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La contestazione - COSA FANNO I GIOVANI?, CARETTERISTICHE DELLA CONTESTAZIONE, LE MANIFESTAZIONI DELLA RIVOLTA GIOVANILE, LA RIVOLTA INCOMPIUTA

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La contestazione

















LE CAUSE


La fine degli anni ’60 fu caratterizzata anche in Italia da un’ esplosiva contestazione studentesca, cioè da una ribellione che mise sotto accusa, prima il sistema scolastico, poi l’ intero sistema capitalistico e i valori su cui si basava.

La scuola era contestata perché, dopo l’ esperienza della scuola media, obbligatoria dal 1963, molti giovani decidevano di continuare le università. Queste ultime però avevano un sistema d’ insegnamento arretrato e nno era adeguato alle proposte che aveva il mondo del lavoro. Poi gli studenti-lavoratori, i quali non potevano seguire le lezioni, venivano bocciati. Lo stato di demoralizzazione che li assaliva li spingeva ad abbandonare la scuola.I ragazzi che erano volenterosi e non avevano le possibilità economiche, non venivano aiutati dallo stato. Quindi le università sembravano dei parcheggi per aspettare la chiusura della piaga della disoccupazione (altro problema).

Un motivo di ribellione era la comprensione del sistema, un sistema che genera le classi sociali, lo sfruttamento dei paesi meno sviluppati da parte di quelli più avanzati, la segregazione razziale, la democrazia più formale che reale, il prelevare il principio dell’ autorità su quello della razionalità, la guerra per l’ accaparramento dei mercati e il materialismo grossolano della società consumistica. Tutto questo è stato condotto da socialisti, comunisti e movimenti politici in generale.

Per questo i giovani volevano l’ antiautoritarismo, perché avevano scoperto che la società è fondata più sull’ autoritarismo che sull’ approccio benevolo della realtà, al piacere.

Un’ altra causa è stato lo scontro con i genitori e quindi la crisi della famiglia. Infatti i ragazzi non condividevano le idee degli adulti e scoprono di appartenere di più alla comunità giovanile che alla famiglia.


COSA FANNO I GIOVANI?


I giovani hanno preso molto dalla guerra in Vietnam che dava un’ immagine diversa del mondo americano che fino ad ora si era visto. Lo slogan europeo era “Creare uno, due, tre, molti Vietnam”. Intanto dai “campus” americani arrivavano le notizie dei sit-in (studenti che, seduti in piazza, facevano resistenza passiva contro i polizziotti) contro la guerra.

Un’ altra fonte di esaltazione fu la Rivoluzione Culturale Cinese. Equivocando lo slogan di Mao “Aprire il fuoco sul quartier generale”, gli studenti si apprestarono a contestare l’ Unione Sovietica, i professori e i dirigenti comunisti.

Infine il mito si creò in Ernesto Che Guevara, il rivoluzionario morto nel 1967 in Bolivia.

In Italia, nel 1967, si creò il Movimento Studentesco, che prese la via violenta nel 1968, quando intervenne la polizia. Anche gli operai si riconoscevano negli studenti e nell’ autunno 1969 iniziarono scontri violenti. Per questa caratteristica il periodo venne chiamato “autunno caldo”. I lavoratori accolsero i giovani nelle fabbriche e adottarono alcuni loro sistemi di lotta. Nacque la nuova sinistra: una molteciplità di piccoli ma combattivi gruppi schierati più a sinistra di tutti i partiti rappresentati in Parlamento e perciò definiti della “sinistra extraparlamentare”. L’ alleanza studenti-lavoratori, però ebbe vita breve, perché dopo una prima fase di sbandamento i grandi sindacati come la CGIL, strinsero un patto d'’unità d'’azione, riuscirono a riprendere la direzione del Movimento dei Lavoratori e a guidarlo fino alla conclusione di contratti salariali estremamente

vantaggiosi, ottenendo aumenti del 18% di media. Gli scioperi erano di tre tipi:

a gatto selvaggio: scioperi improvvisi che impedivano il proprietari di prevederli e di limitare il danno;

a singhiozzo: che alternavano piccoli periodi di sciopero a periodi di lavoro;

A scacchiera: scioperi di singoli operi, per interrompere la catena di produzione.


