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COSTITUZIONE ANNO VIII (1799)

COSTITUZIONE ANNO VIII (1799)
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COSTITUZIONE ANNO VIII (1799): Il potere esecutivo viene affidato al Primo console, affiancato da altri due consoli con poteri solo consultivi. Il potere legislativo è affidato anche lui al Primo Console, insieme al Consiglio di Stato, da lui nominato. Poi c’erano tre assemblee, il Tribunato (discute le leggi ma non vota), il Corpo legislativo (vota ma non discute) e il Senato, che controlla l’operato degli altri. Fondamentalmente questo governo gira intorno alla ura di Bonaparte.

Per avere il favore del popolo, ricorre al plebiscito, e riceve una schiacciante maggioranza di “si”. Il voto però era riservato a pochi.


Riforma Amministrativa: attraverso di essa, si recuperano molte ure appartenenti all’antico regime. Si divide la Francia in dipartimenti controllati da prefetti che dipendono direttamente dal Primo Console.


Istruzione pubblica: si da’ molta importanza alla formazione letteraria, di cultura generale e cassica dell’individuo, per potenziare le capacità degli amministratori. Licei riprendono molti contenuti dell’antico regime. Possiedono in genere una disciplina militare.



Inoltre lo Stato comincia ad occuparsi anche di statistiche, assistenza sociale e sanitaria e controllo dei mendicanti.


Le opposizioni vengono combattute, sia di destra che di sinistra, e i giacobini più accesi vengono deportati alle Seychelles.


– Napoleone varca le Alpi, riconquista Milano e prevale sugli Austriaci, che firmano, dopo altre sconfitte, la pace di Lunéville. Con essa si riconosce la Repubblica cisalpina.


– Viene firmata la Pace di Amiens, con l’Inghilterra. La Francia restituisce l’Egitto agli Ottomani. L’Inghilterra riconosce le conquiste francesi e promette Malta.


IL CONCORDATO (1801): Pio VII riconosce la Repubblica francese e la vendita dei beni nazionali. Tutti i vescovi vengono sostituiti, e dovevano giurare fedeltà alla Repubblica. Lo Stato invece si assumeva di are il clero.

Bonaparte propone il consolato a vita, e il popolo sembrerebbe dargli il consenso.


COSTITUZIONE ANNO X: Il Primo Console ha la possibilità di nominare un proprio successore.


CODICE CIVILE (1804): Salvaguardava le conquiste della Rivoluzione: l’abolizione dei feudi, il diritto al divorzio, le libertà civili e difesa della proprietà, oltre alla demolizione dei privilegi dei primogeniti.





LE GUERRE:
La pace di Lunéville non ha fermato l’espansione francese in Italia. Napoleone incorpora il Piemonte e il Ducato di Parma, controlla Genova e la Toscana. La Rep. Cisalpina diventa la Repubblica Italiana.

I francesi si riprendono le Antille, fondamentali risorse di zucchero e caffè, ma non Santo Domingo.


Con l’Inghilterra, preoccupata per l’espansione francese, si riaccendono i contrasti.


Il rafforzamento dei poteri del primo Console accende polemiche quindi si limita la stampa e si accentuano i controlli sull’attività intellettuale.

Sventata nel 1804 una congiura realista, per non far ripetere l’episodio, Napoleone fa condannare il Duca di Enghien, estraneo alla congiura, ma nobile.


Napoleone si fa nominare Imperatore dei francesi, con la COSTITUZIONE DELL’ANNO XII (1804). Pio VII è obbligato a partecipare all’incoronazione.


Con battaglie tipo quella di Austerlitz, batte gli austro-russi.


La Rep. Italiana diventa Regno d’Italia, intanto il Papa scomunica Bonaparte, e viene arrestato. Il Regno di Napoli viene concesso a Giuseppe, suo fratello, poi a Murat.


IL BLOCCO CONTINENTALE (1806): Viene imposto il divieto di mantenere relazioni commerciali con l’Inghilterra.


Il Blocco era svantaggioso per la stessa Francia, che vedeva il proprio settore manifatturiero danneggiato dalla riduzione delle esportazioni. Il Blocco fa crescere l’ostilità nei confronti della Francia.


Bonaparte di sposa con Maria Luisa, austriaca (?), annullato il matrimonio con Giuseppina.





