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La lotta contro Batista, Il periodo 1959-61, Cuba socialista, La visita del Papa a Cuba, L' isola di Cuba

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Uomo di Stato cubano nato a Mayarì (Santiago de Cuba) nel 1927 .

La famiglia Castro Ruz appartiene alla classe dirigente tradizionale dei proprietari terrieri; questa origine rurale, provinciale, spiega forse la passione sempre nutrita da Fidel per tutto ciò che riguarda la terra. Ragazzo di buona famiglia, educato tra numerosi fratelli e sorelle, compie il primo ciclo di studi presso i Gesuiti, passa poi alla facoltà di diritto per divenire 'licienciado', avvocato, come tanti altri giovani di buona famiglia dell' America Latina. Prende parte alla vita politica studentesca, distinguendosi per il suo carattere appassionato e temerario.

AlI'Università, scopre la politica cubana, che attraversa allora il suo periodo peggiore, quello del terrorismo armato, cioè quello del terrorismo dei fuorilegge che hanno fatto la loro sa dopo il 1944 : si tratta di

un terrorismo disperato fomentato dalla sinistra insurrezionale, che, dopo la sconfitta subita ne11934, pratica una forma di violenza fine a se stessa. Un esempio di rivoluzionario insofferente di questo ambiente è rappresentato da Rolando Masferrer, reduce dalla guerra civile snola, che partecipa nel 194 7 con Castro ad un tentativo di sbarco a Santo Domingo contro Trujillo, prima di diventare senatore di Batista e organizzatore della sua banda controrivoluzionaria, le 'Tigri di Masferrer'

Dopo il fallimento del tentativo di Santo Domingo, Fidel Castro aderisce a Partito del popolo cubano, fondato nel 1946 da Eduardo Chibas (1907-l951). Ne11948, si trova a Bogotà al momento dell' assassinio di Jorge Eliecer Gaitàn(1903-l948),che è seguito da una grande sollevazione popolare, inizio della guerra civile colombiana.

La lotta contro Batista

Dopo aver protestato contro il colpo di stato di Batista (marzo 1952), organizza con centoventi uomini l' attacco alla caserma della Moncada, a Santiago de Cuba. II 26 luglio 1953, gli assalitori sono respinti e subiscono perdite molto pesanti; Fidel e il fratello Ralìl sono processati e condannati. Fidel termina la sua arringa con queste parole: “La storia mi assolverà”. A ricordo di questo episodio il movimento castrista si sarebbe poi chiamato “26 de julio”.

Graziato nel1955, parte per il Messico e gli Stati Uniti allo scopo di organizzare dall' esterno il rovesciamento della dittatura.

Dopo aver ottenuto forse aiuti da alcuni uomini d' affari americani, si imbarca in Messico con altri ottanta partigiani, tra i quali anche Che Guevara sul Granma. L' operazione fallisce: la nave viene colpita il2

dicembre 1956 dal fuoco delle mitragliatrici, e un pugno di sopravvissuti riesce a guadagnare la Sierra Maestra, da dove lancerà due anni più tardi l'offensiva finale contro Batista. Questo nuovo scacco comporterà la conseguenza di modificare le concezioni dei rivoluzionari; due anni di Sierra Maestra getteranno le basi della rivoluzione cubana.

Nel1957, la resistenza urbana, organizzata da altri movimenti, è responsabile di numerosi attentati. Il direttorio rivoluzionario attacca il palazzo di Batista all’ Avana, e il suo capo, Josè Atltonio Echevarria, è assassinato dalla polizia. Nelle province orientali il movimento ribelle si allarga a macchia d' olio; Fidel Castro, frattanto, acquisisce popolarità anche negli Stati Uniti grazie ai servizi del corrispondente del New York Times, Herbert Matthews.

Nel 1958, la guerriglia sulle montagne e la resistenza urbana gettano discredito sul regime di Batista. A Washington non si sa più quale politica seguire: sostenere Batista, che denuncia Castro come un comunista antiamericano, oppure parteggiare per un rivoluzionario generoso e romantico destinato a rientrare nei ranghi.



