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L'ECONOMIA - La rivoluzione dei trasporti (1800-1850), L'espansione dell'economia (1850-1895), LA SOCIETA' E LE IDEE, LA CULTURA E LA LETTERATURA

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L'ECONOMIA


-La rivoluzione dei trasporti (1800-1850)-


Fino alla metà dell'Ottocento l'economia europea era basata su un'agricoltura arretrata, e per quanto riguardava lo sviluppo industriale, c'era ancora un grande divario tra Gran Bretagna e il resto dell'Europa, anche se delle regioni, con disponibilità di materie prime, andavano avvicinandosi all'industrializzazione.

Nel 1830 venne aperta la tratta ferroviaria Manchester-Liverpool, nel cuore dell'Inghilterra. La ferrovia poi si sviluppò in rete molto vasta consentendo una rapidità di spostamenti prima impensabile.


-L'espansione dell'economia (1850-1895)-


Nella seconda metà dell'Ottocento si diffusero sistemi di produzione capitalistici come il liberismo, basato sulla libertà di mercato interno e degli scambi internazionali, si svilupparono nuove industrie e tecnologie, e ci fu un'importante crescita economia, anche se discontinua.



A partire dal 1873 l'economia entrò in un ciclo negativo a causa di una sovrapproduzione del settore agricolo che provocò un drastico crollo dei prezzi agricoli. La crisi si diffuse in tutti i settori provocando numerosi cambiamenti:

al libero scambio si sostituì il protezionismo;

alla libertà di impresa si sostituì l'intervento dello Stato;

ed alla pluralità delle imprese si sostituì la concentrazione della produzione attorno ad alcuni importanti gruppi.

Questo mutamenti portarono ad un colonialismo più violento, legato alla conquista territoriale, e ad un maggiore controllo militare e politico.


-La seconda rivoluzione industriale-


SISTEMA CAPITALISTICO


SVILUPPO DEL CAPITALISMO E AFFRMAZIONE DEL LIBERISMO


CRESCITA INDUSTRIALE


CONQUISTA TERRITORIALE (IMPERIALISMO)


CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE


AUMENTO EMIGRAZIONE


INTRODUZIONE DI INNOVAZIONI CHE NEL 1895 PERMETTONO DI SUPERARE LA CRISI


FASE DI OTTIMISMO : belle èpoque







LA SOCIETA' E LE IDEE


-Il pensiero politico-sociale-


Tra la rivoluzione francese ed il 1848 in Europa la borghesia si sostituì al sistema feudale, imponendo lo stato di diritto e trasformando i sudditi in cittadini in base a concetti come "nazione" e "popolo" portati anche dal romanticismo. Si costituirono così due pensieri: uno liberale che definiva la libertà come negazione dell'assolutismo, ma anche della democrazia; uno democratico e radicale che sosteneva la libertà in senso politico con l'allargamento del diritto di voto per far coincidere la libertà con l'uguaglianza.

L'espansione sociale portò l'esigenza di una giustizia sociale, obiettivo di un movimento operaio organizzato per realizzare la perfetta uguaglianza sociale. Il potere borghese inzia quindi ad essere minacciato da questa organizzazione che nel 1864 costituisce la Prima internazionale, uno strumento associativo. Con la vittoria poi del socialismo scientifico di Marx con l'anarchismo di Bakunin, si andò a formare una Seconda internazionale più riformista.

Lo stato liberale a causa delle lotte operaie emanò alla fine delle leggi sociali, il diritto di voto fu allargato, e alcuni paesi ottenere il suffragio universale.


-Il pensiero filosofico-scientifico-


Nella seconda metà dell'Ottocento la borghesia conquistò la direzione politica degli Stati imponendo il suo sistema liberistico e una cultura basata sulla fiducia nella ragione, tanto acclamata dai filosofi positivisti.

Il termine positivismo fu adottato da Comte per indicare lo stadio "scientifico" del sapere umano, e il movimento si favoriva appunto lo studio scientifico delle attività umane, per fondare una scienza della società detta sociologia.

Il darwinismo, proveniente dalla teoria evoluzionistica di Darwin, promuoveva invece lo studio scientifico dell'uomo.


-Critica al Positivismo-


Verso la fine del secolo si formano dei movimenti di pensiero, detti nichilisti, guidati da Nietzsche con la sua opera del 1883-85, volti a distruggere ogni certezza, negando esplicitamente l'esistenza della religione o comunque di un dio.

In questo clima si inserì un'altra opera, quella di Freud, medico fondatore della psicoanalisi e autore della scoperta una parte della mente che chiamò "inconscio".
















LA CULTURA E LA LETTERATURA


-La nascita del Romanticismo-


Il Romanticismo si sviluppa in Europa alla fine del 600 come reazione all'illminismo. Caratteri generali:

individualismo = riconoscimento del valore e della libertà dell'individuo;

spirito del popolo = il genio dell'individuo è tanto più alto quanto più riassume n sé lo spirito del popolo;

affermazione valori nazionali = per cui ogni nazione ha caratteri ragionli;

rivalutazione del periodo medievale = inteso come momento fondante della storia.

