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La politica nel dopoguerra, La cultura politica, I partiti durante il sistema del 1955, La frammentazione del partito e le coalizioni,

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  1. La politica nel dopoguerra

Modello Verticale:    -La burocrazia centrale domina la politica in stretta collaborazione con ldp e aziende

-La burocrazia è la principale forza direttiva del governo

-La politica è rappresentata come fortemente centralizzata

-I ministeri sono le fonti delle proposte politiche, i ministri sono legati con gruppi di

interesse tramite esclusive relazioni

-I partiti all’opposizione, la Dieta e lavoratori sono subordinati alle istituzioni centrali

-Secondo questo modello il Giappone fu condotto fino al ‘93 da un gruppo omogeneo



di ufficiali, leader di partito e capi di gruppi di interesse


Modello Orizzontale:   -Il potere è frammentato, sono frequenti i conflitti e le questioni sono discusse da

partiti, gruppi di interesse e organi del governo

-Secondo questa visione, il partito dominante e la burocrazia sono parte di un

sistema multipolare di potere centrale

-I ministeri non dettano le direzioni politiche e sono spesso costretti a cercare

alleati nei gruppi di interesse e nei partiti politici



L’azione politica si sviluppa principalmente in due modi:


a)      Tendenza ad avere conflitti intervallati da periodi di relativa calma. il conflitto, la competizione è un  

processo in cui gruppi politici competono energicamente tra loro e questo può causare un perdita di

integrità strutturale interiore


b)      Il conflitto è spesso limitato e controllato mediante consultazioni e negoziati. In ogni conflitto si

riuniscono le individualità per indirizzare le loro differenze e tentare di negoziare qualche tipo di

accordo. Spesso questi negoziati sono informali e la frequenza con cui avvengono è notevole.




  1. La cultura politica

Il partito liberale democratico dominò la politica giapponese dal 1955 fino al 1993; è un partito di una lunga

tradizione di legge conservatrice che assunse l’aspetto di un movimento conservatore che dominò la politica anteguerra.

I partiti conservatori vinsero la maggior parte delle elezioni nazionali anche prima della formazione dell’LDP nel 1955. Bisogna tenere conto però che una parte delle elezioni anteguerra indicano che le votazioni erano spesso manipolate dalle locali elite sociali.


Per quanto riguarda le elezioni, le classi occupazionali sembrano essere le candidate ad essere le basi di una spaccatura socio-politica. I contadini e i piccoli proprietari presumibilmente supportavano partiti conservatori per la loro concezione della proprietà privata e tasse basse, inoltre perché essendo lavoratori indipendenti, non avevano manager o capi supervisori. Fino al 1986 i lavoratori salariati supportavano partiti di centro sinistra più dei partiti conservatori. La spiegazione psicologica della stabilità del voto in Giappone non è molto idonea; l’attaccamento al partito raramente è molto intensa, molti giapponesi votarono stabilmente la maggior parte delle volte forse perché gli argomenti delle elezioni non li stimolavano abbastanza da cambiare da ciò che era principalmente un’abitudine.





I votanti giapponesi, specialmente quelli che vivono in grandi città sono profondamente estraniati dalla politica nazionale. Gli studi indicano che i votanti giapponesi sono meno soddisfatti e credono meno alla politica e ai politici rispetto agli altri votanti nelle altre democrazie.

a)      La prima motivazione per questa alienazione è culturale. Il distacco dagli ambiti politici lontani riflette la preferenza culturale per le relazioni locali; i votanti credevano nei membri della Dieta che rappresentavano il loro consiglio locale, ma non si fidavano dei politici nazionali

b)      La maggior parte dei giapponesi sentiva che la performance dei politici e dei partiti nazionali era insoddisfacente

c)      L’alienazione politica in Giappone riflette anche la prevalenza di scandali e corruzioni nella politica nazionale. La corruzione interessò più i membri dell’LDP che non quelli dei partiti dell’opposizione, quindi la tendenza per i sostenitori dell’opposizione di sentire distacco era maggiore che non per i sostenitori dell’LDP


La macchina elettorale consiste in una locale influenza sulla gente e in gruppi di interesse locali. Ci sono state anche organizzazioni secondarie, in particolare unioni di lavoratori e cooperative agricole. Nelle aree rurali le coalizioni includevano i membri delle assemblee di città, capi agricoli e ufficiali di altri gruppi locali.