CARETTERISTICHE DELLA CONTESTAZIONE


COSTUMI E MODE i giovani volevano essere diversi dai loro genitori e volevano seguire la pista dell’ essenziale. Si vestivano in modo trasandato, i ragazzi e le ragazze avevano lo stesso abbigliamento, entrambi i sessi avevano i capelli lunghi e i ragazzi la barba. Questi nuovi usi, queste nuove mode, suscitavano un principio di ostilità nei confronti della società amante dell’ ordine e della forma. Oltre all’ abbigliamento c’erano anchegli ornamenti e i gioielli, che servivano a dare una migliore immagine di se stessi, come dice Furio Colombo: “I giovani, coi loro pigiama a fiori, con le loro giacche di foggia militare, coi capelli lunghi sugli occhi e sul collo, coi loro anelli, fibbie, bottoni, decorazioni e ornamenti d’ ogni tipo, spaventosamente eccentrici, hanno deciso di essere se stessi, con le loro vite e i loro corpi, il più importante oggetto di consumo, il più facile e il più desiderabile. L’ esigenza del diritto a consumare se stessi genera ovviamente, un nuovo ambito di libertà.”



NE’ LAVORO NE’ OZIO: abbiamo già visto che i giovani hanno tolto le distinzioni tra maschile e femminile e hanno voluto anche annullare la distinzione tra lavoro e ozio. I giovani dicono che chi aquisisce la mentalità del lavoro è incapace di godere l’ ozio, perché non può abbandonare la mente per riposare o divertirsi. Per contro chi concepisce solo l’ ozio non può lavorare quando la società lo richiede. Trovando così due strade sbarrate bisogna trovarne una terza: eliminare ciò che pensano i borghesi, cioè che esistono lavori  nobili e lavori vili. In tal modo i lavori più gravosi o monotonio alienanti, vengono distribuiti tra tutti i membri della comunità, alternando continuamente lavoro e riposo.

LA RIVOLUZIONE SESSUALE: i rapporti sessuali prematrimoniali sono diventati comuni, non solo tra fidanzati, ma tra coloro che si vogliono bene e basta. La libertà sessuale si è quindi convertita in un’ alternativa, per molti giovani, al matrimonio tradizionale. Inoltre, il tendere alla gioia immediata, sostituisce nei giovani quella che nei padri fu una promessa di eterna fedeltà: di qui la scarsa fiducia con cui i giovanistessi affrontano il matrimonio. Poi, considerato che l’ amore vero, non solo è raro, ma soprattutto è fugace, i giovani lo avevano smitizzato, e risolvevano i loro problemi sessuali nel modo più disinibito, accoppiandosi fino a quando durava l’ attrazione reciproca.

MUSICA E DROGA: Sia la musica che la droga toccarono la sfera della sensibilità e dell’ immaginazione. Il rock e i suoi derivati, la musica folkloeristica, europea e americana, quella orientale, eseguiti quasi sempre da giovani che utilizzavano la chitarra, hanno dato vita a un mondo musicale caratteristico, di enorme successo, grazie all’ entusiasmo di giovani e adolescenti, per non parlare dell’ industria discografica. Tutto questo insieme di musiche è servito per esprimere la simpatia per le comunità emarginate e la liberazione degli istituti e delle tendenze normalmente censurate. I testi sono serviti per esprimere in modo esplicito la protesta contro il sistema, l’ unione fra i giovani, la fantasia, l’ avvicinarsi dei sessi, la volontà di emarginazione . . Ecco un esempio:

“Chi perde oggi

sarà domani il vincitore,

perché i tempi stanno cambiando,

perché qui sta succedendo qualcosa

e tu non sai di che si tratta

non è vero, signor Jones?”

Ed ancora:

“Guarda mio padre,

guarda mio padre,

come casca dal sonno al sera,

ed è tuto grigio,

tutto grigio come uno schiavo,

dopo aver sempre e solo lavorato!

E guarda noi,

in che trappola siamo noi!
Nno vedi?

