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ORAZIO - GLI EPODI, LE SATIRE, LE ODI

ORAZIO - GLI EPODI, LE SATIRE, LE ODI


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ORAZIO


Nasce l’8 dicembre a Venosa (tra Puglia e Lucania).La famiglia è di umili origini: Il padre è un liberto che ha raggiunto grazie al suo lavoro di esattore,Vuole che il lio sia educato a Roma presso i migliori maestri.

Nel 37 Fece parte con Virgilio e Vario del seguito di Mecenate,impegnato per conto di Ottaviano in una delicata missione diplomatica a Brindisi.

Negli anni successivi vive tra Roma e la villa sabina (donatagli intorno al 33 a.c. da Mecenate) difendendo la propria indipendenza di uomo e di poeta.

Dopo la morte di Virgilio,Orazio è ormai il poeta più rappresentativo della sua età: a lui viene affidata nel 17 a.c. la composizione del solenne Carmen Speculare.


Orazio scrisse

1 libro di Epodi scritto dopo il 42 e pubblicato intorno al 30

2 libri i Satire, il primo verso il 35;  il secondo intorno al 30 contemporaneamente agli Epodi.



4 libri di Odi, i primi 3 composti dopo il 30 e pubblicati nel 23; il quarto composto dopo il 17 e pubblicato verso il 14/13.

Il Carmen Speculare, commissionato per i ludi del 17

2 libri di Epistole, il primo composto dopo il 23 e pubblicato nel 20; il secondo contiene 2 soli componimenti scritti fra il 19 e il 13

L’ Epistula ad Pisones composta circa prima del 20.



GLI EPODI

La composizione degli Epodi ha inizio intorno al 42/41 (gli anni di Filippi e delle proscrizioni) e si concluse dopo la battaglia di Azio (quando il poeta è integrato nell’ambiente culturale augusteo).

Il libro pubblicato nel 30 e dedicato a Mecenate, comprende 17 componimenti.

Il titolo scelto da Orazio doveva essere quasi certamente Iambi,termine che indicava sia le forme metrike sia il genere letterario reso illustre il Grecia da Archiloco e da Ipponatte: una poesia di tono aggressivo e realistico,nella quale predominavano i sentimenti dell’ira.


Gli antiki sottolineando l’aspetto metrico dell’opera di Orazio chiamarono il libro Epodi.(letteralmente epodòs = canto aggiunto) indica il verso + corto di un distico.

In seguito i grammatici finirono x designare con “epodo” l’intero distico costituito da un verso + lungo e da uno + breve.

I distici epodici (x lo + formati da un trimetro giambico seguito da un dimetro giambico) sono composti da 16 dei 17 componimenti del libro di Orazio.


Arkiloco nel 7 secolo a.c. aveva dato origine a 1 poesia animata da:

una carica polemica piena di invettive e di attakki ad personam

di sentimenti eccessivi espressi con un linguaggio realistico


Orazio in una epistola scritta intorno al 20 afferma di aver introdotto x primo in Lazio i giambi di Arkiloco. In realtà l’ispirazione arkilokea agisce + come suggestione letteraria ke non come un’autentika forza di sovversione polemica:







ARKILOCO


Arkiloko era un aristocratico del 7° secolo coinvolto nelle vicende politike e civili di una polis,


Gli attakki di Arkiloco sono sempre ad personam, feroci,


È ispirato dall’attualità    



ORAZIO


Orazio era un letterato di umili origini inserito in un grande sistema statale ke si avviava a cancellare le ultime resistenze repubblicane e libertarie,


Gli attakki di Orazio sono diretti a ure fittizie o anonime,


È ispirato del desiderio di gareggiare con i propri modelli.




L’ispirazione prevalentemente letteraria di questi epodi tradisce il legame con la poesia giambica ellenistica e in particolare con i giambi di Callimaco a cui Orazio allude non solo nel titolo (Iambi) ma anke nel numero dei componimenti (17).


Gli Epodi ripekkiano, nei contenuti e nelle scelte formali, il canone della poikilìa.