L’ESERCITO: aveva un ruolo di grande importanza nel dominio napoleonico, ed era formato da cittadini motivati, a differenza dei paesi stranieri che usavano dei mercenari e quindi erano svantaggiati. Le leve diventano obbligatorie.

C’è la convinzione che ogni cittadino è anche un soldato, per il bene dello Stato. Si escludono gli uomini sposati e chi può are un sostituto.

L’esercito offriva molte possibilità di carriera e ascesa sociale, formando una nuova nobiltà


Poiché, però, il nuovo regime dava vantaggi più che altro alla borghesia, i rurali non erano molto contenti, e cominciano a rifiutare la passiva accettazione dell’egemonia della Francia. Maturano delle nuove aspirazioni di indipendenza nazionale.


1812 – Sna e la Sicilia si danno delle Costituzioni (a Cadice) ispirate al modello inglese. Aboliscono la feudalità, introducono la separazione dei poteri e istituiscono la monarchia costituzionale, per allontanarsi dal dispotismo napoleonico.


1807 – Prussia: battuta, abolisce la servitù della gleba, introducono la libera circolazione delle proprietà e della terra e il libero accesso alle professioni. Il servizio militare era dovere di ogni cittadino ma non era obbligatorio, tranne che per la durata della guerra.





L’ostilità dell’Inghilterra, della Russia (che rinuncia all’Alleanza), del Papa, le rivoluzioni della Sna etc, fanno capire che il Blocco Continentale è destinato a fallire.


1811 – Napoleone comincia a preparare la guerra con la Russia, e parte con un esercito di 650.000 uomini, che però era eterogeneo, e poco più della metà erano francesi. Inoltre avevano pochi rifornimenti. Avanzano mentre i Russi indietreggiano così hanno difficoltà di approvvigionamento. Solo a 100 km da Mosca la Russia accetta di combattere, e perde. Napoleone conquista Mosca, ma è costretto a ritirarsi, perché c’è il pericolo di rimanere tagliato fuori dall’Europa. Torna con 100.000 uomini.




L’Austria, la Russia, la Prussia e l’Inghilterra si alleano per distruggere la Francia. Con la battaglia delle nazioni, scongono i francesi e occupano Parigi (1814).

Napoleone viene mandato a governare l’Elba.


Comincia il congresso di Vienna.

Intanto Napoleone si convince che un suo ritorno in Francia potrebbe essere ben accetto, perché la popolazione non vuole i Borboni, temendo il ripristino dei feudi. Marcia trionfalmente verso Parigi, e ricorre al plebiscito per approvare l’iniziativa. Si rifiuta però di cercare l’appoggio delle masse popolari.


Deve affrontare in Belgio, a Waterloo, la resistenza degli inglesi, così intervengono i prussiani e li scongono. Viene deportato a S.Elena, e muore nel 1821.


MURAT, re di Napoli, tenta di salvare il suo regno schierandosi contro la Francia, poi cambia fronte, ma, dopo aver lanciato da Rimini un proclama di indipendenza italiana, viene sconfitto dagli austriaci. Tenta di sollevare il popolo ma viene catturato e fucilato nel 1815.







Dopo la Sconfitta di Napoleone, giunge l’età della RESTAURAZIONE, basata sui principi di ricostruzione dell’antico regime, e quindi restaurazione degli ordinamenti pre-rivoluzionari. Ovviamente era impossibile eliminare completamente l’influenza rivoluzionaria passata, e, in particolare la burocrazia e gli affari giuridici erano stati troppo innovati (certezza di uguaglianza dei diritti). Si arrivò quindi a una sorta di compromesso tra antico e nuovo.





Tutto ha inizio con il CONGRESSO DI VIENNA (1814), formato da più di 200 delegazioni, ma le decisioni più importanti vennero prese da un gruppo ristretto di persone, tra cui Metternich, Ministro degli Esteri austriaco, e persino un rappresentante francese, Talleyrand.

Egli, opportunista, spinge per restaurare la “legittimità” del potere  Borbonico.


La Francia non viene repressa, per impedire le basi di nuove rivoluzioni, ma diventa il centro della Restaurazione. Viene circondata da vari stati cuscinetto, come Paesi Bassi (formati da Belgio e Lussemburgo), Regno di Sardegna e Prussia, che la controllano.


