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JACQUES-LOUIS DAVID - Vita e opere, Contesto storico, Contesto culturale, Il giuramento: simbolo rivoluzionario



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JACQUES-LOUIS DAVID


Vita e opere


Jacques-Louis David nacque a Parigi nel 1748, in una famiglia colta e benestante.

Fin da giovane manifestò la passione per il disegno tanto che nel 1766 entrò nell'Ecole Royale des Elèves Protégés, grazie alla raccomandazione di due pittori: Francois Boucher e Jean-Marie Vien.

L'influenza pittorica di Boucher, anticlassico e di gusto rococò gli ispirò le sue prime opere: "Giove e Antiope" e "Il Combattimento di Minerva contro Marte".

Ottenne la borsa di studio per i migliori allievi dell'Ecole e grazie ad essa si recò a Roma presso l'Accademia di Francia, dal 1775 al 1780. Questa fu un'esperienza molto importante per l'artista, perché a Roma egli entrò in contatto con l'arte antica, l'architettura classica e le opere di artisti come Michelangelo, Raffaello, Guido Reni ed i Carracci. Anche Caravaggio colpì moltissimo il giovane artista come numerose opere successive testimoniano (soprattutto il "Marat assassinato"). Fu a Roma che David decise di abbandonare lo stile rococò e gli insegnamenti di Bouchet.



Il personaggio destinato ad influenzarlo maggiormente fu Quatremère de Quincy, archeologo e critico d'arte, che lo accomnò a Napoli nel 1779 e che più tardi lo stimolò ad entrare in Italia per dipingere il quadro del "Giuramento degli Orazi", opera neoclassica. A Napoli egli riscoprì l'architettura dorica nei templi di Paestum, la grandezza dell'architettura e delle statue romane, più energiche di quelle greche. Ritornato a Parigi completò "Belisario" e "Il ritratto del conte Potocki" (1780) a cui seguì una lunga serie di ritratti, tra cui quello dei "Coniugi Lavoisier" (1788), eccezionale per le grandiose dimensioni, per l'uso dei colori, in prevalenza bianco, rosso e nero, di carattere storico, e per la presenza di oggetti legati alla ricerca scientifica.

"Il Giuramento degli Orazi", esposto nel Salon del 1785, rappresenta un'innovazione dal punto di vista neoclassico e della pittura sul piano morale.

Nel 1789 dipinse "Paride ed Elena" e "I Littori restituiscono a Bruto il corpo dei li". Quest'ultimo quadro fu un'esaltazione dei valori del bene pubblico rispetto agli affetti personali; fu un'esaltazione delle virtù che caratterizzavano la Roma repubblicana; fu un'esaltazione della forza morale maschile contro la fragilità femminile. Lo stesso ambiente sembra racchiuso in un'atmosfera teatrale, con i personaggi disposti frontalmente rispetto allo spettatore.

Durante la Rivoluzione David si impegnò in ogni sorta di attività: dall'allestimento della maggior parte delle feste celebrative, alle lotte in prima persona per trasformare l'insegnamento artistico, per salvare le opere d'arte, per creare un grande museo francese come strumento fondamentale per l'educazione dei cittadini e degli artisti, fino a dipingere alcune opere fondamentali come "Il Giuramento della Pallacorda" (1791), "La morte di Marat" (1793), "Il Joseph Barra" (1793).

In seguito al Termidoro, David venne imprigionato ed in prigione dipinse alcuni ritratti di intensa analisi psicologica.

Uscito di prigione dipinse "Il ratto delle Sabine" (1799), di ispirazione greca e di impronta storiografica molto forte perché egli intendeva proporre una conciliazione dopo la lotta civile.

Lo stretto rapporto tra David e la storia francese si interruppe solo dopo il 1815, sconfitta di Waterloo, quando egli scelse l'esilio a vita in Belgio. La caduta di Napoleone, per il quale David compose il grande "Bonaparte al gran San Bernardo", deluse le speranze storiche e politiche dell'artista.

In esilio David continuò ad essere ancora assai produttivo e ad influenzare molti artisti del suo tempo: ai temi storici sostituì, poco a poco, il mito, i temi erotici e le suggestioni dell'antichità e dell'insegnamento del "bello".

Morì a Bruxelles il 29 dicembre 1825.

Contesto storico


Il percorso artistico di Jacques-Louis David corrisponde a grandi linee al regno di Luigi XVI, salito al trono nel 1774, all'avvento della Rivoluzione francese, al potere napoleonico, ed all'inizio della Restaurazione (Luigi XVIII e Carlo X).