Nel 1958, il governo americano e tutti gli osservatori sono d' accordo: 'Non è provata, in seno al movimento di Castro, l' esistenza di movimentI comunisti organizzati, così come non è provato neppure che il senor Castro subisca l' influenza comunista'.

Resta il fatto che il governo degli Stati Uniti adotta una politica attendista : non fa niente per Batista, e neppure per Castro; l' ambasciatore americano, Earl Smith, appoggia invece Batista. Il 14 maggio 1958, gli Stati Uniti, sospendono l' invio di armi a Batista.

In aprile, viene dichiarato lo sciopero generale rivoluzionario; in maggio, l' esercito di Batista lancia un' offensiva in grande stile contro la Sierra Maestra; in giugno, è giunto ormai a sole quattro ore di marcia dalla capitale ribelle. I guerriglieri, tuttavia, contrattaccano, e riportano una decisiva vittoria; da questo momento in avanti, la guerriglia cessa di essere un vero movimento politico e si trasforma in un esercito di duemila uomini. La grande offensiva ribelle attraversa il suo miglior momento nel Natale 1958, progredendo in tutte le direzioni; il 27 dicembre, il generale Cantillo offre a Fidel Castro un patto di alleanza; il suo intento, un vero e proprio doppio gioco, consiste nel far partire Batista e formare nel contempo un governo 'neutro' che sia ostile al tiranno ma soddisfi anche gli Stati Uniti. Castro lascia che questi abbatta il vecchio regime e metta fine alla guerra, ma lancia un appello per lo sciopero generale perchè i militari desistano dai loro intrighi politici. Il due gennaio 1959, Castro proclama presidente Manuel Urrutia. Una settimana più tardi, gli Stati Uniti riconoscono il nuovo governo, e Castro entra all' Avana dopo aver attraversato tutta l'isola alla testa di una colonna motorizzata. In questo momento della sua evoluzione, Fidel appare come un radicale riformista, dai progetti ambiziosi anche se imprecisi. Con la sua personalità galvanizza il paese, che nell' entusiasmo ricostituisce il movimento del 26 luglio: tutti sono ormai castristi, a Cuba. Fino alI' aprile del 1961 , la rivoluzione cubana sarà definita come 'umana, nazionalista di sinistra e democratica”.  Solo alla vigilia delle invasioni da parte dei corpi di spedizione anticastristi, Fidel proclamerà il carattere socialista della sua rivoluzione e lancerà ai lavoratori appelli contro i nemici di classe, alleati dell' imperialismo yankee. Nominato primo ministro, Castro inizia la riorganizzazione del Paese con criteri sempre più orientati verso il socialismo: riforma agraria, nazionalizzazione delle banche, delle società petrolifere e degli zuccherifici, in gran parte di proprietà statunitense.

Il periodo 1959-61

Nel 1959, Castro incarna, agli occhi dei Cubani, gli ideali della rivoluzione; questo gli permette di sbarazzarsi con notevole facilità delle altre correnti rivoluzionarie, e in particolare di coloro che avevano composto il direttorio. Il primo anno della rivoluzione è segnato dalla defezione del capo dell' esercito ribelle, P. L. Diaz Lanz, dalle forzate dimissioni del presidente Urrutia e dal processo a Hubert Matos, uno dei capi più prestigiosi della Sierra. L' unità rimane comunque salvaguardata grazie alla volontà di Castro: il leader della rivoluzione è stato capace di unire tra loro uomini che, una volta abbattuto il tiranno, si sarebbero contesi il potere; ha offerto al paese un programma, vago, certo, ma in grado di stimolare pur sempre le energie e di assicurarsi i necessari sacrifici. Questo ruolo svolto da Castro è ben spiegato dalla frase di un dirigente: 'In Europa, avete la tendenza a sottovalutare la funzione che riveste un grande personaggio nell' ambito della storia' .Che Guevara afferma giustamente: 'II primo e più importante fattore sul quale si basa

l' eccezionale rivoluzione cubana è rappresentato da quella vera e propria

forza della natura che ha nome Fidel Castro'.