Dobbiamo andarcene,

andarcene da qui,

prima che ci prendano in trappola anche noi!”

Ed infine:

“ Affrontiamo la realtà!

Si può fare all’ amore

In cento modi diversi,

e non provare uno solo di quei modi

sarebbe da stupidi.

Dammi, dammi il tuo sporco amore.”


La droga, come la musica, non era una contestazione in sensostretto della società alienante: essa era un modo di allargare i propri orizzonti mentali, rappresentava un viaggio fantastico nel mondo sconosciuto della propria interiorità. Era il loro atteggiamento contestatario, la loro volontaria emarginazione.

LE COMUNI: vi erano molti giovani che, tagliati i ponti con le famiglie, se ne andavano a lavorare o a studiare lontano, coabitando in guppi più o meno numerosi. Poi, vi erano dei gruppi che, sia nelle città che nelle camne, decidevano di fare vita in comune al di là delle esigenze dettate dal periodo di lavoro o di studio e questi si chiamavano “comuni”. Nella maggior parte delle comuni il numero dei conviventi oscillava fra 6 e 12, e potevano farne coppie, anche sposate, e addirittura con bambini.Quello che caratterizzava le comuni era l’ organizzazione. Per esempio la divisione dei lavori domestici fra tutti i conviventi, senza far distinzione tra uomini e donne. Molte inoltre, avevano anche una finalità ben definita: artistica, politica . .



















LE MANIFESTAZIONI DELLA RIVOLTA GIOVANILE


IL TEPPISMO: la prima risposta dei giovani alla società comunista ebbe un carattere viscerale e inconsapevole. Fu con la sa del rock’n’roll che i giovani si presentarono con una forza senza precedenti. Alcuni, attratti dalle promesse del comunismo, dalla nuova musica eccitante, dalle moto veloci e potenti, intendevano avere il “paradiso promesso”. Essi si scatenarono alla ricerca del piacere ma trovandosi di fronte ad una società per nulla disposta a mutare il suo ordine e a fare concessioni, l’ entusiasmo si trasformò in violenza.il teppismo non è una protesta: nella maggior parte dei casi è il risultato dell’ abissale divariofra le proposte formali della società e ciò che essa concretamente autorizza ad operare. Tale divario produce nei contestatori un malessere, un’ inquietudine e quindi si amnifesta nell’ assalto di quellecose che possono essere intese come emblemi di una certa società. Così per esempio si accanivano contro la tranquillità della gente, facendo rumore o facendo gesti gratuiti, ma senza gesti di vera delinquenza.

GLI “HIPPIES”: questo movimento è quello che ha avuto più successo. Questo termine è presodal mondo del jazz. Hip infatti vuol dire qualcosa come “saggio” o “iniziato”. In essi non troviamo nulla che assomigli al famoso compromesso con la causa degli oppressi. Essi si escludevano dalla società poiché questa non aveva speranza di salvezza. Capovolgere le sue strutture, come pretendevano i politici, era una cosa senza senso: era più facile abbandonarla e costruire qualcosa di nuovo da qualche altra parte. Tutto ciò costituisce una gamma di proteste radicali contro il sistema, proteste che, nel caso degli hippies, apparivano molto più passionali che razionali. Essi si opponevano al sistema nel suo complesso: al suo materialismo, alla disciplina e alla burocrazia, al gioco di norme e divieti, al proprietà, il lavoro, il denaro, la competitività, la segregazione razziale . . . . . Come vita esasperata, senza idealiproponevano la fondazione immediata di un mondo nuovo. “Fa quel che ti piace, sempre che ti piacia farlo!”. Il fondamento doveva essere il piacere. I fiori, le pietre, le persone, per loro qualunque oggetto era fonte di godimento.il loro simbolo è infatti il fiore e la oro attività primaria l’ amore: amore inteso come modo di porsi davanti alle cose, alle persone. Il loro slogan, diventato subito famoso era: “Fate l’ amore, non la guerra!”. Sacrasticamente dicevano: “La guerra è un buon affare, scambiala con tuo lio!” Gli hippies non chiedevano la pace, la praticavano.

