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Raffaello

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Raffaello


Raffaello nasce nel 1483 a Urbino. Insieme a Leonardo e Michelangelo costituisce la cosiddetta Triade Solare. È ritenuto uno tra i massimi pittori. Dapprima impara i rudimenti del mestiere da suo padre, anch'egli pittore, poi frequenta la bottega di Timoteo della Vite, ma nel 1500 passa a Perugia sotto la guida del pittore umbro per eccellenza Pietro Perugino. Qui viene a contatto con ambienti neoplatonici e segue le correnti del rinascimento italiano. Viene notevolmente influenzato dalla cultura urbinate della corte dei Montefeltro, dove operano Bramante, Laurana e Piero della Francesca. Di tutte le opere e i maestri dei quali viene a conoscenza saranno pochi quelli che non influenzeranno il suo lavoro. Questo per Raffaello non è imitazione o plagio, ma cultura. Studia tutto per arricchire la propria personalità e raggiungere la maturità artistica.

q   Lo sposalizio della vergine,1504, pinacoteca di Brera a Milano. È la prima opera datata e firmata. Nasce da una composizione del Perugino. I personaggi rafurati sono divisi in due gruppi e si trovano in uno spazio aperto al centro del quale vi è un tempio a pianta centrale, di sedici lati che ricorda quello di S.Pietro in Montorio del Bramante. Il tempio ha una peristasi di archi sostenuti da colonne. Il punto di fuga della composizione è la porta aperta dell'edificio e ricorda l'espediente usato da Leonardo nel Cenacolo. La prospettiva è molto evidente. L'edificio è leggero perché si innalza sopra un gradinata. Le ure, sciolte nei movimenti, fanno perno sul sacerdote, e in parte rafurano i pretendenti della Vergine. Si dispongono in due semicerchi, uno verso lo spettatore, l'altro verso il tempio. Da Perugino riprende anche l'inclinazione delle teste. La luce conferisce alla tavola un senso di meditazione sul fatto sacro. La firma è posta sull'architrave sopra l'arco centrale del tempio, sullo stesso arco, nei pennacchi, vi è la data in numeri romani.




Nel 1504 l'artista si trasferisce a Firenze dove rimane fino al 1508. Firenze è molto ricca culturalmente, e qui prevalgono le correnti artistiche di Leonardo e Michelangelo, ma Raffaello segue una corrente tutta sua. Da Leonardo impara il gioco ombra luce, ma non con l'effetto annebbiato, semplicemente attenua la luce per conferire maggior dolcezza alle ure.

q   Madonna del cardellino,1507, Uffizi. Ritorna il tema della Madonna con il bambino, accomnati da san Giovannino. La composizione piramidale è ripresa da Leonardo. Il chiaroscuro è come una velatura che attenua i contorni e quindi da grazia ai volumi. La monumentalità dell'opera è un elemento michelangiolesco. Il paesaggio è ampio come in Leonardo, ma non c'è una minuziosa attenzione ai particolari come in quest'ultimo. Il dipinto dà una sensazione di serenità, vengono eliminate le cose trascurabili per ottenere un distillato delle parti fondamentali. La vergine non sembra astratta, troppo religiosa, è concreta perché ha una bellezza umana ed esprime grazia. Gesù bambino costituisce l'elemento congiungente le tre ure. Gli alberi esili sul fondo sono una caratteristica del '500 pittorico.

q   Ritratti di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, 1506, Galleria Palatina. Rappresentazioni dei coniugi Doni, per il matrimonio dei quali Michelangelo aveva dipinto la Sacra Famiglia (Tondo Doni del 1503). Raffaello dimostra di avere ottime doti di ritrattista, perché queste rappresentazioni sono molto somiglianti all'originale. Egli cerca di rendere anche le caratteristiche interiori del personaggio. A differenza di Michelangelo che dipingeva solo ure ideali, Raffaello rende del personaggio anche lo stato d'animo e il modo di vivere. L'impostazione ricorda quella leonardesca della Gioconda. Si ha una disposizione a tre quarti, le mani si toccano e lo sguardo del personaggio è puntato sullo spettatore. Il panorama sullo sfondo è ampio. Indagine accurata dei dettagli del volto, delle mani e dell'abito. La coppia di personaggi appartiene alla ricca borghesia fiorentina.