I suoi primi dipinti contengono un forte messaggio morale: David vuole educare il pubblico attraverso l'arte e rifiuta i soggetti erotici ed effeminati, a favore di temi severi e prettamente maschili (la forza, il valore, il senso del dovere, la fierezza).

Il più celebre quadro di David, "Il Giuramento degli Orazi", gli fu ordinato da Luigi XVI, benché l'esaltazione delle virtù patriottiche divenne poi una straordinaria anticipazione degli ideali rivoluzionari.

David seguì con interesse gli avvenimenti della Rivoluzione americana che aveva dimostrato al mondo occidentale che la monarchia non era inevitabile e che uno stato moderno poteva anche fondarsi su principi repubblicani.

David si basò su questi principi per comporre, a Rivoluzione già avvenuta, "Il Giuramento della Pallacorda" (1789), nel quale l'Assemblea Nazionale stabilì di non sciogliersi fino a quando non fosse stata concessa la Costituzione.

David inoltre ricorse sempre alle fonti antiche ed allo studio attento delle soluzioni compositive ed iconografiche di alcuni maestri del passato, quali Michelangelo, Raffaello e Caravaggio.

Il "Marat assassinato" fu una delle opere più alte di David che fu molto coinvolto emotivamente nella vicenda. Infatti, Marat era considerato una specie di "santo" della Rivoluzione, una guida che dedicava tutte le sue energie al popolo ed al suo riscatto storico.

Questo coinvolgimento personale negli avvenimenti storici indusse David ad abbandonare l'idea di una rappresentazione come semplice registrazione di fatti ed a proporre invece dei "commenti" storici dei fatti.

Anche il "Joseph Barra" è dedicato ad un giovane martire della rivolta in Vandea per il quale Robespierre propone gli onori del Pantheon, esaltandolo come esempio di amore per la gloria, per la patria e per la virtù.

La Rivoluzione francese permise agli intellettuali ed agli artisti di progettare nuove soluzioni per diffondere la conoscenza artistica e favorire la formazione delle nuove generazioni; David fu tra coloro che si impegnarono maggiormente nella creazione di un museo pubblico, ufficialmente inaugurato il 10 agosto 1793 nei locali del Louvre.

I criteri con cui venne allestito e l'interesse particolare che Napoleone gli dedicò successivamente resero il Louvre il più grande museo d'Europa.

Per tutto il periodo dell'Impero David fu il pittore ufficiale di Napoleone ed il più richiesto dalla corte.

Il corso degli eventi che segnarono la storia di Francia nel primo decennio del XIX secolo e la storia personale di David furono sempre in perfetta sincronia, che si interruppe solo nel 1815 con la caduta di Napoleone.



A Bruxelles, in esilio, David non fece che confermare il suo dissenso personale con il regime della Restaurazione, sinonimo di immobilità.





Contesto culturale


La pittura di Jacques-Louis David si può definire neoclassica, anche se numerose furono le influenze che egli trasse da diversi artisti della storia del passato e del suo tempo.

Egli si ricollega in particolare al classicismo francese del Seicento, più precisamente a Poussin.

L'esempio degli antichi è visto come ritorno all'ordine, alla regolarità, alla disciplina, in contrapposizione alle problematiche storiche del secolo che sfoceranno negli eventi rivoluzionari.

David, nei suoi dipinti, si propone di educare il pubblico attraverso la rafurazione di temi storici importanti. Egli sa rendere la chiarezza del messaggio utilizzando la tecnica teatrale che enfatizza i movimenti ed i gesti dei personaggi.

Ad esempio, nel "Giuramento degli Orazi", egli ci racconta il sentimento, come "pietas", dolore, percezione di una sconfitta, ma attribuendolo solo ad un gruppo di donne ed alla loro sottomissione, angoscia, passività. Sono gli uomini a soffrire eroicamente ed a sacrificarsi senza indugi per una ragione superiore, per un ideale collettivo.

David offre al pubblico un'interpretazione della storia e dei valori che nessun pittore aveva mai fatto: i colori utilizzati sono attentamente studiati per mettere in risalto la narrazione. Non ci sono sfumature, ma solo il colore compatto, brillante e gli accostamenti forti e contrapposti (es. il bianco ed il rosso creano da soli un effetto drammatico).

Come nel pensiero neoclassico, anche David cura molto l'ordine e la collocazione spaziale degli elementi rappresentati: egli segue un ordine gerarchico dei valori espressi ed utilizza la luce per guidare l'osservatore nella lettura dell'opera.

Egli predilige l'ordine dorico, austero ed essenziale, perché rappresenta l'età arcaica, quando l'uomo non era ancora stato corrotto dal lusso e si dava leggi eque e severe per difendere lo stato repubblicano.