Tante macchine elettorali hanno una componente organizzata, una associazione di sostenitori (chiamata KOENKAI) i cui membri sono comuni votanti e il cui staff è una elite locale (politica o sociale)


Una pratica tipica era quella di dare danaro o qualche tipo di regalo in cambio di sostegno e di voti. Stando alle indagini, almeno un votante su due aveva qualche diretto contatto con i candidati della camna elettorale; la forma più comune di contatto del candidato era per telefono.

Un percentuale del pubblico votante dice che vota sulla base della qualità del candidato piuttosto che sul partito. I candidati leader delle camne elettorali erano decisi principalmente dal faccia a faccia tra i candidati e i loro seguaci.

Le qualità associate alla competenza politica sono preferite alle affermazioni del buon carattere del candidato. I gruppi di lavoratori e altri gruppi secondari svolgono un ruolo importante nella mobilizzazione elettorale anche dove i candidati sono molto importanti.


Cambiamento della mappa elettorale


Tra la fine del 1950 e l’inizio del 1970 l’economia crebbe fortemente, tanti li di famiglie contadine lasciarono la zona rurale per lavorare e vivere nelle città. cosicché le città e i sobborghi fiorirono rapidamente.


Come la gente emigrò verso le città e prese nuove occupazioni nei settori manifatturieri e dei servizi, lasciarono il tradizionale ambiente di voto conservatore tipico degli ambienti rurali ed entrarono in un nuovo ambiente di opinioni. Incontrarono nuove organizzazioni e i candidati che richiedevano il loro supporto e il loro voto. Questo cambiamento fu particolarmente repentino per coloro che andarono a lavorare per grandi nomi, dove l’essere impiegati significava unione di membri ed esporsi ad unioni per supportare i partiti di opposizione e i loro candidati.

Come la gente si spostò verso la città e vecchi distretti urbani, la mappa elettorale cambiò. Sia nei distretti centrali che nei sobborghi, i voti per i liberali democratici e socialdemocratici si trasferirono al partito comunista giapponese.


In conclusione si può dire che ci sono due tipi di elettorato in Giappone

a)      Questo gruppo è costituito da gente che è esposte ad una particolare macchina elettorale locale e che vota per i candidati sulla base di favori e di argomenti di interesse locale. Se un candidato fidato si sposta in un altro partito, questo tipo di elettorato segue il candidato e vota per il nuovo partito senza considerare anche il partito rilevante nella scelta

b)      Altri votanti rispondono maggiormente alla politica nazionale rispetto a quella locale. Tendono a pensare più spesso ai partiti che non ai candidati quando votano. Questa gente è esposta agli sforzi della mobilizzazione da parte dei candidati in modo meno frequente.




Qualche persona vota per un candidato per lungo tempo e poi viene condizionata da eventi nazionali (come scandali e corruzioni) che li portano a votare per un altro partito.

  1. I partiti durante il sistema del 1955

Il sistema di governo caratterizzato dal lungo dominio della politica nazionale da parte dell’LDP attraverso una stretta collaborazione con la burocrazia amministrativa è chiamato sistema del 1955.

La base di sostegno del partito era di per sé molto ampia e includeva molti gruppi di interesse, la maggior parte dei quali hanno lentamente cambiato la loro posizione.

Ma se il partito era diviso da spaccature interne, come mai è restato al potere per così tanto tempo?



Organizzazione dell’LDP


Il partito liberaldemocratico nacque nel 1955 dalla fusione del partito liberale e da quello democratico.

L’organizzazione formale del partito è costituita da un presidente,vice presidente, consiglio esecutivo e dal comitato politico parlamentare. C’è anche un segretario generale che assiste il presidente del partito nell’amministrazione degli affari del partito.


