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ROMANTICISMO

ROMANTICISMO


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ROMANTICISMO


CONTESTO STORICO-CULTURALE


Le vistose trasformazioni che nell’Ottocento mutano il volto della società europea e mondiale, sono in stretta relazione con quella denominata “ rivoluzione industriale ”, intesa come mutamento economico e sociale legato a diversi fattori.





L’aumento della produttività agricola e l incremento demografico portano ad un accumulo di capitali ed alla liberazione della manodopera da destinare all’industria.

Le innovazioni tecnologiche ( es. macchina a vapore ) facilitano la meccanizzazione della produzione industriale.


Da qui si verifica uno spostamento del lavoro dalle attività agricole a quelle che producono beni industriali e ciò produce degli effetti sulla società e sulla vita degli individui.


Inizia infatti  un lento e progressivo spopolamento delle camne ed una conseguente urbanizzazione che, nella seconda metà del secolo porterà alla trasformazione delle capitali in metropoli.


Le aziende familiari vengono sostituite dalle grandi fabbriche e ciò spersonalizza il lavoro che diventa meccanico.

Si verifica un indebolimento dei rapporti individuali tra i lavoratori ed un rafforzamento di quelli politici : nasce la coscienza di appartenere ad una stessa classe.


Nascono nuove classi sociali. In particolare si forma un proletariato urbano che fa valere il proprio monopolio del lavoro ( che costituisce l’unica sua forma di sopravvivenza ) rivendicando il diritto alla giustizia sociale.

Dall’altra parte troviamo i capitalisti imprenditori, proprietari di terre e dei mezzi di produzione, che rivendicano il primato del valore e del potere sociale in nome del possesso del capitale ponendosi in tal modo in conflitto con l’antica aristocrazia.


Altrettanto interessante è l’affermarsi della classe media, cioè ceti più o meno collegati ai due poli del dualismo di classe e che costituiscono la base al diffondersi di nuove ideologie politiche liberali e democratiche.

Si tratta delle due ideologie principali della prima metà del secolo che, verso il 1830 si distinguono in :


Democrazia, intesa come sinonimo di suffragio universale, governo di popolo ;


LIBERALISMO, inteso come governo di una élite ( v. dottrina filosofica del liberalismo )


Strettamente connessa a tali ideologie è la formazione, nella prima metà dell’ottocento ( soprattutto negli Stati Uniti e nell’Europa nord-occidentale ), dell opinione pubblica


La piena libertà di stampa rappresenta una delle principali richieste dei movimenti liberali, convinti che la libera circolazione delle idee favorisca la crescita culturale e civile della società.


Al contrario, per i governi conservatori ( Congresso di Vienna,1815 )l’opinione pubblica è solo fonte di dissensi e di possibili movimenti insurrezionali.


Lo sviluppo della stampa, l’invenzione del telegrafo e della rotativa, accelerano la diffusione delle notizie, favoriscono l’aumento del pubblico dei lettori che chiede informazioni, conoscenze, istruzione, agli intellettuali che si assumono il compito di incarnare la “coscienza critica” del loro tempo


In contrapposizione alla cultura della Restaurazione si diffonde l’idea di  nazione, intesa come comunità di persone unite dalla storia e dalla lingua, al di là della sottomissione a governi stranieri decisa al tavolo dei trattati internazionali.


Sul piano più strettamente culturale nel primo ‘800 si consolida e si diffonde il Romanticismo (da “romantic”,neologismo secentesco, dispregiativo, per indicare la materia degli antichi romanzi cavallereschi e pastorali e, poi, esteso a definire scenari naturali attraenti e pittoreschi come quelli dei romanzi ).


Nel secondo ‘700 la parola venne utilizzata nelle varie lingue europee per indicare correnti di gusto che privilegiavano l’ inquietudine, l’emotività, la malinconia, il senso di infinito.


Quindi il termine risulta piuttosto ambiguo    ( più dell’altra formula di “Neoclassicismo” ) per il diverso significato che a volte gli si attribuisce.

Va perciò considerato come termine identificativo di una tendenza artistico-culturale con radici nel tardo ‘700 e affermazione nell’ ‘800, soprattutto dal 2° decennio fin verso la metà del secolo.


Il termine assumeva perciò significato di contrapposizione a quello che di antico, di “classico”, di superato vi era in letteratura puntando alla riscoperta della fantasia e dell’irrazionalità, del sentimento e dell’ ingenuità, in una fusione più intima tra uomo e natura.


Lo sforzo dei romantici di ritrovare nel passato i segni tangibili di una letteratura “barbara” e irrazionale, elementare e potentemente emotiva, sfociò nella progressiva riscoperta di una forte identità nazionale, contrapposta al cosmopolitismo ed  all’ universalismo illuministici.