I 17 componimenti comprendono una poesia dedicatoria in forma di carme di accomnamento:

- 1° indirizzata e Mecenate e ad Azio

- 2/3 2 skerzi, 1 rivolto a Mecenate ke lo ha costretto a magiare una cena a base di aglio

- 4/8/10/12 invettive

- 5/17 poesie di argomento magico

- 6 poesia programmata sul genere giambico

- 7/9/16 poesie di contenuto politico e civile

- 11/14/15 poesie di argomento erotico



Fra i 17 epodi il 7° e il 16° sono di contenuto politico nei quali prevale un profondo pessimismo sui destini de Roma. Orazio denuncia nell’epodo 7 la colpa originaria di Roma (il fratricidio da cui deriverebbero le guerre civili), e nel 16 profetizza la caduta di Roma x opera dei barbari ke la distruggeranno col fuoco. La soluzione davanti alle guerre civili e alla violenza politica è di natura mitico-simbolica :il poeta esorta ad abbandonare il suolo maledetto di Roma e a rivolgere le vele verso le favolose isole beate.





LE SATIRE

La satira è sorta a Roma con Ennio e codificata alla fine del secolo precedente da Lucilio.

Il libro 1° delle satire (10 in tutto) venne pubblicato nel 35;

Il secondo (comprendente otto componimenti) nel 30


Nei manoscritti a noi xvenuti,le satire di Orazio vengono designate con il termine Sermones (da sermo = conversazione alla buona, già utilizzato da Lucilio). Entrambi i libri sono dedicati a Mecenate.


Tre satire (4-l3-l0) rikiamano esplicitamente il nome di Lucilio al quale Orazio riconosce il primato nell’invenzione satirica e nel ruolo di guida.

Di Lucilio,Orazio apprezza la componente autobiografica,l’osservazione dei costumi e la piacevolezza della narrazione. Rifiuta lo spirito aggressivo (in particolare gli attakki ad personam) e lo stile, ke appare sciatto.

La tesi di Orazio è ke Lucilio,nel fondare il genere satirico,si sia ispirato alla commedia antica.

Riconosce l’aggressività come uno degli aspetti primari della satira,ma evita il ruolo di critico modificando il suo spirito critico in forme + attenuate e bonarie.

In Lucilio, ke scrive negli anni della libera repubblica, prevale la volontà di incideva sulla vita civile contemporanea, di colpire direttamente i viziosi e i corrotti del ceto dirigente romano;in Orazio invece, prevale l’approfondimento morale,attacca i vizi.


Le satire di Orazio possono essere suddivise in 2 tipologie diverse

satire di carattere narrativo e rappresentativo(centrate sul racconto di un episodio) prevalgono gli aspetti autobiografici e descrittivi.(5-7-8-9)

satire di carattere discorsivo (centrate sul momento riflessivo e argomentativo) prevalgono gli aspetti filosofici.(1-2-3-4-6-l0)


Il poeta mira a sviluppare 1 discorso di carattere morale ke sia in grado di condurre l’uomo sulla via della saggezza e della felicità.

Due concetti-cardine sono 2 :

AUTARKEIA = l’autosufficienza interiore

METRIOTES = la moderazione


La virtù non consiste negli atteggiamenti eroici e grandiosi ma nell’evitare ogni eccesso.

L’uomo è felice quando sa aparsi di ciò ke ha senza pretendere altro,l’infelicità è frutto dell’ignoranza quando gli uomini non conoscono ciò ke è giusto e non sono capaci di vivere in pace con se stessi.


Orazio è nutrito di filosofia greca e non segue 1 preciso indirizzo dottrinale.

Il concetto di metriotes è elaborato nell’ambito della scuola peripatetica,era ormai patrimonio incedibile dell’intera cultura greco-romana. Il poeta si sente + vicino alla dottrina epicurea x il concetto della “vita nascosta” e dell’amicizia e x la morale laica.