Quello che differenziava l’LDP dagli altri partiti era la varietà molto ampia della sua base sociale; l’assegnazione della posizione esecutiva all’interno del partito era una funzione di partito principale, come pure una sorgente di conflitto interpartitico. Anche se le fazioni interne servivano per risolvere i conflitti, quelle dell’LDP erano spesso loro stesse centri di conflitti interni.


Le fazioni interne erano spesso divise in membri anziani e membri giovani; questa divisione generazionale riflette la sensazione di distacco dei membri giovani dai leader della fazione stessa.

Le fazioni interne erano principalmente interessate ad argomenti legati al personale, agli impiegati, ma altri importanti gruppi interpartitici si occupavano di politica e le spaccature politiche nel partito erano molto profonde.

Le fazioni sono gruppi di seguaci di un particolare politico; prima della formazione dell’LDP, i leader conservatori più importanti. Yoshida e Hatoyama, avevano ognuno dei seguaci. Presto, dopo la formazione del partito nel 1955, le fazioni comparirono tra seguaci e pupilli di Yoshida e Hatoyama; questo fu l’inizio della generazione delle fazioni che dominarono la politica interna del partito fino ad oggi.


Le fazioni si identificavano dal nome del loro leader, la credenza che le relazioni interne seguivano il modello protettore-assistito persisteva. Nonostante qualche cambiamento nelle relazioni interne, le fazioni erano comunque tenute insieme dagli interessi dei membri e dei leader; esse provvedevano ad una grande varietà di servizi ai loro membri. I leader provvedevano a dare ai loro sostenitori, regali per il nuovo anno oppure un quantitativo in danaro.

Le competizioni all’interno del partito erano tra le fazioni, che esistevano per fornire ai membri una carriera stabile; le fazioni però stabilizzavano anche la vita del partito.


Quando e come un presidente di partito dovesse dimettersi o essere cacciato, era anche questo un argomento di incomprensione all’interno del partito. Una mozione di sfiducia o il fallimento di una verifica di fiducia poteva allontanare un primo ministro. La mozione di sfiducia non era il meccanismo preferito per la risoluzione del problema della successione interpartitica. Quando un presidente doveva abbandonare era deciso sulla credibilità politica giudicata dalle fazioni e dai loro leader. Il fallimento del partito nelle elezioni parlamentari, una performance scadente nei sondaggi mensili erano tutti sistemi utilizzati per discreditare il detentore della carica politica.


La decentralizzata e frammentata natura delle fazioni e dei gruppi politici nell’LDP durante il suo periodo di egemonia, è stata la chiave della politica giapponese del dopoguerra.

Sotto l’egemonia dell’LDP, la frammentazione del partito fu una ragione par cui il sistema politico era più decentralizzato che non in Europa.






La frammentazione del partito e le coalizioni



Il partito liberale democratico fu stabile tra il 1955 e il 1993; nel 1993 due gruppi di membri della Dieta del partito, abbandonarono per formare nuovi partiti. L’abbandono gettò il partito e la politica giapponese in uno scompiglio generale. Almeno due dozzine di gruppi riformatori vennero creati nell’arco di 15 mesi.


I partiti politici sono essi stessi delle coalizioni e in determinate condizioni sono molto fragili e possono crollare; per loro può esserci una continuazione se i politici del partito continuano a credere che il partito dovrebbe continuare ad esistere. Quando il partito e la sua direzione persero di credibilità nel 1992-93, la ragione d’esistere si indebolì. Il conflitto all’interno del partito e le reazioni a questo conflitto contribuirono all’opposizione delle forze all’interno del partito. La prima era il mantenere le istituzioni e le procedure del partito che promuovessero l’integrazione e la solidarietà. L’altra forza in campo era una tendenza verso la frammentazione e la crisi. Qualche volta i partiti giapponesi e le organizzazioni sono coalizioni molto stabili; altre volte, la frammentazione e il conflitto li rendono potenzialmente autodistruttivi.


