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LA RIVOLUZIONE INGLESE

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LA RIVOLUZIONE INGLESE

Alla morte di Elisabetta salì al potere Giacomo I. Cercò di restaurare l’assolutismo con l’appoggio della Chiesa Anglicana, non occupandosi del commercio e dell’economia del Paese. Due camere nel paese: Lords (non elettiva ma scelta dal sovrano, con esponenti della nobiltà) e Comuni (elettiva, parlamento).

Nel paese si diffuse il malcontento tra la minoranza dei cattolici, che speravano in una restaurazione del cattolicesimo, in quanto Giacomo I era lio di una regina cattolica e che organizzarono congiure contro il sovrano. Il malcontento si diffuse anche tra i puritani: erano calvinisti che chiedevano un’applicazione rigorosa e severa dei principi morali del calvinismo. Volevano anche una chiesa democratica, rifiutando l’autorità del re e dei vescovi anglicani. Nell’anglicanesimo la chiesa era gerarchizzata e i fedeli non avevano alcun potere ed erano esclusi dalla vita religiosa.

Erano puritani soprattutto i borghesi e alcuni esponenti della gentry, classe che comprendeva la piccola e media nobiltà. Questi erano ceti molto attivi dal punto di vista economico ed erano danneggiati dalla politica economica di Giacomo I, così trovarono nel puritanesimo un fronte comune contro il re, e uno strumento di lotta nella camera dei Comuni (parlamento). Nel 1623 alla morte di Giacomo salì al trono Carlo I che confermò la linea politica del suo predecessore, basata sull’alleanza con la chiesa anglicana, la persecuzione dei dissidenti e l’assolutismo regio. Non ebbe nessun interesse nel preservare il commercio e cominciò a concedere monopoli commerciali a persone che lo appoggiavano. Il malcontento crebbe poiché Carlo I impose tasse sempre più elevate, che rendevano la corte regia sempre più sfarzosa e la popolazione sempre più povera, senza avere l’approvazione del parlamento, violando la Magna Cartha. Inoltre accentuò le persecuzioni religiose verso i non anglicani, soprattutto i puritani. Ma la situazione degenerò quando nominò capo della chiesa anglicana William Laud, arcivescovo di Canterbury. Questo s’impegnò molto nelle persecuzioni, decise di introdurre alcune regole cattoliche con grande sdegno da parte dei puritani e volle restaurare l’anglicanesimo in Scozia (ufficialmente presbiteriana=calvinista). I nobili scozzesi davanti alle pretese di Laud risposero scrivendo un documento, il Covernant, nel quale s’impegnavano a difendere fino in fondo le loro scelte religiose.



Nel 1639 fu così inevitabile lo scoppio di una guerra tra Scozia e Inghilterra. Le truppe inglesi mandate in Scozia vennero sconfitte e gli scozzesi invasero il territorio inglese. Carlo I aveva bisogno di denaro per riorganizzare l’esercito, ma per ottenere finanziamenti gli serviva l’approvazione del parlamento. Nel 1640 convocò il parlamento che manifestò opposizione verso il sovrano. Carlo non riuscì a fronteggiare quest’ostilità e sciolse il parlamento (formato da esponenti del puritanesimo), che era rimasto in carica un solo mese prendendo il nome di CORTO PARLAMENTO. Dopo poco tempo, poiché necessitava di finanziamenti,  fu però costretto a convocare nuovamente il parlamento, che prese il nome di LUNGO PARLAMENTO in quanto rimase in carica fino al 1653. Per ottenere i finanziamenti richiesti dovette firmare un documento, in cui s’impegnava a rispettare la Magna Cartha (ovvero s’impegnava a non instaurare l’assolutismo e a non dare più un così grande potere alla chiesa anglicana). Carlo I però, dopo aver firmato il documento cercò di diminuire il potere del parlamento, organizzando un colpo di stato. Nel frattempo il parlamento che si sente minacciato cerca di far valere i propri diritti stendendo la GRANDE RIMOSTRANZA, documento in cui si chiedeva al re di poter controllare il reclutamento dell’esercito e la nomina dei ministri (ciò avrebbe permesso di scegliere ministri e soldati favorevoli al parlamento e alle sue idee). Nel 1642 il re attuò il colpo di stato irrompendo in parlamento con delle truppe. I deputati riuscirono però a fuggire e in quell’anno, con il fallimento del colpo di stato, fu inevitabile l’inizio di una guerra civile. Si fronteggiavano in questa guerra due schieramenti: quello dei Cavalieri e quello delle Teste Rotonde. Il fronte dei cavalieri si schierò a favore del re, vi facevano parte nobili ma anche esponenti della gentry e dell’alta borghesia, che avevano fatto questa scelta non perché condividessero le idee assolutistiche di Carlo I, ma perché temevano che la guerra civile avrebbe portato alla diffusione di disordini sociali e ad un radicale cambiamento di governo (repubblica o democrazia). I cavalieri si identificavano con la Chiesa anglicana e si schierarono da questa parte anche i cattolici. Le teste rotonde erano invece formate da esponenti della piccola e media borghesia (artigiani e commercianti), la religione a cui facevano riferimento era il puritanesimo e chiedevano maggior libertà politica ed economica, il rispetto della Magna Cartha e l’abolizione dell’assolutismo. Lo scontro armato andò avanti per due anni, senza vittorie di rilievo. Nel 1644 la situazione volse a favore del fronte parlamentare, poiché Oliver Cromwell prese la guida dell’esercito delle teste rotonde. Cromwee. Era un esponente della gentry che inizialmente non aveva la guida dell’esercito. Avendo però dimostrato di essere un grande stratega militare con la creazione nell’esercito del corpo dei cavalieri corazzati, gli fu affido il comando dell’esercito. Trasformò questo in una struttura militarmente perfetta e moderna, in quanto i soldati non solo erano ben addestrati, ma erano anche colti ed erano stati educati alle dottrine parlamentari antiassolutistiche. Nell’esercito era anche diffuso un clima di democrazia, in quanto i soldati eleggevano i loro ufficiali ed erano liberi di scegliere la propria religione, tra quelle protestanti escluso l’anglicanesimo ed ovviamente il cattolicesimo. Questo esercito permise a Cromwell di scongere le truppe realiste ed il re venne catturato dagli Scozzesi e consegnano al parlamento inglese, nel 1647. Intanto era stata smantellata in Inghilterra la chiesa anglicana e il fronte parlamentare aveva sia l’appoggio degli Scozzesi, sia quello del popolo inglese. Nel 1647 si delineò però una spaccatura all’interno del fronte parlamentare; da una parte vi era l’esercito di Cromwell, dall’altra il parlamento. Queste due strutture avevano operato di comune accordo fino al 47, con l’obiettivo comune di catturare il re. Raggiunto quest’obiettivo la concordia venne meno e lo scontro si delineò per una questione religiosa. Era necessario instaurare in Inghilterra una religione e, mentre il parlamento voleva il presbiterianesimo (ovvero il calvinismo ortodosso), l’esercito di Cromwell, abituato alla libertà, voleva la libertà religiosa tra le religioni protestanti, escluso l’anglicanesimo. La situazione quindi si complicò, in quanto in questo scontro gli scozzesi si allearono contro l’esercito di Cromwell, poiché volevano l’instaurazione del Calvinismo, e era ancora aperta la guerra contro le truppe realiste. Cromwell, però, riuscì a scongere sia gli scozzesi che i realisti. Intanto, i soldati di Cromwell avevano dato vita a correnti politiche radicali, le più importanti delle quali erano quella sostenuta dai livellatori (che sostenevano un ideologia repubblicana con un parlamento eletto a suffragio universale) e quella sostenuta dai diggers (che volevano l’abolizione della proprietà privata). Cromwell cominciò a sostenere l’ideologia repubblicana senza però volere il suffragio universale.



