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PROSTITUZIONE - TIPI DI PROSTITUZIONE E DI PROSTITUTE

PROSTITUZIONE - TIPI DI PROSTITUZIONE E DI PROSTITUTE
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PROSTITUZIONE


Prestazione sessuale a scopo di lucro con due caratteristiche universali: è l’esito di una transazione commerciale; è una transazione indiscriminata che coinvolge estranei con l’assenza di scelta del partner (in ambito giuridico).


Secondo gli antropologi: anche se considerato il mestiere piu antico del mondo, non è sempre esistito e non è stato presente nella stessa misura.

In alcune società asiatiche la prostituzione è divenuta una creazione occidentale.

ES. In Vietnam l’espropriazione delle terre e la distruzione di molti mestieri femminili tradizionali ha portato ad una migrazione di massa nelle zone urbane, dove l’unica fonte di sussistenza era la prostituzione, sempre in aumento con l’arrivo dei militari americani nel 1965.


Due fattori che favoriscono la prostituzione:

- assenza di meccanismi che impediscono agli uomini di ottenere cio che vogliono dalle donne.

- presenza di donne che non hanno un buon valore nel mercato matrimoniale (vedove, divorziate, ragazze non piu vergini, adultere, donne stuprate ecc).


Inoltre vi è anche il fenomeno della tratta vendita da parte di padri, mariti o fratelli, di donne costrette a prostituirsi.


TIPI DI PROSTITUZIONE E DI PROSTITUTE


La principale tipologia si richiama a due criteri:

Coinvolgimento occupazionale - distingue lo svolgimento continuativo, occasionale o temporaneo dell’attività.

Contesto occupazionale luogo in cui avviene l’incontro tra prostituta e cliente (prostituzione al chiuso e quella all’aperto).


La distinzione tra tipi di prostitute e il loro status risale al periodo greco-romano.

Gli ateniesi (che a differenza degli spartani escludevano le donne dalla comunità) formarono una struttura della prostituzione basate su due tipi:

- porné che esercitano in strada o nei porneion , spesso forestiere o schiave liberate e di bassa condizione sociale.

- etére istruite sin da bambine al canto, pittura, danza, con lo scopo di svolgere la funzione di comne a amento x uomini durante i banchetti o altre occasioni.


Oggi si distinguono tre tipi di prostituzione:

1. Prostituzione di strada non il luogo del rapporto, ma l’incontro tra prostituta e cliente. Italia: piu alta al Nord e nelle grandi città e relative periferie urbane.

2. Prostituzione al chiuso istituzione dei bordelli o delle case di tolleranza, spesso gestite da una madame o padrona che ricava la metà dei guadagni.

3. Ragazze-squillo all’interno di appartamenti o alberghi con annunci pubblicitari o agenzie di accomnatrici.


Chi si prostituisce in strada di solito è poco istruita, con problemi di tossicodipendenza o affetta da malattie sessuale (AIDS).

Le ragazze-squillo hanno un’ampia scelta di clientela, maggiori sicurezze e prestigio e guadagnano piu soldi.


ORIGINE SOCIALE E DEMOGRAFICA DELLA PROSTITUZIONE


Scuola Positiva prostitute diverse dalle donne “normali”, sono criminali, primitive e prive di norme morali.


GIBSON studia il profilo sociale delle prostitute nell’Italia post unitaria, nota che erano giovani, spesso nubili, meno istruite, provenienti da family disgregate (spesso alternavano la prostituzione al lavoro “normale”).


LE CARRIERE


La prostituzione è fatta di punti di ingresso, di transizioni da una condizione o posizione a un’altra e di canali di uscita.

Come si diventa prostitute:


1. Esperienze precedenti di violenze fisiche o sex - per lungo si è pensato che queste esperienze portassero alla prostituzione, ma le precedenti violenze sono una variabile indipendente.


2. Ragioni economiche – alcune per superare un periodo di crisi economica o disoccupazione. Altre per aumentare il proprio reddito.