L’LDP era una coalizione che esisteva per servire l’interesse dei suoi membri, dei suoi capi e gli interessi del gruppo, vincendo le elezioni, formulando pubbliche proposte politiche e provvedendo a trovare un sistema per reclutare i capi del partito e del governo.. Le crisi maggiori spesso erano il risultato di una perdita di credibilità da parte della dirigenza. I problemi esterno come per esempio un declino nei risultati elettorali, potevano contribuire alla crisi del partito.


Le reazioni del partito agli scandali di corruzione del 1988-93 portarono ad una perdita totale di credibilità da parte di politici di vertice dopo l’accusa che essi avessero avuto dei profitti dalla vendita della Recruit Company accettando bustarelle da una grande società di autotrasporti. I giovani membri dell’LDP formarono così numerosi gruppi di riforma all’interno del partito; questo era sintomatico di ansietà. Come il partito cominciò a perdere credibilità, differenti gruppi cercarono soluzioni ai problemi del partito.


Le crisi del 1988-93 costrinsero gli alti ufficiali  del partito ad abbandonare e culminarono con l’allontanamento dal partito; questi privarono l?LDP della sua maggioranza nella Dieta. Il primo ministro TAKESHITA dovette abbandonare nel 1989 per il suo coinvolgimento nello scandalo Recruit;

MIYAZAWA abbandonò nel 1993 dopo che la sua leadership divenne molto debole.

Con l’aiuto dei partiti di centro e dei partiti moderati di sinistra, l’impensabile governo di una coalizione non LDP divenne realtà nell’agosto del 1993.


Nell’ottobre del 1993 l?LDP era diviso in due, un gruppo riformatore e uno conservatore antiriformatore; altri numerosi gruppi di diversa grandezza comparsero e scomparsero. La proliferazione di nuovi gruppi LDP fu uno dei fattori principali del declino delle fazioni del partito esistenti nel 1993-94.


L’era del governo di coalizione iniziò dopo la perdita di potere da parte dell’LDP nel luglio del 1993. Si formarono tre coalizioni di governo, ognuna con partiti di destra, centro e sinistra in diverse combinazioni.

Il cambiamento in coalizioni interpartito non era di buon auspicio; in molti paesi le coalizioni di governo multipartititiche sono state stabili e molto instabili a seconda delle condizioni. La soluzione di una coalizione multipartito era stata discussa molte volte, ma non venne mai realizzata chiamando in causa partiti dell’opposizione prima del 1993.

Prima dello scompiglio del partito di maggioranza nel luglio del 1993, la politica è stata molto instabile e il Giappone ha avuto tre coalizioni interpartito

La prima tenne insieme membri della Dieta da tre nuovi partiti conservatori: il nuovo partito del Giappone, il partito di rinnovamento e il partito messaggero più i Socialisti democratici, i social democratici e altri partiti minori. Venne presieduta da HOSOKAWA

La seconda coalizione tenuta da HATA era costituita dagli stessi partiti della prima meno il partito messaggero

La coalizione di HATA venne rimpiazzata da una coalizione formata dall’LDP, dal partito messaggero e dal partito social democratico.





Coalizioni nel partito social democratico


Il modello di una coalizione molto frammentata dell’LDP si può vedere in altri partiti politici giapponesi. Una frammentazione non diversa da quella dell’LDP è evidente nel secondo partito, il social democratico. Anche se il social democratico è sempre stato considerato più piccolo dell’LDP, il numero delle sue fazioni e dei gruppi interpartito spesso è stato superiore. Anche se l’SDP non perse credibilità come l’LDP, agli inizi del 1990, più di dieci nuovi gruppi si insediarono come membri del partito e lottarono per risistemarsi alla luce dei rapidi cambiamenti delle condizione della politica giapponese.


Il parziale collasso a la perdita di potere dell’LDP nel 1993 riflette processi di conflitti interni e interne frammentazioni visibili nel partito e presenti in altre grandi organizzazioni politiche giapponesi.

L’abilità nel mantenere le coalizioni dipende da una serie di fattori:

Forza del partito

Appelli elettorali

Compatibilità ideologica e politica

Cooperazione con i gruppi interpartito

Amicizia o rivendicazione personale

Supporto degli interessi dei gruppi interpartito




Potere esecutivo e potere burocratico


Il Giappone ha  formali istituzioni democratiche, anche un parlamento elettivo (Dieta) e un primo ministro che è scelto dal parlamento. Il primo ministro e il governo, o membri del governo, possono essere allontanati da un voto di sfiducia nella casa dei rappresentanti.