Nel 1508 si trasferisce a Roma, chiamato da Giulio II per affrescare le quattro stanze vaticane dove il papa intendeva traslocare i propri appartamenti. Il lavoro gli fu affidato completamente. Si tratta del momento più classico per l'artista, che compie qui uno dei suoi capolavori. Raffaello ha 25 anni. Queste stanze sono quelle della Segnatura, Stanza di Eliodoro,Stanza dell'incendio di Borgo, Stanza di Costantino. Le prime due sono state affrescate da Raffaello, delle ultime due l'artista si è solo occupato dei progetti e dei cartoni preparatori perché sono state affrescate dai suoi allievi.

q   Stanza della Segnatura,1508-l511. chiamata della Segnatura perché qui si riuniva il tribunale ecclesiastico che concedeva la grazia. In questa stanza viene dimostrata la continuità tra antichità classica e cristianesimo. Si opera la sintesi delle tre facoltà dell'anima il Vero (la noetica, cioè teologia e Filosofia), il Bene (l'etica, cioè la Giustizia) e il Bello (l'estetica, cioè l'Arte).

o   La disputa del Sacramento, la parete è lunettata. Rappresenta il trionfo della Chiesa. Nella parte inferiore, al centro della scena, c'è l'altare c'è l'ostia consacrata, riferimento dell'uomo, e quindi punto di convergenza delle linee prospettiche e vertice di un triangolo che ha per base il bordo inferiore dell'affresco. Prevalenza delle linee curve: quella dell'ostensorio, il cerchio che contiene lo Spirito Santo, quello in cui siede Gesù (posto tra la vergine e il battista) che mostra le stigmate con le braccia alzate, e l'ultimo, più grande, che simboleggia l'infinito e l'eterno in cui e il Padre Benedicente. Il colore di quest'ultimo è solare. La chiesa è rappresentata in due semicerchi, quella militante in terra e quella trionfante in cielo. La presenza della porta in basso a destra è bilanciata a sinistra dalla balaustra alla quale si appoggia una ura con il volto di Bramante. Altri personaggi rappresentati sono Francesco della Rovere, Sisto IV, Dante e Savonarola. Questa rafurazione di personaggi illustri dimostra la continuità storica e l'altezza individuale di coloro che hanno accettato gli insegnamenti della chiesa.


o   La scuola di Atene, esprime la maturità artistica raggiunta dall'artista durante il suo soggiorno a Roma. La scena si svolge all'interno di un'architettura che sembra essere una basilica antica a croce greca, con cupola centrale (tipo il progetto di Bramante per S. Pietro). Evidenziati dalla convergenza delle linee prospettiche e dalla luminosità del cielo sono Platone (con il volto di Leonardo) e Aristotele (che tiene in mano il volume dell'Etica). Il primo punta il dito verso l'alto per indicare che la verità sta nel mondo delle idee in cielo, l'altro stende la mano verso il basso sostenendo che la verità sta nella conoscenza della natura. Socrate cerca di obbligare un gruppo di persone a ragionare. Eraclito ha le sembianze di Michelangelo, non era inserito nel progetto originale, fu aggiunto ad affresco terminato per omaggio allo stile pittorico a Michelangelo che aveva finito di dipingere la Cappella Sistina (si noti come la ura sia più statuaria). Con la forza plastica imprime potenza e importanza al pensiero dei filosofi. Raffaello si è anche rafurato all'estrema destra dell'affresco, e rappresenta anche Euclide con il volto del Bramante. Gli elementi fondamentali sono: perfetto rapporto tra architetture e ure, uomo al centro dello spazio e esaltazione delle facoltà intellettuali.


q   Stanza di Eliodoro,tema religioso e politico, Dio che interviene in aiuto della chiesa.