L'obbiettivo essenziale cui tende Castro è quello di ottenere un cambiamento dei rapporti tra Cuba e America: in un secondo tempo si potrà sfuggire alla monocoltura dello zucchero e diversificare conseguentemente l'economia. Se la sua posizione ideologica non può essere definita marxista, il suo nazionalismo radicale, veramente rivoluzionario, rappresenta una grande minaccia per i grossi interessi che si concentrano nella regione. La stampa americana, che agli inizi aveva acclamato Castro, dipinge ora l' immagine di una dittatura fondata sul terrorismo e condanna 'il nuovo bagno di sangue di Cuba', 'il mostro barbuto', che 'non è certo migliore di Batista'; l' anno 1960 segnava la rottura tra gli Stati Uniti e la rivoluzione cubana.

La riforma agraria promulgata nel 1959 ha scontentato gli Stati Uniti, che, nonostante i moniti lanciati dal senatore J. W. Fulbright, reagiscono rifiutando di acquistare la rimanenza della produzione dello zucchero per il 1960, corrispondente a 700.000 tonnellate. Il governo sovietico ne approfitta subito per proporsi quale acquirente dello zucchero cubano. A Cuba, Castro approfitta di questa situazione riportando un nuovo successo personale, sull' onda del quale si rinsaldano i sentimenti di solidarietà contro gli Americani.

La politica americana delle sanzioni economiche induce Cuba a intraprendere processi di nazionalizzazione: le trentasei centrali dello zucchero, le raffinerie, le comnie telefoniche americane, ossia 800 milioni di dollari. Il 15 agosto 1960, gli Stati Uniti convincono la Organizzazione degli Stati Americani a condannare la politica cubana. Nell' ottobre di quello stesso anno, Castro nazionalizza 382 imprese straniere e il 19 ottobre, gli Stati Uniti proclamano l' embargo sul commercio con Cuba. Il 3 gennaio 1961, rompono le relazioni diplomatiche. Il 15 apriIe, gli aeroporti dell' Avana e di Santiago sono bombardati dagli esiliati della Florida; il 16, Castro proclama il carattere socialista della rivoluzione; il 17 , il corpo di spedizione controrivoluzionario sbarca nella Baia dei Porci con 1200 uomini, che nel giro di quarantott' ore sono uccisi o fatti prigioneri. Lo scontro tra il governo americano e i profughi, fossero essi seguaci di Batista oppure no, indurrà per reazione Castro ad affermare a posteriori la legittimità socialista della sua rivoluzione, dichiarando inoltre di essere sempre stato un marxista-Ieninista.

Cuba socialista

Il disastro della Baia dei Porci è dovuto all' assoluta ignoranza della influenza esercitata da Castro. Costui non è infatti un tiranno, bensì un capo popolare, considerato dal suo popolo alla stregua di un nuovo Mosè. Il tentativo americano sospinge ancor più la rivoluzione cubana sulla via radicale che essa ha ormai imboccato. Durante i due anni che seguono allo sbarco, non si registreranno più defezioni in seno al regime di Castro, e il paese sarà trasformato secondo il modello sovietico Fidel Castro è perciò indotto ad appoggiarsi al solo apparato esistente, quello del partito comunista, al quale ne il popolo ne Castro avevano mai perdonato la mancata partecipazione alla guerra di liberazione, seguita poi all' ultima ora da un riavvicinamento in vista della vittoria finale. Perchè Castro affida tante responsabilità ai comunisti? Perchè il programma accelerato di socializzazione e di pianificazione secondo il modello sovietico esige un organismo e quadri che egli non possiede. Inoltre, non esita a ricevere gli aiuti che gli vengono offerti dall' Unione Sovietica. Il sistema cubano ne risulta trasformato acquistando solidità e stabilità politica.