La ura del poeta satirico è ciò ke da unità a questo libro,entra in scena in quasi tutte le satire senza pretendere di assumere 1 ruolo esemplare: Orazio non è 1 eroe, semmai 1 anti-eroe consapevole dei propri difetti e delle proprie debolezze,1 uomo ke cerca se stesso confrontandosi con la realtà della natura umana e del mondo sociale contemporaneo.

Ironia e autoironia sono la componente essenziale di questa poesia.

Il pubblico non è vasto ma colto,del circolo di Mecenate da letterati amici.



1° LIBRO DELLE EPISTOLE

Pubblicato nel 20 e dedicato a Mecenate,Nelle poesie usa un tono medio e di carattere morale. Utilizza l’esametro e tratta degli stessi temi delle satire utilizzando il termine sermones = discorso alla buona. Si differenzia dalle satire nella forma,l’ epistola è in versi di cui finora si erano avuti degli esempi in lingua latina.


I temi sono vari ma unificati dalla persona del poeta. Sono 20 in tutto di cui l’ultima è rivolta al proprio libro dove c’è il tradizionale congedo.



La prima epistola è indirizzata a Mecenate ed ha la funzione di proemio spiegando le ragioni ke hanno spinto il poeta a scrivere l’opera.

L’uso della forma epistolare condiziona la sostanza e i toni del discorso.

Il tono è + intimo e i momenti di riflessione e di concisione morale, mancano gli aspetti satirici e aggressivi,mimici,drammatici e comici (come nella 9).

I destinatari sono assenti e silenziosi

Nella lettera scritta a Mecenate, viene esposto il nuovo stato d’animo del poeta ke si sente ormai vekkio e inadatto ai piaceri della vita e agli alti compiti della poesia lirica.


Afferma fin dall’esordio la nuova strada ke vorrebbe intraprendere: pensa ke sia giusto dedicarsi alla ricerca del vero e del bene x dedicarsi alla ricerca dell’equilibrio interiore. Il suo proposito di cambiar vita è destinato a scontrarsi con l’essenza dello spirito malinconico e inquieto.




LE ODI

Orazio si dedica alla composizione delle odi dopo il 30,

nel 23 pubblica i primi 3libri

verso il 14/13 il 4°

ad essi si aggiungerà il Carmen Secualre ke gli fu commissionato x i ludi Saeculares del 17.



Le lirike sono organizzate in modo da creare 1 arkitettura ricca di simmetrie e di accordi: le odi di apertura sono indirizzate a personaggi importanti o dedicate a questioni di poetica, sono composte sullo stesso metro.

La struttura si basa sul criterio ellenistico della variatio

I modelli sono i poeti greci Alceo e Pindaro ke nn sono ellenistici ma del 5° secolo. Orazio si rifà a Pindaro ke rappresenta x lui il modello di poeta sacro ispirato da forze superiori,è 1 guida spirituale di 1 comunità da cui deriva anke il tema dell’immortalità della poesia a cui viene affidato il compito di vincere il tempo e la morte.

Le odi sono in tutto 103 e svolgono temi e motivi molto vari.

Nella poesia delle odi prevalgono gli aspetti filosofici,la ricerca dell’autosufficienza interiore (autarkeia) e della tranquillità degli animi abili solo attraverso la pratica della moderazione (modus)

Aurea mediocritas chiama il poeta la regola di vita .

Aequa mens indica l’animo imperturbato (aequus = ke non muta) nella sventura come nella prosperità.

Questo equilibrio tra le 2 forze definisce l’ideale di saggezza ke il poeta sente costantemente insidiato dal disagio essenziale, il sentimento del tempo, il pensiero della morte.

La coscienza del limite e la fuga del tempo determinano l’esigenza ricogliere l’attimo ke fugge (carpe diem).Sottrarsi al sentimento ansioso del tempo significa salvarsi dal domani e scacciare il pensiero del futuro.

