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PRIMI APPROCCI ALLO STUDIO DELLO SVILUPPO - 2 CONDIZIONI DEI BAMBINI E CONCEZIONI DELLA FANCIULLEZZA

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PRIMI APPROCCI ALLO STUDIO DELLO SVILUPPO

1-DOMANDE SULLO SVILUPPO

·        Come cambia una certa caratteristica abilità, funzione, al procedere dell’età?

La risposta a questa domanda consiste nel delineare delle sequenze di sviluppo che descrivono lo sviluppo di certe abilità nei bambini e nelle bambine.

Alla base di questa domanda c’è il tacito assunto che esistano delle sequenze di sviluppo tipiche. Quindi possiamo formulare la domanda in: quali aspetti dello sviluppo (se ci sono) si presentano in sequenze universali e quali attraverso una varietà di percorsi diversi?

·        Che differenze ci possono essere tra individui o categorie di individui?



Molte ricerche si sono proposte di misurare le caratteristiche in cui una persona può differire da un’altra. Per quanto riguarda le possibili differenze tra categorie di individui, le più studiate sono quelle relative al genere del sesso.

     Molto spesso gli esseri umani anno affermato l’esistenza di  

     differenze tra individui, razze, gruppi sociali, sessi, per giustificare

     privilegi o esclusioni, senza accertare se queste differenze

     esistevano davvero.

·        Da cosa dipendono le varie differenze?

Questo gruppo di domande è forse il più importante, perché riguarda la spiegazione delle differenze(tra età, tra individui, tra sessi tra categorie sociali) identificate nel rispondere alle altre domande. Sono queste spiegazioni a suggerire gli interventi volti a favorire il cambiamento, promuovendo le differenze ritenute desiderabili e prevenendo o attenuando quelle indesiderabili. Infine,una miglior conoscenza delle cause delle differenze individuali può aiutare anche ad accettare molte di esse cosi come sono, considerando espressine della varietà di talenti, preferenze, disposizioni emotive, che costituisce un patrimonio prezioso per la nostra specie.

·        Qual è la natura umana?

Per secoli i filosofi si sono confrontati sull’origine della natura umana. La cultura occidentale da oltre duemila anni sta offrendo due soluzioni opposte a questi interrogativi:

-empirismo sottolinea il ruolo dell’esperienza e quindi dell’ambiente.

-innatismo-nativismo dotazione innata

2 CONDIZIONI DEI BAMBINI E CONCEZIONI DELLA FANCIULLEZZA

Agli interrogativi sopra elencati cercano attualmente  di dare risposta diverse branche della psicologia, oltre la psicologia dello sviluppo. I risultati conseguiti da queste discipline ci consentono di determinare i principali cambiamenti che avvengono fin dalla nascita all’adolescenza.

                  

I BAMBINI DAL MEDIOEVO AL ‘700

IL MEDIOEVO

Secondo lo storico francese Philippe Ariès (1960) nella società europea del Medioevo non esisteva ne un sentimento della fanciullezza (in tesa come infanzia), ne una distinzione tra i modi di vita di bambini e adulti. L’elevato tasto di mortalità infantile imponeva minime cure affettive verso il bambino. I fanciulli della società occidentale erano inseriti direttamente nella società con compiti affini con quelle degli uomini e delle donne del loro ambiente.

ISTITUZIONI SCOLASTICHE E CONCEZIONI DELLA FANCIIULLEZZA

Verso il Quattrocento alcuni moralisti e teologi fondarono delle istituzioni scolastiche, simili a quelle del clero, aperte verso i laici. Grazie alle scuole, le concezioni dei moralisti incisero sulla visione della fanciullezza in vari strati della società. La condizione degli scolari rimase per lungo tempo una prerogativa dei li maschi dei ceti più abbienti, mentre le bambine continuarono a condividere le attività delle altre donne della casa. Solo con il diffondersi della scuola di massa e di leggi per tutelare i bambini, la fanciullezza è diventata fase distinta della vita.