Mentre nell'illuminismo prevaleva una visione scientifica della natura, vista come sistema estraneo all'uomo, il romanticismo ritiene che l'uomo faccia parte della natura, e le può comunicare la sua comprensione tramite la poesia. La natura, e quindi l'uomo, sono un continuo divenire, maturare. X questo per i romantici è molto importante la storia.


-Il Romanticismo ella letteratura-


Il romanticismo nella letteratura si presenta come una rottura dal mondo classico x cui le conseguenze sono:

rifiuto dell'imitazione;

abbandono della mitologia in favore di temi sentimentali;

mescolanza degli stili;

rivalutazione del romanzo.

Altri caratteri poetica romantica: coraggio morale, malinconia, senso del mistero.


-Le aree di diffusione-


Germania:

con la rivista  Atheneum (1798- 1800) dei fratelli Schiegel. Prima scuola romantica a Jena e diffusione della poetica con Holderin. Seconda scuola a Berlino e Heidelberg con i fratelli Grimm, famosi per la loro raccolta di fiabe.

Inghilterra:

con le Lirical Ballads (1798) di Wordsworth e Coleridge. Nel frattempo si sviluppa anche il romanzo storico con Walter Scott e quello contemporaneo con Dickens.

Francia:

con La Germania di Madame de Stael. Nella Restaurazione abbiamo un romanticismo antiliberale e monarchico. Solo dopo la rivoluzione i romantici assumeranno posizioni liberali e democratiche con Hugo e Vigny.

Russia:

con Puskin, Gogol e Tolstoj.

Italia:

nel 1816 nasce l'articolo di Madame de Stael, un invito ai letterati a confrontarsi con la nuova cultura europea accolto dai giovani romantici come Pellico, Manzoni e Berchet che creano nel 1818 il periodico ' Il Conciliatore'.Berchet, a cui si deve uno dei primi manifesti del Romanticismo italiano, sosteneva un ruolo pedagogico dello scrittore, cioè un'attenzione ai contenuti e al linguaggio. A Manzoni si deve la massima realizzazione del romanzo storico con I promessi sposi (1827). Leopardi, di tutta altra visione, sosteneva invece l'amore per la classicità, legato a temi filosofici ed esistenziali.



-Romanticismo nell'arte urativa-


Nell'arte urativa i romantici, rifiutando soggetti dell'antichità classica, rappresentarono storie e ure contemporanee. Il loro scopo era soprattutto quello di trasmettere la tensione drammatica, l'agitazione patetica, perciò di ogni paesaggio di sfondo, tendevano ad accentuare gli aspetti che esprimevano tali stati d'animo.


-Realismo, Naturalismo e Verismo italiano-


Alle teorie del Positivismo di ricollega il Realismo, termine utilizzato per indicare la tendenza a rappresentare la realtà concreta e oggettiva. La narrativa realistica iniziata con de Balzac e Flaubert, venne sviluppata in Francia dal Naturalismo,i cui primi interpreti furono i fratelli de Goncourt. Fu con Emile Zola che il Naturalismo giunse a una poetica originale e divenne una vera scuola.

Il Naturalismo francese ebbe una larga influenza in Europa e determinò la nascita di scuole che riconoscevano i suoi più importanti principi, come l'impersonalità del narratore. Capuana e Verga, invece, sottolineavano l'esigenza di liberare la scrittura narrativa dagli eccessi romantici, e di farne uno strumento scientifico di analisi della società, divisa tra Nord e Sud. Da loro nacque quindi il Verismo italiano, del quale abbiamo le prove letterarie migliori grazie all'attenzione posta al problema della lingua. Verga, comunque, è il maggiore esponente di questa poetica.


-Realismo nell'arte urativa-


Dalla metà dell'800 anche l'arte si propose di rappresentare la realtà in modo concreto e oggettivo, ricorrendo anche a ciò che gli studi scientifici avevano rivelato dalle percezioni dell'occhio umano, e proprio da ciò nacque poi l'Impressionismo.

La pittura di questo periodo, attenta ai problemi sociali, rappresentava due soggetti principali: la natura, dipinta dal vero, e l'uomo, nelle situazioni quotidiane della realtà contemporanea.


-Decadentismo e Simbolismo-


Nella letteratura nacque una nuova corrente, il Decadentismo, termine con cui si indicavano vari movimenti letterati, come il Simbolismo, che rifiutavano il razionalismo e il realismo positivista e riconoscevano l'isolamento morale del letterato nella società industriale.

Alle radici del Decadentismo sta Baudelaire, poeta e grande studioso d'arte, che elaborò il concetto di poesia pura, libera da ogni preoccupazione civile o morale. Altri esponenti: Mallarmè, Wilde e D'Annunzio.

In Italia un gruppo di scrittori, musicisti e pittori del 1860-l870 fondarono la Scapigliatura, una poetica che favoriva il patologico, il macabro, l'umorismo e la satira. Contro la letteratura romantica reagì anche Carducci, che fonde realismo e classicismo, e l'impegno civile da cui deriva il ruolo di poeta-vante che assumeva.


-Decadentismo e Simbolismo nelle arti urative-


Il Simbolismo nelle arti urative venne inteso come espressione dell'idea, momento di incontro di elementi della percezione sensoriale ed elementi spirituali.

Il maggiore pittore di questo periodo fu Redon, che rafurava una natura vista come sogno, del quale coglieva gli aspetti più inspiegabili.


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