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Il manierismo

Il manierismo
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Il manierismo


Il manierismo è una tendenza artistica che si sviluppa in Italia nella seconda parte del 1500, verso il terzo decennio. Il manierismo ha un origine, usata dal Vasari, da maniera. Cioè modo di dipingere. Per il Vasari lui manieristi erano quelli che dipingevano imitando i grandi artisti del 1500 come Michelangelo, Raffaello .   Il Vasari dice che dipingevano alla maniera (non dell’artista ad esempio Raffaello), chi dipinge come . Al contrario di come dice il Vasari recentemente è stato studiato recentemente che è un fenomeno complesso. Il Vasari aveva influenzato la storia dell’arte perché aveva visto come una crescita. Per Vasari era come una parabola nel vertice di Michelangelo. Talvolta i manieristi sono descritti dal Vasari come personaggi eccentrici quasi in maniera dispregiativa, ma in realtà bisogna guardare anche alla situazione storica di questa corrente artistica; in Italia si era appena affermato il predominio snolo di Carlo V e degli Asburgo d’Austria. Questi Durate questi anni 1527 con la presa di Roma da parte degli Anzichenechi (contadini tedeschi) la città di Roma inizia a essere considerata intoccabile. Questa presa della capitale ha delle conseguenze e c’è un allontanamento degli artisti perché Roma non era più una città propensa all’arte. Lo spostamento degli artisti genera un confronto. La presa di Roma ha un valore simbolico, ma anche drammatico agli occhi della cristianità perché è un episodio che scuote la gente, mette in gioco delle certezze. L’altro episodio di rilevante importanza sono le tesi luterane. Lutero fa delle tesi contro la chiesa cattolica, mette in discussione alcuni dogmi e per queste sue tesi viene scomunicato. Lutero nonostante la scomunica porta avanti le sue tesi e inizia ad avere dei seguaci. Guerra di religione. Anche se le tesi luterane arrivano in Italia placate toccano un po’ l’Italia. Il Vasari dice che i manieristi sono bizzarri, forse perché i manieristi non si accontentano di questi principi e valori trasmessi dall’arte rinascimentale. I manieristi riprendono maggiormente Michelangelo perché era il più tormentato. Il fatto che i manieristi si riprendono ai grandi del rinascimento era per cercare il significato, come avevano affrontato le varie polemiche. Sicuramente un elemento che caratterizza il manierismo è la trasgressione delle regole. Non come l’arte del rinascimento che aveva canoni, che si rifacevano al classico. Non riconoscere più l’armonia del cosmo rinascimentale. La natura non costituisce un modello di proiezione universale, infatti, i manieristi sembra che cerchino il contrario: trasgressione.




Del manierismo non parleremo di un autore in particolare. Questo perché questa corrente ha forse caratteristica contraddire le regole ma nessun autore lo fa allo stesso modo con le stesse regole. Molte volte troviamo contraddizioni  in uno stesso quadro.

Alcune caratteristiche sono sicuramente : il virtuosismo e la contraddizione della regola.

Il virtuosismo è la bravura eccezionale di rifare le opere per esercitarsi ad allenare la mano e una cosa che li caratterizza è saper disegnare facilmente. Virtuosismo = grande facilità nel disegno.

La contraddizione della regola si colloca dopo il rinascimento che aveva alla base l’armonia e la prospettiva. Spesso i pittori manieristi vivendo in un epoca di crisi mettono in discussione l’arte. Gli spazi grandi si contrapponevano a ure piccole, scene: affollate, vuote, asimmetria. La proporzione nelle ure talvolta sono sproporzionate in alcune parti del corpo. Espressioni volute caricate, esasperazione es drammaticità. Colori contrastanti più che un armonia come nel rinascimento. Colori: lividi, aspri, chiaroscurati, poco sfumati, contrastati . E’ impossibile trovare queste cose in tutto, queste “regole” sono quasi un capriccio.

L’arte dei manieristi è sia soggettiva che oggettiva. Ogni artista interpreta a modo suo, non c’è più la modalità abbastanza uniforme perché c’è più oggettività nell’arte. L’artista manierista è uno tra i primi a far parte di un movimento soggettivo. Prima del 1900 era un movimento non studiato ma ora si crede sia un movimento molto vicino a noi.


Due artisti Toscani, i maggiori manieristi, sono Rosso Fiorentino e Pontormo. Questi due artisti trattano entrambi la deposizione della croce.


Pontormo → In anzitutto vediamo una scena affollata, tutte le ure in primo piano, sembrano uscire dallo spazio. I corpi dei personaggi sono rivolti verso direzioni diverse come gli sguardi ognuno in direzioni diverse. Sguardi attoniti come se non capissero l’accaduto, sgomento. La ura più in basso che sorregge il Cristo è in una posizione strana, quasi senza ragion d’essere. Molte volte i manieristi mettono le ure in posizioni strane per far vedere che sono bravi a disegnare. Senza logica. Luce che investe le ure in primo piano, non si sa da dove arrivi perché il cielo è scuro. Il Vasari definisce Pontormo uno spirito irrequieto e stravagante. Questa tavola a olio si trova a Firenze.


