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Guido pellegrini - LA CONTABILITA' NAZIONALE - insieme di operatori

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Guido pellegrini


LA CONTABILITA' NAZIONALE


(oltre che GT (appendice) e CdI, consiglio anche la lettura di Elementi di contabilità nazionale, di M. Di Palma e P. Dassori, in Statistica Economica,G. Marbach, UTET, 1991)


Il problema di oggi è di misurare l'attività economica di un paese. Questo è possibile con la contabilità nazionale, che è un sistema di informazioni statistiche che descrive in termini quantitativi e sotto forma contabile l'attività economica e finanziaria di uno stato (o una sua ripartizione).




La contabilità nazionale definisce il sistema economico come un insieme di operatori (imprese, famiglie e istituzioni) che interagiscono per lo svolgimento di alcune funzioni fondamentali (produrre, consumare, accumulare, redistribuire), e la cui realizzazione genera un complesso di flussi economici e finanziari, che modificano le consistenze patrimoniali (stock) degli stessi operatori.


L'insieme dei flussi può essere rappresentato schematicamente come un circuito economico che congiunge i due soggetti principali: produttori e utilizzatori. Il circuito ha due canali: reale e finanziario.


Questa è una rappresentazione semplificata, che non tiene conto ad esempio della pubblica amministrazione o degli scambi con il resto del mondo.

STOCK E FLUSSI



Le singole azioni con cui gli agenti economici (imprese, famiglie, istituzioni) creano, modificano o distruggono valore economico si chiamano operazioni.


Le operazioni sono flussi: sono eventi di modifica del valore che si registrano in un determinato periodo di tempo (anno, trimestre ecc.). Esse possono essere: operazioni sui prodotti, operazioni di distribuzione e redistribuzione del reddito, operazioni finanziarie.


Lo stock è il valore di un determinato bene in un preciso istante di tempo: deve fornire nel futuro dei benefici al possessore, su di esso deve essere possibile esercitare un diritto di proprietà


Esempio: il valore dell'insieme delle macchine alla fine del 1998 è uno stock. Fornisce un beneficio (servizio di trasporto) nel futuro. La produzione di macchine dal 1997 al 1998 è un flusso, che ha modificato lo stock di macchine.


Esempio: l'insieme dei bovini è uno stock. La produzione di latte è un flusso.





STORIA DELLA CONTABILITA' NAZIONALE


I primi tentativi di costruire un sistema di informazioni coerenti che rilevasse l'attività economica dello stato si sono realizzati compiutamente negli anni 50.


Due schemi fondamentali, sviluppati dalle Nazioni Unite:

SNA (System of National Accounts) per i paesi a economia di mercato, nel 1953

SPM (Sistema del Prodotto Materiale), per i paesi a economia collettivista. (La differenza fondamentale è nel concetto di produzione: nel SPM non sono considerati i servizi 'personali'.)


Versione europea del SNA: SEC (dal 1970 nei paesi europei, applicato in Italia dal 1974)


I sistemi di contabilità nazionale vengono posti a revisione con cadenza di 10-l5 anni. Recentemente è stato pubblicato lo SNA93 e il SEC95, che è diventato un Regolamento (legge) della Unione Europea.

IL SEC


La contabilità italiana si basa sul SEC, portando alla pubblicazione annuale dei conti economici italiani (su base semplificata anche trimestrale)


Lo schema SEC è sia un sistema contabile basato sul metodo della partita doppia (ogni posta è registrata in uscita per l'operatore che la origina e in entrata per quello che la riceve) ma anche un insieme dettagliato e coerente di conti che copre l'insieme dell'attività economica di un paese.


Esso rappresenta l'applicazione di teorie economiche che riguardano:

gli schemi macroeconomici (Keynes e Stone)

gli schemi settoriali (Walras, Quesnay, Leontief)

gli schemi finanziari (Copeland)


ogni sistema di misurazione deve definire il proprio ambito. I concetti fondamentali su cui poggia il SEC riguardano:


delimitazione dell'economia nazionale

individuazione degli operatori

classificazione delle operazioni

definizione degli aggregati da misurare.

La delimitazione dell'economia nazionale


I confini dell'economia nazionale del SEC sono quelli del territorio economico del paese, che coincide con il territorio politico-amministrativo tranne alcune eccezioni. Vanno inclusi infatti:

i giacimenti in acque internazionali sfruttati da residenti

le sedi di ambasciata, consolati e basi militari riconosciute come zone franche

le acque territoriali, lo spazio aereo, le zone franche doganali

le navi, gli aerei e le piattaforme galleggianti di unità residenti


Residenti sono quelle unità che nel territorio economico del paese hanno il centro del loro interesse. La condizione è che svolgano operazioni sul territorio nazionale per almeno un anno. I non residenti vengono compresi nell'aggregato Resto del Mondo. Notare: i turisti non sono residenti.

Individuazione degli operatori


Nel SEC gli operatori vengono divisi secondo due classificazioni: una economico-finanziaria (settori istituzionali), una tecnico-economica (branche)


Settori istituzionali


Classifica gli operatori sulla base del loro ruolo nell'attività economica.

L'unità istituzionale è un'unità residente che presenta una contabilità completa e gode di autonomia di decisione.

La contabilità è completa se l'unità redige documenti contabili e un bilancio delle sue attività e passività finanziarie nel corso del periodo di riferimento.

E' autonoma se decide della destinazione delle proprie risorse


Non tutte le unità presentano entrambe le caratteristiche: abbiamo quindi alcune soluzioni convenzionali.

Es. le famiglie non redigono contabilità ma sono autonome, e per convenzione, sono unità istituzionali

Es. si assume per convenzione che le quasi-società (imprese individuali, imprese pubbliche prive di autonomia giuridica, società di persone) hanno autonomia decisionale distinta da quella dei rispettivi proprietari


(Descrizione tabella classificazione)

Branche


Problema: la classificazione per operatori istituzionali non permette però di analizzare il processo di produzione, che è interno agli operatori


Allora: gli operatori, divisi in unità operative di tipo funzionale (es. stabilimento, negozio, ufficio) vengono classificati per unità di produzione omogenea.


L'unità di produzione omogenea è caratterizzata dallo svolgimento di un'unica attività produttiva e possiede quindi una struttura dei costi, un processo di produzione e un output omogeneo.


I raggruppamenti di unità di produzione omogenea si chiamano branche. Es. agricoltura, industria, servizi sono branche. Nel sistema SEC le branche vengono classificate secondo la classificazione NACE-CLIO (nomenclatura delle attività economiche della Comunità europea - classificazione input-output) che servirà a costruire le tavole delle interdipendenze settoriali. Una ulteriore specificazione del sistema di classificazione delle branche in Italia si chiama ATECO91 e verrà presentato in seguito.


In generale, le branche vengono divise in:

branche produttrici di beni e servizi destinabili alla vendita

branche produttrici di servizi non destinabili alla vendita, divise in amministrazioni pubbliche, istituzioni sociali private senza scopo di lucro e dei servizi domestici.



