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Parlamento

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Parlamento: il parlamento è un organo bicamerale, cioè composto da 2 camere, la camera dei deputati e il senato della repubblica. La camera è formata da 630 deputati, il senato da 315 senatori. Si tratta di due camere distinte che hanno però una struttura analoga, esistono però alcune differenze: la differenza del numero dei componenti, la differenza di età prevista per l’elettorato attivo (diritto di essere elettori), che è 18 per la camera e 25 per il senato, e per l’elettorato passivo che è di 25 per i deputati e di 40 per i senatori; la presenza come membri a vita del senato, degli ex pdr e di 5 senatori nominati dal pdr personaggi illustri; sistema elettorale in parte. Per 50 anni gli italiani hanno eletto il parlamento col proporzionale, però a questo sistema vengono attribuite l’instabilità dei governi, pluripartitismo accentuato, impossibilità dell’alternanza al potere. Quindi venne promosso nell’aprile del 93 un referendum abrogativo sulla legislazione elettorale in vigore fino ad allora per il senato. La conseguenza fu il passaggio al sistema elettorale misto ma prevalentemente maggioritario per il senato, successivamente anche la camera. Le due camere hanno identici poteri ( tutte e due possono far cadere il governo se votano la sfiducia, approvazione legge in entrambe le camere) parità di poteri: bicameralismo perfetto. Di regola camera e senato lavorano separatamente, vi sono però casi eccezionali i cui è la costituzione stessa che preveda che esse si riuniscano in seduta comune: elezione e giuramento del pdr, messa in stato d’accusa del pdr per alto tradimento e attentato alla costituzione, elezione di 5 giudici costituzionali, elezione di 10 componenti del csm. Durata camere: camera e senato sono eletti per 5 anni, il periodo di tempo compreso tra una elezione e l’altra si chiama legislatura, essa tuttavia può essere abbreviata nel caso in cui il pdr proceda allo scioglimento anticipato delle camere. Lo scioglimento anticipato non può avvenire negli ultimi 6 mesi del mandato presidenziale (7 anni): semestre bianco. Organizzazione camere: ciascuna camera ha un suo presidente, che non è un organo di indirizzo politico, egli esercita ampi poteri di direzione dei lavori delle camere tutto con imparzialità. È dunque organo di garanzia dei diritti delle minoranze. i deputati e i senatori sono raggruppati secondo l’orientamento politico: gruppi parlamentari. Un altro organo essenziale è le commissioni parlamentari. I lavori delle camere: la principale attività delle camere è quella di deliberare l’approvazione delle leggi. L’approvazione è valida solo se è presente la maggioranza dei loro componenti. Perché una proposta di legge si dica approvata occorre poi che essa riceva il consenso della maggioranza, ne esistano diversi tipi: magg semplice è la metà +1 dei votanti senza contare gli astenuti, la magg dei presenti è la metà +1 di chi partecipa contando gli astenuti, magg asoluta è metà+1 dei componenti dell’organo deliberante, magg qualificata, 3/5 o 2/3, magg relativa quella a tre. Il voto può essere segreto o palese, segreto è quello elettronico con pulsanti sotto il banco, palese è quello per appello nominale. Le sedute delle camere sono pubbliche. Per poter svolgere in piena libertà le proprie funzioni, i membri del parlamento godono di particolari garanzie: immunità parlamentari e sono insindacabilità e inviolabilità. La prima significa che i parlamentari non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni, inviolabilità riguarda i reati compiuti fuori dall’esercizio delle funzioni parlamentari , significa che per poter limitare la libertà di loro occorre una speciale autorizzazione a procedere della camera cui appartengono, questa è richiesta per arrestare un parlamentare, limitare la sua libertà personale, perquisirlo , intercettare le sue telefonate e la sua corrispondenza. La funzione legislativa ordinaria: è esercitata collettivamente dalle 2 camere, ogni proposta di legge approvata da una camera deve essere approvata nello stesso modo anche dall’altra nello stesso testo. L’approvazione attraversa 4 fasi: iniziativa, esame e approvazione, promulgazione, pubblicazione. 