Stando al modello verticale, il lungo dominio della politica da parte del partito liberale democratico, significa l’assenza di controlli e di bilanci. Sotto il sistema dell’LDP, il potere era tenuto insieme da una triade di gruppi d’elite e le decisioni erano prese da una elite centrale e tramandate verso il basso.


Sotto l’egemonia dell’LDP i primi ministri hanno esercitato una forte direzione sulla base del loro ruolo di garanti costituzionali del potere? o sono stati vincolati da informali centri di potere. Il partito al potere esercitò un controllo sulla burocrazia?. Se le relazioni tra i centri di potere sembravano democratici e pluralistici, il risultato era una democrazia centralizzata o una democrazia decentralizzata contrattata? Tutte queste domande riguardano le relazioni tra i centri di potere formali (governo) e centri di potere non formali.


Come i centri di potere informali e le istituzioni del governo interagivano tra loro nelle differenti aree politiche, ci dice che relazioni di potere realmente esistevano. Nel caso delle decisioni di politica amministrativa, le proposte erano vagliate da vecchi ministri , vice ministri e ministri. La legislatura seguiva un percorso più lungo, includendo non solo processi di politica amministrativa, ma anche controlli da parte del governo, dei partiti politici e in ultimo, una decisione parlamentare.


La costituzione incarica il primo ministro di scegliere i membri del governo; l’unica limitazione è il requisito che la maggioranza dei membri del governo deve essere composta da civili e da membri della Dieta. Il primo ministro e il governo hanno il potere di proporre disegni di legge. In realtà il primo ministro era enormemente vincolato nell’esercizio del suo potere dalle fazioni interpartito e dai gruppi politici.

Sotto il dominio dell’LDP, il primo ministro era il capo di una coalizione interpartitica, però mantenere il proprio ruolo politico durante l’egemonia LDP richiedeva che un primo ministro e il suo governo mantenessero il sostegno interpartitico. Un ministro LDP era costante bersaglio di strategie da parte delle altre fazioni che cercavano di indebolirne la credibilità e di aumentare il loro status. Il primo ministro era esposto ad una grande varietà di attacchi dalle fazioni a lui opposte; essi erano anche criticati dai leader degli altri partiti per la loro presunta mancanza di capacità di governare.

Per far fronte a questi frequenti attacchi dalle altre fazioni, il primo ministro sviluppava strategie. In alcuni casi, primi ministri tentavano di allungare il loro presidio al potere dicendo che prima di lasciare l’incarico volevano portare a termine  un particolare progetto..


I ministri influenzavano il primo ministro e il governo; come in molti sistemi politici, c’era un tipo di dipendenza strutturale tra i ministeri e i ministri che erano incaricati di presiedere. I leader politici giapponesi erano vincolati dall’amministrazione burocratica per sovrintendere l’economia e altri argomenti di stato troppo numerosi o complicati da gestire per il governo. Siccome il governo e il primo ministro avevano uno staff limitato, molte degli studi politici necessari agli organi centrali erano eseguite attraverso la burocrazia.

La necessità di cooperazione con altri gruppi politici, rendevano il primo ministro e il governo vulnerabili all’influenza di sorgenti interpartito ed extrapartito.


Il ruolo del primo ministro


ando con i paesi democratici come Inghilterra e Francia, il Giappone ha una leadership molto debole, ma il primo ministro aveva meno potere di quanto ci si potesse aspettare stando al lungo dominio dell’LDP.