Rosso Fiorentino → La sua deposizione dalla croce si trova a Volterra. Lo spazio non è ristretto, ma uno spazio che crea disagio perché lo sfondo è blu. Spazio surreale. Ma in basso a questo sfondo troviamo azzurro-blu troviamo delle collinette però non sono come ce le aspettiamo visto che si vedono in lontananza. Lo sfondo così impostato potrebbe essere un teatro o una stanza. Al centro troviamo la croce, ci sono tre scale sul quale dei personaggi tirano giù il Cristo quasi come degli acrobati. Maddalena è in ginocchio con un vestito rosso,Giovanni Battista ha le mani in faccia ed è sproporzionato a sinistra- ura allungata. Maria con il capo chinato, due donne la sorreggono. ure legnose, spigolose, accentuate dal chiaroscuro, non c’è sfumatura, colori smalto. Anche qui le ure seguono direzioni differenti, nell’insieme tutti questi elementi ci trasmettono disagio perché non è quello che ci aspettiamo di vedere. Questa pittura vuole esprimere il disagio sottolineando la drammaticità dell’evento.


Parmigianino → La sua opera più importante è la Madonna con Bambino chiamata anche Madonna dal collo lungo.  I manieristi mettono in discussione anche le proporzioni per questo il Parmigianino fa quest’opera. Sproporzionata. Bambino addormentato ma sembra la preurazione della morte. I manieristi si rifanno alle opere dei grandi maestri come Michelangelo Bonarroti. Una fascia divide i seni della Madonna è solo un elemento di decorazione che aderisce al corpo in modo strano riconoscendo le forme. Sensualità. Le mani allungate come desiderio di voler ricordare l’eleganza. Grazie eccessiva. Ricerca dell’eleganza in modo eccessivo. Punto di vista esterno al dipinto ura in basso a destra, San Girolamo. Il punto di vista è basso e c’è una sproporzione-stranezza tra San Girolamo e la Madonna.




Giulio Romano → Un allievo di Raffaello che porta i modi di dipingere di Raffaello e ai romani. Giulio Romani il suo nome è legato a Mantova. Firma il progetto del palazzo Te che è l’abbreviazione della zona in cui sorge che si chiama Teietro. Il palazzo è diverso da qualli rinascimentali, ma ricorda la domus romana: quadrato con poi dentro un giardino con cui finisce con l’esedera, semicerchio. Casa più particolare che nel quadrilatero non c’è una facciata, sono tutte diverse. La più importante è quella che da sul giardino. Palazzo Te è un palazzo dei Gonzaga ma solo per i divertimenti. Qui venivano allevati a cavalli del duca. Il duca era un patito dei cavalli e c’è pure una stanza dedicata a loro dove rafurava i suoi migliori esemplari.

Facciata retrostante con vista sul giardino è dominata da un timpano sostenuto da quadruplici colonne, quattro coppie di colonne.

C’è un particolare una finta finestra sormontata da un timpano e con sopra una fina cornice.

L’eccentricità è aumentata nella sala dei giganti (si racconta che i giganti si sentivano potenti e sicuri della loro potenza provarono a raggiungere l’Olimpo sormontando le montagne, ma vengono spediti in fondo a un vulcano. Simboleggiano l’uomo pieno di s’è che sfida il divino e viene punito). Nella stanza le pareti sono incurvate, lo spazio dove Giorgio Romano dipinge non è diviso in spazi. Questo dipinto viene letto come età di crisi del manierismo


Benvenuto Cellini → L’artista è fiorentino e riceve la sua formazione come orafo. Come scultore firma tante opere, ma la più importante è il Perseo che si trova nella loggia dei Lanzi a Firenze dove si trovano tante altre statue.

Perseo nella mitologia aveva sconfitto Medusa. Il corpo di Medusa è, infatti, hai suoi piedi e le sue mani sono impegnate.

La statua è realizzata in bronzo e marmo come gruppo scultoreo basamento e statua. Non è un semplice basamento ma sembra un opera d’arte assestante, decorazione sovrabbondante. Opera minuziosa anche nella statua. Erano veramente dei bravi virtuosismi, pravi a copiare. Grande minuziosità nella capigliatura. Questa scena è abbastanza orribile e raccapricciante per il sangue della testa che cola. La miniatura del basamento ci colpisce più che altro perché non si arriva a cogliere il dramma perché si è più attenti hai particolari.


Jehan Bologne → Noto a tutti come Gianbologna. Sotto la loggia dei Lanzi di Firenze c’è una sua statua: il ratto della Sabina. Il fatto particolare è che Gianbologna non sapeva il fatto storico, lui esegue questo gruppo di persone nelle posizioni più strane.


Vignola → Un altro veneto sempre particolare è il Vignola che ha fatto il Parco di Bamarzo. Il parco è arricchito da statue chiamate mostri di Bamarzo. Grandi bocche che incuriosiscono il visitatore.






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