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In un futuro prossimo (l’anno 1984) la Terra è suddivisa in tre grandi potenze totalitarie perennemente in guerra tra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, la cui capitale è Londra, la società è amministrata secondo i principi del Socing (il socialismo inglese) e governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini (la sua ura somiglia molto a quella di Josif Stalin). I suoi occhi sono le telecamere che spiano la vita di qualunque cittadino e il suo braccio la psicopolizia che interviene in ogni situazione sospetta. Ovunque vi sono grandi manifesti che ritraggono il Grande Fratello e gli slogan del partito: «la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l’ignoranza è forza».

Il protagonista del romanzo, Winston Smith, è un membro subalterno del partito, incaricato di censurare i libri e gli articoli dei giornali non in linea con la politica ufficiale. Apparentemente docile, in realtà mal sopporta i condizionamenti del partito. Accanto a lui agiscono altri due personaggi: Julia, della quale Winston è innamorato malgrado il partito vieti il sesso, e O’Brien, un importante funzionario che il protagonista crede amico.

Nonostante il partito imponga la castità (il sesso è permesso al solo scopo di procreare) Winston e Julia diventano amanti e decidono di collaborare con un’organizzazione clandestina di resistenza chiamata “Confraternita”. Ma una volta confidati con O’Brien si scopre che questi è un membro della psicopolizia, governata dal Minamor (il ministero dell'amore, la cui funzione è torturare i dissidenti). Il fine di O'Brien è insegnare a Winston la tecnica del Bipensiero attraverso tre fasi: apprendimento, comprensione, accettazione.



La prima fase consiste nell'infliggere un dolore di intensità sempre crescente al condannato in modo che egli accetti una realtà che non è tale. Winston riesce a resistere alla prima fase e, nella seconda, egli capisce di essere 'l'ultimo uomo in Europa' (il primo titolo che Orwell aveva pensato di dare al libro), vale a dire l'ultimo guardiano dello spirito umano, e di avere l'aspetto — dopo le innumerevoli torture subite — di uno scheletro; ma è felice perché è conscio di non aver tradito Julia.

Nella terza fase, Winston — che ha ancora qualche pensiero non ortodosso — viene portato nella Stanza 101: l'inferno personale di ogni persona. Per il protagonista è prossima una maschera con dentro due topi che O'Brien sta per mettergli sul volto. E viene definitivamente sconfitto quando, per fermare O'Brien, urla 'Fatelo a Julia', perdendo il suo ultimo sentimento umano. Winston apprende dunque da O’Brien i principi fondamentali del sistema sul quale si fonda lo stato e scopre che non è sufficiente confessare e obbedire alle regole, ma che il Grande Fratello vuole possedere anche l’anima e il pensiero dei suoi sudditi. Alla fine, Winston viene costretto a cedere: rinuncia all’amore per Julia e al libero pensiero, sottomettendosi e amando completamente il Grande Fratello.

Osservazioni sull'Opera

1984 appartiene a quella serie di romanzi che compaiono nell’Europa del primo e del secondo dopoguerra caratterizzati da connotazioni negative, segno di una profonda crisi di valori che colpisce la borghesia e gli intellettuali in particolare.

Con quest'opera Orwell intendeva lanciare un monito contro gli abusi del potere (manifestatisi in forme gravissime ed allarmanti negli anni intorno alla seconda guerra mondiale) contro l’appiattimento della coscienza e dei sentimenti e contro la sopraffazione mentale compiuta dalle ideologie. Il presente viene proiettato in una parabola futura per rendere maggiormente visibile il processo di massificazione in atto che i più sembrano accettare come prezzo da are in cambio della prosperità economica: la presenza di un numero ristretto di grandi potenze che si dividono la terra, la riscrittura faziosa del passato e l’uso proandistico dei mass media sono temi ed aspetti della realtà attuali al tempo di Orwell, come attuali ci appaiono oggi.



In 1984 lo Stato si identifica con il Partito Interno al cui capo vi è l’onnipotente Grande Fratello, modellato sul partito comunista sovietico in epoca staliniana. Il Partito realizza un regime totalitario che ottiene un controllo assoluto della coscienza individuale con i sistemi della persuasione e della tortura. La violenza fisica è l’emblema del rapporto di necessità che si stabilisce in un regime totalitario fra violenza ed esercizio del potere.

L’intreccio strettissimo tra teoria politica e finzione romanzesca è rappresentato, ad esempio, dalla professione del protagonista, Winston Smith, il cui nome è denso di significato: 'Winston' come Winston Churchill, eroe della seconda guerra mondiale, e 'Smith', il più comune cognome inglese, ad indicare che siamo tutti chiamati in causa. Analogamente, la questione del passato e della storia ha una doppia valenza, romanzesca e teorica. Il problema della memoria ossessiona il protagonista, che cessa di essere un oppositore del sistema solo quando cessa di credere al passato. D’altro canto, il controllo del passato e della storia — che il partito esprime nello slogan “Chi controlla il presente controlla il passato, chi controlla il passato controlla il futuro” — è una delle costanti di ogni forma di falsificazione storica, come ad esempio la riscrittura della rivoluzione russa da parte di Stalin.

Il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto può farsi e disfarsi è il bispensiero (doublethink): la volontà e la capacità di sostenere contemporaneamente un'idea ed il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia. Il bipensiero è essenziale nelle società totalitarie che per definizione richiedono un'adesione costante di fronte a mutevoli linee politiche.

Il bipensiero è accomnato dalla creazione di una nuova lingua: la neolingua (newspeak), oltre a tendere alla distruzione del lessico eretico, considera la riduzione del vocabolario come un’operazione fine a sé stessa, partendo dalla premessa che ad una riduzione del lessico si accomni necessariamente una riduzione delle capacità espressive e che quindi a una corruzione del linguaggio corrisponda un abbassamento del livello critico. Ad Orwell preme accentuare il fatto che una contrazione del linguaggio produce una contrazione nelle capacità di astrazione e di giudizio, fino al raggiungimento di un grado zero nel quale la riflessione e l’analisi non hanno più luogo.







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