La funzione primaria del primo ministro fu quella di arbitro: un ispettore neutrale che doveva sovrintendere ai negoziati tra gli opposti individui o gruppi. Sono stati fatti numerosi sforzi per tenere i contestanti sotto la supervisione di un arbitro di un livello politico superiore; spesse volte il ruolo di arbitro era ricoperto dal primo ministro stesso. Gli arbitri sono stati usati spesso, infatti, il ruolo di arbitro del primo ministro riflette la pratica generale secondo la quale quando un partito è in conflitto, è come se fosse incapace di raggiungere un compromesso. Oltre all’arbitraggio, il primo ministro e i membri del governo hanno il compito di prendere le decisioni attraverso i ministri burocratici o con gli organi politici dell’LDP. Il ruolo principale del primo ministro è comunque quello di approvare o giudicare le decisioni prese altrove.


La tendenza ad avere una burocrazia potente è parte della tradizione storica; la burocrazia ha avuto ampi ruoli nel governo fin dal suo inizio formale nel 19° secolo. I ministri burocratici erano inoltre al centro dello sviluppo di una moderna economia militare nel tardo 19° secolo e nuovamente durante l’era dell’espansione militare (anni 30 e 40).



Politica legislativa


Molti osservatori vedono il ruolo della Dieta nel dopoguerra trascurabile. Anche se occupò un ruolo centrale nella costituzione, molti la considerano come un corpo ritualistico. Come il lavoro della Dieta diede una forte burocrazia e un sistema di partito dominante è legato alla distribuzione del potere che avvenne nel dopoguerra in Giappone.

Il modello verticale dice che i governi dell’LDP dominavano la Dieta, riducendola solamente ad un processo formale; il modello orizzontale invece dice che c’era un dare e ricevere tra i partiti politici e tra il primo ministro e il governo e la Dieta. L’influenza della Dieta è stata sottovalutata, anche se la mole di lavoro non era sempre molto consistente, essa era il fulcro di importanti processi politici.

La maggioranza dei membri del governo deve provenire dalla Dieta e il primo ministro, governo e i singoli ministri possono essere destituiti da un voto di sfiducia o dal fallimento di un voto di fiducia.

La camera dei consiglieri del dopoguerra è una nuova istituzione; è un corpo elettivo e i suoi membri sono eletti per 6 anni.


Dei disegni di legge progettati insieme alla burocrazia e promossi dal governo, l’84% furono approvati dalla Dieta nel 1952-89. I disegni di legge mandati alla Dieta potevano essere approvati senza emendamento, emendati, abbandonati, rinviati. Anche i ministri stessi ritirarono e ridisegnarono progetti di legge per presentarli poi ad una discussione presso la Dieta.


La risoluzione dei confronti nella Dieta non è mai stata facile; in alcuni casi i rappresentanti della camera alta e di quella bassa si incontravano con i rappresentanti dei partiti politici per mediare i disaccordi. Qualche volta, il portavoce compiva un gesto simbolico che poteva comportare alle sue dimissioni per persuadere i partiti all’opposizione di affidarsi alle delibere della Dieta.



In alcuni casi, gli strategisti dell’opposizione, per aumentare la credibilità supportavano disegni di legge popolari, anche se il supporto costava una temporanea alleanza con l’LDP. Anche le coalizioni tra l’LDP e il partito socialista non passavano inosservate.


A fianco al lavoro collettivo per far leggi, i membri della Dieta lavoravano come individui che rappresentavano locali gruppi di interesse, in incontri con ministri ufficiali. I membri erano coinvolti inoltre in comunità politiche istituzionali che includevano burocrati del governo.


Sembrano esserci due tipi di legislature democratiche. Il primo tipo fa leggi e si chiama legislativa. Il secondo tipo, principalmente delibera sulle proposte legislative e si chiama deliberativa. La Dieta è molto vicina al tipo di legislatura deliberativa; principalmente giudica i disegni di legge iniziati dal governo e dalal burocrazia.



Interessi, politica e poteri


Le relazioni di gruppi di interesse con il governo variano; due schemi sono usati dagli studiosi politici per definire queste relazioni. Il primo è il corporativismo pluralista: sotto il corporativismo, qualche gruppo ha relazioni strette e privilegiate con le burocrazie del governo; sotto il pluralismo ci sono tanti centri di potere che competono per avere influenza politica. Il secondo schema di analisi descrive il tentativo di avere accesso politico da parte dei gruppi di potere attraverso burocrazie o legislature. Il modo con il quale i gruppi di interesse sono rappresentati via azione legislativa o burocratica, è il fulcro della distinzione.