L'esperienza romana di David lo avvicinò successivamente alle opere di maestri del passato quali Michelangelo, Raffaello e, soprattutto, Caravaggio: egli studiò la loro tecnica di ricorso alle fonti antiche e le loro personali soluzioni compositive, tanto che nel "Marat assassinato" egli realizzò una delle più straordinarie invenzioni urative della pittura a cavallo del XIX secolo: i particolari descrittivi sono ormai ridotti all'essenziale (solo la penna ed il foglio con cui Marat stava compiendo il suo ultimo gesto a beneficio di un cittadino e la vasca da bagno dove egli leniva le sue sofferenze alla pelle) e la posa con cui l'artista sceglie di rappresentare Marat è quella che Caravaggio aveva dato al suo "Cristo deposto".

Durante la Rivoluzione, David si impegnò attivamente a favore di una maggiore diffusione dell'insegnamento e della sensibilità artistica e la sua produzione "storica" fu molto proficua e celebrativa.

Durante l'Impero, divenuto il pittore ufficiale dell'Imperatore, egli si dedicò ad esaltare Napoleone come personaggio storico in cui si riflettevano tutti i sogni di riscatto di una generazione di giovani pieni di progetti, ma ormai rassegnati dagli eventi rivoluzionari. Nei dipinti di questo periodo, egli cambia l'uso del colore: gli accostamenti diventano più caldi e la gamma di colori più vasta, per trasmettere un senso di ricchezza e di nuova esaltazione.

In esilio, egli adotta uno stile più "romantico", abbandonando gli entusiasmi precedenti e scegliendo ritratti più nostalgici,emotivi.











Il giuramento: simbolo rivoluzionario.


Il tema del giuramento a cui David dedica due delle sue opere più importanti, "Il Giuramento degli Orazi" e "Il Giuramento della Pallacorda" è visto come un atto significativo che unisce gli ideali del popolo ai principi universali della libertà e della giustizia.

Si tratta di un atto breve, preciso, solenne che, però, sottolinea un patto per il futuro.

Il giuramento rivoluzionario crea la sovranità, mentre, prima, il monarca la riceveva dal Cielo.

Ne " Il Giuramento della Pallacorda", David fissa il momento in cui tutti pronunciano la formula del giuramento, per sottolineare che, in quell'istante, la volontà personale di ogni singolo individuo si generalizza alla collettività.

La linea delle braccia levate in alto, in simmetria rispetto alla ura centrale del deputato Bailly, crea una vera e propria coreografia teatrale della scena ed evidenzia la solennità dell'avvenimento.

Come ne "Il Giuramento degli Orazi", anche qui la luce crea un percorso di lettura, da destra verso sinistra del quadro, forse a sottolineare la disposizione dei tre ordini dei deputati e le reazioni diverse dei partecipanti (più composti i ricchi borghesi di destra, più animati i personaggi semplici di sinistra).



Lo sfondo vuoto del quadro, che contrasta con l'architettura dorica de "Il Giuramento degli Orazi", forse ha la funzione di concentrare l'attenzione sull'evento in primo piano ed il vuoto della sala, in alto, suggerisce l'eco solenne della formula collettiva del giuramento.

Rispetto agli Orazi, ne "Il Giuramento della Pallacorda" c'è meno "pathos", sofferenza o dolore, ed il giuramento è dipinto più come un avvenimento ufficiale. Negli Orazi, in cui i fratelli giurano al loro padre di difendere la patria, David riesce a trasmettere l'intensità emotiva dei personaggi femminili a destra e la scena diventa il simbolo di un fatto storico, ma, allo stesso tempo, di un dolore familiare.

Non avendo trovato una riproduzione a colori de "Il Giuramento della Pallacorda" non mi è stato possibile fare un confronto cromatico tra i due dipinti.



























"IL GIURAMENTO DEGLI ORAZI"


Oggetto:

Pittura

Soggetto:


Titolo:

Il Giuramento degli Orazi

Autore:

Jacques Louis David

Attribuzione:


Collocazione attuale:

Parigi, Museo del Louvre

Collocazione originaria:


Cronologia:

1784 ca.

Tecnica e materiali:

Olio su tela

Dimensioni:

cm. 350 x 417

Stato di conservazione:



Ottimale

Iscrizioni:


Notizie Storiche:

l'opera di David, pur possedendo contenuti ormai repubblicani, fu commissionata al pittore dal re Luigi XVI. Il soggetto, ispirato dalla tragedia Horace di Corneille (1640), é tratto dalla leggenda romana: nell' età del re Tullo Ostilio (VII sec. a.C.) i tre fratelli Orazi furono scelti per combattere contro i tre fratelli Curiazi e decidere cosí le sorti della guerra fra Roma e Alba Longa. Infatti i tre fratelli Orazi combatterono fino al limite estremo (due di essi caddero sul campo di battaglia), dando la vittoria alla patria.