Gli STATI si riducono notevolmente. (ORDINAM. EUROPEO)

La Russia annette la Polonia, spingendosi verso occidente. La Prussia si ingrandisce a ovest, cedendo alla Russia delle regioni polacche.

I regni con lingua tedesca si unirono nella Confederazione Germanica.


L’Austria, con la guida di Metternich, diventa il fulcro dell’equilibrio continentale.

L’Italia è praticamente parte dell’egemonia austriaca, che controlla tutto il Lombardo-Veneto, la Toscana, il Ducato di Parma e Piacenza, e il ducato di Modena e Reggio.

Il Regno di Napoli va di nuovo sotto i Borboni ma è legato all’Austria da un trattato militare.

Lo Stato Pontificio permette all’Austria di lasciare le sue truppe in varie sue città.

Solo il Regno di Sardegna mantiene l’autonomia, ingrandendosi.


La Gran Bretagna non chiede altri territori, le basta solo che impedire l’egemonia di altri Stati. Acquista l’isola di Ceylon e Capo di Buona Speranza.


Si formano la SANTA ALLEANZA, tra Russia, Prussia e Austria (alleanza personale fra sovrani), il cui testo è pieno di riferimenti cristiani.


Si forma la QUADRUPLICE ALLEANZA, con Prussia, Russia, Austria e Gran Bretagna, che vigilano contro eventuali tentativi della Francia di tornare potente.

Si da’ così inizio al concerto europeo, che vede la forte e continua consultazione tra i paesi europei.





REPRESSIONI:

La Politica in Gran Bretagna: prevale il partito di destra, conservatore (Tories), con alla base l’aristocrazia terriera, e il clero anglicano. Mette il DAZIO sull’importazione del grano, che inasprisce le tensioni sociali, alzando il costo della vita, sfavorendo l’esportazione.


In Sna c’è una forte repressione. La Costituzione di Cadice viene infatti abrogata.


In Francia Luigi XVIII promulga una CARTA ELARGITA che proclama l’uguaglianza di tutti i francesi, e garantiva le libertà fondamentali. Però è molto limitata dagli scarsi poteri della Camera dei Deputati e dal carattere restrittivo dell’elettorato. Godevano di tale diritto, infatti, solo i ricchi. Si garantì l’inviolabilità delle proprietà vecchie e nuove, e non puniscono i rivoluzionari.

Questo suscita lo scontento dei più legittimisti, detti ultras, che si aspettavano di tornare in possesso dei loro beni.




I moderati lottano per una interpretazione più profonda della Carta Elargita, e si riprende l’attività rivoluzionaria, motivando la destra e quindi gli ultras.


Lo Stato della Chiesa è combattuto tra Pio VII, moderato, e gli zelanti, cardinali tradizionalisti e conservatori, che prevalgono.


Nel Lombardo-Veneto si conferma che la Lombardia è la regione più avanzata grazie ad un’agricoltura moderna e importanti nuclei di indutria, oltre che a discrete condizioni dei trasporti interni e comunicazioni, e istruzione pubblica.





L’aristocrazia riprende ad occupare importanti posizioni, ciò nonostante non riassumerà più l’importanza che aveva nell’antico regime. Comunque la borghesia è danneggiata.


In vaste aree, in particolare rurali, i contadini sono ancora legati agli obblighi feudali e il processo di emancipazione risulta molto lento.


In generale, i contadini non sono avvantaggiati dalla vendita dei beni del clero, e nemmeno del utto dalla defeudalizzazione, in quanto perdono anche i diritti che questa dava. Cominciano a spostarsi nelle città, poiché è favorito lo spezzettamento delle terre che quindi perdono valore.





Nasce la cultura del ROMANTICISMO, in questi anni (‘800), che rifiuta la visione del razionalismo settecentesco contrapponendosi all’Illuminismo. Essa piuttosto esalta i valori del sentimento, la liberà creatività individuale, i valori della tradizione e della nazione.


Il romanticismo nasce in Germania con lo “Sturm und Drang”, Tempesta ed Impeto, diffondendosi pian piano anche nel resto d’Europa, attraverso anche gli ideali patriottici.