La politica giapponese è un sistema misto, con elementi di corporativismo e di pluralismo. Avere relazioni strette tra gruppi di interesse e governo, è una definizione di corporativismo; i gruppi di interesse sono in effetti incorporati nel pubblico processo politico. Però il termine corporativismo in Giappone viene usato in termini di cooperazione in cambio di favori da parte del governo e dell’amministrazione.


Politica agraria


Gli agricoltori sono stati molto importanti in politica sin dalla guerra; hanno sempre avuto un gruppo di maggioranza nella coalizione elettorale dell’LDP. La loro preoccupazione riguardava i prezzi della produzione, la protezione dalle importazioni e gli aiuti per i prodotti agricoli. Gli agricoltori hanno sempre avuto numerosi alleati e in aggiunta a loro, avevano generalmente un ampio sostegno dai comitati politici dell’LDP. I membri parlamentari dell’LDP a sostegno degli agricoltori erano organizzati in gruppi come la “Lega per la promozione dell’industria della frutta” o la “lega per l’innovazione agricola”.

Avevano però anche degli oppositori; in particolare le organizzazioni commerciali si erano lamentate specialmente per gli effetti della protezione agricola sulle importazioni e inoltre per l’alto costo dei prodotti agricoli utilizzati per la produzione industriale di cibi.


La riforma delle tasse


Tasse e politica fiscale sono le più importanti aree di intervento della politica di governo.

Nei primi anni dopo la guerra, il governo realizzò l’imposta fiscale più leggera di tutte gli altri paesi industrializzati; una grande crescita del paese aumentò anche le entrate, per cui le imposte sul reddito spesso sono state basse senza causare deficit al bilancio dello stato. Ma nel 1970 crebbero le uscite per i lavori pubblici; aumentare le tasse era politicamente difficile e il Giappone entrò in una decade di un grande deficit finanziario. La soluzione più presa in considerazione era una sorta di tassa sulla produzione e sulla vendita.

Un altro fattore favorevole ad una riforma delle tasse nel 1980 fu la convinzione assai diffusa che il sistema di tassazione esistente era troppo ingiusto per gli impiegati salariati; essi dovevano are tasse troppo alte sul loro reddito rispetto ai piccoli proprietari e agli agricoltori. Il sistema di tassazione di allora si chiamava sistema 9-6-4 (i lavoratori salariati avano sul 90% del reddito, i piccoli proprietari sul 60% e gli agricoltori sul 40%).

Nonostante tante opposizioni da parte di gruppi di commercianti, un pacchetto di riforma delle tasse venne sottoposto all’approvazione da parte della Dieta nel 1988 e i cambiamenti sulla legge vennero applicati in aprile 1989.


Alcuni gruppi commerciali supportarono le proposte di riforma; per esempio la federazione industriale della energia elettrica era soddisfatta della riduzione della tassa sull’elettricità dal 5 al 3%.

Un secondo settore di commercianti erano soddisfatti del fatto che l’automobile non faceva più parte dei beni di lusso e quindi da tassare, ma gli operai erano contrari alla tassa sul camion che in precedenza non era mai stato tassato.

Piccoli venditori al dettaglio erano contrari alla tassa sul consumo.


Il processo della riforma delle tasse è un chiaro esempio di politica pluralistica.




Interessi delle aziende e vita politica



Le alleanze tra le aziende e il partito liberale democratico sono state viste da molti interpreti come una chiave di svolta della politica giapponese dopoguerra. Nel periodo del sistema del 1955, le relazioni tra l’LDP e le aziende erano basate su interessi comuni; le grandi aziende volevano avere un governo stabile che tollerasse i loro interessi e l’LDP voleva restare al potere. La stabilità politica sotto un partito favorevole alle aziende, facilitava il programmare piani e investimenti a lungo termine. Le grandi aziende e il partito concordavano sul fatto che la crescita economica e la stabilità della macroeconomia erano prioritari; insieme si opposero al socialismo e al comunismo.

