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PSICOLOGIA E CULTURA



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PSICOLOGIA E CULTURA


tra le diverse società esistono effettivamente delle diversità per quanto concerne alcuni aspetti del pensiero, delle emozioni, dei comportamenti; spesso, da un’osservazione casuale possono originarsi numerosi stereotipi; ma gli antropologi rifiutano questi stereotipi fondati su giudizi affrettati ed etnocentrici; tra società diverse nondimeno esistono anche numerose somiglianze antropologia psicologica


gli antropologi hanno messo in dubbio il postulato che la psicologia di tutti gli esseri umani sia esattamente la stessa, a prescindere dalla società; MA è evidente che vi saranno comunque notevoli somiglianze nello sviluppo psicologico degli individui: abbiamo già esaminato alcuni fenomeni universali (la cultura, il linguaggio, il matrimonio, il tabù dell’incesto), ma qui analizzeremo quelli più legati all’aspetto psicologico:



capacità di inventare tassonomie e costruire contrasti binari; ordinare i fenomeni; usare operatori logici (es: la congiunzione, la negazione e l’uguaglianza); pianificare il futuro; avere una conoscenza del mondo

riguardo al pensiero sull’uomo sembrano essere universali il concetto di sé o della persona; il riconoscimento delle espressioni del viso; il tentativo di comprendere le intenzioni dell’altro sulla base di alcuni indizi (espressione del viso, modo di parlare, atteggiamenti); il desiderio di sapere ciò che gli altri stanno pensando

riguardo alle emozioni sembrano essere universali la capacità di identificarsi con i sentimenti dell’altro; l’abilità di comunicare e di riconoscere sentimenti di felicità, di dolore, di collera, di paura, di sorpresa, di disgusto e di disprezzo; il riso nei momenti di felicità, il pianto in quelli di dolore; sentimenti quali l’invidia e la gelosia; la capacità di provare attrazione sessuale; alcune specifiche paure infantili (es: la paura degli sconosciuti)


I PRIMI STUDI:

Margaret Mead mette in discussione l’assunto secondo cui l’adolescenza è vissuta ovunque come un periodo di crisi e di stress

Bronislaw Malinowski confutò la teoria del complesso di Edipo: egli osservò che nelle società non matrilineari i bambini possono effettivamente provare sentimenti di ostilità nei confronti del padre, ma non perché questi rappresenti un rivale sessuale, quanto piuttosto perché esso incarnerebbe l’adulto che amministra la disciplina


secondo la teoria di Piaget lo sviluppo dell’essere umano prevede una serie di tappe, ciascuna delle quali è caratterizzata da specifiche abilità cognitive; non è possibile passare ad uno stadio successivo senza aver percorso tutte le tappe precedenti la teoria di Piaget è valida universalmente??

sul primo stadio dello sviluppo (senso-motorio) si conferma la teoria di Piaget

gli studi sul secondo (pre-operatorio), terzo (delle operazioni concrete; in particolare il concetto di conservazione) e quarto (operazioni logico-formali) stadio forniscono invece risultati dubbi


una delle ragioni per dubitare dei risultati di queste ricerche è che i test impiegati per sondare lo sviluppo cognitivo di popolazioni non occidentali sono stati elaborati in Occidente, e ciò implica un notevole svantaggio per coloro a cui vengono somministrati, sia perché con i materiali non vi è familiarità, sia perché la stessa situazione del test è sconosciuta; sembra, quindi, che qualsiasi bambino possa acquisire il concetto di conservazione, purché abbia esperienze quotidiane o un percorso formativo che lo stimolino al riguardo; riguardo al quarto stadio, invece, il problema riguarda il fatto che in queste prove gli individui scolarizzati riescano meglio di quelli non scolarizzati












gli antropologi si interessano agli aspetti della personalità che sono comuni in un popolazione PERSONALITÀ = eredità genetica  + esperienze vissute + condivisione con gli altri


occorre riflettere sulle ragioni che spingono una famiglia ad allevare i li secondo modalità specifiche: le differenze in ambito educativo che riscontriamo in una società sono il riflesso delle idee riguardanti il modo 'giusto' di crescere i li


Nel 70% delle società il bambino viene allattato almeno sino ai 2 anni, e gli ultimogeniti vengono svezzati anche più tardi.



Società preindustriali

Società industriali

Per quanto riguarda la pratica di portare con sé e a contatto il bambino i genitori lo fanno per più del 50% del tempo. I bambini trascorrono molto tempo a contatto con un’altra persona, spesso dormono insieme alla madre nello stesso letto o comunque nella stessa stanza. Durante il giorno vengono allattati ogniqualvolta ne facciano richiesta. Si risponde con estrema sollecitudine al pianto di un bambino.