OPERAZIONI E AGGREGATI


I criteri di classificazione delle operazioni sono unici, sia se i soggetti sono unità istituzionali o branche


Le operazioni riguardano:

operazioni su beni e servizi, che descrivono le funzioni direttamente connesse alla produzione e alle successive fasi di scambio e impiego di beni e servizi

operazioni di distribuzione e redistribuzione del reddito ai fattori produttivi (sotto forma di salari, imposte ecc.)

operazioni finanziarie, che determinano una variazione nei debiti e nei crediti dei settori istituzionali. Provocano flussi monetari o finanziari attraverso i quali il risparmio si muove tra i settori dell'economia. Sono classificate in base agli strumenti finanziari che formano oggetto di transazione.


Siccome tutte le operazioni hanno un impatto notevole sugli aggregati fondamentali del paese (es. il PIL), il SEC ne fornisce una descrizione molto dettagliata.


(descrivere tavola operazioni)





PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI


E' il risultato dell'attività economica delle unità residenti consistente nel produrre beni e servizi nel corso di un periodo determinato (SEC).


La produzione comprende:

la produzione di beni, considerati per convenzione tutti destinabili alla vendita. Comprende anche i beni autoconsumati o reimpiegati nel processo produttivo, i beni di investimento prodotti per uso proprio e i beni ceduti ai dipendenti quale retribuzione in natura. Comprende anche l'attività 'sommersa', ovvero quella per cui non sono rispettati gli obblighi fiscali o contributivi. Potrebbe comprendere anche l'attività 'illegale' ma non è misurata in Europa (solo il contrabbando di sigarette).

la produzione di servizi destinabili alla vendita (da unità i cui redditi vengono per il 50 per cento almeno dalla vendita di servizi)

i servizi bancari inputati (che non hanno un prezzo diretto)

produzione di servizi non destinabili alla vendita di amministrazione pubbliche, istituzioni private senza scopo di lucro, di collaboratori familiari dipendenti (sono esclusi i servizi prodotti da membri della famiglia)


Esistono diversi criteri di misurare la produzione, che dipendono dal trattamento dei diversi tipi di beni utilizzati nel processo produttivo.

I principali sono:

produzione totale, data dall'insieme di tutti i beni e servizi prodotti dall'impresa

produzione vendibile, pari alla produzione totale meno i reimpieghi interni, ovvero i beni prodotti dall'impresa per essere riutilizzati nel circuito produttivo. Es. impresa meccanica che fabbrica bulloni, che in parte sono utilizzati dall'impresa stessa. E' quindi il complesso dei beni destinati a essere posti sul mercato. Questa può essere valutata al costo dei fattori (ovvero pari al costo dei beni intermedi più di quanto viene redistribuito ai fattori, e comprensivo delle imposte dirette) o ai prezzi di mercato, comprensivo di imposte indirette, contributi alla produzione e margini commerciali e di trasporto.

valore aggiunto (lordo) o prodotto lordo. È dato sottraendo dalla produzione vendibile il valore dei beni e servizi intermedi acquistati da altre imprese e impiegati nel processo produttivo.

Valore aggiunto netto o prodotto netto, dato dal valore aggiunto lordo a cui viene sottratto il deprezzamento dei capitali fissi utilizzati per il processo produttivo (ammortamenti).


Il valore aggiunto misura la capacità dell'impresa di 'aggiungere valore' ai beni e servizi acquistati nel corso del processo produttivo. La somma del valore aggiunto di tutte le unità operative di un paese determina quindi il Prodotto interno lordo (pil), che è una misura del prodotto finale realizzato in un'economia con la creazione di nuove risorse. La semplice somma della produzione totale o della produzione vendibile porterebbe infatti a delle duplicazioni, per cui il prodotto totale dipenderebbe da quanto è 'spezzettato' il processo produttivo (ovvero dalla sua integrazione verticale).



Tre osservazioni:

il prodotto netto sarebbe più indicato a misurare il livello di attività produttiva del paese, perché tiene conto anche del logorio del capitale fisico e del suo invecchiamento. Viene però poco usato perché è difficile misurare con esattezza questo logorio (gli ammortamenti corrispondono spesso a criteri contabili o fiscali).


Il PIL calcolato come somma del valore aggiunto viene valutato al costo dei fattori. La sottrazione dei servizi bancari imputati (per il calcolo del valore aggiunto) avviene a livello aggregato e non disaggregato, perché non esistono informazioni sufficienti


Il prodotto nazionale lordo è dato dal prodotto interno lordo a cui si aggiunge il saldo dei redditi netti dall'estero, ovvero di redditi di fattori residenti ma prodotti all'estero (es. rimesse emigrati ecc.)


Consumi finali


Beni e servizi utilizzati per soddisfare i bisogni della collettività

Sono interni (spese dei residenti e non residenti sul territorio nazionale) o nazionali (dei residenti anche se temporaneamente all'estero)

Sono individuali se consumati dai singoli soggetti. Consumi individuali sono anche gli autoconsumi, i redditi in natura, i fitti urativi delle abitazioni. I consumi sono collettivi se prodotti dalla PA. Tutti i servizi della Pubblica Amministrazione sono consumi collettivi (finali) anche se in parte dovrebbero essere considerati come consumi intermedi delle imprese. Questo crea una duplicazione nel PIL.

Tutti i consumi vengono registrati al momento dell'acquisto, anche se vengono consumati successivamente

Problema dei beni di consumo durevole.

Investimenti lordi


Gli investimenti costituiscono i beni acquisiti nell'anno che sono destinati a generare reddito per periodi successivi

Gli investimenti netti accrescono lo stock di capitale fisico dell'economia

Sono formati da due aggregati: investimenti fissi lordi e variazione delle scorte


Investimenti fissi lordi: riguardano beni durevoli e riproducibili a produttività differita. Non considerano i beni improduttivi, come le spese militari, che sono inseriti nella pubblica amministrazione. Non considerano i beni immateriali, come i brevetti. Non considerano terreni e giacimenti. Comprendono invece le variazioni dello stock di animali con destinazione economica. Comprendono anche i servizi incorporati negli investimenti, come le spese commerciali o di trasporto.


Variazione delle scorte: aumento netto del capitale circolante dell'impresa.


Redditi da lavoro dipendente


Costo sostenuto dagli imprenditori per la remunerazione del fattore capitale, mediante versamenti in denaro o in natura.


Il costo del lavoro comprende le retribuzioni lorde e i contributi sociali effettivi e urativi a carico del datore di lavoro (contribuzione differita)


Le retribuzioni lorde (al lordo delle imposte dirette trattenute alla fonte e dei contributi sociali a carico del datore di lavoro) comprendono tutti gli emolumenti, escluse le spese per trasferta, sport e ricreazione.