1) l’iniziativa legislativa si esercita presentando al pres di una delle due camere una proposta di legge, possono presentare proposte di legge il governo, i singoli parlamentari, il cnel, 50000 elettori, le regioni. 2) la proposta di legge viene inviata per un esame preliminare alla commissione permanente competente per materia. L’art 72 prevede la possibilità che alle commissioni siano conferiti poteri deliberanti, in questo caso l’approvaz della legge avviene in commissione e non in aula. Qst procedimento abbreviato non è consentito per leggi in materia costituzionale e elettorale, leggi di bilancio ecc. la legge viene approvata articolo per articolo e poi globalmente, sui singoli articoli i parlamentari e il governo possono presentare degli emendamenti. 3) a questo punto la legge viene inviata al presidente della repubblica per promulgazione. Essa è l’atto con il quale il pdr dichiara che le legge è stata regolarmente approvata e ordina che sia rispettata da tutti. Il pdr può rifiutare di promulgare solo se gravemente incostituzionali, puo però rinviarle alle camere per obiezione chiedendo una nuova deliberazione, in caso di riapprovazione è obbligato a promulgarla. 4) la legge promulgata viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale e entra in vigore il 15esimo giorno successivo alla pubblicazione. La funzione legislativa costituzionale: nel potere legislativo del parlamento rientrano anche le leggi di revisione costituzionale. Il procedimento previsto per queste leggi è analogo a quello legislativo ordinario ma aggravato, infatti: la proposta di legge deve essere approvata 2 volte da ciascuna camera a intervallo non minore di 3 mesi dalle precedente deliberazione; mentre per le 2 prime deliberazioni nulla è detto circa la maggioranza richiesta e vale perciò la magg semplice, per le due seconde deliberazioni è richiesta la magg assoluta dei componenti; la legge così approvata viene pubblicata sull gazzetta, non perché entri in vigore ma per consentire di richiedere su di essa un referendum popolare che può essere richiesto da 500000 elettori o 5 consigli regionali o 1/5 dei componenti di ciascuna camera. Il referendum è escluso quando nelle 2 seconde deliberazioni delle camere si è raggiunta la magg dei 2/3 dei componenti. Con la legge di revisione costituzionale è possibile modificare le costituzione non in tutte le sue parti, infatti non i principi essenziali che sono la forma di governo. Il principio democratico, i diritti della persona umana. Il referendum abrogativo: oltre al referendum costituzionale la nostra costituzione prevede il referendum abrogativo , col quale è possibile eliminare totalmente o parzialmente una legge o una atto avente forza di legge. I limiti del refer abrog: l’art 75 esclude dal referendum le leggi in materia di clemenza penale, tributaria, di bilancio dello stato, di trattati internazionali. Lo svolgimento: il diritto spetta a 500000 elettori o 5 consigli regionali, la richiesta è sottoposta a un duplice controllo: di regolarità svolto dalla corte di cassazione, di ammissibilità dalla corte costituzionale. La legge viene abrogata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto di voto e se dai voti validamente espressi risulta una maggioranza di si. Qualora il corpo elettorale si sia espresso per il si, il pdr dichiara l’abrogazione della legge con proprio decreto pubblicato su gazzetta. Poteri di indirizzo e controllo. 1) interrogazioni: domande che i parlamentari rivolgono per iscritto al governo o a un ministro su determinati fatti, interpellanza: riguarda il comportamento del governo in particolari circostanze, per controllare l’azione del governo le camere possono adottare mozioni e risoluzioni. 2) il controllo dei conti dello stato: quelle con cui il parlamento approva il bilancio annuale preventivo e il rendiconto consuntivo predisposto dal governo. Il bilancio preventivo indica il quadro della contabilità pubblica per l’anno che viene., inoltre il governo è vincolato a rispettare il bilancio. Il controllo sui conti lo fa la corte dei conti.




