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MOVIMENTO E LOCOMOZIONE

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MOVIMENTO E LOCOMOZIONE


Movimento e locomozione senza muscoli;

Soltanto gli animali sono dotati di muscoli; i protozoi si muovono per mezzo di organuli cellulari overo di pseudopodi, ciglia e flagelli. Queste strutture presiedono inoltre a molte importanti funzioni locomotorie e non locomotorie in molti animali.


Movimento ameboide:

Uno pseudopodio è un prolungamento citoplasmatico di una cellula che si forma quando essa si trova su di un substrato come la vegetazione subacquea di uno stagno, il rivestimento di un vaso sanguigno o la parete del corpo di una spugna.

Lo sviluppo dello pseudopodio inizia con la formazione di un cappuccio ialino tondeggiante liscio di cellule - NUCLEO, CITOPLASMA, RIBOSOMI, PARETE CELLULARE, CAPPARATO DI GOLGI, ITOSCHELETRO, APPARATO DI GOLGI" class="text">citoplasma gelatinoso limpido detto ectoplasma ialino; una corrente di citoplasma meno viscoso detto endoplasma affluisce ala regione del cappuccio attraverso un canale formato da citoplasma granulare posto sotto la superficie della cellula che, una volta arrivato al termine del percorso, sfocia all’esterno e si trasforma in ectoplasma.




Flagelli e ciglia:

La locomozione per mezzo di ciglia e flagelli è importante in due gruppi principali di protozoi: i flagellati ed i ciliati.

I flagelli e le ciglia sono simili benchè queste ultime siano più corte dei primi; un flagello od un ciglio è costituito da un filamento o assonema che si diparte da un corpo basale posto all’interno della cellula e simile ad un centriolo.

L’assonema è costituito da 9 coppie di microtubuli più 2 microtubuli posti al centro della struttura

(strutura assonemale o 9 + 2); i singoli microtubuli sono costituiti da proteina chiamate tubuline mentre le coppie di braccia uncinate che si estendono da una coppia a quella adiacente contengono dineina che è un enzima in grado di utilizzare l’ATP per trarne energia per il movimento.


Mionemi:

I mionemi sono dei lunghi filamenti contrattili che implicano dei meccanismi diversi da quelli di flagelli e ciglia.

Parecchi protozoi vivono fissati a corpi grazie a lunghi pedunculi contrattili formati da uno o più mionemi; ad esempio il ciliato d’acqua dolce Vorticella vive attaccato alle piante per mezzo di un peduncolo lungo e sottile che viene allungato per l’alimentazione, ma che ad una minima perturbazione dell’acqua si contrae riportando la Vorticella in posizione di sicureza.

Uno dei principali vantaggi adattativi dei meccanismi basati sui mionemi è rappresentato dalla loro velocità: un mionema è in grado di accorciarsi del 30 % in circa 3ms ovvero quattro volte più velocemente di una qualsiasi fibra muscolare.



Movimento e locomozione basati su muscoli;

I muscoli sono organi contrattili che muovono parti del corpo; i muscoli non sono in grado di allungarsi attivamente, bensì solo di contrarsi.


Tipi di tessuto muscolare:

Le cellule muscolari sono dette fibre muscolari e gli zoologi riconoscono generalmente due tipi di tessuto muscolare: il tessuto muscolare striato costituito da fibre le cui proteine contrattili sono disposte in sequenze che si ripetono regolarmente creando la striatura; ed il tessuto muscolare liscio con fibre prive di striatura in quanto le unità che lo compone non sono disposte im modo ordinato.



Il tessuto muscolare striato con fibre mononucleate è diffuso in tutti gli invertebrati, ma nei vertebrati è presente soltanto nel cuore dove forma il  miocardio o muscolo cardiaco.

Organizzazione dei muscoli scheletrici dei vertebrati;

Ogni muscolo ha due o più punti d’inserzione: una o più inserzioni prossimali situate alle estremità prossimali (quelle più vicine al tronco del corpo), e un inserzione distale posta all’estremità distale e mobile.

Ogni muscolo è circondato da una guaina di connettivo detta episimio ed è diviso in fasci di fibre muscolari; ogni fascio è a sua volta avolto da una guaina di tessuto connettivo detta  perisimio che non essendo elastica impedisce al muscolo di stirarsi eccessivamente.

Osservando in microscopia a luce una fibra muscolare si possono individuare dei tratti

(bande o strie) chiari e scuri; molti anni fa i microscopisti chiamarono i tratti più scuri

dischi (o bande) A (dove A sta per anisotropo ovvero birifrangente), ed i tratti chiari bande I

(dove I sta per isotropo ossia monorifrangente).

Ogni disco I è attraversato da una stria Z stretta e scura mentre ogni disco A è attraversato da una stria H (o stria di Hensen).









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