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LE RIVOLUZIONI LIBERALI

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LE RIVOLUZIONI LIBERALI



Þ I MOTI DEL 1820/21


Visto il clima della Restaurazione, l’azione dei liberali si svolgeva in forme clandestine:

CARBONERIA, ispirata a un liberalismo moderato

COMUNEROS, ADELFI; FILADELFI, più democratici



La base era costituita da intellettuali, studenti e militari, protagonisti delle rivoluzioni.


L’ondata rivoluzionaria parte dalla SPAGNA:

genn.1820, con la ribellione di alcuni reparti militari a CADICE; il re è costretto a concedere la costituzione liberale del 1812, ma il nuovo regime non si consolida per i contrasti interni e per lo scarso appoggio delle masse contadine


La costituzione viene concessa dal re anche in PORTOGALLO e a NAPOLI, dove le insurrezioni contano tra loro file molti ufficiali tra cui Guglielmo Pepe.


La rivolta di PALERMO viene invece domata in pochi giorni dall’intervento militare di Napoli.


I moti del marzo 1821 in PIEMONTE contavano sull’adesione del principe Carlo Alberto, ma l’insurrezione è bloccata dal re Carlo Felice.


Le potenze conservatrici decidono di intervenire militarmente per bloccare tutti i moti:

1821: gli austriaci pongono fine alle rivolte napoletane

1822: i francesi pongono fine alle rivolte snole


Perché falliscono i moti del 1820/21?

divisioni interne

scarso seguito tra le masse



Þ L’INDIPENDENZA GRECA


L’unica rivolta che si conclude positivamente è quella della GRECIA vs. TURCHIA. Iniziata nel 1821, questa guerra di popolo si conclude nel 1829 con la Pace di Adrianopoli.

Il successo è influenzato da vari fattori:

compattezza delle masse

favore dell’opinione pubblica

intervento militare di Gran Bretagna, Francia e Russia.

Ma la crisi dell’Impero Ottomano suscita la QUESTIONE D’ORIENTE, legata alle volontà espansionistiche europee.



Þ L’INDIPENDENZA DELL’AMERICA LATINA


Anche le colonie snole e portoghesi dell’America Latina ottengono l’indipendenza, grazie alla spinta iniziale dei bianchi di origine europea.

Già dal 1808 le colonie erano di fatto governate dalle giunte locali, e con la proclamazione d’indipendenza venezuelana del 1811 inizia la lotta di liberazione guidata da:

Simon BOLIVAR nel sud

Jose de SAN MARTIN nel nord

La lotta si conclude nel 1824, con la sconfitta definitiva delle truppe snole.


Falliscono però i progetti di unire i nuovi stati latini in una confederazione sul modello Usa: si ha invece una grande frammentazione politica, con un aumento degli squilibri sociali; questo favorisce l’azione dei capi militari.



Þ LO SVILUPPO DEGLI STATI UNITI


Lo sviluppo degli Stati Uniti negli anni successivi all’indipendenza è determinato da vari fattori tra cui:

sugli immensi spazi a Ovest, occupati dagli indiani, si riversarono i pionieri, plasmando una mentalità individualista ed egualitaria

la tendenza alla democrazia


Fino agli anni ’20 la scena politica era dominata da dal contrasto tra federalisti e repubblicani, ma poi la ssa dei primi determinò la scissione dei repubblicani in due correnti:

NAZIONALI



DEMOCRATICI, che si affermano nel 1828 con l’elezione alla presidenza di Jackson


L’espansione territoriale all’inizio del 1800 si realizza in due direzioni:

Ovest, per iniziativa dei pionieri, ma anche con l’appoggio del potere centrale

Sud, sotto l controllo diretto del governo con l’acquisto della Lousiana e della Florida.

Negli anni ’40 ottennero anche i territori tra il Golfo del Messico e il Pacifico,


Nel 1823 la DOTTRINA MONROE afferma l’egemonia degli Stati Uniti tutto il continente.



Þ I MOTI DEL 1830/31


Meno estesi e meno violenti delle precedenti contestazioni, questi moti ebbero conseguenze più durature, portando alla rottura delle decisioni prese dal Congresso di Vienna.


La politica del re di Francia Carlo X, tesa a una restaurazione integrale, portò alla repressione delle forze di opposizione e all’emissione di quattro ordinanze che conuravano un colpo di stato.

Il popolo di Parigi reagì con un’insurrezione che costrinse il re alla fuga, mentre le camere nominavano come nuovo sovrano Luigi Filippo d’Orleans: il periodo di monarchia che segue si ispira a un liberalismo moderato.

La base del consenso era però ristretta, e c’era una forte opposizione repubblicana; per reazione, la monarchia accentuò i suoi caratteri oligarchici.


Una nuova ondata rivoluzionaria si scatenò allora in tutta Europa:

il BELGIO ottenne l’indipendenza dall’OLANDA, grazie all’aiuto di Francia e Inghilterra

i moti dell’ITALIA furono invece fermati dall’AUSTRIA

anche i moti della POLONIA sono fermati dalla RUSSIA


In questi anni si perfeziona il sistema liberale dell’INGHILTERRA, con molte decisive riforme:

diritto per i lavoratori a unirsi in associazioni (ciò stimola la nascita delle Trade Unions)

leggi sociali sul lavoro nelle fabbriche e sui poveri

allargamento del diritto di voto

La politica inglese di questi anni vede la nascita di due movimenti:

CARTISTA, che si batte per il suffragio universale, ma si esaurisce nel giro di pochi anni senza aver raggiunto i suoi obiettivi

quello PER LA RIFORMA DOGANALE, il cui principale leader fu Cobden, che si risolve in una vittoria delle tesi liberiste, con l’abolizione del dazio sul grano



Þ LE MONARCHIE AUTORITARIE


Le monarchie dell’EST mostrano invece un IMMOBILISMO politico e sociale:

RUSSIA: il maggior problema sono le continue rivolte contadine

AUSTRIA-UNGHERIA: ci sono le prime spinte di autonomia in varie parti dell’impero

AREA TEDESCA: il nazionalismo è un fattore di coesione, e la borghesia si indirizza verso l’attuazione di una Unione doganale (vengono aboliti i dazi)












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