Il sistema SEC è un sistema dei conti integrato: questo significa che vengono utilizzate definizioni e convenzioni contabili omogenee per misurare i diversi stadi del circuito economico


Lo schema SEC è contabilmente basato sul metodo della partita doppia (ogni posta è registrata in uscita per l'operatore che la origina e in entrata per quello che la riceve). Ciascun conto registra quindi operazioni in entrata e in uscita, che si bilanciano dando origine a un saldo contabile che viene riportato nel conto successivo, assicurando la coerenza e il concatenamento dei conti.


Per ogni conto il SEC definisce le seguenti regole:

tutte le operazioni sono registrate in entrata e in uscita per lo stesso importo;

le operazioni vengono registrate nel momento in cui si verificano, indipendentemente dai tempi e dalle modalità di amento delle prestazioni sottese;

le operazioni sono attribuite ai soggetti che effettivamente le realizzano (eccezioni: contributi sociali, spese sanitarie)

le operazioni sono registrate al lordo, ovvero senza tenere conto di eventuali compensazioni.

I conti possono essere attribuiti all'economia nazionale, alle branche, ai settori istituzionali. Il SEC si basa su 7 conti:


Conto Saldo

Di equilibrio dei beni e servizi Nessuno

Della produzione    Valore aggiunto (pil)

Della distribuzione del val. agg. Risultato di gestione

Del reddito Reddito disponibile

Di utilizzazione del reddito Risparmio

Della formazione di capitale   Accreditamento o indeb.

Finanziario    Saldo attività/passività finanz.




Nota:

non tutti i conti sono riferibili ai settori istituzionali e alle branche, mentre invece sono tutti costruibili per l'intera economia nazionale. In particolare:

il conto di equilibrio dei beni e servizi è in genere costruito solo per l'economia nazionale. Viene costruito a livello di branca nel caso della tavola delle interdipendenze settoriali.

i primi tre conti sono riferiti in genere alle branche

gli altri ai settori istituzionali

per il settore istituzionale 'resto del mondo' il SEC prevede tre solo conti: 'il conto delle operazioni correnti', il conto della formazione di capitale', 'il conto finanziario'.


(rapporto conti e fase del circuito economico: tab. CdI p.69)
Conto di equilibrio dei beni e servizi


X + M + Inn = V + C + If + Is + E


X    = produzione totale (costo fattori)

M   = importazioni di beni e servizi

Inn  = imposte indirette nette

V    = consumi intermedi

C    = consumi finali

If    = investimenti fissi lordi

Is    = variazione delle scorte

E    = esportazione di beni e servizi


E' un conto in equilibrio per definizione, nel quale le risorse disponibili (produzione e importazioni) sono confrontate con gli impieghi (consumi intermedi e finiali, investimenti, esportazioni).


E' calcolato ai prezzi di mercato. Questo è il motivo per cui alla produzione (calcolata al costo dei fattori) vengono aggiunte le imposte indirette nette.

Conto della produzione


Y + V = X + Inn


Y    = PIL (prodotto interno lordo) ai prezzi di mercato



Questo conto confronta la produzione con l'ammontare dei costi necessari per ottenerla.


La differenza tra produzione e costi intermedi produce per branca il valore aggiunto, pari alla remunerazione dei fattori produttivi (capitale, lavoro, impresa). La somma dei valori aggiunti per branca produce il pil ovvero il risultato finale dell'attività produttiva, l'aumento di ricchezza prodotto.


Nello schema contabile italiano questi due conti vengono sommati ottenendo il conto economico delle risorse e degli impieghi:


Conto economico delle risorse e degli impieghi


Y + M = C + If + Is + E


Questo conto ha tre pregi:

elimina produzione e consumi intermedi

mostra che il PIL è pari alla domanda finale interna e estera

viene usato dall'Istat per calcolare rapidamente il PIL senza avere informazioni dettagliate sulla produzione e i consumi intermedi

Conto della distribuzione del valore aggiunto


Y + Cp = RLD + Id + RLG


Cp  = contributi alla produzione

RLD=    redditi interni da lavoro dipendente

Id    = imposte dirette

RLG=    risultato lordo di gestione


Questo conto registra la distribuzione funzionale o primaria del reddito, ovvero mostra come il valore aggiunto viene ripartito tra i fattori di produzione - lavoro, capitale, impresa- sotto forma rispettivamente di salari e stipendi; interessi, rendite e dividendi; profitti.


In realtà, la mancanza di dati e la difficoltà di distinguere i tipi di reddito che si riferiscono a un'unica persona (es. artigiani, commercianti, liberi professionisti), determina che sottraendo dal PIL i redditi da lavoro dipendente (conosciuti) si calcola a saldo il risultato lordo di gestione, che comprende la remunerazione degli altri fattori.


Nota: il Pil può essere quindi calcolato in 3 modi differenti:

come somma delle produzioni meno i consumi intermedi (lato produzione)

come somma della domanda finale (lato domanda)

come somma della remunerazione dei fattori (lato fattori)




Conto del reddito


RLD + RLG + Ii + RLDdrm + RLGdrm + Tdrm =

Yd + RLDarm + RLGarm + Cp + Tarm


Yd     = reddito nazionale lordo disponibile

Ii   = Imposte indirette

RLDdrm= redditi da lavoro dipendente dal resto del mondo

RLDarm= redditi da lavoro dipendente al resto del mondo

RLGdrm= redditi da capitale e impresa dal resto del mondo

RLGarm= redditi da capitale e impresa al resto del mondo

Tdrm= trasferimenti correnti dal resto del mondo

Tarm= trasferimenti correnti al resto del mondo


In questo conto ogni settore istituzionale, autonomo nelle decisioni sull'allocazione del proprio reddito da attività, decide di redistribuirlo (distribuzione secondaria) in modo volontario o coatto. Tra le entrate vi sono quindi i redditi ricevuti, da altri operatori e dal resto del mondo; tra le uscite trasferimenti di reddito da lavoro dipendente, interessi, dividendi, trasferimenti unilaterali. Il saldo è il reddito disponibile per consumi o risparmio.

A livello aggregato, i flussi tra operatori residenti scompaiono e rimangono solo i flussi con il resto del mondo (e la pubblica amministrazione)

E' importante notare che questo è un conto nazionale, che riguarda quindi gli operatori residenti indipendente-mente da dove hanno prestato la loro opera. A livello nazionale abbiamo quindi come saldo il reddito nazionale lordo disponibile, che misura l'ammontare delle risorse correnti che gli operatori residenti possiedono per usi finali.

Conto della utilizzazione del reddito



Yd = C *+ S


S = risparmio nazionale lordo

C* = consumi finali nazionali


Anche in questo caso il riferimento è agli operatori nazionali. I consumi qui considerati sono quelli nazionali, al netto del saldo con i consumi dei non residenti in Italia e dei residenti all'estero. Il saldo è il risparmio nazionale, che entra nel conto della formazione di capitale. (tabella p.88)

Conto della formazione del capitale


S + Tke = If + Is + Tku + An+ B


Tke = trasferimenti in conto capitale dal resto del mondo

Tku = trasferimenti in conto capitale al resto del mondo

An = acquisti netti di terreni o di beni immateriali

B = accreditamento (+) o indebitamento (-) del paese con il resto del mondo


Il saldo del conto misura la capacità del paese di finanziare gli investimenti con il proprio risparmio


Un saldo positivo significa che la capacità di risparmio del paese supera le capacità di investimento proprie e che quindi si riversa all'estero, sotto forma di impieghi nel resto del mondo. Viceversa un saldo negativo indica una necessità di finanziamento degli investimenti con debiti contratti all'estero.