Gli incontri tra l’LDP e le aziende erano molto frequenti, circa una volta al mese, inoltre l’LDP promuoveva seminari politici dove dirigenti d’azienda e politici del partito potevano condividere opinioni comuni.

I politici anziani del partito coltivavano relazioni con i direttori delle aziende e con i presidenti delle comnie per incrementare i guadagni per il loro partito. Come negli anni precedenti, i burocrati intrattenevano stretti legami con i sostenitori commerciali; la richiesta rifletteva il desiderio degli operanti nel mondo degli affari, di avere un accesso alla politica. Due grandi gruppi si formarono dopo che venne eletto Takeshita; il primo Chikuseikai, fu composto da leader delle quattro maggiori organizzazioni commercianti, il secondo, Mokkeikai era formato da leader commercianti provenienti dal keizai doykai. Takeshita abbe anche legami con tanti altri gruppi minori di burocrati, commercianti ecc.

La lunga dipendenza del partito dal supporto dei grandi affari fu evidente al tempo delle elezioni della Dieta nel 1989-90. Il partito riuscì ad ottenere 90 milioni di $ da un gruppo d’affari per la sua conduzione alla camera dei consiglieri nella camna elettorale nel 1989.

Dopo aver perso le elezioni, l’LDP lanciò una camna per aumentare i fondi del partito; vennero trovati 186 milioni di $, che è tutt’oggi il più grande contributo alle casse dell’LDP da anni e anni. E anche dopo la sua perdita di potere continuò a ricevere notevoli donazioni.

Qualche affare era più vicino di altri al partito, il che spiega la complessità delle relazioni del governo.

Come le altre coalizioni, le relazioni d’affari del partito erano reciproche: gli affari sostenevano il partito in cambio della sua garanzia di una stabile, pro capitalistica situazione politica.


La legge sui grandi magazzini


Emanata nel 1973, la legge prevedeva che le comnie che volevano aprire magazzini che occupavano più di 1500 metri quadrati, dovevano passare per una complicata procedura di approvazione da parte del governo. L’obbiettivo di questa legge è di limitare la stabilizzazione di nuovi grandi magazzini, magazzini molto convenienti e supermercati. Queste restrizioni sono il risultato di antiche concessioni da parte del partito ai piccoli mercanti.

Nel tardo 1980, nonostante l’influenza dei piccoli giri d’affari, il governo considerò una revisione alla legge che consisteva in modifiche o in procedure supplementari. Lo stimolo principale venne dalle pressioni esterne (gaiatsu): nel 1985 il governo US disse che il governo giapponese cambiava la legge sugli impedimenti strutturali; l’eliminazioni di sistemi di barriere contro la distribuzione fu discussa al vertice G-7 a Toronto nel l988. Alla fine il governo giapponese accettò di rivedere la legge e ne promise una revisione. Gli sforzi per raggiungere accordi sulla legge sui grandi magazzini procedevano lentamente anche perché venivano ascoltati differenti gruppi di interesse per rendere pubbliche le loro richieste. La revisione delle procedure contenute nella legge fu una boccata d’aria fresca per i piccoli e medi venditori all’ingrosso, che sono una parte importante nella vita giapponese.

A partire dal 1970, apparve in Giappone un gran numero di catene di centri commerciali non molto grandi che offrivano merce spesso a prezzi scontati.

I cambiamenti nel modo di acquistare e i relativi cambiamenti nelle organizzazioni delle industrie di vendita all’ingrosso, coincidono con gli interessi degli affari americani legati allo sviluppo di grandi centri commerciali nel mercato giapponese.


I gruppi di interesse europei e giapponesi differiscono in un particolare importante: quelli europei interagivano più con i ministri che con i singoli partiti tranne rare eccezioni.


In generale, il lungo stare al potere del partito conservatore e il decentramento del potere creò una situazione più favorevole ad una integrazione dei gruppi di interesse più che in ogni altro sistema politico dove i partiti sono più centralizzati ed autonomi. In Giappone, i contatti tra i gruppi di interesse e i partiti sono decentralizzati.






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