IL BAMBINO SECONDO I MORALISTI DAL ‘400 AL ‘600

Secondo Ariès, in alcune opere del teologo e moralista francese Jean Charlier De Gerson (1363-l429) il bambino viene considerato come una creatura dotata di impulsi sessuali, testimoniati dalla masturbazione, con una natura corrotta dal peccato originale, ma priva della consapevolezza del male, e bisognosa di essere salvaguardata dal pericolo.

Nei secoli successivi si sovrappongono varie visioni. Nel ’600  la fanciullezza viene concepita come l’ età dell’ innocenza intesa come debolezza. Con il diffondersi del servizio militare obbligatorio verso la fine del ‘700 venne inserito un nuovo periodo della vita, l’adolescenza, inserita tra quello della scuola e quello del lavoro. L’ intento di rinvigorire i bambini portava a richiedere maggior disciplina e principi più rigidi attraverso un’ educazione repressiva, con uso frequente di punizioni corporali.

I BAMBINI SECONDO LOCKE E ROUSSEAU

La visione del bambino era divisa da due concezioni opposte:

JOHN LOCKE  il fondatore dell’ empirismo, sostiene che la mente alla nascita del bambino è come una tabula rasa, cioè un foglio bianco su cui sarà l’esperienza a lasciare i suoi segni attraverso i principi dell’associazione, dell’ imitazione, della ripetizione della ricompensa. I bambini devono essere plasmati dagli educatori e dai genitori

JEAN JACQUES ROUSSEAU  sostiene che la ura del bambino sia fondamentalmente buona e che si sviluppi secondo una armoniosa tabella di marcia. Con il procedere dell’età il bambino passa attraverso fasi dello sviluppo caratterizzati da modi di pensare determinati da un piano di crescita interno.

3 LA NASCITA DELLA PSICOLOGIA GENERALE E DELLA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

Il fondatore della psicologia scientifica fu Willhelm Wundt (1832-l990), uno studioso tedesco che fondò a Lipsia il primo laboratorio psicologico.

Prima della nascita della psicologia, il problema della percezione, della conoscenza, del pensiero filosofico è stato curato dalla filosofia: ma all’interno di questa disciplina ne venne coniata un’altra caratterizzata dall’interesse indirizzato verso lo studio dell’anima umana e, successivamente, dallo studio dei fenomeni mentali.

Nell’800 si può affermare che la psicologia venne ritenuta una disciplina a sé, e come tale aveva sviluppato una metodologia basata sull’empirismo:

·        Elementarismo: analoga alla chimica, anche qui avviene una scomposizione degli elementi basilari e una ricerca di tali leggi con cui gli elementi si combinano.

·        Metodo introspettivo: una volta trovati questi elementi costitutivi provocavano il fenomeno da studiare su dei pazienti, capaci di descrivere nel modo più accurato le loro reazioni mentali.

I seguaci di Wundt, non avendo altri antagonisti, si definivano semplici psicologi: inseguito altri psicologi, definirono il loro orientamento strutturalista in contrapposizione al funzionalismo.

STRUTTURALISMO

Definivano cosa accade nella coscienza e come accade

FUNZIONALISMO

Definivano, oltre il come e cosa accade nella coscienza, anche il perché.

I funzionalismi partirono dalle teorie evoluzionistiche di Darwin, dove la psicologia doveva essere concepita come scienza biologica, e la coscienza esser vista come ausilio all’adattamento dell’organismo vivente al suo ambiente. Da qui la ura del bambino emerge perché viene visto come il tramite tra l’uomo e l’animale. Questa psicologia dominò il pensiero statunitense, dove emersero due ure importati, William James (1842-l910) e Granville Stanley Hall (1844-l924) considerato il padre della psicologia dello sviluppo. La psicologia della sviluppo non è nata semplicemente come distacco dalla psicologia generale, ma per decenni cercò d’interagire con essa. Solo verso il 1950, come afferma Patricia Miller, è cominciato l’avvicinamento della psicologia dello sviluppo con la psicologia generale, riguardo sia i metodi di indagine che le teorie.



