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NEL CORSO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

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NEL CORSO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

I timori nei confronti della nuova Germania (unificata di recente, di gran lunga la più popolosa e industrializzata nazione del continente europeo, imperialista in politica estera) fecero da sfondo agli avvenimenti che sfociarono nella prima guerra mondiale; del resto ognuna delle altre potenze avanzava rivendicazioni nei confronti dello stato tedesco: la Francia voleva riconquistare l'Alsazia-Lorena; l'Inghilterra si sentiva minacciata dall'espansionismo coloniale tedesco in Africa e dalla possibile rivalità con una forte marina militare voluta da Guglielmo II; l'Austria e la Russia ne temevano le intromissioni nella loro instabile situazione interna. Peraltro, la stessa Germania viveva sotto l'incubo di una guerra su due fronti.

Il delicato sistema d'alleanze contrapposte, ideato da Bismarck, si rivelò troppo difficile da mantenere; egli rifiutò così di rinnovare il trattato di controassicurazione firmato con la Russia nel 1887, rinnovando invece gli accordi della Triplice Alleanza (stipulata nel 1882) con Austria e Italia. Per tutta risposta la Russia strinse un'alleanza con la Francia (1894), che ebbe l'effetto di porre la Germania tra due fuochi, proprio nel momento in cui anche l'Inghilterra abbandonava la sua neutralità per realizzare prima l'Entente cordiale (1904) con la Francia, poi la Triplice Intesa (1907) con Francia e Russia.

L'intervento tedesco in Marocco (1905 e 1911) a difesa degli interessi della Germania in Africa e l'annessione delle province turche della Bosnia ed Erzegovina all'Austria a scapito della Serbia costituirono i segnali del conflitto imminente; l'occasione per l'esplosione della guerra la offrì l'attentato eseguito il 28 giugno 1914 a Sarajevo da un nazionalista serbo, in cui perse la vita all'arciduca austriaco Francesco Ferdinando.



I piani tedeschi di guerra prevedevano una rapida conquista della Francia, così da poter concentrare gli sforzi sul difficile fronte orientale; le armate imperiali trovarono però una resistenza maggiore del previsto nel Belgio neutrale, invaso con una violazione del diritto internazionale, che spinse l'Inghilterra a intervenire immediatamente nel conflitto alienando ogni simpatia agli Imperi Centrali.

Giunta alle porte di Parigi, l'offensiva tedesca si spense sulla Marna (tra il 6 e il 9 settembre 1914), seguita da quattro anni di terribile guerra di posizione. Nel frattempo, i russi avevano attaccato a est, determinando la situazione tanto temuta dalla Germania di due fronti di guerra contemporaneamente aperti.

Il blocco degli Alleati attorno alla Germania portò alla decisione da parte dei comandi tedeschi di lanciare una guerra sottomarina indiscriminata, che ebbe l'effetto di trascinare nella guerra anche la potenza statunitense (1917). L'anno successivo la Germania concludeva con la Russia bolscevica la pace di Brest-Litovsk, disimpegnando così il fronte orientale, ma la grande offensiva finale, subito dopo lanciata a occidente, non dette i risultati sperati. Riconoscendo la gravità della situazione, il comando supremo tedesco chiese all'imperatore di avviare trattative di pace, per le quali il presidente degli Stati Uniti Wilson era tuttavia disponibile solo a condizione di avere come interlocutore un governo eletto democraticamente. Mentre i combattimenti proseguivano in un crescendo di atti di insubordinazione nella marina e nell'esercito tedeschi, di scioperi indetti dalle organizzazioni socialiste, mentre si formavano Soviet di lavoratori e soldati, di tumulti sfociati in Baviera in una vera e propria rivoluzione, Guglielmo II finì per abdicare. Dalle ceneri del secondo Reich nasceva la nuova Repubblica di Weimar.





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