Il Giuramento degli Orazi: David riceve una commissione sul tema degli Orazi, e decide di svolgerla a Roma, dove la realizzerà in pochissimi mesi. L'opera conosce un grande successo a Parigi: nessuno aveva mai espresso in pittura i principi del classicismo. La composizione è rigorosa e austera, come si può osservare dalle braccia dei tre fratelli e dall'architettura in cui la scena è inserita. Le virtù degli antichi, come il dovere, il sacrificio, la scelta dell'azione, vengono proposti in linguaggio pittorico come messaggio per la civiltà contemporanea all'artista.


Descrizione iconografica:

nella scena, che si svolge all'interno di un cortiletto vi é un porticato a tre arcate che divide lo spazio antistante in altrettante zone, ciascuna corrispondente a uno dei tre diversi momenti psicologici: al centro la ferma volontá del vecchio padre che, prima di affidare loro le spade, esige dai li il giuramento: 'vincere o morire'; a sinistra l'adesione totale senza tentennamenti, dei tre giovani; a destra l'angoscia silenziosa delle donne, consce del dramma che, per la salvezza della patria, colpisce la loro famiglia. Non vi é posto né per gli estranei per sentimenti intermedi: tutto é definito senza sfumature.


Analisi compositiva:

a rendere la determinazione degli uomini sono l'inesorabile rigore geometrico delle linee rette, triangolari o parallele o intersecanti costituite dalle gambe, dalle braccia dalle spade lucenti, dalla lancia e l'impianto prospettico centralizzato che focalizza l'attenzione nel punto culminante, dove, si incontrano gli sguardi e le mani. L'abbandono doloroso delle donne é invece reso dalla prevalenza di andamenti curveggianti e dalla disposizione obliqua in profonditá cosí da interrompere la fuga prospettica della striscia pavimentale.


Colore:

come Caravaggio, David sceglie la pennellata compatta, senza molte sfumature e predilige i colori forti e contrastanti.

Nel gruppo degli Orazi, il rosso, il bianco ed il grigio creano un'atmosfera solenne ed evidenziano l'importanza storica del "giuramento".

La luce illumina il mantello rosso del padre, successivamente il grigiore scintillante delle spade ed infine il giovane in primo piano, a sinistra, con il mantello bianco.

Il grigio degli elmi e delle armi infonde un senso di freddezza e riflette la determinazione ed il coraggio dei fratelli.

Sulla destra del quadro, il gruppo di donne è dipinto con colori più caldi (giallo, ocra, blu, . ) per opporre questa scena di dolore e di "pathos" alla scena, più solenne, del "Giuramento".

Caravaggio sembra aver influenzato la pennellata di David anche nel movimento delle vesti e dei mantelli, che ricordano i suoi personaggi più celebri.

Lo sfondo scuro e compatto funge quasi da fondale teatrale per evitare che lo sguardo di perda in prospettive lontane e per concentrare l'osservazione sulla scena in primo piano.


La forma ed il movimento:

la scena si sviluppa intorno ad una simmetria centrale che corrisponde alle spade alzate.

I personaggi maschili creano, con le braccia, una tensione ed un movimento verso l'alto che riflette il tono ufficiale del "Giuramento", mentre il gruppo di donne costringe ad un abbassamento dello sguardo. Le donne si ripiegano in movimenti di dolore ed afflizione, poggiando il capo e lasciando scivolare debolmente le braccia.

Le forme anatomiche maschili sono, come in Caravaggio, abilmente evidenziate per esaltare la muscolatura ed il vigore fisico dei guerrieri; al contrario le braccia femminili sembrano levigate e quasi marmoree, come voleva la statuaria classica.

Le forme architettoniche doriche dello sfondo ribadiscono, nella loro semplicità, il rigore del momento storico.


Osservazioni Critiche:

dato che nel periodo del David non vi erano modelli di pittura antica, i pittori dovevano formarsi studiando le sculture classiche; e di fatto, nel suo grande quadro, il David si sforza di dare alle forme dipinte la fissità, la durezza, l'immutabilità del marmo, anche se poi, nella composizione, si ricollega palesemente al classicismo francese del Seicento attraverso movimenti contrapposti di masse in forte luce o in ombra profonda, in ampi spazi architettonici.






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