Per molti versi si tende ad essere meno solleciti nei confronti dei bambini di quanto non accada nelle società preindustriali. I bambini trascorrono molto tempo in piccoli spazi recintati (box o culle), e vengono portati in braccio e toccati, nel corso della giornata, relativamente poco. Quello che avviene nelle ore notturne è analogo. È molto comune nutrire i bambini con il biberon distanziando di alcune ore le poppate.


le qualità di un individuo non possono essere descritte nei termini di 'tutto o niente' e vanno piuttosto valutate in termini di grado; nel momento in cui affermiamo che l’aggressività fisica o quella verbale rappresentano un tratto caratteristico della personalità in una data società, noi stiamo formulando un giudizio relativo D se, effettuando ricerche sul campo, analizzeremo sistematicamente il verificarsi dei comportamenti aggressivi, saremo allora in grado di determinare la frequenza modale di questi in un lasso di tempo dato; in tal modo potremo poi are le frequenze modali di tale comportamento in società diverse; proprio come una cultura non è fissa o statica, così neppure le caratteristiche della personalità tipica lo sono




SOCIALIZZAZIONE: sviluppo, nei bambini, di modelli di comportamento (e di atteggiamenti e di valori) che sono conformi alle aspettative culturali (ricompensando alcuni comportamenti e ignorandone o punendone altri); anche la scuola gioca un ruolo importante nello sviluppo infantile (soprattutto nello sviluppo cognitivo); i genitori possono influire sullo sviluppo psicologico dei li in base a ciò che provano nei loro confronti è molto difficile fare un confronto sul piano transculturale, poiché le culture variano moltissimo nelle modalità di espressione dei sentimenti

i bambini tendono ad essere ostili e aggressivi quando vengono trattati con indifferenza e con scarso affetto dai propri genitori

un rifiuto dei li è più probabile laddove le madri non ricevono alcun aiuto nella cura dei li

è possibile che il rifiuto dei genitori sia più probabile nelle società in cui vi è poco tempo libero (questo avviene più frequentemente nelle società complesse

è molto probabile che i bambini rifiutati, una volta cresciuti, rifiutino a loro volta i propri li

i bambini che non vengono incaricati di occuparsi di altri bambini più piccoli sono meno capaci di sintonizzarsi sui bisogni degli altri

i bambini tendono ad essere più aggressivi quando frequentano i coetanei, mentre tendono a reprimere la propria aggressività quando sono circondati dagli adulti


effetti della scolarizzazione sull’abilità nel risolvere test cognitivi: nell’esecuzione di molti di questi test, alla scolarizzazione sono associate prestazioni 'superiori', e nell’ambito di una stessa società in genere gli individui scolarizzati danno risultati migliori alcune possibili spiegazioni:



vantaggi acquisiti dai bambini per il fatto stesso di essere a scuola; è possibile che culture non occidentali abbiamo risultati più bassi perché non hanno familiarità con i materiali dei test

acquisizione dell’abilità di leggere e scrivere

la scuola trasmette anche valori, atteggiamenti e modi (considerati culturalmente appropriati) di relazionarsi con gli altri


riguardo alla concezione del sé, una delle differenze su cui più si concorda è quella che sottolinea come nella società occidentale si ponga un’enfasi sull’autonomia dell’individuo, mentre nelle società non occidentali ciò che conterebbe sarebbero le relazioni che intercorrono tra gli individui 2 obiezioni:

lo studio di altre culture ha messo in luce l’esistenza di sfumature di significato che si collocano ben oltre l’opposizione individualismo VS collettivismo

sarebbe necessario, per appurare il contrasto, scoprire in che modo, in una data società, alcuni individui vedono se stessi effettivamente; la realtà, infatti, può essere molto diversa dagli ideali dichiarati


alcuni autori hanno ipotizzato che le differenze genetiche o fisiologiche tra le popolazioni predispongano a differenze di personalità; è legittimo pensare che nelle società in cui le donne incinte vivono con tranquillità la loro condizione i bambini apprendano la calma ancora prima di nascere tuttavia, non possiamo disconoscere la validità delle spiegazioni non genetiche del comportamento infantile; inoltre, non sappiamo se le differenze osservate nei neonati permangano sino a trasformarsi in differenze di personalità nell’età adulta

è stato stabilito che la malnutrizione è associata a livelli inferiori di attività, ad un grado minore di capacità di attenzione, alla mancanza di iniziativa e ad un basso livello di tolleranza delle frustrazioni; è probabile poi che chi si prende cura di bambini malnutriti interagisca poco con loro; poiché infatti i piccoli riducono la propria attività, i genitori o altri tenderanno a rispondere loro con scarsa frequenza e con poco entusiasmo


gli antropologi si occupano anche delle differenze e delle analogie rispetto al comportamento anormale; naturalmente si pone il problema della definizione del comportamento anormale; si è avanzata, inoltre, l’ipotesi della relatività del comportamento anormale: i comportamenti che in una società vengono considerati appropriati e normali possono essere ritenuti anormali altrove




finora abbiamo esaminato le possibili cause della variabilità delle caratteristiche psicologiche; gli antropologi, però, hanno indagato anche le possibili conseguenze di tale variabilità (es: è più probabile che le società che sviluppano negli individui livelli elevati di motivazione ad uno scopo conoscano una notevole crescita economica) i fattori psicologici possono anche aiutarci a comprendere la correlazione tra determinati aspetti della cultura: le istituzioni primarie (organizzazione familiare e tecniche di sussistenza) danno origine ad alcune caratteristiche della personalità > una volta che la personalità è formata, però, essa ha a sua volta un impatto sulla cultura: le istituzioni secondarie della società (arte e religione) vengono a costituirsi sulla base delle caratteristiche comuni della personalità (personalità di base); presumibilmente le istituzioni secondarie non hanno molto a che fare con i bisogni adattivi della società, e riflettono ed esprimono piuttosto i motivi, i conflitti e le ansie dei suoi membri

alcuni antropologi hanno riscontrato come le preferenze culturali per determinati tipi di giochi siano da correlare ad alcuni aspetti delle pratiche di allevamento infantile, in particolare ai conflitti da queste innescate

in alcune società, i riti di iniziazione avrebbero lo scopo di risolvere un conflitto legato al problema della costruzione dell’identità sessuale







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