Si diffuse anche grazie al “Conciliatore”, un giornale che era espressioni delle correnti liberali e patriottiche.


Il Romanticismo colpì la Letteratura e l’Arte, ma divenne anche uno stile di vita, entrando a far parte della cultura ottocentesca, diffondendo l’ideale dell’eroe malinconico e inquieto, che guarda al passato con nostalgia, andando alla ricerca dei valori ideali e del sentimento.

Diventa anche un modo di vestirsi, eliminando le esagerazioni, per esaltare piuttosto l’autenticità di ogni cosa, e dunque dando attenzione al particolare, in una sincera ricerca di nuovi valori.


Critica l’Illuminismo dei Giacobini, che non tenevano conto delle tradizioni storiche, e ritorna alle religioni positive, come il cattolicesimo, con le sue tradizioni e gerarchie.





SOCIETA’ SEGRETE:

Durante gli anni della Restaurazione, i principali strumenti di lotta politica divennero i MOTI delle SETTE segrete clandestine, unite tra loro da varie alleanze.


La più antica corporazione fu la Massoneria, degli imbianchini, che era nata nel Medioevo, e diventata nel ‘700 centro di diffusione di ideali laici e illuministi. Essa era legata alla CARBONERIA, che aveva ideali di costituzionalismo e liberalismo moderato.


Le associazioni erano unite da diversi fili e alleanze, e spesso il loro fine ultimo non era conosciuto che dai membri più alti, poiché vi erano diversi gradi di iniziazione.


In genere le società segrete erano formate da una base piuttosto ristretta: pochissimi artigiani, qualche aristocratico, qualche esponente della borghesia ma soprattutto intellettuali, militari e studenti.





RIVOLUZIONI ’20-‘21

L’ondata rivoluzionaria partì dalla Sna, la più duramente repressa. Questo perché c’era un generale scontento per la monarchia.


Alcuni reparti di Cadice, in SPAGNA – SI, si ammutinarono, dando quindi il via alla rivolta, che costringe a rifare la Costituzione liberale del 1812,  resa fragile però dall’ostilità del re e lo scarso consenso dei contadini.

Stessa cosa il Portogallo.


A NAPOLI – SI ALL’INIZIO, la rivolta vede protagonisti numerosi Murattiani, tra cui Guglielmo Pepe. La rivoluzione si trovò ad affrontare il problema della divisione tra democratici e moderati, che poi prevalsero.


A Palermo, in SICILIA - NO, comincia una violenta ribellione, che vede la partecipazione anche delle masse popolari. Artigiani, operai, esponenti dell’aristocrazia, delusi dalla politica accentratrice della monarchia napoletana.

Il Governo di Napoli, però reagì inviando in Sicilia un corpo di spedizione, che reprime le rivolte.


Nel LOMBARDO-VENETO – NO, si crea la Federazione Italiana, che ha come scopo la cacciata degli austriaci dall’Italia, ma che viene scoperta ed eliminata. Parteciparono anche Silvio Pellico e Pietro Maroncelli.


In PIEMONTE - NO, alcuni dell’esercito si ammutinano (1821), il re Vittorio Emanuele I abdica in favore di Carlo Felice, che però non c’è e quindi viene sostituito da Carlo Alberto, il quale ha simpatia per i liberali e concede una Costituzione di tipo snolo. Richiamato all’ordine da Carlo Felice, però, si unisce ai lealisti che scongono i rivoluzionari.


Le potenze europee, in particolare l’Austria di Metternich, si preoccupano per l’equilibrio continentale, rotto dalle rivolte di Napoli, quindi decidono di intervenire, aiutati da Ferdiando I.



Gli Stati della Santa Alleanza quindi decidono di intervenire e rimettono al trono Ferdinando I, con varie condanne ai militari ribelli.

Fu poi la Francia a ristabilire l’ordine in Sna, e anche il Portogallo finisce i suoi esperimenti liberali.





L’unica rivolta che è finita proprio bene, è quella della GRECIA, che diventò indipendente dalla Turchia, una guerra anche nazionale e religiosa, oltre che politica.


Il governo Turco faceva fatica a tenere insieme i possedimenti, che spesso erano più che altro simbolici e nemmeno legati alla religione. Tolleranti sul piano religioso, non lo erano su quello politico e sociale.


