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FASCISMO

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FASCISMO


Nascita del fascismo


Il primo conflitto mondiale provocò un radicale cambiamento delle posizioni politiche di Benito Mussolini,egli era un dirigente socialista e dal 1912 diventò direttore de l’Avanti. Nel 1914 si dimise dalla direzione del giornale e sempre nello stesso anno realizzò un suo quotidiano: “Il popolo d’Italia” schierato su posizioni interventiste a fianco dell’ Intesa.

Il 23 marzo 1919,terminata la guerra,fondò i fasci di combattimento a Milano.

Nel 1921 diventa deputato al Parlamento e il 31 ottobre 1922 organizzò la marcia su Roma che lo portò alla carica di Presidente del Consiglio.



Il biennio rosso 1919-l920


La disoccupazione e il ritorno dei reduci di guerra furono problemi giganteschi per il nostro paese. I ceti medi e le classi con reddito fisso furono quelle più colpite dalla crisi economica e dall’inflazione causata dalle enormi spese militari.



Tra il 1919 e 1920 la classe operaia esplose con scioperi,agitazioni nelle fabbriche,contro il taglio degli stipendi. L’obiettivo era quello di fare come in Russia cioè scioperare per ottenere migliori condizioni di lavoro e salari più alti.

Intanto cresceva il partito dei nazionalisti e dei reduci di guerra.

La “vittoria mutilata”,ovvero il sentimento di scontentezza per l’esito degli accordi di pace di Versailles,l’ Italia ottenne il Trentino,l’ Alto Adige, la Venezia Giulia, Trieste e l’ Istria; restò invece aperta la questione della città di Fiume e quella della Dalmazia.


Come iniziò il bienno rosso


Le proteste iniziarono nelle fabbriche di meccanica,nelle ferrovie,nei trasporti,nelle industrie mentre i contadini occupavano le terre.

Dal 1920 si delinearono due blocchi: da una parte gli operai con lo sciopero ad oltranza e dall’altra i proprietari che adottarono la serrata come reazione alle richieste operaie. Dopo alcuni mesi di trattative vi fu l’occupazione armata da parte degli operai.

A tutti questi scioperi,il fascismo rispose con la violenza aggredendo i partecipanti,pestando i deputati e simpatizzanti socialisti.


La sconfitta del movimento operaio

Giolitti rifiutò di far intervenire la polizia e l’esercito nelle fabbriche aspettando che il movimento si esaurisse da sé,allo stesso tempo favorì le trattative tra gli

industriali e i sindacati,obbligando gli industriali a concedere ai lavoratori i miglioramenti richiesti(ottobre 1920).



Le operazioni operaie ebbero dei risultati economici positivi, i lavoratori ottenero miglioramenti nel salario e nelle condizioni di lavoro:la durata dell giornata operativa passò dalle 10-l1 ore a 8 ore.

Tuttavia vi furono anche degli effetti negativi,i ceti medi cioè i piccoli borghesi cominciavano a costituire una classe sociale numerosa con il timore di una possibile rivoluzione appoggiarono il fascismo di Benito Mussolini.

Lo stesso Giolitti favorì l’ascesa del fascismo in occasione delle elezioni del 1921 con lo scopo di assorbire i fascisti,li inserì nei Blocchi nazionali da opporre ai partiti di massa:ne furono eletti 35 con a capo Mussolini.

La violenza fascista continuò anche dopo il biennio rosso dove si verificarono 726 attacchi delle squadre fasciste.


La conquista del potere: la marcia su Roma (28 ottobre 1922):


La decisione finale di passare all’azione si ebbe il 16 ottobre 1922 a Milano in una riunione del gruppo dirigente fascista.

Le bande destinate a marciare verso la capitale (26000 uomini) si cominciarono a muovere il 27 ottobre mentre Mussolini rimase a Milano in attesa degli sviluppi della situazione a livello governativo.