L’interesso verso il bambino che fece nascere la psicologia dello sviluppo fu resa grazie a due eventi importanti:

         -la formulazione della teoria dell’evoluzione(Darwin);

-         il diffondersi della scolarizzazione di massa.

4 LA MATRICE BIOLOGICA

Fino l’800 la gente era convinta che ogni specie esistente fosse a se stante, creata dal divino fin dai tempi dell’origine.

Nella seconda metà dell’800 si afferma invece l’idea dell’evoluzione secondo la quale tutte le specie animali (compreso l’uomo) hanno un’origine comune.

L’evoluzione del corpo va a pari passi con quella della mente. Ciò dimostra che le capacità intellettuali non derivano da un volere divino, ma dall’evoluzione del cervello.

L’uomo e gli animali superiori, specialmente i primati, hanno in comune alcuni istinti: stessi sensi, intuizioni, sensazioni, simili passioni, affetti, emozioni, gelosia,il sospetto, l’emulazione, la gratitudine e la magnanimità.

Darwin non conosceva quale fosse l’origine delle variazioni, però intuì che possono diventare ereditarie caratteristiche acquisite nel corso della vita.

Movimento ripetuto più volteàabitudineàistinto

LA TEORIA DELL’EVOLUZIONE MEDIANTE SELEZIONE NATURALE

LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA

VARIABILITA’ DI OGNI SPECIE

EREDITA’ DEI CARATTERI FAVOREVOLI

La teoria di Darwin venne connessa ad un’altra teoria, la teoria della rimodulazione di Haeckel

LO STUDIO SULL’ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI

Con il termine espressione Darwin intendeva il complesso dei movimenti che accomnano e manifestano vari stati d’animo.

Lo studioso confrontò le espressioni degli uomini di diversa età con quelle degli animali servendosi di una serie di metodi diversi:

osservazione diretta, esame di foto, questionari distribuiti a diverse persone. I principali aspetti di tali funzioni adattive sono due:

         -consentire un’azione efficacia nei confronti dell’ambiente;

         -costruire uno strumento di comunicazione.

La funzione comunicativa avviene sin dai primi mesi di vita, prima della sa del linguaggio: come ad esempio il pianto o il sorriso.

Ma ciò non esclude che tutte le espressioni siano utile: ad esempio l’orripilazione o anche detta “la pelle d’oca”.

TEMI DARWINIANI NELLA NASCITA DELLA PSICOLOGIA  DELLO SVILUPPO

Per quanto riguarda lo studio del bambino,le due tesi che hanno avuto maggior impatto furono:

-         l’importanza delle variazioni individuali;

-         il riconoscimento di una continuità biologica.

Da queste due tesi nacquero due discipline:

PSICOMETRIA:  Francis Galton  (1822-l911) studio svolto per rilevare misurazioni ed interpretazioni di caratteristiche psicologiche.

PSICOLOGIA COMPARATA: dedicata allo studio dell’attività mentale degli animali e al confronto con quella umana.

TEORIA DELLA RIECAPITOLAZIONE IN EMBRIOLOGIA E PSICOLOGIA

La legge della rimodulazione, formulata da Ernst Haeckel, sostiene che l’ontogenesi ( lo sviluppo dell’individuo) rimodula brevemente la filogenesi (l’evoluzione della specie).

“Un individuo ripete i più importanti cambiamenti di forma evolutisi nei suoi antenati durante il loro lungo e lento sviluppo paleontologico”

uomoàcompendio della natura

embrioneàoggetto comune con le altre specie

Un allievo di Darwin, Gorge Romanes, interpretò questa teoria applicandola alla vita mentale:

“la mente umana è derivata dalla mente quali noi incontriamo negli animali inferiori […] lo stesso pensiero umano è nient’altro che la suprema fioritura di un albero vigorosamente cresciuto le cui radici, e il tronco e i molti rami si celano nell’abisso dei tempi etari”.