o   Cacciata di Eliodoro dal tempio


o   Il miracolo di Bolsena, affrescato su una parete occupata in parte da una finestra. Sopra di questa è posto l'altare dove viene compiuto il rito. Lo spazio è asimmetrico, ma lo eguaglia accostando allo stipite destro dell'apertura una pedana al di sopra della quale si trova Giulio II. Vicino a lui sono quattro cardinali e le guardie svizzere. A sinistra si trova invece il sacerdote che solleva l'ostia che stilla sangue. A sinistra ci sono chierici e laici. Il miracolo racconta di un prete boemo che non riusciva a credere nella transustanziazione, così recatosi a Roma sperava di risolvere i suoi dubbi. Giunto a Bolsena nella chiesa di Santa Cristina vide l'ostia stillare sangue e ciò dette origine alla festa del Corpus Domini. Alle spalle del papa e del sacerdote si trova un coro ligneo caratterizzato da linee curve. Giulio II visse 3 secoli dopo questo miracolo. Alla meraviglia dei personaggi di sinistra si contrappone la calma di Giulio II. La gradazione cromatica è cambiata per influenza di Lorenzo Lotto e si fa più calda e tonale. Si passa dal marrone del coro al dorato del cuscino e delle vesti, al colore delle suppellettili sacre.


o   Liberazione di San Pietro dal carcere, si ha il massimo sviluppo delle qualità luministiche. Illuminazione notturna con 5 fonti di luce. La lune, l'aurora, la fiaccola, l'angelo prima al centro e poi a destra. la luce dell'angelo è intensa e chiarissima. All'interno della cella i soldati dormienti un sonno innaturale e la ura sdraiata di S. Pietro si dispongono a cerchio attorno all'angelo, simbolo della presenza divina. La luce della luna è bianca e fredda, mentre quella dell'aurora è rosseggiante. Raffaello meditò a lungo sul Sogno di Costantino di P. della Francesca. Grazie all'apertura della finestra è possibile dividere l'affresco in tre zone che costituiscono 3 scene della storia. La luce si riflette sulle armature dei soldati.


o   Papa Leone Magno ferma Attila.




Le qualità ritrattistiche del periodo fiorentino sono potenziate nel periodo romano.


q   Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi. 1518-l9, Uffizi. I personaggi sono nel corso di un colloquio. Il papa sembra tranquillo mentre uno dei cardinali, suo cugino, sembra più ansioso. Solo il personaggio di destra guarda verso lo spettatore e assume la posa di quelli del suo rango. Il punto di fuga è al di fuori della cornice. Lo spazio sfugge al controllo del nostro occhio.


q   Trasurazione, 1518 - 20, Pinacoteca Vaticana. La tavola venne esposta dietro al capo del pittore durante la veglia funebre. È l'ultima opera alla quale lavora. Divide la scena in due parti che narrano due scene successive nei Vangeli. L'una posta in lato è la trasurazione, la seconda è quella immediatamente successiva, cioè la liberazione di un giovane indemoniato. Trasurazione significa il tramutarsi dell'aspetto fisico umano di Gesù nel suo aspetto divino e superumano. È molto complicato rendere questa scena non con le parole ma con ure. Raffaello traduce in pittura il passo "il suo volto risplendette come il sole". Gesù è sollevato da terra, e quindi non ha un peso reale. È circondato da un alone luminoso, i capelli svolazzano e le ciocche si fondono con la luce solare. Sembra smaterializzato perché manca la linea di confine e il volto non ha consistenza volumetrica. Nella parte inferiore la folla è rafurata come agitata e sconvolta. Nella parte superiore domina la luce simbolo di certezza, l'oscurità rappresenta invece l'attesa. Le due scene sono collegate dalle braccia degli uomini che convergono verso la ura del Redentore. Anche qui troviamo uno schema piramidale ed è come se la folla tendesse verso la nube che è il fondale della scena ma che rappresenta l'infinito. Le due parti del dipinto non hanno la stessa qualità artistica. In quella inferiore i volti e gli atteggiamenti sono drammatici, e si pensa che questa zona del dipinto sia stata realizzata dagli allievi di Raffaello (probabilmente Giulio Romano), ma è ignoto se ciò è successo prima o dopo la sua morte. Ricorda lo stile barocco, rappresenta un tema classico ma lo ripropone in un altro modo.


Negli ultimi anni di vita Raffaello risente della crisi della cultura rinascimentale, la rappresentazione diventa quasi drammatica a causa dell'9nfluenza degli eventi storici del periodo (Scisma Luterano e Sacco di Roma). I quadri sono caratterizzati da forti chiaroscuri, gli elementi non sono più così classici e si ha un avvicinamento verso il manierismo.


Raffaello muore nel 1520 e viene sepolto nel Pantheon.




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