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DIRITTO COMUNITARIO EUROPEO



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DIRITTO COMUNITARIO EUROPEO


Le fonti comunitarie europee sono di tre tipologie:

C.E.C.A comunità europea del carbone e dell’acciaio 1951 che si occupa dei due beni principali energetici

C.E.E comunità europea economica (divenuta semplicemente CE nel1992) che si occupa di promuovere uno sviluppo economico uniforme e armonioso tra tutti gli stati membri oltre che promuovere iniziative di collaborazione economica internazionale



CEEA comunità europea energia atomica attraverso il trattato euratom che definisce i termini di utilizzo di tale energia e tutela la sicurezza dei paesi

Tra le fonti di diritto primario essenziali si ricordino l’ATTO UNICO EUROPEO 1986 introdotto per regolare i cardini della costruzione comunitaria introducendo modifiche nel quadro decisionale atte a consentire un intervento normativo più rapido e introdotto in un processo di rilancio di costruzione del mercato unico europeo (dal punto di vista economico con l’istituzione di una moneta unica e dal punto di vista sociale per combattere ad esempio fenomeni in crescita di criminalità internazionale, il TRATTATO DI AMSTERDAM 1997, il TRATTATO DELL’UNIONE EUROPEA 1992 ed il TRATTATO DI NIZZA 2001 ratificato per modificare questioni decisionali in vista dell’allargamento dell’Unione europea (ad esempio ci sono modifiche per quanto riguarda la composizione delle istituzioni comunitarie come il fissare un numero massimo di parlamentari definendo il numero di seggi riservati a ciascun stato membro .

L’UNIONE EUROPEA nasce con la firma del trattato di Maastrich nel 1992 con lo scopo di inserire le comunità preesistenti in un contesto più ampio e specifico per ogni settore. Si vengono così a creare 3 settori principali che determinano la “struttura a pilastro della comunità europea”:

PILASTRO ECONOMICO rappresentato dalla CECA CEE e CEEA

PILASTRO POLITICO rappresentato dal PESC

PILASTRO DELLA GIUSTIZIA e DEGLI AFFARI INTERNI rappresentato dal GAI ed inserito attraverso il trattato di Amsterdam nel 1997

Le fonti di diritto comunitario sono di due tipi:

le fonti primarie rappresentate dai TRATTATI + gli atti equiparati (ovvero tutti i trattati modificati e gli atti di nuova adesione) . i trattati sono accordi istituzionali tra stati che vengono ratificati attraverso le leggi ordinarie in modo tale da poter diventare leggi interne agli stati europei, in questo modo diventano leggi ad effetto diretto ovvero ogni giudice civile le considera come vere e proprie leggi a tutti gli effetti. I trattati possono essere ratificati in VERTICALE (ovvero lo stato ha obblighi verso il cittadino) o in ORIZZONTALE (ovvero hanno effetto immediato e diretto verso i singoli creando obblighi e doveri di questi)

le fonti di diritto comunitario DERIVATO constano di tre organi principali quali il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA che detiene il potere legislativo, il PARLAMENTO EUROPEO che pur non avendo potere legislativo interviene nella ratificazione delle direttive e la COMMISSIONE EUROPEA che elabora il progetto delle direttive e si assicura che esse siano rispettate dagli stati.

LE FONTI DI DIRITTO DERIVATO PRINCIPALI SONO



-i REGOLAMENTI COMUNITARI che hanno portata generale ovvero trova applicazione per tutti gli stati membri della comunità europea, devono essere rispettati in tutte le loro componenti, sono direttamente applicabili e ratificabili sia in verticale che in orizzontale creando diritti e doveri immediati del singolo e dello stato (a tale proposito si parla di norme SELF EXECUTING in quanto lo Stato non può modificare le norme in esso contenute né emanarne di nuove in contrasto) Essendo i regolamenti obbligatori e direttamente applicabili inizialmente si era creato uno scontro con la sovranità giuridica di ciascun stato membro alla quale nessuno voleva rinunciare, problema risolto poi con l’affermazione di supremazia del diritto comunitario sul diritto nazionale. Lo scopo del regolamento è quello di unificare i diritti e uniformare il diritto comunitario a tutti gli stati membri

- DIRETTIVE stabiliscono agli stati i tempi entro i quali devono essere raggiunti determinati risultati lasciando però libertà di procedura dal punto di vista di forma e mezzi impiegati. Lo scopo della direttiva europea è l’armonizzazione del diritto comunitario quando non si ritiene indispensabile una uniformità ma si ritiene sufficiente raggiungere un determinato risultato uguale in tutti gli stati membri. -DIRETTIVE EUROPEE- possono essere negative, particolareggiate o che richiamano norme del trattato al fine di evitare eventuali ritardi e inadempienze dello Stato quando scade il termine per adeguarsi alla direttiva.  hanno effetto diretto ovvero devono essere considerate da subito come leggi interne allo stato interessato. Le direttive possono avere effetti sia in verticale che in orizzontale, quelle attuate invece hanno sol effetti orizzontali indiretti onde evitare incongruenze e ciò significa che non si può agire contro il singolo tramite una direttiva ma lo si può fare indirettamente dato che esse devono essere applicate e interpretate come norme interne allo stato stesso. Proprio per evitare problemi che concernono l’inadempienza di alcuni stati la corte di Giustizia si serve principalmente delle direttive che richiamano norme dei trattati già vincolanti in quanto richiamando norme di trattati che hanno effetto diretto anche se la direttiva non viene applicata entro i tempi stabiliti (direttiva non applicata) essa ha ugualmente un effetto diretto anche dopo la scadenza del termine di applicazione.