Applicando la teoria della rimodulazione, Romanos sostenne che durante lo sviluppo embrionale, e durante i primi mesi di vita, l’embrione, il feto  e il bambino, ripercorrono lo stesso cammino

BAMBINO                                                CAPACITA’ MENTALI

8 MESI

Capacità mentali di un uccello

10 MESI

Capacità mentali di un roditore

12 MESI

Capacità mentali di un mammifero evoluto




15 MESI

Capacità mentali di una scimmia o di un cane

Dal quindicesimo mese inizia  lo sviluppo di capacità che distinguono l’uomo dagli altri animali, ma che costituiscono ramificazioni di un tronco comune.

La teoria della rimodulazione è stata fatta propria anche da altri studiosi psicologi come Stanley Hall e altri studiosi, una serie di istinti, emozioni, capacità intellettuali, fanno la loro sa nel bambino secondo un ordine che rispecchia la loro storia evoluzionistica.

NASCITA

Posizione, movimento, istinto e rabbia

4 MESI

Coordinamento dei movimenti, delle sensazioni, imitazione ed istinto

1 ANNO DI VITA

Orgoglio e pietà

2 ANNO DI VITA

Nozione di sé

La teoria della rimodulazione ha dato origine all’idea che esista un’unica e universale sequenza di sviluppo e le differenze individuali consistono soltanto in ritardi, arretramenti,o nel fermarsi in un punto intermedio del percorso. Questa concezione dello sviluppo è stata edificata da Freud e Piaget.

Ma la teoria della rimodulazione fornì un valido supporto al colonialismo e al razzismo.

5 I PRIMI STUDI OSSERVATIVI SULLO SVILUPPO INFANTILE

Darwin inoltre fu uno dei primi a raccogliere le sue ricerche in una sorta di diario biografico, come fece gia nel ‘700 il filosofo tedesco Dietrich Tiedemann che aveva scritto delle Osservazioni sullo sviluppo delle capacità mentali dei bambini, ed altre analoghe monografie.

La nascita della psicologia dello sviluppo viene fatta risalire quando venne pubblicato nel 1882 il libro la mente del bambino di Wilhelm Preyer, in cui riporta osservazioni fatte sul proprio lio.

Preyer si interrogò sui rapporti tra pensiero e linguaggio, sostenendo che nozioni, pensiero, intelligenza, esistono prima dell’acquisizione del linguaggio e sono una condizione  per il suo apprendimento.

Infine Preyer aggiunse che esistono anche altre funzioni innate come ad esempio le nozioni di tempo, spazio e oggetto (ricorda il pensiero kantiano).

6 METODO DEI QUESTIONARI

Granville Stanley Hall il fondatore del primo Istituto per lo studio del bambino (azionando un movimento per lo studio del bambino), fu colui che inizialmente, utilizzò interviste sui bambini,condotte prima in piccoli gruppi e poi individualmente: cercò, oltre a descrivere cosa sapevo i bambini, di fare confronti tra vari gruppi diversi per età o ambiente di provenienza. Questi questionari furono i propulsori di successivi test di vocabolario e profitto che scoprirono parti nascoste dei bambini, che vennero inseguito messi alla luce grazie a Piaget.

Inoltre Hall cercò nella teoria della rimodulazione anche le indicazioni sulle attività e le modalità d’insegnamento adatte alle varie fasce di età, ricavando le seguenti conclusioni: i bambini fino il raggiungimento dell’8° età, davano libero sfogo dei propri istinti, dagli 8 ai 13 anni si poteva dare avvio all’attività scolastica, in cui veniva applicata un’educazione repressiva. Solo dopo i 13 anni , con la piena sa dei tratti umani, l’educazione poteva essere basata sulla discussione e la scoperta.

Quindi riassumendo Hall avevo gettato le basi per l’approccio normativo ponendo la sua attenzione verso le caratteristiche dei bambini nelle diverse età.

Inseguito Arnold Gesell, fu spinto da un forte interesse verso la diagnosi dei disturbi dello sviluppo dei bambini e ragazzi fino i 16 anni. Seguendo una prospettiva biologica egli riteneva che il principale motore dello sviluppo fosse la maturazione.

