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Il medioevo barbarico

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STORIA


Il medioevo barbarico

I

l regno di Odoacre in Italia, iniziato di fatto nel 476, viene eliminato tra il 489 e il 493 dagli Ostrogoti che, guidati da Teodorico, s’insediano nella nostra penisola con l’autorizzazione dell’imperatore d’Oriente. Teodorico, in teoria luogotenente dell’imperatore d’Oriente ma in realtà sovrano di tutto l’impero d’Occidente, intraprende un politica di collaborazione con gli esponenti della classe dirigente romana e, nonostante fosse ariano, tenta di instaurare con la Chiesa dei rapporti di rispetto reciproco. Ma negli ultimi anni di regno, sospettando una congiura nei suoi confronti, sottopone a dura persecuzioni tutti i suoi ex collaboratori e la stessa Chiesa.

I sospetti trovarono conferma appena dopo la sua morte: Bisanzio mira infatti alla riconquista dell’Occidente e lo manifesta piuttosto apertamente durante l’impero di Giustiniano. Questi organizza un serie di camne contro i Vandali stanziati in Africa, il regno ostrogoto in Italia e i Visigoti di Sna, grazie alle quali recupera il controllo di buona parte dell’Occidente.  Giustiniano persegue una politica cesaropapistica e mira a consolidare le strutture dell’impero con una grande riforma del diritto. Le sue pretese teocratiche incontrano pero` la resistenza della Chiesa romana che ancora conserva un’organizzazione abbastanza solida in Occidente. La vitalità del cattolicesimo si esprime in particolare con il movimento benedettino. Nel monastero fondato a Monte Cassino nel 529, i monaci creano comunita fraterne dove alternano la preghiera al lavoro.

Ma la precarietà della riconquista Giustiniana si manifesta quando i Longobardi penetrano in Italia e in breve tempo s’impadroniscono della penisola. I bizantini oppongono una leggera resistenza all’invasione e, grazie alle loro flotte, riescono a mantenere il controllo sulle zone costiere e su buona parte delle regioni centro-meridionali.

I Longobardi, dediti alla caccia e all’allevamento, lasciano l’agricoltura nelle mani dei sudditi italici, ma ricostringono a coltivare la terra al loro servizio. Le corti dei signori Longobardi diventano i centri attorno ai quali si forma un’economia molto povera, detta curtense.

Le popolazioni locali godono di un momentaneo sollievo sullo scorcio del VI secolo grazie a Gregorio Magno che, insieme con la regina Teodolinda pone le premesse per convertire i Longobardi al cattolicesimo. Nel 643, l’ariano re Rotari, del regno longobardo, codifica in latino un testo sulle abitudini del suo popolo, rielaborandole secondo criteri piu` umani e civili.

Nell’VIII secolo, proprio quando l’impero longobardo sta attuando notevoli progressi, maturano le condizioni che ne determinano la rovina. Approfittando delle antipatie fra papi e Bizantini, i longobardi cercano l’occasione per sostituirsi ai Bizantini nella penisola italica; ma i papi, pur ostili alle intromissioni di Costantinopoli in campo religioso, non desiderano l’invadente protezione dei longobardi, che ne comprometterebbe definitivamente l’autonomia. Essi riescono ad ammansire Liutprando che dona loro il territorio di Sutri; ma per difendersi sai suoi successori, molto piu` aggressivi, sono costretti ad invocare l’aiuto dei Franchi: l’intervento di Pipino contro Astolfo e l’intervento di Carlo contro Desiderio. E` proprio Carlo ce=he, nel 774, costringendo Desiderio alla resa e facendolo prigioniero, pone fine al regno longobardo in Italia.


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