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vSTORIA DELL’ARTE - ALFRED SISLEY

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STORIA DELL’ARTE



ALFRED SISLEY




Di famiglia inglese, Sisley nasce a Parigi nel 1839 a causa delle attività commerciali del padre. Nel 1961, a Parigi, s’iscrisse all’école des Beaux arts, affidandosi alla guida di Gleyre. In quello studio rimase fino al 1964. Più dell’insegnamento del maestro, gli giovarono gli incontri con Renoir, Bazille, Monet. Per iniziativa di quest’ultimo, i quattro amici si recarono a Chailly, nella foresta di Fontainebleu e vi si esercitarono a dipingere all’aria aperta, sulle orme dei maestri di barbizon. A Marlotte, altro villaggio ai margini della foresta di Fontainebleu, Sisley lavorò con Renoir nell’estate del 1865, dipingendovi, fra l’altro, Una strada a Marlotte, che espose al Salon dell’anno seguente. In stretta comunione di lavoro con Renoir e Monet, anch’egli trovò ospitalità quell’anno nello studio parigino di Bazille; dal 1869 frequentò, se pur non molto assiduamente il caffè Guerbois e da quelle discussioni ebbero origine, per lui come per Monet, le prime esperienze sulle ombre colorate e quegli effetti di neve così tipici del pittore, e via via più raffinati (prima neve a Louvecienne, Boston, collezione Spaulding). Negli anni successivi, Sisley divise con gli amici difficoltà economiche. Tornato nel 1872 dall’Inghilterra, dov’era fuggito durante l’invasione prussiana si stabilì a Louveciennes e là relativamente isolato, sviluppò con assoluta coerenza la sua visione del paesaggio non decorativo né timido, come parve ad alcuni critici contemporanei, ma schiettamente lirico e audacemente modulato su un’insolita gamma di tinte fredde, severe, delicatissime. Negli anni attorno al 1874, difficilissimi per tutto il gruppo, egli creò le sue cose migliori (La route de la Princesse – à Louveciennes – l’inondazione). Dopo un vano tentativo per essere ammesso al salon del 1979, Sisley ve alla settima esposizione impressionista (1882), per ritirarsi subito dopo a Moret, la cittadina immersa nel verde, con la chiesa gotica che diventa il soggetto prediletto degli ultimi anni di Sisley. Tra le sue opere, ricordiamo in particolare “Una strada a Marlotte”, “Viale fra i castagni”, Prima neve a Louveciennes”, “Route de la Princesse”, “l’inondazione”.



A Moret-sur-loing muore nel 1899.



BAZILLE JEAN FREDERIC



Bazille nasce a Montpellier nel 1841. Nello stesso paese iniziò a studiare medicina, poi si trasferì a Parigi. A Parigi si stabilì definitivamente e si dedicò completamente alla pittura entrando nel 1862 nello studi di Gleyre, per breve tempo: qui ebbe come comni Renoir, Monet, Sisley con i quali si legò di una salda amicizia. La sua pittura è caratterizzata da una struttura robusta e larga, da un senso architettonico della forma, che accentuano la luce ferma, il colore chiaro e compatto. Dipinse di preferenza ure, a gruppi o isolate, spesso ambientate nel paesaggio. Divenuto amico di Sisley, andò con lui a dipingere nella foresta di Fontainebleue in altri luoghi cari agli impressionisti. La sua promettente carriera fu stroncta dalla morte nella guerra franco-prussiana nel 1870.I suoi quadri più belli sono a Parigi, al Louvre (La robe rose del 1864, Forêt de fontainebleu del 1865, Réunion de famille del 1867 e L’atelier de l’artiste del 1870) e al museo di Montpellier. Fra le sue opere citiamo inoltre: 'Veduta di villaggio”, “Ritratto di Renoir”, “Lo studio dell’artista” e “ La famiglia sulla terrazza”.






CAMILLE PISSARRO





Pissarro nasce nel 1830 nelle Antille. lio di un commerciante, studiò in Francia fino a 17 anni; quindi, ottenuto dopo lunghi contrasti il consenso paterno alla carriera artistica, vi tornò nel 1855. Nei paesaggi dipinti attorno agli anni 1864, sono caratterizzati da fattura larga e robusta e da netti contrasti di luce. Fin dal 1867 dipingeva all’aria aperta. Nel 1870, disperso dall’invasione prussiana, il gruppo del café Guerbois, di cui era assiduo, Pissarro riparò a Londra dove tra l’indifferenza del pubblico e degli artisti inglesi, lavorò accanto a Monet. Questo valse a schiarire e alleggerire sensibilmente la sua tavolozza, aprendo il periodo più felice della sua pittura, a cui si affianca una importante attività d’incisore. Fra il 1880 e il 1884, P. fu presente a tutte le mostre degli impressionisti. Ma alla precedente sicurezza subentra allora un periodo di crisi; mentre riprende i rustici temi di Millet, dimostrando un più spiccato interesse per la ura, Pissarro è insoddisfatto dell’ “impressionismo romantico” degli amici, e con pennelleggiare sempre più fitto e metodica scomposizione dei colori persegue effetti di luce sempre più complessi e ambiziosi; infine nel 1885, l’incontro con Seurat determina l’adesione di Pissarro a quella ch’egli chiama “impressionismo scientifico”. Nella sua pittura mirò soprattutto a rendere i valori della luce e del colore. Verso il 1886, sotto l’influsso del neo-impressinismo di Seurat, adottò per qualche tempo la tecnica divisionista. Per l’influsso di Seurat e Cézanne, i suoi quadri hanno una struttura più solida di quelli degli altri impressionisti come si può vedere nel suo Frutteto a Pontoise”. Da ultimo per disturbi alla vista cessò di dipingere all’aperto e ritrasse nel suo studio vedute cittadine.

Pissarro muore a Parigi nel 1903.
















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