3. Mantenere il consumo di droga – sesso in cambio di droga per le consumatrici di eroina. Legame piu alto nella prostituzione di strada (ragazze-squillo usano piu stimolanti).

In alcuni casi il consumo precede l’inizio dell’attività di prostituzione,in altri lo segue. Il legame varia con le sostanze, maggiore nel caso di eroina e cocaina, assente o debole nel caso di cannabinoidi o allucinogeni.


4. Coercizione diretta – di solito da parte di partner maschili. ES. il traffico di donne con lo scopo di farle prostituire. Sono costrette con violenza da parte di piccole organiz criminali, vendute dai familiari o ingannate con la promessa di un futuro lavoro nel paese di arrivo. Sono donne tra 17-25 anni, dopo questa età alcune riescono a salire nella scala sociale interna e diventano “madame”, altre escono dal giro e svolgono lavori convenzionali. Per uscirne fuori bisogna: avere accesso a risorse alternative (di solito aiuto di cliente affezionato), chiudere i rapporti con gli sfruttatori (rischioso perche avviene spesso tramite denunce), accoglienza presso strutture semi-pubbliche.


ORGANIZZAZIONE DELLA PROSTITUZIONE


1. Cliente Il numero di clienti varia dalla società e dai periodi storici.

Anche per i clienti ci sono delle caratteristiche comuni: il luogo di residenza, situazione coniugale, aver fatto il militare, lavorare in città diverse dalla residenza. La religione conta, ma non allo stesso modo in tutti i paesi e le epoche storiche.

In passato in Italia, la Chiesa giustificava di piu questi comportamenti tra coniugati (prevenivano l’adulterio).

Le motivazioni dei clienti sono: senso di potere e dominio che l’uomo trae ando una donna; tappa della crescita della sessualità maschile credono che prima o poi bisogna farla; relazione puramente fisica senza coinvolgimento sentimentale o per fare esperienze di pratiche sessuali che non possono fare con le proprie partner (sesso orale).

I clienti fissi che vanno sempre con la stessa prostituta, sono spesso uomini anziani privi di legami sentimentali, o uomini che cercano uno sfogo emotivo legato a quello sessuale.


2. Protettore (piu per chi lavora in strada) puo gestire lo sfruttamento di molte donne, spesso è anche il loro partner, per sottometterle usa violenza e minacce. Spesso coinvolti in altre attività criminali, poco istruiti e spesso disoccupati.


3. Tenutaria chi gestisce una casa di prostituzione, per farlo necessita: di prostitute raccolte dalla strada che effettuano un ruolo di addestramento; di clienti di cui si conoscono i gusti e dei poliziotti o medici.


LA PROSTITUZIONE E LO STATO


Sex worker (nuovo termine di prostituta) vendono servizi sessuali ai fini economici.

Come ogni attività economiche è influenzato dall’azione dello Stato e del Mercato. Lo Stato interviene per risolvere i problemi legati alla prostituzione attivando delle politiche con due diversi criteri: atteggiamento nei confronti delle prostituzione (prime due) e divieto di prostituirsi.


1. Regolazionismo - permette la prostituzione ma considera le prostitute una minaccia all’ordine pubblico, alla salute e alla morale, cosi viene controllata da polizia e medici.


2. Abolizionismo – permette la prostituzione e non considera le prostitute pericolose. Non la regolamenta perché verrebbe sfruttata da attività criminali, è consentita in luoghi aperti solo se esercitata in modo che non irriti i cittadini.


3. Proibizionismo – vieta la prostituzione e condanna la prostituta ma non il cliente.


4. Criminalizzazione del cliente – vieta la prostituzione ma punisce il cliente perché considerato un molestatore nei confronti della prostituta. (Sa 1999)


5. Neo-regolazionismo – non discrimina la prostituzione, la considera un lavoro vero e proprio (di recente Germania e Olanda).


POLITICHE E CAMBIAMENTO NEL TEMPO


USA – la prostituzione è considerata meno grave dei rapporti extraconiugali e dei rapporti sessuali prematrimoniali.