La rivoluzione entra dunque nella fase della pianificazione burocratica, e della mistica dello sviluppo. Il primato conferito alI' aspetto economico comporta la concentrazione delle energie sui problemi nazionali piuttosto che su quelli internazionali, e lo stesso Che Guevara prende le distanze da questo nazionalismo di sinistra che costringe la rivoluzione cubana ad allinearsi secondo il modello sovietico. Questo allineamento di Castro a Mosca, sottolineato al momento della crisi dei Caraibi dell' ottobre 1962, quando le due grandi potenze si affrontano sul problema dei missili russi installati a Cuba diventa 'a dispetto di passeggere e periodiche manifestazioni di insofferenza'  reale e continuo: Cuba non può sopravvivere senza i cinque milioni di tonnellate di petrolio sovietico che riceve ogni anno. Una petroliera russa approda ogni due giorni nel porto dell' Avana: questo spiega tanto allineamento con Mosca quanto la necessità di affidarsi al partito comunista al fine di organizzare la rivoluzione. Che Guevara dal 1963 al 1965, compie viaggi intorno al mondo,si allontana dalla  politica di Castro, e pronuncia il suo ultimo discorso pubblico in terra d' Algeria  il 20 febbraio 1965, criticando i metodi e l'aiuto dei paesi socialisti europei. Poi, a fine marzo, esce dalla scena politica cubana. Fidel Castro dichiara: 'Il comandante Guevara si trova là dove è più utile alla causa della rivoluzione'.

Tra il 1965 e il 1970, Castro impegna il paese in una dura battaglia per la produzione e lo sviluppo dell' economia; il governo assume posizioni sempre più ferme al fine di spezzare ogni possibile resistenza allo sforzo richiesto.

In questo periodo, prende la decisione di lasciar liberi di partire coloro che lo desiderino, per evitare di dover combattere internamente una pericolosa controrivoluzione. Questo secondo esodo, che si aggiunge a quello dei primi anni, fa salire fino a 600.000 il numero dei Cubani che, nel giro di dieci anni, hanno abbandonato l' isola. Ma è soprattutto l' impossibilità di riformare i quadri dirigenti, i cui componenti sono partiti in massa, a rendere vani gli sforzi in campo economico. Nel 1969, Castro è costretto a razionare lo zucchero, l' ultimo prodotto ancora venduto liberamente.

Cuba si dichiara allora 'indefettibilmente solidale con l' U.R.S.S.'; la squadra navale sovietica visita Hart dichiara che Cuba deve seguire I' esempio russo degli anni Trenta, mentre Castro lancia il paese nello sforzo produttivo per raggiungere dieci milioni di tonnellate nel 1970, che mobilita tutte le energie senza raggiungere il suo obiettivo, con il rischio di causare gravi danni per I' economia nazionale. La crescente militarizzazione della società cubana, che tanto dispiaceva a Guevara,  l'allineamento con l' U.R.S.S., la glorificazione del modello russo degli anni Trenta; tutto questo appare legato all' ossessione della battaglia produttiva per i dieci milioni di tonnellate e, all' insuccesso, provvisorio o definitivo che sia, subito dalla ricerca di una via castrista, cioè di una originale via cubana al socialismo.

Questo stato di cose non aiuta certo a sviluppare il processo di    democratizzazione, ne la partecipazione della base alle decisioni, già auspicati dal 'Che'. Il dogmatismo, legato al culto del capo, non può che trarre profitto da questo sentimento di rassegnazione. Questo accresce ancor più il ruolo di Fidel Castro. Capo supremo dell' esercito, signore della vita economica e politica, ministro dell' Agricoltura, Fidel è il il factotum della rivoluzione.

Dirige in prima persona la sua forma di azienda agricola modello, percorre incessantemente I' isola in largo e in lungo, vuole vedere tutto, sapere tutto, decidere tutto. E quando le cose vanno male, la gente dice: ' Ah! se Fidel sapesse '.

Fidel è dotato di un potere personale assoluto, che non è sottoposto ad alcun controllo, e questo lo induce ad assumere decisioni sovente affrettate, talvolta addirittura catastrofiche.