Come fonti di finanziamento, al risparmio nazionale si sommano i trasferimenti in conto capitale dal resto del mondo e anche le operazioni di vendita di terreni e beni immateriali, che rientrano nella distribuzione del patrimonio.



Il conto finanziario


Registra le modificazioni delle attività e passività finanziarie detenute dagli operatori istituzionali e dalla nazione. La variazione delle attività finanziarie nette riflette l'indebitamento o l'accreditamento del paese (perché quelle interne nel paese si consolidano tra di loro):


Ofa + B = Ofp


Ofa = operazioni finanziarie attive

Ofp =    operazione finanziarie passive


Il problema che il saldo delle attività finanziarie in genere non coincide con quello calcolato nel conto della formazione del capitale, a causa delle diverse fonti statistiche utilizzate. Per questo si ricorre a una posta di rettifica detta 'errori e omissioni'.

LA VALUTAZIONE DEGLI AGGREGATI


La valutazione della produzione e del valore aggiunto.


Quest'ultimo a livello settoriale viene calcolato sottraendo dalla produzione i consumi intermedi.


Vengono usate fonti diverse a seconda dei settori. In sintesi:

le indagini presso le imprese per i settori industriali, commerciali, dei trasporti, comunicazioni e altri servizi.

statistiche della Banca d'Italia e dell'associazione delle imprese assicuratrici, per i settori del credito e delle assicurazioni.

I bilanci delle Amministrazioni pubbliche e altre istituzioni sociali senza scopo di lucro per il settore dei servizi non destinabili alla vendita


L'indagine principale per il calcolo del valore aggiunto è 'l'indagine sui sistema dei conti delle imprese' (SCI). Annuale, si riferisce alle imprese con più di 20 addetti. Vengono rilevati i dati di conto economico, di stato patrimoniale e gli addetti suddivisi per l'attività principale e attività secondaria. Viene anche data una suddivisione degli addetti per stabilimento.


Per le imprese con meno di 20 addetti esiste un'indagine campionaria, con un questionario semplificato che permette però di calcolare il valore aggiunto.


Per il settore agricolo vengono utilizzati metodi indiretti, moltiplicando le superfici poste a coltura per il rendimento medio per ettaro.


I fitti urativi vengono calcolati sulla base dell'indagine sui consumi delle famiglie


Per calcolare il valore aggiunto a prezzi costanti viene adoperato il metodo della doppia deflazione.


(tavola e ura sul peso dei diversi settori cdi p. 62 e 65)



I consumi delle famiglie


I consumi si dividono in :

non durevoli (consumati interamente dopo l'acquisto, come i generi alimentari)

semidurevoli (consumati entro un anno, come i vestiti)

durevoli (pluriennali, come gli elettrodomestici)


I consumi vengono stimati con tre metodi:

il metodo della disponibilità (per circa il 40% della spesa) dove consumi=fatturato+importazioni-esportazioni (specie vestiario, calzature ecc.). Le fonti sono l'indagine sulla produzione industriale el'interscambio con l'estero.

metodo diretto: indagine ISTAT sui consumi delle famiglie (25 per cento dei consumi). Campionaria, su un campione stratificato di 30.000 famiglie, che garantisce significatività a livello annuale. Utilizzata specie per consumi sanitari, igiene, affitti, sanità.

Metodo dell'offerta. Alcuni consumi sono dedotti dai bilanci della PA.

Per il turismo esiste un'indagine speciale sui consumi turistici.




(commento tavola p.96 dei cdi)

Gli investimenti


Gli investimenti possono essere calcolati per branca produttrice e per branca utilizzatrice.


Anche per il calcolo degli investimenti si usano diversi metodi:

metodo della disponibilità (macchinari e attrezzature)

metodo delle vendite: immatricolazioni (automobili), bilanci (treni, navi)

indagine: costruzioni (indagine sulla produzione edilizia, manutenzioni, sci)

scorte: indagine sci


Importazioni e esportazioni


Prima del 1992 venivano rilevate con le dichiarazioni doganali; dopo le bollette doganali rilevano per gli scambi extra UE, mentre per quelli interni UE vengono rilevate tramite le dichiarazioni IVA


Le esportazioni sono espresse Fob (free on board), cioè franco frontiera del paese esportatore, che comprende le spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera del paese esportatore.


Le importazioni sono espresse Cif (costs, insurance and freight), che comprende le spese di trasporto e assicurazione fino alla frontiera del paese importatore.

(commento tavole p. 107 - 111 cdi)

Redditi da lavoro dipendente


Vengono prevalentemente stimati in due fasi:

prima si stima l'occupazione per branca e per dimensione d'impresa

sulla base delle indagini si stima una retribuzione media unitaria che poi viene moltiplicata per gli addetti per ottenere il monte retributivo.



(nota: conti trimestrali e conti territoriali)




L'ANALISI DELLE INTERDIPENDENZE SETTORIALI


Con questa lezione iniziamo a spostarci dall'analisi macro, che riguarda il comportamento delle variabili aggregate, verso l'analisi micro, che invece fa riferimento ai comportamenti degli operatori economici (imprese, lavoratori ecc.).


L'analisi delle interdipendenze settoriali (o analisi input-output) riguarda infatti lo studio dei comportamenti di produzione e distribuzione per branca produttiva. E' quindi un'analisi disaggregata, in quanto l'economia nazionale viene analizzata per branca (o settore).


L'analisi delle interdipendenze settoriali può essere considerata sotto tre diversi punti di vista (descrizione del sistema economico, analisi, previsione):


È uno schema contabile che descrive le interdipendenze tra i vari settori dell'economia. E' in questo caso anche uno strumento per verificare la coerenza delle informazioni per branca (es. che il totale delle risorse sia uguale al totale degli usi ecc.);

È un modello di equilibrio economico generale. Sotto certe ipotesi (in particolare la costanza del rapporto tra input produttivi e output per branca), la tavola delle interdipendenze settoriali diventa una rafurazione della struttura economica, in particolare un insieme di funzioni di produzione per settore collegate tra di loro. Questo schema ha stretti collegamenti con (parte de) la teoria economica. Può quindi essere usato per valutare alcuni comportamenti economici, specialmente l'equilibrio tra risorse e impieghi, mostrando come le variazioni di un settore influenzano il resto del sistema economico.

È uno strumento per valutare gli effetti di taluni comportamenti economici e quindi per potere prevedere gli andamenti futuri dell'economia, specie a breve termine (periodo nel quale le ipotesi del modello input-output sono più realistiche).