7 LA RICERCA DI JAMES MARK BALDWIN

James Mark Baldwin ha dato un’altra interpretazione alla teoria della rimodulazione: secondo Baldwin la mente nel corso dello sviluppo subisce molti sostanziali mutamenti, che derivano dalla progressiva maturazione del sistema nervoso centrale e si attuano mediante due processi, la reazione circolare e l’accomodamento.

LA REAZIONE CIRCOLARE consiste nell’eseguire ripetutamente una serie di movimenti rivolti verso uno stimolo. La sa inseguito del movimento abituale è data grazie alla formazione di uno schema.

Questo permette che ogni volta che si da uno stimolo, avviene un movimento perché si attiva uno schema, il processo viene chiamo assimilazione.

         ACCOMODAMENTO avviene quando una assimilazione non ha successo, perché lo stimolo presente è diverso dagli schemi posseduti.

Il meccanismo responsabile degli schemi è l’attenzione  direttamente  dipendente dalla coordinazione corticale. Appena nati il cervello è privo di funzionamento cerebrale e attività mentale e quindi i neonati sono simili agli invertebrati; ma con l’avvento della maturazione del cervello porta sempre una maggior coordinazione corticale che si riflette tramite l’attenzione. L’attività dei bambini viene divisa in epoche o stadi.

0-4 MESI

Le azioni del bambino sono attivate soltanto dagli stimoli e non possiede ancora degli schemi complessivi di una semplice oggetto, come gli invertebrati

4-8 MESI

Aumentano le coordinate corticale, come gli vertebrati inferiori, e rendono possibili memoria - I processi di memorizzazione dall’acquisizione al richiamo - Studi comparati" class="text">la memoria di un movimento  seguito dallo stimolo appena percepito.

8-l2 MESI

L’attività mentale  diventa simili a quella degli vertebrati superiori, ora la memoria può raccogliere più immagini, e ciò rende possibili le azioni volontarie.

ETA  NON DEFINITA

Avviene il distaccamento dal mondo animale, perché il bambino passa da uno stadio prelogico-logico-iperlogico.

8       LA NASCITA DELL’APPROCCIO PSICOMETRICO



Questa branca della psicologia si occupa di studiare, quantificandole, le differenze psicologiche tra gli individui.

GLI STUDI DI FRANCIS GALTON

Secondo Galton la variazioni nelle facoltà psichiche può essere attribuita a due gruppi di fattori:quello biologico ovvero la natura e quello ambientale, culturale, che si riflette nel modo in cui uno viene allevato. Per la prima volta viene formulata esplicitamente l’ antitesi eredità/ambiente: infatti Galton era convinto  che l’intelligenza fosse ereditaria. Da ciò aveva affermato che, per l’interesse dell’umanità, doveva avvenire degli accoppiamenti  tra esseri umani intelligenti per poter generare li intelligenti attraverso un programma chiamato: eugenetica. Fu con questa motivazione che vennero  costruiti i primi test.

Golden, sovrapponendo la statistica alla psicologia, scoprì le variazioni individuali si distribuiscono entro la popolazione secondo un andamento regolare (curva di Gauss).

Il lavoro statistico venne inseguito ripreso da Karl Pearson che ha fornito la teoria matematica.

I TEST PER LA MISURA DELL’INTELLIGENZA

Galton era convinto che le differenze nelle prestazioni intellettuali, come il ragionamento, la soluzione dei problemi, la rievocazione di eventi, rispecchiassero differenze in componenti più elementari.

Questo approccio, definito molecolare , pone in luce le funzioni superiori che potevano essere studiate, esclusivamente tramite i test.

VALIDITA’ E ATTENDIBILITA’ DI UN TEST

VALIDITA’ DI CONTENUTO

Si riferisce all’adeguatezza dei compiti previsti in un test rispetto all’area concettuale o alle abilità che questo deve misurare.