Governo: il governo è un organo che comprende il presidente del consiglio dei ministri e i ministri, entrambi formano il consiglio dei ministri. Al parlamento spetta deliberare, al governo spetta operare, il governo è composto solo di uomini di maggioranza. Per poter esercitare il suo compito di motore dell’intera vita politica nazionale al governo spettano poteri molto importanti. Esso è posto al vertice dell’immenso apparato della pubblica amministrazione: amministra le finanze dello stato; comanda la forza pubblica; dispone dei poteri necessari per costringere il parlamento a deliberare sulle leggi che il governo stesso considera necessarie; può deliberare al posto del parlamento (con il decreto legislativo). Gli organi che formano il governo sono: 1) il presidente del consiglio che ha un compito essenzialmente politico, egli deve infatti garantire l’unità dell’azione di governo, conformemente al programma in cui ha ottenuto la fiducia. L’art 95 gli attribuisce infatti il compito di dirigere la politica generale del governo, essendone responsabile davanti alle camere; di mantenere l’unità dell’indirizzo politico amministrativo; di promuovere e coordinare l’attività dei ministri. Le dimissioni del pres del consiglio comportano l’apertura di una crisi di governo. Viceversa se un ministro si dimette ciò comporta semplicemente la sua sostituzione. 2) i ministri: hanno 2 vesti, una politica in quanto sono membri del consiglio dei ministri, e una amministrativa in quanto sono a capo dei diversi grandi settori della p.a., che si denominano ministeri ed esercitano poteri di indirizzo e controllo sugli enti e le aziende di stato. Questa doppia posizione fa si che il ministro sia l’elemento di collegamento tra la politica e l’amministrazione. Si è affermata anche la ura dei ministri senza portafoglio, cioè coloro che non sono a capo di un ministero e nel bilancio dello stato non ci sono stanziamenti previsti per loro. 3) il consiglio dei ministri è l’organo collegiale che costituisce il governo nella sua interezza. È composto da tutti i ministri ed è presieduto dal pres del consiglio che lo convoca e ne fissa l’ordine del giorno. L’organizzazione ministeriale è di tipo gerarchico basata cioè su rapporti tra funzionari superiori e inferiori. 4) altri organi minori sono il consiglio di gabinetto, è il comitato ristretto dei ministri più importanti. La scelta di chi ci deve essere dipende sia dall’importanza sia dall’esigenza di rappresentare tutti i partiti della coalizione. La sua funzione è di assistere il presidente del consiglio; i comitati interministeriali, quando decisioni di governo coinvolgono più ministri si possono istituire con legge questi. I più import sono il cipe, il cicr e il cis.; i sottosegretari sono collaboratori dei ministri, quasi dei viceministri delegati a seguire particolari settori dell’amministrazione. Il loro nome deriva dal fatto che i ministri si chiamano anche segretari di stato, sono organi governativi ma non partecipano al cons dei ministri; i commissari straordinari di governo sono agenti per conto del governo, incaricati di compiere qualche missione speciale e temporanea e vengono chiamati alti commissari. La formazione del governo: è il procedimento di nomina del pres del cons e dei ministri. Tale procedimento è regolato solo in minima parte dalla costituzione, l’art 92 si limita a stabilire che il potere di nomina del pres del cons spetta al pdr e che la nomina dei ministri avviene su proposta del pres del cons.ci vogliono 3 fasi: 1) consultazioni: il pdr ha il compito di nominare un governo che per la composizione e per il suo programma possa riscuotere la fiducia della maggioranza parlamentare, perciò procede alle consultazioni dei segretari dei partiti e dei presidenti dei gruppi parlamentari (anche gli ex pdr e pres camere) i quali esprimono gli orientamenti dei propri partiti. 