L'analisi delle interdipendenze settoriali ha radici antiche nella teoria economica. Quesnay, un matematico francese del settecento, elaborò il Tableau Economique, ovvero una descrizione quantitativa dei flussi di reddito tra le varie classi (agricoltori, commercianti, nobili). Questo è stato quindi all'origine della tavola delle transazioni settoriali. La descrizione dell'economia come un sistema di flussi tra settori che produce un sovrappiù per settore e lo distribuisce tra salari e profitti, implicita nell'opera economica di Marx, viene esplicitata nei lavori di Piero Sraffa, un economista italiano dal pensiero originale, emigrato in Inghilterra al tempo del fascismo e poi vissuto a Cambridge.


Il padre dell'analisi input-output è sicuramente Wassilly Leontief, un economista russo vissuto negli Stati Uniti, morto recentemente, e insignito nel 1973 del premio Nobel. Il modello teorico alla base dell'analisi input-output viene anche chiamato modello di Leontief.

IL SISTEMA CONTABILE


La tavola delle interdipendenze settoriali descrive i flussi di beni e servizi tra settori produttivi e finali di un'economia. È sostanzialmente una tabella a doppia entrata, dove:

per colonna abbiamo i settori che impiegano (comprano) questi flussi;

per riga abbiamo i settori che producono (vendono) questi flussi.


Nella tavola delle interdipendenze settoriali si distinguono tre sezioni:

Sezione delle transazioni intersettoriali, relative agli scambi tra branche produttive. La branca (ripeto) è un raggruppamento di unità produttive caratterizzate da struttura dei costi, processi di produzione e prodotti omogenei.

Sezione degli impieghi finali, relativa alle colonne dei consumi, investimenti, scorte ed esportazioni. Riporta i flussi che escono dal sistema della produzione per quello dell'utilizzo finale

Sezione delle risorse primarie (o del valore aggiunto) costituita dalle righe relative al valore aggiunto e alla sua distribuzione ai fattori produttivi.


Si distingue tra tavola delle risorse interne, delle importazioni e delle risorse totali.


(descrizione tavola in GT . 121)

LA COSTRUZIONE DELLA TAVOLA


In Italia, le tavole vengono costruite generalmente nel senso delle colonne. Le fasi di costruzione sono le seguenti:

calcolo della produzione totale per branca

stima delle componenti della domanda finale per branca

stima dei consumi intermedi

stima delle altre componenti (imposte indirette, contributi ecc.)

quadratura della tavola e suo bilanciamento


Nota:

la produzione viene rilevata solitamente con metodi diretti (indagini), tranne che in agricoltura

i consumi intermedi, che richiedono un forte dettaglio, sono rilevati con metodo diretto su campioni di imprese

le voci della domanda finale devono essere spesso riclassificate con riferimento alle branche di origine


Valutazioni dei prezzi

Nella tavola i flussi intersettoriali sono calcolati in valore a prezzi ex fabrica, ovvero ai prezzi alla produzione con l'aggiunta delle imposte indirette nette. La valutazione ai prezzi di mercato include invece anche i margini commerciali e di trasporto. La valutazione ex fabrica è quindi necessaria, altrimenti le righe relative al commercio e trasporti non avrebbero significato, in quanto non sarebbe possibile separare il contributo di questi due settori alla produzione degli altri. Questo implica procedure complesse di stima dei margini commerciali e di trasporto.

Trattamento dei prodotti tecnicamente congiunti:


sono o sottoprodotti di un processo produttivo (es. i mangimi come sottoprodotti della lavorazione della barbabietola) o prodotti similari, come le scarpe di gomma prodotte dalle imprese della gomma. Sono quindi beni che vengono prodotti in una branca ma poi vengono distribuiti da un'altra branca. Non è possibile il trasferimento anche della produzione in un'altra branca perché non è possibile separare gli input (prodotti congiunti) o perché il processo produttivo è più omogeneo con la branca di partenza.


Il problema si risolve inserendo in fondo una riga di trasferimento della produzione: per branca si calcola la produzione effettiva; poi segue la riga dei trasferimenti, con segno (-) rispetto la branca che ha prodotto il bene in questione e segno (+) rispetto la branca che lo distribuisce; la somma della riga della produzione effettiva e dei trasferimenti restituisce la produzione distribuita, che poi descrive gli impieghi della produzione.


I SERVIZI BANCARI IMPUTATI


Il problema è noto: i servizi bancari sono calcolati solo rispetto al totale dell'economia, e vengono sottratti solo dalla somma del valore aggiunto per branca per ottenere il PIL. Nella tavola questo viene reso creando un settore fittizio nel quale il totale dei servizi bancari imputati entra con segno positivo nei costi intermedi (incrocio con la colonna del credito) e con segno negativo nel valore aggiunto, con produzione totale quindi nulla.



LE IDENTITA' CONTABILI NELLA TAVOLA


Per riga, la tavola descrive come la produzione delle varie branche si ripartisce tra i diversi usi: intersettoriali (alle varie branche produttive); finali (consumi ecc.).

Per colonna la tavola descrive la struttura dei costi, dividendo tra costi intermedi (intersettoriali) e valore aggiunto. La somma dei due fornisce evidentemente il valore della produzione.


La produzione di branca può quindi essere calcolata come somma per riga o per colonna. Questo viene quindi formalizzato con le seguenti identità. Sia:

P X ij   il flusso di produzione interna

I X ij    il flusso di importazione

T X ij = P X ij + I X ij il flusso totale


Si definisca inoltre


Xi. = aj X ij   la sommatoria per j dei flussi x, cioè

la somma per riga dei beni e servizi

prodotti dal settore i-esimo

X.j = ai X ij  la sommatoria per i dei flussi x, cioè

la somma per colonna dei beni e

servizi acquistati dal settore j-esimo

C = consumi

I = investimenti

G = variazione delle scorte

Z = totale domanda finale



CAPITOLO 4: L'ANALISI DELLE INTERDIPENDENZE SETTORIALI




Domanda finale interna soddisfatta dalla produzione

interna


p Z i = p C i + p I i + p G i + p E i


Domanda finale soddisfatta da beni e servizi importati


I Z i = I C i + I I i + I G i + I E i


Domanda finale totale


T Z i = T C i + T I i + T G i + T E i


Inoltre:

cf Y j = valore aggiunto al costo dei fattori

pm Yj = valore aggiunto ai prezzi di mercato

W j = salari

S j = oneri sociali

K j = altri redditi ( reddito netto d'impresa)

D j = ammortamenti

T j = imposte indirette nette ( nette contributi )



cf Y j = W j + S j + K j + D j


pm Y j = cf Y j + I j





cf X j = produzione al costo dei fattori

p X j = produzione ai prezzi depart-usine ( o ex

fabbrica)

I X j = importazioni a prezzi franco dogana

T X j = ammontare risorse disponibili = p X j + I X j






EQUAZIONE DI BILANCIO


Xi. + Zi = Xi (per riga)




EQUAZIONE DEI COSTI


t X .j + pm Y j = p X j



per la branca k:


p X k. + p Z K

P X k = T X .k + pm Y K



p X k. + p Z k = T X .k + pm Y k



IMPORTAZIONI



IX k. + I Z k = I X k



Sommando:



( p Xk. + I X k.) + ( p Z k + I Z k) = T X .k + pm Y k + I Y k



T X k. + T Z k = T X .k + pm Y k + I X k





Sommando per k:


T X .. + T Z . = T X .. + pm Y . + I X .