GLI STUDENTI: gli studenti universitari entrarono in azione . Essi combattevano soprattutto contro la riforma della scuola e l’ arretratezza del metodo d’ insegnamento nelle università. L’ esigenza di fondo era stabilire un contatto tra l’ università e la realtà sociale. Poi volevano che fosse la scuola stessa a svolgere una funzione di critica e non fosse più solo una fabbrica di specialisti. Infatti secondo loro la specializzazione impedisce di prendercoscienza delle autentiche necessità del contesto sociale e finisce per frenare il progresso. La separazione fra cultura e società, afvorita dalle minoranze dominanti nel sistema, ha all’ origine delle lotte studentesche, insieme con altri problemi, come lo sfruttamento del lavoro, sia manuale che intellettuale, la mancanza di libertà . . Uno slogan è: “Noi lottiamo perché rifiutiamo di essere:insegnanti il cui compito sia di selezionare i li dei lavoratori; sociologi cui si richiede di addurre argomenti atti a corroborare il sistema; psicologi il cui compito consiste nel tutelare gli interessi degli imprenditori e di ottenere un comportamento docile da aprte dei alvortori; ricercatori il cui lavoro sia utilizzato all’ esclusivo vantaggio degli industrili.” Sebbene, almeno in apparenza, gli studenti si differenziano da ogni altro movimento giovanile perché facevano riferimento alla razionalitàm e alla critica, per molti altri aspetti si avvicinano, ad esempio nei metodi di lotta, che consistevano spesso in manifestazioni sul tipo di quelle degli hippies; e ancora nello spirito liberatorio, indicativo e profondo sdella rivoluzione studentesca;nell’ antiautoritarismo, sia nell’ ambito universitario, sia nel più vasto ambiente sociale; infine nella ricerca di un linguaggio che sia veramente uno strumento di comunicazione. Si parlava delle antiuniversità come fenomeno della controcultura: ebbene, anche in questo gli studenti hanno dimostrato di essere li del loro tempo. Hanno dato vita ad un grande numero di comuni, hanno lottato per la libertà sessuale . Gli studenti rappresentavano un’ alternativa altamente politicizzata, una decisa opposizione al sistema.

LA RIVOLTA INCOMPIUTA


Non si ripresenterà per i giovani, e forse per molto tempo, l’ occasione di rivolta come quella degli anni ’60. ½ fu in quegli anni l’ occasione di ribellarsi perché ci fu un insieme di fattori che ne generarono un’ altra serie dei quali i giovani si trovarono ad esserne gli esponenti e i protagonisti. In tal modo si trovarono in prima linea e volevano costruire un fronte unito. Durante quell’ intero decennio quini, furono i protagonisti e per questo si parlò dei “giovani degli anni ‘60”. Ma il sistema trovò modo di neutralizzarli, commerciando le loro mode, il loro atteggiamento esteriore, il loro stile. In breve volgere di tempo, il mercato fu inondato di stoffe, amuleti, di tutto quello che i giovani avevano introdotto, perché tutti, anche i non giovani, dovevano avere queste cose. Si potrebbe dire che i giovani vinsero la battaglia delle forme esteriori perché la società le adottò e le assimilò: ma in nessun caso non è consentito confondere i simboli con la realtà. Nelle loro mode, nei loro atteggiamenti avevano cercato un modo per essere diversi, ma la società non assimilò l’ idea che li sottintendev. In altri casi la strategia fu diversa: ad esempio, la società acettò la rivoluzione sessuale, proclamata da tutti i giovani, perché nno rappresentava un pericolo per la società e per il potere costituito. Lo stesso è successo per l’ immaginazione, il gioco e l’ antiautoritarismo. L’ idea di vivere secondo l’ ispirazione della fantasia è stata accettata da più parti, ma limitatamente al tempo libero. Similmente molti hanno accettato la rinuncia ai metodi autoritari giacchè il potere, nei paesi più progrediti, non ha bisogno di fare la faccia feroce. I giovani per altro sono stati adulati fino all’ esasperazione. Nei paesi più liberali il sistema, dopo il primo momento di sconcerto









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