2) incarico: il pdr conferisce l’incarico di formare il nuovo governo, colui che ha ricevuto l’incarico lo accetta con riserva e prende a sua volta contatto con i partiti che intende riunire nella coalizione al fine di concordare il programma del nuovo governo e la lista dei ministri. Se il suo tentativo di mettere insieme una maggioranza riesce il pres incaricato si reca dal pdr per sciogliere la riserva, cioè per accettare la nomina e per proporre la lista dei ministri del nuovo governo. 3) la nomina: il pdr procede quindi alla nomina del pres del cons e dei ministri, una volta nominati i membri del governo giurano di essere fedeli alla repubblica, di osservarne lealmente la costituzione e le leggi e di esercitare le loro funzioni nell’interesse esclusivo della nazione. Da questo momento entra in carica il nuovo governo. Il rapporto di fiducia tra parlamento e governo: conferimento iniziale della fiducia: entro 10 gg dalla nomina il nuovo governo deve presentarsi alle camere per esporre il proprio programma e su questo ottenere la fiducia. Le camere concedono la fiducia approvando una mozione motivata votata per appello nominale cioè in modo palese, la maggioranza è quella ordinaria; revoca della fiducia: il governo resta in carica finchè gode della fiducia delle due camere. La fiducia non è un atto istantaneo iniziale ma è un rapporto permanente. Per questo può essere verificata nel corso della vita del governo e può essere revocata. I mezzi per questa verifica sono 2: la mozione di sfiducia, che consiste in un documento firmato da almeno un decimo dei componenti di una camera. Questa mozione costituisce di regola uno strumento usato dalle opposizioni e per evitare imboscate improvvise non può essere messa in discussione prima di 3 gg. Essa è votata a scrutinio palese, se viene approvata il governo è tenuto a dimettersi; la questione di fiducia è invece uno strumento a disposizione del governo per rinsaldare le fila della propria maggioranza. Il pres del cons pone la questione di fiducia sul provvedimento di cui pensa sia essenziale per la realizzazione del proprio programma affermando che un’eventuale bocciatura equivale al ritiro della fiducia con le conseguenti dimissioni del governo stesso. La crisi di governo: il rigetto della mozione di sfiducia iniziale o l’approvazione di una mozione di sfiducia aprono la crisi di governo. Il governo in questi casi deve presentare le dimissioni al pdr e questi inizierà la procedura per la formazione di un nuovo governo. Queste crisi sono dette crisi parlamentari, sono però più frequenti le crisi extraparlamentari che sono determinate dai contrasti tra i partiti della coalizione, il governo prende atto che la situazione politica non gli consente più di contare sull’appoggio della maggioranza e si dimette. La funzione legislativa: del governo si esercita attraverso 2 atti aventi forza di legge: i decreti legislativi e i decreti legge. Il primo è un atto del governo approvato sulla base di una delega che gli viene conferita dal parlamento tramite una apposita legge, detta legge di delegazione. Il procedimento del ddl è composto di 2 fasi: una dentro le camere, l’altra entro il governo. La prima fase in parlamento consiste nell’approvazione della legge di delegazione, la quale ha un contenuto necessario che deve prevedere: la materia oggetto della delega, il termine, i principi e i criteri. La seconda fase, entro il governo consiste nella deliberazione del testo legislativo da parte del cons dei ministri. Il decreto è emanato dal pdr e pubblicato sulla gazz. Il secondo è il decreto legge : in linea di principio il governo se non ha ricevuto una delega dal parlamento non può esercitare poteri legislativi. Ci sono eccezioni solo per casi straordinari di necessità e urgenza. Ove si verifichino questi eventi eccezionali il governo può intervenire per mezzo di decreti legge anche senza aver ottenuto una delega. Il decreto legge entra in vigore immediatamente con la sua pubblicaz sulla gazz uff, esso perde di efficacia fin dall’inizio se non viene convertito entro 60 gg dal parlam. Il potere regolamentare: è il potere di adottare atti normativi secondari, privi di forza di legge. I regolam governativi possono essere: esecutivi, organizzativi o autorizzati.