Equazione di equilibrio risorse-impieghi di contabilità nazionale


T Z . = pm Y . + I X .


IL MODELLO INPUT-OUTPUT


Le tavole possono essere utilizzate non solo a fini descrittivi ma anche a fini analitici.


Per questo, è necessario individuare la 'struttura' del sistema, che si ipotizza costante nel tempo. Il modello input-output proposto da Leontief ipotizza che rimangano costanti nel tempo i rapporti tra input e output. Questo significa:

assumere una tecnologia di produzione lineare (cioè proporzionale: se aumenta del 10 per cento la produzione aumenta anche del 10 per cento l'uso di prodotti intermedi)

assumere una tecnologia di produzione a coefficienti fissi, cosicché le quantità richieste si adeguano alla domanda ma non ai prezzi

assumere che i coefficienti sono la struttura costante nel tempo del sistema economico


Sotto queste ipotesi la tavola delle transazioni si trasforma in un modello economico che considera una funzione di produzione a coefficienti fissi (Leontief) per branca nonché i rapporti di interrelazione tra branche.



COEFFICIENTI TECNICI:



a ij = x ij e matrice dei coefficienti= a ij

Xj


Dove:

X j = produzione del settore j




TECNICI : in unità fisiche


DI SPESA: se in valore




Rispetto alla produzione interna e importazioni




p a ij = p x ij T p a ij

p X j



I a ij = I x ij T I a ij

p X j



Rispetto al valore aggiunto:



awj = wj T a wj

pXj




asj = sj T a s ij

p X j



Che cosa rappresentano?



p a ij = matrice dei coefficienti di fabbisogno diretto di

n*n input di produzione interna


I a ij = matrice dei coefficienti di fabbisogno diretto

n*n di importazioni


aw j = vettore riga del fabbisogno diretto di salari

1*n


Quindi (equazione di bilancio)



aj p x ij p X j + p Z i = p X i

p X j



= aj p a ij * p X j + p Z i = p X i



in termini matriciali:



p a ij p X + p Z = p X



o    p a p X + p Z = p X


Per importazioni:


a j I x ij p X j + I Z i = I X i

p X j


aj I a j p Xj + Z i = I X i


I a p X + I Z = I X


Per fattori primari


a j y a p X j = Y J


Y a p X = pm Y



MATRICE INVERSA



p a p X + p Z = p X



I - pa p X = p Z



I - pa -l T matrice inversa o matrice di


Leontief




p X = I - pa -l p Z



p A = I - pa -l




p A ij = fabbisogno diretto e indiretto

di bene i per produrre una

unità finale di j



SVILUPPO IN SERIE DELLA MATRICE INVERSA

P A = I + P A + p A 2 + p A 3 . .


converge perché :


1> a ij >= 0 T 1>= 1- aij >0


-l<-aij< 0 i j


Analogo alla successione

a0 + a1 + a2 + a3 . . . . .

che converge se 0 < a < 1 al numero


1

____________ = ( 1 - a ) -l


- a



CONDIZIONE DI RIPRODUCIBILITA'
(o condizione di Hawkins - Simon)


La matrice 1- p a ammette l'inversa se



Det I - p A




Condizione di riproducibilità



Det 1- p A >




Esempio:


1- a 11 -a12

Det I-A Det

-a21 1- a 22


se a12 = a 22 = 0



Det 1 -a 12

= 1- a 12 * a 21 > 0

-a 21 1



implica che si produce più di quanto si consuma quindi il sistema è riproducibile.



SISTEMA INPUT - OUTPUT



P a ij p X + p Z = p X



I a ij p X + I Z = I X




Y a p X = Y



p a ij = p x ij

p X j



I a ij = I x ij

p X j



Y a j = VAj

p X j




Applicazione dell'analisi input - output :


1)Determinazione dei livelli di produzione data la

domanda finale



2)Utilizzo a scopo descrittivo del sistema economico.



DETERMINAZIONE LIVELLO DI PRODUZIONE



P X = p A p Z



DETERMINAZIONE LIVELLO IMPORTAZIONI:



I X = I a p A p Z + I Z



( I X = I a p X + I Z )


DETERMINAZIONE VALORE AGGIUNTO


Y A P X = pm Y


Y a p A p Z = pm Y


In termini matriciali compatti:

Definiamo vettore delle risorse:


R= P X = p X 1

. .

I X pX n

IX1


IXn


Definiamo vettore della domanda finale rivolta

alle imprese interne e estere


Z = p Z = p Z 1

. . p Z n

I Z I Z 1

I Z n


Utilizzando le diverse equazioni avremo


p X p A . O P Z

. = . .. . . . . . ..

I a p A . I

I X . i Z




R = B Z


Trasformazione dalla domanda finale alle risorse necessarie per soddisfarla


Descrizione del sistema economico con input output:

specificità : capacità di descrivere i rapporti

intersettoriali


Integrazione ( diretta )



Gerarchia



Attivazione ( diretta + indiretta )



INTEGRAZIONE (INDICI DI CHENERY - WATANABE)


A MONTE ( tramite acquisti )


U j = p x . j

p X j


A VALLE ( tramite le vendite )



W j = p x i.

p X i








Permette di discriminare tra :



- attività di trasformazione primaria / secondaria

( manifatturiera )



attività intermedie / finali




finali intermedie

_ _

w<w w >w


manifatturiere manifatturiere

manifatturiere finali intermedie

_

u > u ( III ) ( II )


primarie primarie primarie

finali intermedie


u < u ( I )








GERARCHIA


III MANIFATTURIERE FINALI


II MANIFATTURIERE INTERMEDIE


I  PRIMARIE INTERMEDIE



TRIANGOLARIZZAZIONE



Ma esistono circolarità ( mentre nella matrice triangolare il sistema è perfettamente lineare ) allora il sistema è triangolare a blocchi


ATTIVAZIONE



A MONTE : concetto di settore chiave:

i legami con il resto dell'economia sono

massimi


p U . j = 1 a i p A ij

n

_____ _______ ______ ______

1 a i a j p A ij

n2


T capacità DIFFUSIVA



A VALLE : sensibilità della domanda finale : dato un

aumento di produzione, come viene

assorbito ?


W j = ( p A - 1 ) p Z j - p a j Z i


Indica come l'impulso si differenzia tra " usi finali " e

" usi intermedi " dello stesso bene.



