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IL SURREALISMO - MANIFESTO DEL SURREALISMO, CARATTERI DEL SURREALISMO, SURREALISMO E DADA, IL SURREALISMO E FREUD, SALVADOR DALì

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IL SURREALISMO








Movimento artistico nato in Francia negli anni Venti e precisato ufficialmente nelle sue linee programmatiche nel 'Primo manifesto surrealista' del 1924 ad opera dello scrittore André Breton.



Caratteristica del movimento è l'attenzione alla dimensione dell'uomo che oltrepassa la sua realtà ordinaria e percepibile con gli strumenti della logica.

Grazie anche alla diffusione delle ricerche psicoanalitiche di Freud il sogno e l'onirico entrano nell'universo costitutivo dell'arte non come fantasie allegoriche o stravaganti come nel passato, ma come diretta espressione dell'inconscio portato così alla luce dalla profondità dell'io.

La poetica surrealista si rivolge all'inconscio, ma ha come obiettivo ultimo un cambiamento della coscienza e della società.



MANIFESTO DEL SURREALISMO

Il Manifesto del surrealismo segna, nel 1924, la nascita storica del movimento. Breton inizia così:


'Molto opportunamente Freud ha concentrato la propria critica sul sogno. E’ inammissibile, infatti, che su questa parte importante dell’attività psichica (poiché, almeno dalla nascita dell’uomo fino alla sua morte, il pensiero non presenta alcuna soluzione di continuità, la somma dei momenti di sogno, dal punto di vista del tempo e considerando solo il sogno puro, quello del sonno, non è inferiore alla somma dei momenti di realtà- limitiamoci a dire: dei momenti di veglia) ci si sia soffermati ancora così poco. Mi ha sempre stupito l’estrema differenza di importanza, di gravità, che presentano per l’osservatore comune gli avvenimenti della veglia e quelli del sonno. Ciò avviene perché l’uomo, quando cessa di dormire, è prima di tutto lo zimbello della propria memoria, e in condizioni normali questa si compiace di riproporgli in modo impreciso le circostanze del sogno, di privare quest’ultimo di qualsiasi consequenzialità attuale, e di far partire la sola determinante dal punto in cui crede di averla lasciata qualche ora prima: quella ferma speranza, quella preoccupazione. Egli ha l’illusione di continuare qualcosa che ne valga la pena. Il sogno si trova così ridotto ad una parentesi, come la notte. E come questa, in generale, non porta consiglio'.


Queste parole esplodevano in un mondo che la guerra aveva minato moralmente e intellettualmente.

Dopo il Romanticismo, e alla fine del secolo scorso, dopo i brevi sprazzi del Simbolismo, non si era più sentito un appello all’irrazionale così incalzante e formulato in maniera così perentoria e prestigiosa. Breton dava al Surrealismo la seguente definizione:


'Automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere sia per iscritto o in qualunque altra maniera, il funzionamento reale del pensiero. Dettato del pensiero, in assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale'.

Seguiva un commento filosofico: 'Il Surrealismo si basa sulla fede nella realtà superiore di certe forme di associazione fino a lui trascurate, nell’onnipotenza del sogno, nel gioco disinteressato del pensiero. Tende a distruggere definitivamente tutti i meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella soluzione dei principali problemi di vita'.


“SURRÉALISME. n. m. Automatisme psychique pur par lequel on se propose d'exprimer [] le fonctionnement réel de la pensée. Dictée de la pensée, en l'absence de tout contrôle exercé par la raison, en dehors de toute préoccupation esthétique ou morale.

ENCYCL. Philos. Le surréalisme repose sur la croyance à la réalité supérieure de certaines formes d'associations négligées jusqu'à lui, à la toute­puissance du rêve, au jeu désintéressé de la pensée.”



André Breton





CARATTERI DEL SURREALISMO

La nascente filosofia surrealista coglie un punto di mistificazione particolarmente significativo. 'La ragione, l’onnipotente ragione, è sul banco degli accusati . Il reale è qualcosa di diverso da ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo, percepiamo, apprezziamo'. E’ la ragione che ha prodotto gli sviluppi scientifici e tecnici del secolo precedente, quella che ha dominato le filosofie della fine del secolo (nel loro senso più superficiale).

La prima lotta surrealista è contro questa ragione, contro la logica di un potere che continua a reggersi anche su questo valore culturale mistificato. L’arte cerca una serie di alternative che possano costituire punti di lotta contro questo blocco, non può che aprire una strada rivoluzionaria, perciò diversa.

Quel che romantici avevano provato individualmente- 'Il mondo diventa sogno, il sogno diventa mondo' (Novalis); 'Il sogno è una seconda vita' (Nerval) - è ora autentica rivelazione collettiva e punto di partenza di una ricerca che tende a una trasformazione radicale dei modi di sentire, di apprendere e di concepire il mondo. Alla soglia del sonno si trova la chiave dell’ispirazione e nel subconscio, nell’al di là, nelle zone remote della vita inconscia, si percepisce l’eco della bocca d’ombra.

I surrealisti tentano la rielaborazione in chiave creativa del pensiero psicoanalitico, determinante per gli sviluppi delle loro opere e della teoria del movimento. La psicoanalisi, nel suo compito di liberazione e svelamento delle forze occulte dell'inconscio, dei tabù e delle costrizioni che la coscienza troppo rigida impone alla personalità soprattutto nella sfera sessuale, dà l'impulso principale al progetto surrealista di rifondazione dei veri aspetti dell'esistenza umana, proprio a partire da un atto di liberazione da qualunque consapevolezza razionale e culturale che non permetta il libero accesso e l'immediata trasposizione della fantasia sulla mano che guida il realizzarsi dell'opera d'arte.