In questi ultimi anni le linee di fondo della sua politica internazionale non sono mutate, ma il programma di sviluppo economico ha dovuto subire un cambiamento nell' intento di inserire il sistema cubano in una più ampia rete di rapporti di scambio; contemporaneamente si è assistito a un processo di democratizzazione del regime.

Pur avendo abbracciato il marxismo ( dichiarazione del 1° dicembre 1961) e fuso i movimenti rivoluzionari nel Partito unico comunista cubano, Castro si è sempre sforzato di mantenere una sua 'via ' autonoma al socialismo, disimpegnata nei contrasti che lacerano il comunismo mondiale. Inserì I' America Latina nella tematica del Terzo Mondo, convocando alI' Avana nel 1966 una Conferenza 'Tricontinentale' e creando I' Organizzazione latino-americana di solidarietà (O.L.A.S.), per appoggiare I' azione rivoluzionaria in tutti i Paesi latino-americani. Dopo l'entrata in vigore della Costituzione ( feb- braio 1976), nel dicembre dello stesso anno assunse la carica di presidente del Consiglio di Stato che assomma le mansioni già proprie del presidente della Repubblica e del primo ministro.

A partire dal 1975 Castro riprese la politica terzomondista, sempre in stretto contatto con Mosca. Infatti, inviò truppe in Angola e in Etiopia, appoggiò, a partire dal 1979 , la rivoluzione sandinista in Nicaragua e i ribelli del Salvador, ma nel 1983 subì un pesante rovescio nell' isola di Grenada, occupata dai marines statunitensi. Alla fine degli anni Ottanta, il nuovo assetto geopolitico mondiale influenzò anche la politica di Castro, che ordinò il ritiro dei soldati cubani dall' Angola e dall' Etiopia e nell' aprile 1990 interruppe gli aiuti militari e le forniture di generi alimentari e di petrolio al Nicaragua. Pur tuttavia la posizione di Castro nei confronti del riformismo gorbaceviano rimase critica nonostante ciò accentuasse l' isolamento internazionale di Cuba. La definitiva dissoluzione dell' U.R.S.S. (1991) privò Castro di un importante sostegno economico, mentre il permanere del rigido embargo statunitense aggravò le difficoltà di Cuba costretta ad una severa autarchia. Di fronte alla crescente disaffezione popolare, che si manifestò nei frequenti tentativi di emigrazione di massa e l' occupazione di molte ambasciate occidentali ( 1994 ), Castro attenuò alcuni aspetti di rigidità del regime e concesse alcune aperture all' economia privata. Anche se ciò non si è dimostrato risolutivo per la crisi cubana, Castro è riuscito comunque a tenere saldamente in mano il potere, rappresentando una delle poche eccezioni al crollo del comunismo internazionale. Nel 1996 Castro ha partecipato al vertice di Roma della F.A.O. ove ha incontrato il Pontefice che ha accettato l' invito a visitare Cuba nel 1998.



La visita del Papa a Cuba

Il Papa infatti si è recato a Cuba dal 21 al 25 gennaio 1998 accolto con grandi manifestazioni di entusiasmo e di gioia da parte dei cubani. In questa visita il Papa ha più volte ribadito la necessità di maggior libertà per il popolo, sia morale che materiale, libertà di espressione e di pensiero e libertà dalla povertà. In realtà il popolo cubano ha affrontato e continua ad affrontare duri sacrifici a causa delle misure economiche restrittive (il cosiddetto embargo) attuato dagli Stati Uniti e si trova in condizioni di estrema povertà. Purtroppo l’unica professione che 'fa guadagnare' molti dollari è la prostituzione che è molto diffusa: da alcune interviste televisive ho appreso che guadagna molto di più una prostituta in pochi giorni che un medico ospedaliero in un mese. Pur con queste grandi difficoltà Cuba si vanta di avere alcuni settori all' avanguardia come ad esempio gli ospedali. Infatti la Sanità pubblica è stata uno dei settori più curato e seguiti dallo Stato. Nella sua visita il Papa ha denunciato i sistemi ideologici che enfatizzano lo scontro ed ha affermato che uno Stato moderno 'non può fare dell' ateismo o della religione uno dei propri ordinamenti politici'. Da parte sua Fidel Castro ha sottolineato che le difficoltà di Cuba derivano in massima parte dal tentativo della 'più grande potenza economica, politica e militare della storia', ossia gli Stati Uniti, di strangolare la piccola Cuba rivoluzionaria e si è impegnato a liberare dei prigionieri politici e a piccole 'aperture' verso la libertà, nella speranza che la visita del Pontefice richiami l' attenzione del mondo e soprattutto dei potenti e li faccia riflettere sulle ingiuste e pesanti misure economiche restrittive che vanno a scapito soprattutto dei plù poveri