Nel campo dell’arte numerosi artisti ( come J. L. David ) avevano aderito volentieri agli ideali della Rivoluzione francese ed avevano poi tradotto in immagini anche l’epopea napoleonica, dimostrando come l’impegno politico non sia necessariamente un ostacolo alla creazione artistica.


Con il successivo romanticismo, invece, il rapporto tra gli artisti e la politica non fu di così immediata identificazione : la delusione provocata dal fallimento degli ideali rivoluzionari rendeva gli intellettuali più guardinghi di fronte ai governi.

In ogni caso l’individualismo tipico del periodo accentuava il distacco degli artisti dagli avvenimenti meno riconducibili all’  interiorità.




Il soggettivismo si conura come la nota dominante dell’età romantica e, per questo, diventa difficile definire il linguaggio urativo del Romanticismo.

Secondo la necessità gli artisti si richiamano a forme gotiche o arcaiche all’arte di Raffaello ( J. A. D. Ingres, i Nazareni romani, i Preraffaelliti inglesi, i Purist italiani ) ed a quella a lui anteriore oppure al Barocco ( T. Géricault ).

A volte prediligono colori chiari, altre cupi ; definiscono nettamente le immagini  ( C. D. Friedrich ) oppure le dissolvono totalmente ( J. M. W. Turner ).


Elemento  centrale è comunque l’adesione da parte dell’artista romantico alle forze istintuali, alle potenzialità creatrici, sottolineando la consapevolezza della propria irripetibile condizione individuale.

Nasce la concezione dell’artista come “genio , che deve seguire la sua ispirazione anche in contrapposizione al mondo, spesso ribelle, tormentato dal desiderio di creare, mosso da una forte impazienza di vivere.

Insoddisfatto del presente, l’artista romantico aspira continuamente ad altro, ad una continua fuga nello spazio ( da qui l’amore per l’ “esotico”,per terre lontane come in E. Delacroix ) e nel tempo ( v. attrazione per il Medioevo e per mondi futuri, utopici ).


I romantici sentirono profondamente il problema del mezzo artistico più idoneo ad esprimere le nuove aspirazioni ed i nuovi ideali.

La predilezione dei romantici più che alle arti visive si rivolgeva alla poesia ed alla musica, perché meglio si prestavano a rendere le suggestioni dell’indeterminato e dell’infinito ( soprattutto la musica, perché libera da elementi descrittivi ).


Tra le arti visive la più romantica era considerata la pittura, perché meno legata della scultura alla materia e, quindi, più in grado di evocare gli stati d’animo più profondi.

Non mancarono tentativi di fusione delle varie arti ( es. con il pittore tedesco P. O. Runge che aspirava ad un’opera totale, espressa dalla poesia, dalla pittura e dalla musica ).


La relatività della nozione di Bello per i romantici ebbe conseguenze rilevanti anche nel campo dell’urbanistica e dell’architettura  Nasce il concetto di “eclettismo” ad indicare un uso disinvolto di vari stili storici, magari in uno stesso complesso o monumento.


Fra gli stili più diffusi vi fu il neogotico che, già nella seconda metà del ‘700, soprattutto in Inghilterra, aveva cominciato a diffondersi anche nella realizzazione di parchi e giardini  con natura volutamente selvaggia , falsi tempietti, rovine ecc


Accanto al neogotico  continuerà ad essere impiegato, in Europa, lo stile classico, però come riferimento storico e non come manifestazione del Bello Ideale

Si tratterà di un Neoclassicismo sempre più mediato attraverso l’architettura rinascimentale,con risultati di imponente e compassata ufficialità, soprattutto nelle grandi capitali europee, da Parigi a Berlino a Dresda a Vienna.


La preminenza data alla natura spiega il culto romantico del paesaggio.

Nel ‘600 con N. Poussin e C. Lorrain il paesaggio veniva concepito sempre come occasione per scene di sapore letterario, storiche o mitologiche, mentre in ambito romantico è rappresentato di solito senza la ura umana oppure con presenze indeterminate, che accrescono il senso di solitudine.


La pittura di paesaggio si affermò in Inghilterra poco oltre la metà del ‘700 e da qui prese avvio una scuola del paesaggio che comprende J. Constable e W. Turner

Il primo si pone di fronte alla natura con pacatezza, equilibrio tra scrupolo descrittivo ed emozione lirica, il secondo sente una forte attrazione per il sublime, mostrando attrazione per la natura colta in momenti eccezionali, in pieno sconvolgimento, in progressiva dissoluzione di forme e spazi.


Con il procedere dei decenni il legame con la storia diviene soprattutto partecipazione al presente Géricault per la Zattera della Medusa e Delacroix con la Libertà che guida il popolo ( riferita alla rivoluzione del 1830 ) fino a sfociare nel coinvolgimento dei realisti.








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