Il 27-28 ottobre,il Presidente del Consiglio Luigi Facta convocò il Consiglio dei Ministri per predisporre il decreto di stato d’assedio,che dava pieni poteri al governo per disperdere i fascisti con l’esercito.

La mattina del 28 le bande fasciste vennero temporaneamente fermate a Civitavecchia, Orte, Avezzano e Segni.

Facta andò da Vittorio Emanuele III con il decreto che il re rifiutò di firmare.

Caduto Facta, Mussolini sostenne la richiesta a Vittorio Emanuele III di un governo interamente fascista. Il 29 ottobre si formò il nuovo esecutivo.

La marcia su Roma e la conquista del poter da parte di Mussolini rappresentarono il momento culminante di un periodo di scioperi,violenza e illegalità diffusa cui le istituzioni dello Stato liberale,governi deboli e incapaci di durare a lungo,non erano riuscite a porre rimedio e che aveva visto gli squadristi fascisti protagonisti, in contrapposizione ai socialisti,ai sindacati e alle leghe contadine.

Quando Mussolini andò al potere, buona parte della classe politica liberale era convinta che sarebbe durato poco. Lo stesso Giolitti si era illuso di poterne sfruttare la forza contro l’esuberanza della classe operaia,per poi far rientrare gli squadristi nella legalità.

Il fascismo si stava quindi costituendo come una vera e propria struttura in grado di sostituirsi al modello liberale.










La nascita della dittatura (1922-l926)


Tra il 1922 e il 1926,Mussolini svolge un sistematico processo di fascistizzazione dello Stato,delle sue strutture e del suo ordinamento, gettando le basi della dittatura:


Rafforzamento del potere esecutivo,

Indebolimento delle prerogative del Parlamento,



Integrazione delle strutture militari e politiche fasciste nell’apparato statale,

Riduzione del pluralismo politico per imporre il partito unico,

Eliminazione delle libertà costituzionali come quelle di stampa,di associazione e di sciopero.

Nel 1922 nasce il Gran Consiglio del fascismo e nel 23 viene istituzionalizzato lo squadrismo nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale con lo scopo da parte di Mussolini di potersene servire contro i nemici politici e poter controllare il braccio armato del suo stesso movimento.

Nel 1923 viene approvata una nuova legge elettorale (Acerbo) che elimina il sistema proporzionale fissando la maggioranza ai 2/3 dei seggi.

Le elezioni del 1924 si svolgono in un clima di terrore e di violenza.Vince il fascismo. Avviene l’uccisione di Giacomo Matteotti il quale aveva denunciato le illegalità e le violenze della camna elettorale,nel paese si diffonde una ondata di proteste e indignazione.I comunisti cercano di convincere il re a liquidare Mussolini e indire nuove elezioni ripristinando il sistema proporzionale.

Il 3 gennaio 1924 Mussolini pronuncia un discorso nel quale assume la responsabilià politica di quanto è avvenuto.

Nel 1925 Mussolini s’impadronì del Corriere della Sera e della Stampa,sciolse centinaia di associazioni,tolse la cittadinanza agli esuli politici e stabilì che il Capo del Governo non era più soggetto alla fiducia parlamentare e la facoltà di possedere poteri speciali tra cui la nomina a sua discrezione dei ministri e la decisione sugli argomenti.

Nel 1926 in seguito ad un altro misterioso attentato,Mussolini sciolse tutti i partiti,tranne quello fascista,soppresse tutti i giornali antifascisti,introdusse la pena di morte e creò la polizia segreta (OVRA).

Dal novembre 1926 ha inizio il regime con la fascisticazione di tutte le istituzioni e di tutti i settori dell’attività nazionale come scuole,stampa,magistratura.


La dichiarazione di Guerra di Mussolini


Il 10 giugno 1940 a Roma da Palazzo Venezia,Benito Mussolini dichiara che l’Italia entra in guerra a fianco della Germania di Adolf Hitler contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’Occidente.

































































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