedrina

simpamina

cocaina            Estratto dalle foglie di alcune



specie di Erythroxylon

(America meridionale)

eroina              Alcaloide dell'oppio

(diacetilmorfina)

hashish Essudato resinoso della

canapa indiana

LSD                Dietilammide dell'acido

lisergico, principio attivo

della segale cornuta

marijuana         Foglie essiccate della canapa

indiana

mescalina         Estratto dal Leophophora

williamsi(peyoti messicano)


Anfetamine: sostanze che esplicano genericamente un'azione stimolante del sistema nervoso centrale. Esse, inoltre, esercitano un'azione vasocostrittrice sul sistema circolatorio, determinano una marcata euforia e un miglioramento delle prestazioni fisiche. Poiché hanno anche un effetto anoressizzante (ossia inducono una diminuzione o una perdita dell'appetito), possono essere impiegate in particolari terapie mediche.Se utilizzate al di fuori di controllo medico, e in condizioni di abuso, esse possono causare fenomeni psicotici, ad esempio allucinazioni, e insonnia. Il loro utilizzo induce a dipendenza, ossia alla necessità dell'organismo di assumerne quotidianamente una certa dose: per questo motivo, le anfetamine sono classificate tra le sostanze stupefacenti. L'improvvisa interruzione dell'assunzione di anfetamine dà luogo a manifestazioni di astinenza, tra cui la sa di delirium tremens.

Cocaina: alcaloide ottenuto dalle foglie della pianta della coca e usato in medicina come anestetico locale, nonché soggetto a largo abuso come droga. Essa viene solitamente inalata ('sniffata') in forma di polvere secca, attraverso un tubicino inserito nelle narici, e più raramente viene iniettata in vena. Il crack è un derivato sintetico della cocaina, più economico e pericoloso, che generalmente viene fumato. Chi assume cocaina sperimenta un senso di euforia, ilarità e diminuzione dell'appetito. La cocaina, inoltre, accelera il battito cardiaco, aumenta la pressione del sangue e dilata le pupille. L'uso cronico può provocare ascessi cutanei, perforazione del setto nasale, perdita di peso, estrema irrequietezza, ansia, irritabilità e, talvolta, psicosi paranoica e danni permanenti al sistema nervoso. La morte può verificarsi anche con una piccola dose, in genere a causa di convulsioni o di un attacco cardiaco.

Eroina: è un derivato sintetico della morfina, fu introdotta nel 1898 come calmante della tosse e sostituto della morfina, in quanto sembrava non essere in grado di indurre dipendenza. Tuttavia, presto si scoprì che anche l'eroina provocava dipendenza e pertanto il suo uso fu proibito in molti paesi, anche nella pratica medica. Tra gli effetti dell'eroina vi sono euforia, immediatamente dopo l'assunzione, e uno stato di profonda indifferenza a tutti gli stimoli interni ed esterni.

Hashish: Stupefacente estratto dalla canapa indiana (Cannabis indica) e consumato un tempo soprattutto nel Medio Oriente e in India, ma ormai molto diffuso nel mondo occidentale. La polvere ottenuta macinando le parti secche della Cannabis indica viene mescolata a tabacco comune per preparare le sigarette alla marijuana. L'hashish causa euforia, rilassamento, torpore e, a dosi elevate, anche allucinazioni. L'uso cronico causa bronchite, apatia e perdita della memoria



LSD o Dietilammide dell'acido lisergico: potente droga allucinogena estratta dalla segale cornuta (una muffa parassita della segale) e sintetizzata per la prima volta in Svizzera nel 1938. L'assunzione di LSD può provocare effetti psichici quali mutamenti di umore, sensazioni oniriche, alterazioni della percezione del tempo e dello spazio, perdita dell'autocontrollo, panico e apprensione fino a tentativi di suicidio. Gli effetti fisici comprendono sonnolenza, capogiri, pupille dilatate, intorpidimento e formicolii, debolezza, tremore e nausea. Le anomalie transitorie del pensiero indotte dall'LSD, come un senso di onnipotenza o uno stato di paranoia acuta, possono provocare comportamenti pericolosi. In seguito a ingestione di LSD sono stati, inoltre, segnalati effetti collaterali a lungo termine come psicosi persistente, prolungata depressione ed errori di giudizio; questi effetti non possono essere, tuttavia, ricondotti con assoluta certezza alla droga. Dal punto di vista fisiologico è stato dimostrato che l'LSD può causare danni cromosomici ai globuli bianchi; non vi sono, tuttavia, prove certe che l'LSD provochi difetti anche nel materiale genetico cellula - STRUTTURA DELLE CELLULE EUCARIOTE" class="text">delle cellule germinali e, quindi, nell'eventuale progenie di chi fa uso della droga.

Marijuana: droga ottenuta dalla canapa indiana (Cannabis indica), le cui foglie, essiccate e tritate, vengono fumate o ingerite per il loro effetto allucinogeno ed euforizzante. Benché la marijuana non provochi dipendenza fisica e l'interruzione del consumo non causi una sindrome da astinenza, i consumatori abituali sembrano, comunque, sviluppare una forma di dipendenza psicologica. Gli effetti della marijuana consistono inizialmente in un senso di reattività, leggerezza ed euforia, cui segue un periodo di calma e di piacevole tranquillità. Talvolta si possono verificare cambiamenti d'umore, accomnati da alterazioni nella percezione del tempo, dello spazio e della propria dimensione corporea. I processi mentali vengono disturbati da idee e ricordi frammentari e molti consumatori registrano un aumento dell'appetito e della capacità di provare piacere. Gli effetti negativi includono stato confusionale, reazioni di panico, ansietà, paura, senso d'inutilità e perdita dell'autocontrollo.

Mescalina: essa è una droga piuttosto potente e pericolosa, che viene consumata sotto forma di diverse preparazioni, ottenute dai bottoni essiccati del Peyote. La mescalina può provocare, in chi ne fa uso, un'alterazione delle percezioni sensoriali, ansia, eccitazione, tremori, anche se, diversamente da altre droghe, non dà assuefazione.

Ecstasy: è  un ibrido tra un allucinogeno, la mescalina, e uno stimolante, l'anfetamina; ha un'azione di tipo psicadelico ricollegata a quella degli allucinogeni tipo l'LSD. Essendo una sostanza tossica non è mai stata immessa legalmente sul mercato. Provoca un benessere generalizzato, eccitazione, stimola la rimozione dell'ansia e la caduta di inibizioni; come effetti secondari ha una successiva depressione e incapacità di concentrazione. Il rischio di overdose si aggira intorno ai 200 mg assunti in un'unica dose.

Tabacco

L'azione  fisiologica del tabacco è dovuta in gran parte alla nicotina. L'intossicazione cronica da tabacco è rara, tuttavia il tabacco va proscritto per precauzione ai soggetti ipertesi, ai sofferenti di angina pectoris e ai cardiopatici scompensati. Esso provoca abbastanza frequentemente lesioni infiammatorie croniche a carico della faringe, della laringe, della trachea e dei bronchi ed è inoltre considerato da numerosi studiosi come un fattore predisponente ai tumori delle vie respiratorie.















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