L' isola di Cuba

Alcuni cenni geografici per meglio comprendere i riferimenti contenuti nell' esposizione della vita e della storia di Fidel Castro.

Superficie: Kmq. 110.922

Popolazione: 10.822.000 ab.

Capitale: L' Avana

Lingua: snolo

Religione: cattolica

Un. monet. : peso

Confini: è situata tra l' Oceano Atlantico, il Mare delle Antille e il golfo del Messico, a circa 200 Km. allargo dell' estremità meridionale della Florida (U.S.A.).

L' isola si estende per più di 1300 Km. su una larghezza media di circa 80 Km..

Una delle caratteristiche del!' isola è quella di avere coste molto frastagliate. Infatti tutto il litorale cubano non è che un susseguirsi di sporgenze e di insenature. Molte di queste costituiscono degli ottimi porti naturali. La costa maggiormente frastagliata è quella dell' Oceano Atlantico dove si trovano le grandi baie di Cabanas, Ronda e Avana.

La maggiore catena montuosa costituisce la Sierra Maestra, i cui monti vengono chiamati le 'Alpi dei Tropici'. La Sierra Maestra occupa quasi tutta la parte meridionale dell' isola e in essa si trova la montagna più alta dell' isola, il Pico Turquino (m. 1711). I fianchi di alcuni monti di questa catena scendono a picco sul mare, ma verso l' interno vanno digradando dolcemente. Gli altri rilievi montuosi dell' isola sono poco elevati. Tra i numerosi fiumi ( oltre 200), uno solo raggiunge una notevole lunghezza ed è navigabile per un certo tratto. E' il Rio Cauto di 240 Km., esso percorre una delle zone più fertili dell' isola e sfocia con un ampio estuario nel Golfo di Guacanayabo.

La mitezza del clima e l' eccezionale ricchezza di corsi d' acqua permettono nell' isola una straordinaria varietà di vegetazione.

Le piante più diffuse sono la palma reale, il pino, la mangrovia e il cactus. Le foreste di Cuba, particolarmente estese nella Sierra Maestra producono legname pregiato ( mogano, ebano, cedro, ecc. ).

Quest' ultimo viene usato soprattutto per la fabbricazione di scatole per sigari. Tra le varie colture agricole dell' isola, la canna da zucchero, è quella più diffusa. Infatti, quasi la metà della superficie coltivata produce canna da zucchero (60 milioni di quintali l' anno). Nel paese vi sono circa 200 stabilimenti per la lavorazione della canna da zucchero. Un altro prodotto per cui I'isola di Cuba va famosa è il tabacco; altro tipico prodotto è il caffè. Notevole anche la produzione di riso, mais, patate dolci e agrumi.

Bibliografia

-il Grande Atlante Storico Mondiale De Agostini Ist. Geografico De Agostini

-Enciclopedia 'Conoscere' F .lli Fabbri Editori

-Courtois, Werth,Panne,Paczkowski,Bartosek, Il libro nero del comunismo Le Scie Ed. Mondadori

-Jean Cormier  Le battaglie non si perdono, si vincono sempre Ed. Rizzoli

-Enciclopedia multimediale Omnia '97 Ist. Geografico De Agostini

-Enciclopedia multimediale Gedea 97,/98 Ist. Geografico De Agostini

-Settimanale “Famiglia Cristiana” febbraio 1998 Ed. Paoline






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