La ricerca di una vita felice rikiede 1 luogo protetto un angulus appartato ke identifica in 1 rustico paesaggio italico. Molte delle lirike oraziane disegnano 1 sfondo naturale suggestivo ke assume 1 valore simbolico,diventa la proiezione di uno stato d’animo. Il paesaggio prediletto corrisponde al locus amoenus ellenistico.

L’angolo-rifugio del poeta è il luogo x le gioie del banketto ke sono 1 momento reale e simbolico. Il banketto è allietato dal vino ke scaccia gli affanni,dalle fonte di vitalità,dall’amicizia ospitale. Una situazione sbagliata ricca i eki letterari derivanti dalla poesia lirica greca.

Il motivo epicureo e graziano x eccellenza è l’amicizia,non è causale nella maggior parte delle odi ricorra la forma dialogica: il poeta si rivolge sempre a qualcuno (1 amico,1 donna)creando 1 atmosfera di intimità e di confidenza.

Sono numerosi i carmina erotici ma restano marginali,Orazio non canta la passione ardente di Catullo L’amore x lui è 1 esperienza piacevole controllata dalla religione,un gioco eccitante e leggero. Situazione ed episodi non vanno a comporre una storia ma si risolvono nel breve giro di versi del singolo componimento. Le donne oraziane sono fuggevoli e di grazia e di armonia. Orazio si presenta 1 uomo maturo 1 tempo preso dalle passioni e ora ma ora ha raggiunto 1 distacco.


Sono poki i carmi di argomento religioso,soprattutto inni e preghiere agli dei. Il continuo rikiamo agli dei e alla loro protezione rientra nel progetto di 1 poesia sacrale e sublime. Vede la poesia come immortale e il poeta come 1 investitura divina. Il tema religioso si lega a quello civile agli organi della proanda augustea come il ritorno delle antike virtù degli dei avi l’elogio del princeps e l’esaltazione della potenza romana e il suo ruolo nel mondo.


Le prime 6 odi del 3° libro sono conosciute con il nome di “odi romane”. IL poeta le ha raggruppate x affinità tematica e x comune spirito etico,civile,religioso,patriottico. In tutti e 6 i componimenti ritorna l’esaltazione della virtus,della giustizia,della clemenza,della pietà e degli antiki mores.


IL 2° LIBRO DELLE EPISTOLE

È formato da 3 ampi componimenti di argomento letterario.

L’autore prende posizione su alcune questioni discusse in quegli anni nell’ambiente culturale augusteo come x ex la rinascita del teatro latino.


1° EPISTOLA

La prima epistola del 2° libro è dedicata ad Augusto,Orazio si manifesta a favore dei contemporanei (+ colti e raffinati) e critica gli antiki poeti (+ rozzi nelle scelte linguistike e approssimativi nella tecnica). Si mostra scettico riguardo al progetto di dar vita ad 1 nuova letteratura drammatica di alta qualità artistica detinata all’insuccesso sicuro xk la folla romana era legata ai vekki modelli.


2° EPISTOLA

Dedicata a Floro,è autobiografico,1 sorta di bilanciamento malinconico umoristico della propria vita. Il poeta è accusato di scrivere poco,e lui da la colpa alla vekkiaia ma soprattutto afferma l’esigenza sempre + grande di dedicarsi alla ricerca della saggezza.


3° EPISTOLA

è un trattato sulla poesia, è + nota come Ars poetica (il titolo tradizionale è attestato già da Quintiliano). È formata da 476 versi esametri,fu composta probabilmente dopo il 13 anke se alcuni dicono tra il 20 e il 17, poco prima del Carmen Speculare. È indirizzata alla famiglia dei Pisoni.

L’ars poetica di Orazio risulta suddivisa in 3 parti:

1° comprende i primi 41 versi e riguarda il contenuto dell’opera cioè l’invenzione e l’uso degli argomenti poetici

2°tratta della forma dell’espressione poetica: lo stile,le regole

3° parla dei tratti caratterizzanti del perfetto poeta.Il discorso è soprattutto in poesia drammatica, specialmente sul teatro tragico con riferimenti all’epos.













































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