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IL SALONE DELL’OCCHIO DI BUE, LA SALA DELL’INCORONAZIONE, LA SALA DELLE GUARDIE, IL SALONE DELLA MALACHITE, IL SALONE DEI GIARDINI

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IL SALONE DELL’OCCHIO DI BUE


In questa anticamera ogni mattina si riunivano i cortigiani in attesa del risveglio del sovrano, il Lever du Roi. Il salone, che occupava la spazio della vecchia camera del re e della sala dei Bassans, deve il nome alla grande apertura ogivale nel fregio della volta decorata di stucchi dorati rafuranti giochi di bambini su uno sfondo a reticolo e rosette. L’esecuzione di questo notevole fregio richiese la partecipazione di vari artisti: Corneille Van Clève autore, tra l’altro, dell’altar maggiore della cappella della reggia, Simon Hurtelle (1648 – 1724), Anselme Flamen (1647 – 1717) allievo di Marsy, Poulletier, Poirier e Hardy.

I muri sono ricoperti di boiseries decorate di ghirlande, di alti specchi che conferiscono all’ambiente una grande luminosità e di altri bei ritratti, tra i quali Luigi XIV a cavallo, di Pierre Mignard (1612 – 1695), Maria Teresa d’Austria, consorte del re, di Jean Nocret (1617 – 1672), autore del celebre dipinto di Luigi XIV e la sua famiglia, sempre i questo salone, dove i personaggi sono rappresentati nelle vesti delle divinità.



Questo salone che fungeva da anticamera, dove alle ansie e alle speranze dei cortigiani si mescolavano le chiacchiere e le maldicenze, era scarsamente arredato. Alle otto in punto ogni mattina il primo valletto di camera svegliava il sovrano con la frase “Sire, è l’ora” mentre la governante gli baciava la sua guancia; dopo una breve toilette alla quale accudivano i valletti azzurri si apriva la porta ed entravano i personaggi di alto rango per le cosiddette grandi entrate. Poco dopo iniziavano le seconde entrate, dopodiché il re si vestiva intrattenendosi con suo fratello o con qualche cortigiano. Intanto, nel salone ad occhio di bue e nella galleria, tutti aspettavano l’annuncio dell’usciere che, scandendo un colpo sul pavimento con l’asta dell’alabarda, esclamava “Signori, il re”. Mentre questi si recava a messa era il momento di presentare richieste o chiedere favori.




LA SALA DELL’INCORONAZIONE


Venne radicalmente trasformata da Luigi Filippo per la sistemazione di due grandi tele di David, l’incoronazione , da cui prende il nome, e la distribuzione delle aquile. Sulla parete dei fronte alle finestre, un dipinto del barone Gros, la battaglia d’Aboukir e sul soffitto, l’allegoria del 18 Brumaiodi Callet.

Louis David (1748 – 1825), allievo di Vien, accomnò il maestro in Italia dove imparò a conoscere l’antichità romana. Divenuto caposcuola del neoclassicismo, ritornò a Roma dove dipinse il famoso giuramento degli Orazi. Impegnato politicamente, aveva votato a favore della morte del re ed era diventato sovrintendente alle belle arti. L’epopea di Napoleone gli fornì l’occasione di mettere in pratica i suoi interessi per l’antichità e di tracciare un parallelo tra gli imperatori dell’antica Roma e il piccolo Corso coperto di aquile imperiali e divorato dall’ambizione, che aveva stremato le sue legioni attraverso l’Europa.

La distribuzione delle aquile fu eseguita nel 1810, lo stesso anno dell’incoronazione di cui vediamo in questa stanza la replica, fatta dal pittore stesso, il cui originale è esposto al Louvre.

La cerimonia dell’incoronazione avvenne il 2 dicembre 1804, nella cattedrale di Notre-Dame, a Parigi. Sappiamo che la celebrazione si svolse secondo i rigidi dettagli del cerimoniale mentre sotto covavano rancori e gelosie; le sorelle dell’imperatore si erano dimostrate recalcitranti all’idea di dover portare lo strascico di Giuseppina; Letizia Bonaparte, Madame Mere, ritratta nella tribuna, con un’espressione fissa ed attenta, irrigidita, in realtà non fu presente alla cerimonia, essendosi rifiutata di assistere all’incoronazione della nuora. Il quadro, con i suoi centocinquanta ritratti, è un’autentica ina della storia.



LA SALA DELLE GUARDIE


In origine costituiva la parte superiore della cappella situata al pianterreno; nel 1676, la vecchia pavimentazione a lastre di marmo viene sostituita da un pavimento in legno a spina di pesce. Le Brun realizzò il bellissimo rivestimento delle pareti in marmi policromi. La decorazione pittorica fu interamente eseguita da Noel Coypel (1628 – 1707). Al centro del soffitto ottagonale è rafurato Giove che percorre il cielo sul suo carro, circondato da numerose ure mitologiche. Nei riquadri voltati, quattro soggetti ispirati all’antichità. Agli angoli, le vivaci rappresentazioni illusionistiche creano un effetto prospettico. Le sovrapporte, eseguite a bassorilievo da Le Gros e Massou, recano il monogramma reale e i gigli di Francia. La sala delle guardi possiede la stessa decorazione a motivi geometrici dello scalone della regina, che faceva riscontro allo scalone degli ambasciatori, il quale conduceva al grande appartamento. Fu costruito in marmo policromo da Hardouin Mansart tra il 1679 e il 1681. L’imponente dipinto, è opera di Philippe Meusnier, il quale affidò la realizzazione dei fiori a Belin de Fontenay, pittore alla manifattura dei Gobelins, e specialista di questo genere ornamentale. Le sovrapporte del ballatoio e il gruppo dei genietti, in piombo dorato, nella nicchia, furono eseguiti da Massou nel 1681. Questo scalone monumentale, esemplare dell’arte del regno di Luigi XIV, conduce alla sala delle guardie della regina.






IL SALONE DELLA MALACHITE


Fu lo zar Alessandro I ad offrire a Napoleone la preziosa malachite da cui Jacob Desmalter ricavò i piani dei mobili e una grande vasca per le Tuileries, nel 1809, che venne sistemata qui nel 1811.

Già salone del tramonto al tempo di Luigi XIV, è l’unica sala del gran Trianon a possedere boiseries, eseguite nel 1699 da Lassurance. I dipinti delle sovrapporte, Apollo e Teti e Clizia tramutata in girasole di Charles de La Fosse sono della stessa epoca.

Gli arredi, nel loro insieme, sono esemplari dello stile impero. Da notare inoltre le sedie di Jacob Desmalter e il mobile di ebano e bronzo dorato.



IL SALONE DEI GIARDINI


Con una bella decorazione di Lespingola si trovi in fondo alla galleria. Le pareti sono ornate da tre dipinti di Crèpin: la Pesca, la Caccia e il Torrente. Al pari degli altri saloni, il pavimento in legno è ricoperto da un bel tappeto. Le sedie sono in stile impero mentre i tavolini provengono dalla latteria del piccolo Trianon. A sinistra, pregevoli vasi giapponesi.







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