I surrealisti infatti inizialmente tentano di assumere a metodo il concetto di automatismo psichico; ciò avviene soprattutto attraverso prove di 'scrittura automatica' con la quale si intende l'operare dell'artista che procede secondo un'immediata corrispondenza tra inconscio ed azione pittorica.

I dipinti surrealisti sono quindi enigmi, cioè immagini dal significato oscuro, che sono perciò da interpretare quando il titolo non aiuta a capire il senso che ha voluto dare loro l’artista. C’è sempre un largo margine di ambiguità, e ogni osservatore può proiettare nelle scene dipinte i suoi fantasmi interiori e dare al rapporto tra le ure il significato che crede.

La pittura surrealista è risolta attraverso la rappresentazione di immagini tratte dai sogni o anche di associazioni urative che, seppure talvolta sorprendenti, si concretizzano con una tecnica ed un impianto fortemente tradizionali, ai limiti del virtuosismo, con il conseguente recupero di valori pittorici ormai avulsi dall'incalzante procedere delle vicende artistiche.


SURREALISMO E DADA



Funzioni di vera e propria rottura con la logica, le convenzioni, l'arte, la morale, la società ebbe il movimento Dada, sviluppatosi a Berne (Svizzera) tra il 1916 ed il 1920 sotto la guida del poeta ungherese Tristan Tzara: sono i dadaisti che operano quella tabula rasa sulla quale il surrealismo costruisce il suo mondo di immagini in nuovi rapporti. Nonostante il fatto che la nascita del surrealismo aveva avuto una componente di reazione contro il nichilismo di Dada, i surrealisti beneficiarono delle conquiste liberatorie dei dadaisti. I surrealisti adottarono molte tecniche di Dada, come per esempio l'assemblage, una forma di scultura consistente nella combinazione di oggetti e materiali scollegati, o il collage, utilizzato soprattutto da Max Ernst.

Diversamente dall’anarchico impulso di distruzione predominante nei dadaisti, il surrealismo vuole definire una prassi artistica alternativa a quella tradizionale.

IL SURREALISMO E FREUD

Fin dal suo inizio i surrealisti hanno usato la psicoanalisi come una delle coordinate su cui articolare la propria ricerca ed a cui ancorare la propria espressività. L’amore per la psicoanalisi- un amore infelice, in un certo senso, visto che gli psicoanalisti non si sono occupati di arte surrealista che in modo molto marginale- è stata una dichiarazione di principio.

Nonostante i pressanti inviti di Breton, Freud rifiutò sempre di considerare la poetica surrealista una filiazione legittima della psicoanalisi: 'Non sono in grado di rendermi conto di ciò che è e di ciò che vuole il Surrealismo', afferma , 'forse non sono indicato a comprenderlo, io che sono tanto lontano dall’arte'. In effetti Freud, nonostante ammettesse che il processo primario (inconscio) sia per natura preverbale (nel sogno si pensa per immagini), possedeva una cultura molto più letteraria che pittorica e non arrivò mai a capire la natura concettuale dell’arte non urativa contemporanea.



SALVADOR DALì

Dalì aderisce al surrealismo nel 1929, ma già nel 1922 aveva letto “L’interpretazione dei sogni” di Freud.

L’artista catalano colpisce i surrealisti francesi per i limiti insolitamente profondi cui vuole spingere le ricerche del gruppo: al di là della scrittura automatica, in cui il soggetto non è altro che il tramite per entrare in contatto col mondo dei sogni, Dalì propone di ricreare il delirio onirico in modo oggettivo e sistematico, dando sostanza anche in stato di veglia a tutta l’atmosfera del sogno. Il pittore chiama questa sua concezione “metodo paranoico-critico”, cioè un percorso attraverso il quale il pittore si impossessa delle proprie ossessioni e desideri rendendoli sistematici, per trasformare poi tali impulsi in materiali artistici. Tale sintesi si traduce nell’ortodossia della tecnica pittorica (precisione del disegno, ortogonalità dello spazio) combinata con il delirio degli oggetti. L’automatismo surrealista svela una realtà diversa, mentre il metodo paranoico-critico esplora e organizza tale realtà.

I suoi dipinti agiscono sull’osservatore attraverso il paradosso, mettendo in evidenza gli aspetti inquietanti delle cose mediante la contraddizione. Da ciò la sua predilezione per le immagini doppie o invisibili.

Lo straordinario egocentrismo di Dalì non è solo una maschera stravagante, ma la condizione necessaria al suo delirio paranoico, la conseguenza di un continuo ritorno alle sorgenti della memoria e il desiderio di conferire sostanza critica alle proprie opere.

Dato che il mondo dei sogni e delle ossessioni è personale, il metodo paranoico-critico e il linguaggio della tradizione pittorica sono strumenti di cui l’artista si avvale per attribuire a quel mondo un valore universale e decodificarlo. Tali chiavi sono i temi della sua opera: il disfacimento delle cose nel sogno, il cibo come metaforà della mortalità e della conoscenza, le ruote della memoria, le immagini ambigue, la morte e il desiderio come le due facce della stessa medaglia.






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