Nel 1649 la guerra civile terminò, con la vittoria dell’esercito di Cromwell, Carlo I venne condannato a morte, venne smantellata la camera dei Lords, simbolo insieme al re dell’assolutismo, e in Inghilterra venne installata la repubblica, che prese il nome di Commonwealth e di cui si nominò presidente Cromwell. In campo religioso venne instaurata la libertà di scelta tra le religioni protestanti escluso l’anglicanesimo. Cromwell doveva ora pacificare il paese, riportando all’ordine gli scozzesi e ciò che rimaneva delle truppe realiste. In più, poiché il parlamento gli era ostile, attuò una serie di EPURAZIONI, ovvero fece cacciare coloro tra i parlamentari che più gli si opponevano; cacciò talmente tante persone che il parlamento si ridusse molto, e prese il nome di Parlamento scheletro. A differenza dei precedenti sovrani, Cromwell tutelò gli interessi commerciali inglesi nel mondo. Firmò l’atto di navigazione, nel quale si diceva che le merci che arrivavano in Inghilterra dovevano essere trasportate o da navi inglesi o da navi dei paesi dai quali provenivano. Fece questo per colpire gli interessi di una grande rivale in campo commerciale, l’Olanda, che nel corso del 1600 si era specializzata in un commercio di intermediazione, ovvero nel trasporto delle merci dalle colonie ai paesi che le acquistavano. I mercanti inglesi ne avevano approfittato, giudicando questo un metodo poco costoso. Cromwell sottoscrisse anche trattati commerciali vantaggiosi con Sa e Danimarca, per aprirsi la via del commercio nel mar Baltico, e poi con il Portogallo,  grazie ai quali poté iniziare la conquista dell’India. Inoltre, si incrementarono i commerci con il sud America, ma si trattava più che altro di contrabbando. Facendo tutto ciò, riprese la politica economico-commerciale di Elisabetta.

Cromwell si occupò anche della politica interna, cercando di modernizzare il paese. Propose al parlamento di approvare una legge per l’unificazione legislativa del paese (secondo la quale le leggi emanate dal potere centrale valevano per tutti). Cercò poi di ridurre i privilegi nobiliari con varie proposte di legge, ma queste non vennero accettate dal parlamento.

Così, decise di sciogliere la camera dei comuni nel 1653 e si proclamò LORD PROTETTORE di Inghilterra, Scozia e Irlanda, avviando la formazione di una dittatura militare. Questa divenne ben presto ereditarie, poiché Cromwell nominò successore suo lio Riccardo, che salì al potere nel 1658 ma per poco tempo. Riccardo, infatti, non aveva le doti del padre e nel paese scoppiarono presto disordini militari guidati dai realisti che volevano la restaurazione della monarchia. Nel 1660 ci fu così la restaurazione monarchica e al trono salì Carlo II Stwart. Vennero restaurate la chiesa anglicana e la camera dei Lords e la camera dei comuni venne rieletta. Questa nuova monarchia era però differente dalle precedenti, in quanto non era assoluta perché dal 1660 nessun re in Inghilterra osò comportarsi come Giacomo I e Carlo I. le tasse non vennero più imposte senza l’approvazione del parlamento e i cittadini non vennero più arrestati senza l’assenso del tribunale. Il parlamento assunse maggiore importanza e nessun re governò senza rispettare almeno in parte la Magna Cartha. Si iniziò così a consolidare una monarchia costituzionale.    








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