ESEMPI DI SENTENZE che mostrano l’utilità delle direttive non applicate

1)CASO RATTI 1979 la comunità europea aveva emanato una direttiva riguardo nuove regole di etichettatura dei prodotti ed il sig.Ratti vi si era adeguato nonostante l’Italia non avesse applicato tale direttiva e nonostante fosse scaduto il termine di applicazione senza che lo Stato si fosse adeguato. Lo Stato italiano procede contro il sig.Ratti per violazione delle norme interne sull’etichettatura e la corte di giustizia dà invece ragione a Ratti sulla base del principio di supremazia del diritto comunitario rispetto a quello Nazionale e sulla base della direttiva non applicata riferita però a norme vincolati di un trattato (che ha effetto immediato e diretto!)

2) CASO MARSHALL 1986 mostra come le direttive non applicate non hanno solo effetto verticale ma anche effetto orizzontale . la signora Marshall era stata licenziata da un ente pubblico per aver raggiunto i limiti di età ma rifiuta il licenziamento poiché in gran Bretagna esisteva una legge che fissava ad un età superiore il pensionamento degli uomini appellandosi alla direttiva europea che vietava discriminazioni di sesso.

3) CASO MARLEASING 1990 nel quale questa società aveva impugnato l’atto di costituzione di una società alimentare affermando la nullità dell’atto per simulazione (un contratto privo di causa secondo le leggi snole). Tale società si difende appellandosi alla direttiva europea che non prevede la simulazione nei casi di nullità dell’atto costitutivo: i giudici danno ragione alla società alimentare poiché nonostante la direttiva non fosse stata applicata essa ha una supremazia rispetto all’ordinamento interno snolo.



4) Caso BERNALDEZ 1996 questo signore aveva sottoscritto un contratto assicurativo nel quale si prevedeva come clausola il mancato risarcimento in caso di incidente in stato di ebbrezza del conducente. Dopo un incidente avvenuto in simili condizioni il sing. Bernaldez si appella alla direttiva europea secondo cui le comnie assicurative devono risarcire danni provocati a terzi in ogni caso, anche se il conducente era alla guida in stato di ebbrezza.

5) CASO FRANCOVIC 1980 una direttiva sancisce l’istituzione di un fondo di credito per i lavoratori dipendenti , il sig. Francovic richiede il risarcimento previsto dal fondo dopo essere stato licenziato ma lo Stato non si era adeguato e non aveva creato tale fondo. La Corte di giustizia rileva che vi è stata violazione della norma comunitaria e in base al principio di supremazia della direttiva non attuata impone una condanna alle amministrazioni statali e impone il risarcimento al sig.Francovic per danno emergente e lucro cessante.

- DECISIONI sono emanate dalla commissione europea e sono rivolte al singolo stato e ad esso sono vincolate diventando efficaci con una notifica diretta all’interessato

- RACCOMANDAZIONI & PARERI (“soft law”) dirette al singolo stato non sono vincolanti ma servono essenzialmente per chiarire questioni in merito ad eventuali confusioni normative interne oppure per sollecitare a tenere un determinato comportamento.i Pareri, non vincolanti, contengono invece un suggerimento o un punto di vista riguardo una determinata questione.  

La questione che si pone è come conciliare la sovranità di ciascun singolo stato con la comunità europea poiché ad esempio i regolamenti hanno l’effetto immediato di una legge interna e sono considerati fonti di diritto primario possono essere abolite (secondo il criterio cronologico) dalla corte costituzionale del singolo stato: per evitare queste incongruenze si è stabilito il principio di SUPREMAZIA DEL REGOLAMENTO rispetto alle leggi dello stato.

Nel 1984 la corte costituzionale italiana ha di fatto riconosciuto che le normative europee abbiano effetto diretto e per tale motivo il giudice nazionale deve applicarle anche in caso di contrasto con le leggi interne allo stato, in caso di dubbio interpretativo può rivolgersi alla corte di giustizia europea. Un esempio di tutto ciò è dato dall’articolo 11 della costituzione italiana secondo cui “l’Italia è un paese che ripudia la guerra però promuove e favorisce iniziative internazionali atte a ristabilire concordia ed evitare scontri tra le nazioni” e secondo cui in pratica l’Italia riconosce la supremazia di un organo sopranazionale atto a determinati scopi. Si potevano creare delle anomalie per questo il concetto di potestà legislativa è stato tradotto in una modifica dell’articolo 117 “la potestà legislativa è esercitata da stato e regioni nel rispetto della costituzione e dei vincoli e degli obblighi internazionali. “


CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA rappresenta una sorte di COSTITUZIONE EUROPEA (fonte di diritto primario) in cui si elencano i diritti ed i doveri dei cittadini degli stati membri dell’Unione e si basa su quelli che vengono definiti come i sei principi fondamentali: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà , giustizia e cittadinanza.

LE FONTI DI DIRITTO DEL SECONDO e del TERZO PILASTRO sono le decisioni o le strategie comuni.








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