1812 – I greci insorgono, guidati dalla setta segreta Eteria, che contava tra i suoi aderenti, alcuni borghesi e anche le masse popolari. I turchi tentano di reprimere le sommosse, attirando l’ostilità degli altri Stati.


Dall’Europa, quindi, giungono numerosi volontari, tranne che dall’Austria.

Il governo turco nel 1827 vince sulla rivolta, grazie anche al potente Mohammed Alì, ma il risultato fu rovesciato dall’intervento delle potenze europee.


Segue una guerra tra Russia e Turchia, al termine della quale il sultano deve firmare la pace di Adrianopoli. Viene concessa l’Indipendenza alla Grecia e gli si impone una Monarchia Costituzionale.





Pur non essendo mai stata unita, l’Italia comincia aspirare all’unità. Grazie a un forte sentimento di identità nazionale nell ‘800.

Il problema era stato che la sua indipendenza era sempre stata legata all’aiuto straniero.





MOTI DEL ‘31

Francesco IV, Duca di Modena, voleva diventare sovrano del Regno d’Italia settentrionale, quindi appoggia i moti liberali, entrando in contatto con le società segrete (Ciro Menotti). Francesco, però, quando si rese conto che nel caso di una sommossa l’Austria sarebbe intervenuta, rinuncia a tale progetto e fa arrestare i capi della congiura.


Bloccata la rivolta a Modena, però, scoppia anche in altre città, da Bologna fino a estendersi alle città principali delle Legazioni Pontificie. Francesco deve scappare.


A fare i moti, furono i borghesi e l’aristocrazia, e anche il popolo, dunque è facile avere la meglio, poiché anche lo Stato pontificio era debole (faceva il Conclave).


Restava il contrasto tra democratici, decisi a prendere l’iniziativa e a portare la lotta fino allo Stato Pontificio, e moderati, favorevoli ad una tattica attendista, che puntava su un presunto aiuto della Francia e un non-attacco dell’Austria. Peccato che sbaglino: Francia resta ferma e Austria attacca, reprimendo i moti.


CRISI DELLA CARBONERIA:

La Carboneria entra in crisi. Hanno sbagliato ad affidarsi al sovrano, affidarsi all’aiuto straniero ed a tenere segreti gli obiettivi delle sette.

Intorno al ’30, grazie a Mazzini, si comincia a pensare davvero all’Unità.


MAZZINI: nasce a Genova (1805) da una famiglia di medio-alta borghesia. Di orientamento romantico, ben presto aderisce alla Carboneria.

-Arrestato, sceglie l’esilio e in Francia incontra altri esiliati tipo Buonarroti.

-In Francia crea la “Giovine Italia”, con la bandiera tricolore, che puntava tutto sul popolo italiano senza confidare nell’aiuto esterno.

-Non aspetta il maturare della situazione interna e nel Regno di Sardegna, con vari alleati nell’esercito, comincia a pensare ad una cospirazione, che però viene scoperta, e la Giovane Italia viene distrutta.

-Riprova con un nuovo progetto a Savoia, che si risolve in un fallimento, e sacrificio di troppi patrioti per nulla, screditandolo, quindi entra in crisi mistica. Ma conclude che il fine giustifica i mezzi.

-Da’ il via alla Giovane Europa, e rifonda la Giovane Italia.




E’ laico, e ha una formazione tipicamente romantica, dove Dio si identifica con lo spirito insito nella storia, e in ultima analisi con la stessa umanità. Ha fede nella libertà e nel progresso umano.

Alla rivendicazione dei diritti, accomna la consapevolezza dei doveri, per conseguire la propria “missione”.


Credeva molto nel principio di associazione, per il quale al di sopra di ogni individuo c’era la famiglia, sulla famiglia la nazione e sulla nazione l’umanità, considerando pericolosi i tentativi di dividere la collettività nazionale.


Voleva che la “terza Roma” diventasse centro di una nuova e più alta unità morale e sociale.


Attraverso l’insurrezione del popolo, l’Italia doveva rendersi indipendente e darsi una forma di governo unitaria e repubblicana. Utilizza la proanda a differenza delle società segrete (ed.politica).


Fede e azione sono per lui due cose inscindibili e fondamentali.








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