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Gustav Klimt

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Gustav Klimt

Gustav Klimt è senza dubbio la ura più alta della pittura art nouveau.

Nato nel sobborgo viennese di Baumgarten nel 1862, studiò alla Scuola di Arti decorative di Vienna e già in quegli anni diede vita a un nucleo artistico che si occupava di decorazioni. Nel 1897 fu il principale esponente della Secessione Viennese di cui fu anche il primo e più prestigioso Presidente. Klimt morì nel 1918 in seguito a un ictus celebrale che lo aveva paralizzato.

Negli anni passati alla Scuola di Arti decorative, Klimt aveva ricevuto un insegnamento accademico basato principalmente sullo studio del nudo e dell’ornato.

La sua produzione grafica, i particolare quella degli anni giovanili, rivela l’esercizio attorno alle tematiche dell’arte italiana del Rinascimento.

È il caso de “La giovinezza”, eseguito nel 1882: all’interno  di una cornice architettonica ricalcante gli schemi di complessi scultorei quattrocenteschi, un giovane uomo suona un liuto e una giovane donna, che tiene in braccio un bambino, lo ascolta. Il disegno è caratterizzato da una sovrabbondante decorazione delle specchiature basamentali, delle lesene, dell’arco e della candelabra fungente da colonna. Il motivo della giovinezza incarnata dai tre personaggi principali della composizione è rafforzato dalla presenza di amorini, colombe, festoni di fiori e foglie simboleggianti il rinnovarsi delle stagioni e dell’amore.



Negli anni tra fine ‘800 e inizio ‘900 l’arte di Klimt si è aperta a un preziosismo quasi gotico, con un uso del colore teso a sottolineare effetti di trasparenze e con un gusto per la decorazione tendente alla bidimensionalità.

In “Giuditta”, del 1901, Klimt rappresenta questa eroina biblica che in occasione dell’assedio della sua città da parte degli Assiri si recò nel campo nemico splendidamente abbigliata, la sua bellezza colpì il generale delle truppe assire, Oloferne, che si invaghì di lei. Un giorno mentre Oloferne, ubriaco, dormiva, Giuditta gli recise la testa portandola in città avvolta in un panno; i suoi cittadini, allora, approfittarono dello scompiglio nel campo nemico e lo assediarono.

Il soggetto biblico è posto in subalternità; il corpo seminudo dell’eroina, invece, è un inno alla bellezza femminile e al potere incantatore del suo sguardo.

Giuditta è immobile, con gli occhi socchiusi, le labbra leggermente dischiuse, mostrando quasi con aria di sfida la testa di Oloferne.

L’eroina è appena coperta da un velo violaceo con ornamentazioni dorate, al collo porta un collier art nouveau e il viso è incorniciato dalla gran massa di capelli ricci.

A impreziosire il dipinto interviene il fondo oro: una ripresa delle tavole gotiche con un disegno geometrico a elementi naturalistici stilizzati. L’uso dell’oro in foglia da parte di Klimt si conferma con maggior vigore dopo il viaggio a Ravenna e la visione dei mosaici bizantini dell’ultima capitale dell’impero romano d’occidente.

Al 1907-l908 risale “Attesa”, con un fondo che pare pulviscolo dorato su una distesa verdastra. Il formato quadrato della tela contribuisce a dare l’illusione di uno spazio infinito dove la maternità, il soggetto del dipinto, diviene un evento sacro.




C’è un’accennata volumetria delle zone nude del corpo della giovane donna gravida, con la bidimensionalità e la linea di contorno della veste geometrica col disegno a cerchi e girali su fondo rosso.

La giovane incinta si libra al di sopra di ure femminili dal capo reclinato e dalle braccia sollevate in un antico gesto di preghiera. Un teschio in corrispondenza del ventre sta a simboleggiare la morte, cioè l’esito di ogni vita.

Degli stessi anni è il dipinto “Il bacio”, opera che disegna una tela con decorazioni e mosaici (Klimt aveva un debole per i mosaici di Ravenna) su fondo dorato.

L'uomo, in piedi, si piega per baciare la donna che sta inginocchiata sul 'prato' tra i fiori e sembra accettare il bacio, partecipando emotivamente. Solo la faccia e le braccia dei personaggi sono realistiche, il resto del quadro è formato da tinte piatte e volumi geometrici accostati. La faccia della donna è racchiusa fra le braccia dell’uomo, il quale a sua volta ha il braccio della femmina sul collo. Klimt ha vestito, ed è curioso da notare, i suoi personaggi con la lunga tunica che era solito portare. La parte di oro che ricopre l'uomo presenta ure rettangolari in bianco e nero, mentre la donna sembra essere punteggiata con i mazzi di fiori.






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