Applicazione empirica

mio studio dal titolo:

Integrazione dei settori terziari e sviluppo del sistema produttivo pubblicato in:


Contributi all'analisi economica , Banca d'Italia n. 4,

Dicembre 1988


Lo scopo del lavoro è :


vedere come è cambiata la struttura produttiva dopo lo

shock petrolifero

2) vedere come è cambiato l'uso dei servizi

3) vedere quali sono le cause della crescita dei servizi









Sistema di scomposizione:

^

VA S = N A Y




D VA S = D N * A Y +


^

N * D A * Y +



N * A * D Y

















































































Altro caso:



Funzioni a elasticità di sostituzione variabile (VES)



Es.



Funzione di produzione trans-logaritmica.






Funzione flessibile, infatti se:












Misurazione fattori in FP



valori deflazionati


attenzione: valori
effettivi

( cioè corretti con grado utilizzo )



Es.



Lavoro - meglio ore lavorate rispetto a numero di

occupati (teste)

- tenere conto delle diverse qualifiche e del

grado di istruzione



Capitale - tenere conto del grado di utilizzo

- distinguere macchinari e costruzioni










Produttività



E' il rapporto tra prodotto e fattori impiegati per produrlo.



Richiede di conoscere:


prodotto

fattori

processo di produzione



Occorre distinguere tra:




Produttività: rapporto tra prodotto e input, che varia al

variare della tecnologia.



Efficienza: migliore uso delle risorse, con tecnologia data.










Distinguiamo 3 concetti:



Produttività parziale generica di un fattore.



Es. 




2) Produttività parziale specifica.

( non sull'output ma sulla quota di remunerazione )





Es.  W= monte salari




Produttività totale dei fattori: rapporto tra output e

fattori impiegati.


Es.




Produttività generica del lavoro:


Dove:


Qio= quantità prodotto i al tempo 0


Vi0= valore aggiunto per unità di prodotto i al tempo 0

(costante nel tempo)


Hi0= ore necessarie per produzione di i al tempo 0





Problema: - non spiega perché la produttività aumenta.

- inoltre occorre tenere conto degli effetti di

composizione del lavoro.












Scomposizione della crescita ( Solow )



Progresso tecnico scorporato o neutrale.



Y = A(t) F[K(+),L(+)] generica.



A(t) : effetto del progresso tecnico





Se ipotizziamo che la funzione sia:


omogenea di grado 1 con prezzi dei fattori = loro produttività marginale







E quindi, esplicitando i tassi di crescita:


cioè il tasso di crescita del progresso tecnico può essere espresso come residuo (detto residuo di Solow) del tasso di crescita del prodotto meno il tasso di crescita ponderato dei fattori




Inoltre, in termini di due fattori (ovvero in termini di produttività del lavoro):




y = A kb














Residuo di Solow.




Misurazione del capitale.(G-T, cap 8)



2 concetti base:


Misurazione dello stock di capitale (K)


metodo dell'inventario permanente


Misurazione del grado di utilizzo del capitale (U)


indagini dirette


metodo Wharton


metodo k/y


metodo Banca d'Inghilterra




Capitale effettivamente utilizzato = k*




k*= u k





Metodo di valutazione dello stock di capitale.


Inventario permanente (Goldsmith)



Il capitale è dato dalla somma degli investimenti passati.



- Bisogna tenere conto della distribuzione di capitale che

avviene durante la produzione.

( logorio, deprezzamento )


Es.


il capitale dura 6 anni.

(dopo 6 anni viene completamente tolto della produzione).

- il capitale si logora ogni anno in misura costante.

( ovvero 1/6 ogni anno)







In genere, se:


k è il numero di periodi cui dura il capitale.


la quota di ritiro è costante.




Ma esistono diversi metodi e differenti ipotesi sulle modalità di deterioramento del capitale.


In economia, si usa in genere ( nei modelli teorici semplici )

Il metodo di deprezzamento moltiplicativo costante.


Se d = tasso di deprezzamento in %




Cosi che



Per semplicità (1-d d

Anche per n grande.








Problema: anche i beni capitali molto lontani hanno un peso maggiore di zero ( anche se vicino a zero).


Cioè  dn It-n > 0 ( anche per n grande )


Allora spesso si assume


dn It-n = 0


oppure si assume un periodo i definito








Il tasso di deprezzamento e quindi la durata di vita dei beni cambia al variare dei beni.



In genere:


costruzioni 35-80 anni

macchinari 15-20 anni

mezzi di trasporto 6-l0 anni




Problema dello "scrapping":


in fase di cambiamento, parte dei prezzi l' obsolescenza economica può essere più elevata





Obsolescenza tecnologica variabile in periodi







Procedura metodo inventario permanente:





Classificazione spesa capitale per classi omogenee.



2) Valutazione della serie storica della spesa per beni

d' investimento nella classe.



Deflazione della serie per ottenerla a prezzi costanti.



Per ogni "vintage" si valuta il deprezzamento.

Se il deprezzamento è a quota costante, si può calcolare

sulle serie aggregate.



Calcolo capitale netto per classe.



Aggregazione.








Calcolo grado di utilizzo:




grado di utilizzazione degli impianti produttivi

disponibili.




2 concetti:



Capacità produttiva tecnica = l' ammontare di produzione

che può essere raggiunto

utilizzando il macchinario

al suo massimo (problemi:

il livello desiderabile di

sfrutto).



Capacità produttiva economica = l' ammontare di produ-

zione raggiungibile e

economicamente profit-

tabile (perché: costi

marginali cresciuti).







Indice di capacità (o grado di utilizzo):




A)  


Tecnico:




B) Economico:




E



perché:


capacità tecnica capacità economica.





Rimodulando:




E

Inoltre:



Es.: Y*=f(KT o KE) prodotto potenziale


Y=f(K) prodotto effettivo



Metodo della Wharton School:



ipotesi:



la capacità produttiva è massima nei

picchi produttivi;


il grado di utilizzo varia in misura lineare

tra i picchi.



Si adopera serie di indice di produzione industriale:

destagionalizzate e trimestralizzate.









E' una capacità "economica"


La determinazione dei punti di massimo

è arbitraria


La serie cambia con l' aggiunta di nuove osservazioni



Es.:




Cambia molto negli ultimi periodi specie

in una fase di crecsita












Indagini dirette presso le imprese:




In Italia:


indagine Isco (ora ISAE) trimestrale

qualitativa e quantitativa:

"tenuto conto dell' evoluzione della

domanda, la capacità produttiva è più

che sufficiente, sufficiente o insufficiente?"



tendenzialmente concetto tecnico => Wharton

(più facile per l' imprenditore da definire)



ma comunque non definito











Metodo rapporto K/Y



Idea: il capitale è il fattore che limita la produzione




calcolare



2) scegliere mz<mi i z




applicare mz (cioè il rapporto che indica il maggior

potenziale dato il capitale) agli altri rapporti, cioè:



mz = massimo utilizzo







Problema:


K/Y dipende da vari fattori, ad esempio:



e dipende dal rapporto L/K e A (progresso tecnico)




Se A aumenta nel tempo si stima:




(trend lineare) e si depurano gli mi della

componente tendenziale.









