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ETA’ NAPOLEONICA 1800-1815

ETA’ NAPOLEONICA 1800-1815
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ETA’ NAPOLEONICA 1800-l815


Mai Napoleone sarebbe diventato leggenda ed un personaggio di tale importanza se ad accomnarlo non ci fosse stato il suo esercito. Fu grazie (o a causa?) alla ura di Napoleone che la storia francese iniziò a coagularsi con quella europea. Ma come fu possibile che tutto ciò avvenisse? Dopo la Rivoluzione, i francesi avevano bisogno di un punto fisso in tutto quel caos da dove ripartire. La costituzione francese, per quanto ottenuta col sangue e con migliaia di vite umane nacque in una situazione sfavorevole, in mezzo alle guerre, ma soprattutto nacque prematura. Non si era rivista una costituzione dai tempi dell’impero romano: era chiaro quindi che ancora non aveva le forze e i consensi per farsi rispettare e soprattutto per essere rispettata. Napoleone divenne quindi il fulcro di quella ruota, la Francia, che doveva ripartire a girare.

Il primo colpo messo a segno da Napoleone fu quello di farsi eleggere Primo Console, tramite plebisciti nel 1799. Il potere esecutivo fu interamente messo nelle mani del primo console, a quale appartenevano anche il diritto di proporre le leggi, insieme ad un organismo tecnico di sua nomina, il Consiglio di Stato. I residui poteri erano affidati a tre assemblee: il Tribunato, il Corpo Legislativo e il Senato. Si instaurò in questo modo un governo dittatoriale convergente alla ura di Napoleone. Questo era esattamente l’obiettivo opposto della Rivoluzione: Napoleone infatti accentrò il potere con la creazione e l’aiuto di funzionari (prefetto) che unissero il potere periferico a quello centrale. Napoleone prestò molta attenzione all’istruzione pubblica, media e universitaria, si occupò dei compiti di assistenza sociale e sanitaria e del controllo dei mendicanti.



Tutto ciò potè avvenire senza ostacoli perché sistematicamente venivano combattute tutte le opposizioni.

Dopo aver inflitto numerose sconfitte all’Austria, questa si adattò a firmare la pace di Luneville nel 1801. Nello stesso anno la scaltrezza di Napoleone lo portò a concludere n concordato con la Chiesa: aveva capito che il laicismo della Rivoluzione stava ormai degenerando. Il Papa Pio VII riconobbe la Repubblica Francese con un accordo che prevedeva l’elezione dei vescovi da parte di Napoleone a patto che lo stato si accollasse il amento del clero.

Nel 1804 venne promulgato il Codice Civile (proprio in un momento di pace che non si manifestava oramai da quasi un secolo)con il quale si abolivano i diritti di primogenitura, garantendo la più ampia circolazione delle proprietà. Ancora nel 1804 Napoleone si fece eleggere imperatore dei francesi.

Dal 1804 al 1809 si riscontra il periodo del massimo splendore della potenza militare francese, nel quale Napoleone si accaparrò la dominazione diretta ( Italia e Sna) o indiretta di alcuni stati. Nei paesi direttamente occupati egli affidò il potere a parenti e amici (nepotismo) importando in quei paesi non soltanto la sua potenza, ma anche molte leggi in vigore in Francia, e soprattutto idee rivoluzionarie, che si ritorsero contro di lui, soprattutto in Sna e Prussia.

Napoleone se ne curò distantemente, senza scomporsi: il suo obiettivo era scongere l’Inghilterra e la Russia.

Nel 1807 l’imperatore fece l’embargo: bloccò tutti i porti del Mediterraneo con le merci da e per l’Inghilterra. Si capisce che le esigenze economiche della Francia gravarono sugli stati da essa conquistati, alimentando così l’ostilità antifrancese. Periodo difficile fu quello del 1809-l812, caratterizzato dall’ostilità inglese, dal conflitto con il Papa, dalla ribellione snola, dall’opposizione delle forze nazionali. In più nel medesimo anno Napoleone tentò, sopravvalutandosi, la camna contro la Russia. Secondo il detto popolare Napoleone fu sconfitto da “3 F”: freddo, fame e fuoco. Infatti l’esercito russo, battendo in furbizia ma non di certo in milizia l’esercito napoleonico portò quest’ultimo (sprovvisto) a spingersi nell’ostile clima russo, mentre i russi facevano terra bruciata intorno ad essi. L’esercito russo si rifiutava di trattare e i guerrieri napoleonici, portati allo stremo e afflitti da numerose perdite furono costretti a ritirarsi(sconfitto a Beresina).



Una nuova coalizione antifrancese tra Inghilterra, Russia, Prussia e Austria sconfisse i francesi a Lipsia e nell’Aprile del 1814 fu costretto ad abdicare e se ne andò all’Isola d’Elba(chiamalo stupido).

Al trono di Francia saliva Luigi XVIII, mentre il congresso di Vienna iniziava la ridefinizione dell’Europa.

Ma l’avventura napoleonica non era ancora finita: Napoleone, convinto –e non deluso!!- che il suo popolo francese l’avrebbe riaccolto a braccia aperte, tornò in Francia. Il suo ritorno durò solamente 100 giorni perché la coalizione nuovamente lo sconfisse, stavolta definitivamente, a Waterloo. Consegnandosi poco dopo agli inglesi fu deportato a Sant’Elena, dove in quell’epico 5 maggio, morì. Ai posteri la domanda . Fu vera gloria?


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