Il pdr:il pdr è capo dello stato ma non va inteso alla lettera. È garante della costituz: perché occupa il punto nevralgico dell’organizzazione costituzionale, ogni questione controversa, legislativa governativa che non passi da lui. Qui capo di stato vuol dire funzione di garanzia del buon funzionamento globale del sistema costituz. È anche rappresentante dell’unità nazionale, perché impersonifica e rende visibile il popolo italiano considerato come unità, è perciò un simbolo. Egli quindi deve rafforzare il sentimento della solidarietà nazionale e a superare i motivi di divisione che esistono in una democrazia pluralista come la nostra. La funz del pdr non è quella di parteggiare per qualcuno, deve essere rigorosamente imparziale, cioè super partes. Il pdr è eletto dal parlam in seduta comune, all’elezione partecipano 3 delegati per ogni regione, chiunque abbia compiuto 50 anni può essere eletto. Le votazioni avvengono a scrutinio segreto ed è richiesta una speciale maggioranza che è 2/3 dell’assemblea nelle prime 3 votaz, la metà+1 nelle success. Prima di assumere le sue funzioni, il pres neo eletto presta giuramento di fedeltà alla repubblica e di osservanza alla costituz. Il pdr dura in carica 7 anni ed è rieleggibile. quando è temporaneamente impedito subentra il pres del senato. I poteri suoi sono numerosi e eterogenei e si classificano in base alla sua doppia ura di garante e rappresentante: i poteri di garanzia: nei confronti delle camere: sciogliere alla scadenza ordinaria o anticipatamente una o entrambe le camere, inviare messaggi alle camere per ottenere la loro attenzione su problemi di particolare rilievo, promulgare o rinviare la legge alle camere; nei confronti del governo: nominare il pres del cons e su richiesta di questi, i ministri, emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti, nominare gli alti funzionari dello stato, presiedere il consiglio supremo di difesa, comandare le forze armate. Nei confronti della magistratura: concedere provvedim di clemenza penale che sono: amnistia (si cancella totalmente il reato, è a favore di intere categorie), indulto (in generale anche questo, non elimina il reato o le condanne ma elimina la pena, il condannato rimane bollato) grazia ( a favore di singoli rimane la condanna, riguarda le pene come l’indulto), presiedere il csm, nominare 5 giudici costituz. Nei confronti del corpo elettorale: indire le elezioni e il referendum. I poteri di rappresentanza nazionale: dispone di poteri onorifici: conferire le onorificenze della repubblica, nomina 5 senatori a vita; rapporti con altri stati: accredita e riceve gli ambasciatori degli altri stati, ratifica i trattati internazionali, dichiara lo stato di guerra.



La corte costituz:per far rispettare la costituz è necessario un organo di garanzia che è la corte costituz e l’insieme delle sue competenze costituisce la giustizia costituz. Essa è composta di 15 giudici, eletti 5 dal pdr, 5 dal parlam in seduta comune con elez a magg qualificata, 5 dalle supreme magistrature ordinaria e amministr (3 corte di cassaz, 1 cons di stato, 1 corte dei conti). Possono essere nominati giudici costituz: i magistrati delle giurisdizioni superiori, avvocati con +di 20 anni di servizio, professori universitari in materie giuridiche. La durata in acarica è di 9 anni, no rielezione. La corte elegge il proprio pres che dura 3 anni ed è rieleggibile, deve dirigere l’attività in caso di parià il suo voto è prevalente. Le decisioni delle corte sono sentenze, sono definitive e non possono essere impugnate. L’art 134 indica le sue competenze: come giudice delle leggi giudica controversie relative alla legittimità costituz delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello stato e delle regioni; come giudice dei conflitti costituz giudica sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato, tra stato e regioni e tra le regioni; come giudice penale giudica sulle accuse promosse contro il pdr. Il giudizio sulla costituzionalità delle leggi: è la competenza di maggiore importanza eliminazione della legge incostituz spetta alla corte. In