La concezione che la prostituzione sia un “male necessario” per evitare mali peggiori (soddisfa i bisogni sessuali dei maschi proteggendo la virtù delle donne, distinguendole in donne oneste e disoneste) risale al cristianesimo.

Durante il Medioevo tra XIV-XVI sec la prostituzione era incoraggiata in Europa, in Italia era supportata anche dalle leggi comunali, vi erano dei bordelli e facevano are anche le tasse.


Regolamento Cavour 1860 – regime regolazionista, stabiliva le prime norme emanate sulla prostituzione, basate su un decreto ministeriale e non su un iter legislativo parlamentare. Ogni poliziotto era libero di controllare ogni donna sospetta che adescava clienti per la strada. Era un sistema regolazionista semilegale perche si basava su decreti legge emanati dai prefetti e non dai parlamentari, lasciando il libero controllo alla polizia che decideva se chiudere o lasciare aperti i bordelli. Ispezioni sanitarie obbligatorie due volte la settimana da parte di medici verso le donne che stavano nei bordelli, nelle carceri e nei sifilocomi. Regolazionismo dei bordelli. Italia nel 1881 c’erano 1189. Situati in luoghi appartati, le prostitute erano segregate all’interno, non potevano avere nessuna comunicazione con l’esterno, uscivano solo in orari prestabiliti.


1875 Federazione Abolizionista Internazionale contro il regolazionismo, prevedevano che la prostituzione non fosse considerata un reato e la prostituta una criminale. Le prostitute erano vittime sfruttate per la loro attività in maniera violenta e discrimanatoria.


1888 Regolamento Crespi Abolizionismo parziale, registrazione della polizia e controlli sanitari riguarda solo i bordelli e non le prostitute. C’è una modernizzazione delle strutture per il trattamento delle malattie veneree.


1891 Regolamento Nicotera reintroduce la registrazione delle prostitute, visite obbligatorie ma mantiene le strutture sanitarie piu moderne e meno restrittive della Legge Crespi.


Regolamenti e Testi Unici fascisti ispezione obbligatoria dei medici simile al Regolamento Cavour, ed espulsione delle prostitute straniere.


Legge Merlin prima legge abolizionista italiana, vieta la registrazione della polizia, le visite obbligatorie, chiusura dei bordelli, decriminalizzazione della prostituzione come atto privato.


1949 ONU viene firmata a NY la convenzione per la soppressione del traffico di persone e sfruttamento alla prostituzione, aderirono quasi tutti i paesi europei.

Primi del 900 chiusura dei bordelli in tutta Europa, prima i paesi protestanti del Nord, dopo quelli cattolici del Sud. In Italia furono chiusi dopo la legge Merlin del 1958, ma la maggior parte della popolazione era contraria.


IL MERCATO


Negli anni ’60 si abbassa la richiesta delle prostitute a causa dei cambiamenti sociali: diminuisce l’età del primo rapporto sessuale, cambiano gli atteggiamenti verso i rapporti sessuali prematrimoniali e aumentano i rapporti extraconiugali.

Dalla fine degli anni 90 a oggi c’è un costante aumento di prostituzione in strada, soprattutto per la provenienza di donne dai pesi in via di sviluppo, che hanno abbassato i prezzi aumentando la richiesta.

Il rilancio del mercato della prostituzione è dovuto a due fattori: continuo ricambio di ragazze giovani e calo dei prezzi (in tutta Europa).

Oggi per strada vi sono piu prostitute straniere che italiane.

Quattro tipi di nuova prostituzione:

straniere che si trasferiscono per fare questo lavoro con lo scopo di guadagnare.

straniere che si trasferiscono per fare questo lavoro saltuariamente con lo scopo di guadagnare extra.

chi si prostituisce per gravi difficoltà economiche, molte non sono indipendenti ma sfruttate violentemente.

straniere vittime della tratta (rapite o vendute).




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