Metodo Banca d' Inghilterra



stimare funzione di produzione:


Y=f(K, . )


calcolare differenza:


Y-Y*=max

(valore effettivo - valore teorico)


qui massima utilizzazione del capitale


si applica questo rapporto a tutta la curva

della funzione:







MISURAZIONE DEL FATTORE LAVORO


Definizioni:



Popolazione = forze lavoro ( FL) + non forze lavoro


FL = occupati + persone in cerca di occupazione


NFL = persone in età non lavorativa ( < 15 anni ) +

non occupati e non in cerca di lavoro : casalinghe,

studenti, pensionati, inabili, in servizio di leva e

altri non in cerca.



OCCUPATI : chi


età > = 15

dichiara di possedere un'occupazione ( anche se nella settimana di riferimento non ha lavorato )

dichiara che, pur non avendo un'occupazione, ha lavorato almeno un'ora nella settimana di riferimento


T occupati:


occupati dichiarati

altri con attività lavorativa




PERSONE IN CERCA DI OCCUPAZIONE:


età >= 15 anni

non si dichiarano occupati

sono disponibili ( entro 2 settimane ) a cercare lavoro


In particolare si dividono in:


disoccupati ( in senso proprio ) : chi ha perduto un'occu-

pazione

persone in cerca di prima occupazione : chi non ha lavorato precedentemente

altri in cerca di lavoro: chi pur essendo in condizioni lavorative ( o dichiarano di non cercare lavoro ) ma compiuto ( nei precedenti 2 mesi ) atti di ricerca


DEFINIZIONI COLLEGATE

( MA MENO STANDARD )


popolazione attiva : popolazione con più di 14 anni


popolazione in condizione professionale :

occupati + disoccupati ( in s.s.)


offerta di lavoro = potenziale di lavoro disponibile =

popolazione in età economicamente produttiva ( 15 - 65

uomini e 15 - 60 donne )

tutta la popolazione , attiva e non attiva


popolazione in età lavorativa ( 15- 65 )



Una persona può svolgere più lavori ( occupando più posizioni lavorative ).



L' occupazione può essere misurata in :


per teste ( n° occupati )

per unità di lavoro ( equivalente a una posizione lavorativa a tempo pieno )


T valutazione in termini di volume di lavoro utilizzata in

contabilità nazionale



RILEVAZIONE DELLE FL :

INDAGINE ISTAT :


trimestrale ( gennaio, aprile, luglio, ottobre )

campionaria

sulle famiglie residenti ( anche se temporaneamente emigrati )

esclude i membri permanenti delle convivenze ( caserme,

monasteri, . . )






campione stratificato:

primo stadio : comuni ( 1.300)

secondo stadio: famiglie anagrafiche ( 73.000)

tutti i comuni con più di 20.000 ( 450 su 8.000)

gli altri in modo casuale per strato

famiglie ruotano: tenuta per due rilevazioni e poi reintervistata per 2 rilevazioni dopo 9 mesi


T cambia 1 / 2 per trimestre



PROFESSIONE :


Genere di lavoro economicamente produttivo. La posizione nella professione distingue:


-INDIPENDENTI

imprenditori e liberi professionisti:

chi gestisce un'impresa senza lavorarci ( imprenditori ) o esercita in proprio una professione ( liberi professionisti)

lavoratori in proprio

soci di cooperative ( compenso proporzionale al lavoro prestato e alla partecipazione )

coadiuvanti ( collaboratori appartenenti a famiglie senza contratto )


-DIPENDENTI

dirigenti

direttivi e quadri

operai, impiegati, apprendisti




Altre fonti del mercato del lavoro:



Censimento della popolazione ( spesso sottostima

l'occupazione femminile T es. casalinghe

rilevazioni annuali sui conti delle imprese

INPS

Disoccupati presso le liste di disoccupazione raccolte dal ministero del lavoro




CAPITALE UMANO



Distingue la qualità dell'apporto dato da ognuno al processo produttivo. Questo perché il contributo di ognuno dipende dall'età, dall'esperienza, dalla scolarizzazione.




In genere si misura il capitale umano intangibile ( somma delle spese per aumentare la capacità di reddito, oppure direttamente i diversi salari) rispetto a quello tangibile

( spesa per allevare i singoli individui )







INDICATORI DI INTERESSE NEL MERCATO DEL LAVORO:



tasso (generico ) di attività:



T a = FL

POP


Indica le persone che entrano nel mercato del lavoro rispetto al totale e dipende quindi da variabili demografiche e economiche



per depurarlo dall'influenza della composizione tra giovani e vecchi si può usare la pop. Attiva ( POP +14 )

oppure





T a +14 = FL = T a POP +14

POP +14 POP






Tassi di attività specifici:



per gruppi

per sesso ( maschile / femminile )

in questo caso si parla spesso di tasso di partecipazione maschile o femminile




questo permette di calcolarsi un tasso di attività

standardizzato dato dalla media ponderata dei tassi di attività specifici per età e sesso, i cui pesi sono quelli di una popolazione standard.




Se tassi specifici ti = FL i

POP i




T as = a q i t i







* Tasso di occupazione:


T O = OCCUPATI

POP


Il reciproco segnala quante persone " mantiene " un occupato.



* Tasso di disoccupazione:


T U = Persone in cerca di lavoro

FL


T nota : definizione internazionale; può aumentare sia l'occupazione che la disoccupazione



* Tasso di disoccupazione specifico :


T US = DISOCCUPATI

OCCUPATI PIÙ DISOCCUPATI




Rapporto tra tasso di attività e tasso di occupazione:




FL   = a + b OCC

POP POP




se b > 0 ipotesi del lavoratore scoraggiato : se non c'è domanda diminuisce l'offerta di lavoro





2) se b < 0 ipotesi del lavoratore addizionale

in una fase favorevole ( + occupazione )

c'è maggiore possibilità di non lavorare















Metodi di analisi e previsioni delle serie storiche



Quale è il problema?




Previsione degli andamenti



Distinguere il segnale dal rumore (noise)
















2 tipi di analisi delle serie storiche:





Metodi classici:


descrivono la serie






Metodi moderni o stocastici:


interpretano la serie tramite un

modello stocastico















Metodi classici:




In particolare descrivono la serie distinguendo

le componenti di segnale da quelle di noise





Metodo di scomposizione della serie




La serie viene scomposta in componenti

non osservabili















La serie è data dalla somma di componenti separabili







Modelli



Additivo


le componenti non si influenzano


Y=T+C+S+A



Moltiplicativo


le componenti sono legate da relazione

di proporzionalità


Y=T*C*S*A


e


logY=logT+logC+logS+logA



Misto


es. Y=(T*C)+S+A







Esempio:




Modello additivo



Modello moltiplicativo




Ma se il trend cresce poco, i due modelli sono simili











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