nessun caso è ammesso che un cittadino si rivolga direttamente alla corte, però la corte non può agire di sua propria iniziativa, ma deve attendere che la questione di costituzionalità le sia proposta dall’esterno secondo due procedim: indiretto o incidentale, diretto o principale. Il primo è quello che inizia da un qualsiasi giudizio di fronte a un qualsiasi giudice. Può accadere che il giudice ritenga che la legge da applicare sia di dubbia costituzionalità, così per mezzo di una questione di costituzionalità si chiede alla corte costituz di verificare, si dice incidentale xke incide sulla decisione della causa. Il giudice lo fa solo se ritiene che essa sia rilevante per il giudizio, non manifestatamene infondata. Il secondo riguarda le controversie sulle leggi promosse dallo stato contro le regioni o viceversa. Le sentenze della corte costituz possono essere di 2 tipi: di accoglimento, quando ritengono fondato il dubbio sulla costituzionalità della legge, accolgono la questione e annullano la legge, di rigetto, quando il dubbio è infondato e rigettano la questione. Tipi speciali di sentenze: sentenze additive, che aggiungono, con le quali la legge viene dichiarata incostituz in quanto non prevede tutto ciò che dovrebbe prevedere; le sentenze di incostituzionalità parziale: con le quali la corte elimina una parte del contenuto che è incostituz nella parte in cui prevede una certa cosa; interpretative quando da la giusta interpretazione della legge. Altre competenze della corte: i conflitti costituz: il giudizio della corte costituz sui conflitti di attribuz è previsto per garantire la corretta suddivisione delle competenze tra i poteri dello stato e tra stato e regioni. Ci sono 2 tipi di conlitti cost: tra i poteri dello stato, tra stato e regioni. I conflitti tr i poteri dello stato possono essere proposti da un organo costituz contro un altro organo dello stato. I conflitti tra stato e regione sono proposti dall’uno o dall’altra, purchè non legislativi. Il giudizio penale: qst competenza riguarda i reati di alto tradimento e attentato alla costituz compiuti dal pdr. In questi acsi al corte agisce come alta corte di giustizia. Il giudizio della corte è promosso dal parlamento a camere riunite. Esso approva un atto di accusa. Il procedimento di fronte alla corte è un vero processo penale, la sentenza è definitiva. Il controllo sull’ammissibilità del referendum: il referendum abrogativo è vietato sulle leggi in determinate materie, occorre un organo imparziale al quale sia affidato il compito di far rispettare tale divieto.

La magistratura: la funzione giurisdizionale è una delle funz fondamentali dello stato, ede affidata ai giudici che hanno il compito di decidere le controversie applicando il diritto, le loro decisioni si dicono sentenze. L’art 102 della costituz afferma che la funz giurisdiz è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario e che non possono essere istituiti giudici speciali. Le magistrature speciali sono: il consiglio di stato e tribunali amministr regionali, la corte dei conti (giudica gli amministratori pubblici, per il cattivo uso del denaro che devono amministrare), tribunali militari, che in tempo di pace hanno giurisdizione sui reati commessi dai militari. L’art 101 stabilisce la norma più importante tra tutte quelle che riguardano l’organizzazione della giustizia: i giudici sono soggetti solo alla legge, ha un duplice contenuto: sono soggetti alla legge nel senso che essi devono ricercare nella legge la soluzione e non altrove, e nel senso che la loro soggezione alla legge esclude qualsiasi altro tipo di soggezione, pertanto i giudici sono indipendenti. La costituz ha previsto delle rigorose garanzie di indipendenza dei giudici, sotto due aspetti: come indipendenza della magistratura nel suo complesso, nei confronti delle pressioni che possono venire dagli altri poteri dello stato; come personale indipendenza del giudice nello stesso ordine giudiziario. Il csm: per garantire l’indipendenza esterna è stato istituito un apposito organo di autogoverno della magistratura composto in maggioranza da magistrati: il csm. Esso è composto da 27 membri di cui 16 sono eletti dai magistrati ordinari tra tutti i magistrati ordinari, 8 sono eletti dal parlamento in seduta comune a voto segreto a magg dei 3/5 tra i professori universitari di materie giuridiche e gli avvocati dopo almeno 15 anni di attività, 3 sono membri di diritto come il primo pres della corte di cassaz, il procuratore generale presso la corte di cassaz e il pdr che lo presiede. Al csm spettano tutti i poteri che riguardano la carriera dei magistrati ordinari: le assunzioni, le assegnazioni alle diverse sedi, il conferimento delle funz, i trasferimenti, le sanzioni disciplinari. I compiti del ministro della giustizia: prima i poteri del csm spettavano a lui, ora gli spettano i poteri sull’organizzazione materiale e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, inoltre ha il potere di iniziare il procedimento disciplinare contro i magistrati, e il potere di formulare proposte al csm. L’indipendenza dei giudici: queste garanzie servono a proteggerli anche da eventuali interferenze derivanti dall’interno della stessa organizzaz giudiziaria, esse sono: assunzione per concorso ( si entra attraverso un concorso pubblico e imparziale), l’inamovibilità dei giudici ( sono inamovibili i giudici, si muovono solo con il loro consenso), assenza di gerarchie (i magistrati si distinguono solo per diversità di funzioni). Il processo: è un insieme di atti compiuti dal giudice e dalle parti al fine di applicare la legge a un caso controverso, i principali tipi sono 3 e riguardano le controversie civili, penali e amministrative. Il processo civile: è lo strumento attraverso il quale i privati possono ottenere una sentenza che risolva le liti insorte fra loro, relative ai loro diritti soggettivi. Le parti del processo si denominano attore che è colui che agisce, il quale chiama a giudizio il convenuto, cioè l’autore della violazione. Il giudice deve limitarsi a prendere atto delle prove che gli vengono presentate, l’attore ha l’onere della prova, deve cioè provare le ragioni su cui si basa la sua pretesa, se non ci riesce la sua domanda sarà respinta. La sentenza può riguardare soltanto le domande che sono rivolte al giudice e dovrà basarsi esclusivamente sulle prove che le parti private hanno fornito a sostegno delle loro ragioni. Il processo penale: a differ di quello civile serve l’interesse pubblico alla punizione dei reati. I reati sono degli atti illeciti che devono essere puniti. Per questo la costituz stabilisce che l’azione penale è obbligatoria e prevede un organo pubblico, il pubblico ministero, incaricato di esercitarla. Il pm è come l’attore nel civile, mentre il convenuto è l’imputato. Lo svolgimento del processo si ispira al principio di accusatorietà, al termine del dibattimento il giudice pronuncia la sentenza. I gradi del processo e la corte di cassaz: il processo si svolge in diversi gradi, le sentenze possono essere impugnate dalla parte soccombente, e possono essere sottoposte al controllo dei giudici del grado superiore. I gradi del giudizio sono 3: giudizio di primo grado (presso il giudice competente sul caso da giudicare), il giudizio d’appello (davanti al giudice competente a riesaminare le sentenze del giudice di primo grado), il giudizio di cassaz (davanti alla corte di cassaz). La corte di cassaz è il giudice di grado più elevato, se essa ritiene che la sentenza d’appello contenga un’ errore di diritto la deve annullare, cassare. Il processo sarà allora rassegnato ad un altro giudice detto giudice di rinvio. Le sentenze: hanno una caratteristica che le distingue da tutti gli altri atti dei poteri pubblici, infatti le sentenza una volta che non possono più essere impugnate sono provvedimenti definitivi e immutabili, si dice quindi che hanno acquistato forza di giudicato, ciò si verifica quando si siano percorsi tutti i gradi di giurisdizione, oppure quando siano caduti i termini per impugnare la sentenza. Per giurisprudenza si intende l’interpretazione del diritto che viene data nelle sentenze dei giudici.









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