VALIDITA’ DI CRITERIO

Si riferisce a quanto i risultati di criterio vengano confermati da altri criteri

ATTENDIBILITA’

Si riferisce all’essere coerente o ripetibile delle misure, nei test

Binet e Simon introdussero in questa visione, un altro concetto relativo ai test: il concetto dell’età mentale. Tramite i test assegnati a un gruppo di bambini con la stessa difficoltà intellettiva, possiamo inserire in gruppi a seconda dell’età. Nei casi di un bambino ritardato,il compito era quello di insegnarli, il funzionamento cognitivo.

Inoltre i test, secondo Charles Spearman, dovevano fungere da segnalatori di un’intelligenza dovuta da una singola abilità, o da un insieme di abilità. Questa considerazione ha dato avvio allo studio delle analisi statistiche in grado di raggruppare numerosi punteggi correlati in un numero limitato di fattori.

9       COMPORTAMENTISMO

Nel secondo del ‘900, i metodi e gli obiettivi della psicologia scientifica, vennero messe in discussione dal comportamentismo. Questo movimento viene fatto risalire ai tempi di John  Watson, 1913, quando pubblicò un articolo in cui sosteneva di fondare la psicologia su basi completamente oggettive e scientifiche.

Il comportamentismo rappresenta l’insieme degli atti, con cui uno stimolo ambientale avviene nell’individuo. La disciplina si fonde sulla critica del pensiero dell’innatismo, e per l’adozione di un punto di vista posto sull’ambiente.

Inoltre si ricollega al pensiero positivista della filosofia dell’800 del sociologo Auguste Comte, il quale aveva rifiutato l’uso dell’introspezione, assistendo al nascere di uno spirito oggettivista, d’ispirazione funzionalistica.

PRINCIPIO DI PARSIMONIA

Un contributo determinante per la nascita del comportamentismo venne diffuso dallo studio della coscienza animale, per interpretare le azioni degli uomini.

Da qui molti studiosi tentarono di spiegare la legge dell’effetto, in cui  determinati atteggiamenti vengono incrementati tramite ricompense.

SVILUPPI DEL COMPORTAMENTISMO

I seguaci di Watson, introdussero un tipo di condizionamento, oltre quello classico, definito operante. Qui vediamo emergere studiosi come Burnus F. Skinner che ha esaminato come si modificano comportamenti che un organismo effettua spontaneamente. Riprendendo le teorie sulla legge dell’effetto, Skinner  ha messo in evidenza come la frequenza con cui si effettua un comportamento dipenda dalle conseguenze che esso provoca.

Gli eventi che determinano un aumento nella frequenza del comportamento che segue, vengono definiti rinforzi. Semplificando i concetti di Skinner, potremmo distinguere, con una mentalità convenzionalista le varie situazioni:

-rinforzi positivi consiste nel verificarsi di una situazione gradevole;

-rinforzi negativi consiste nella cessazione di una situazione sgradevole:

-punizioni diminuiscono le probabilità di un comportamento sbagliato;

-estinzioni che ha luogo quando cessano i rinforzi.

La riflessione dei vari autori era centrata intorno al tentativo di verificare empiricamente alcuni temi, come l’imitazione, il cui significato mutò nel corso degli anni. Inizialmente l’imitazione era vista come comportamento infantile. Negli anni ’60 si iniziò a considerarlo come un meccanismo autonomo di apprendimento: si possono apprendere nuovi comportamenti semplicemente tramite l’osservazione di un modello, senza che il soggetto viene sottoposto da rinforzi. Secondo questa teoria l’apprendimento osservativi viene diviso in varie fasi:

·        PROCESSI ATTENTIVI nella prima fase il bambino nota il comportamento del modello.

·        PROCESSI RAPPRESENTATIVI il bambino registra il comportamento e lo interpreta alla luce delle sue conoscenze.

·        PROCESSI DI RIPRODUZIONE le due fasi precedenti vengono riprodotte agevolmente.

·        PROCESSI EMOZIONALI attivata dal bambino imitando il modello e possono consistere in:

-rinforzi esterni

-auto-rinforzi

-rinforzi vicari

chiamando in causa i processi cognitivi, la teoria del comportamentismo vennero progressivamente abbandonati, finendo con confluire nell’approccio cognitivista.

 






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