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STORIA DELL’ARTE II

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STORIA DELL’ARTE II

Tendenze post impressionistiche

= quegli orientamenti artistici  che si svilupparono in Francia nell’ultimo ventennio dell’ottocento. Dopo l’impressionismo occorreva un processo di ricerca quasi infinito che divenne sempre più personale. Caratteristiche comuni ai post-impressionisti = rifiuto della sola impressione visiva, tendenza a cercare la solidità dell’immagine , ripresa la sicurezza del contorno, la certezza e la libertà del colore.


Cezanne

Il successo arrivò tardi per Paul Cezanne, soltanto nel 1900, ma Cezanne non fu mai indigente come lo furono i suoi amici impressionisti. Vincendo le opposizioni del padre passò alcuni anni a Parigi per dedicarsi alla pittura: per tutta la vita cercò poi di fare accettare le sue opere al Saloon ufficiale ricevendo solo rifiuti. Dall’impressionismo Cezanne apprese il dipingere en plen air e la ricerca della massima luminosità dei colori. Ma l’esperienza impressionista fu per lui solo l’inizio di una ricerca che lo vide

tormentarsi continuamente nella speranza di giungere a quella verità essenziale delle cose che l’impressione visiva non poteva esaurire. Il disegno di Cezanne è deciso e realizzato con linee ondulate che si sovrappongono nel delimitare i contorni mentre un fitto tratteggio indica le zone in ombra e modella i volumi. È’ presente un disegno sottostante a matita che individua la geometria  dell’insieme e dei vari strati di trasparenze colorate.



I giocatori di sectiune p 638

Due uomini in un’osteria di paese giocano a sectiune davanti a uno specchio (potrebbe sembrare un tema tipicamente impressionista, ma non c’è più nulla d’impressionista nel dipinto. Il modo in cui essi sono rappresentati li avvicina a degli inanimati manichini; i volumi con cui sono stati fatti i corpi sono stati isolati, le pennellate contribuiscono alla resa volumetrica

La montagna Sainte – Victoire p.639

Alla rappresentazione dei volumi, alla scomposizione di cose, si somma la ricerca della profondità senza prospettiva ma attuata tramite i colori. L’aria e il cielo assumono i colori delle case e degli alberi . la profondità sta nel cielo unito al monte . lo stesso dipinto era stato fatto da Renoir, impressionista , il dipinto di Renoir è limpido, viene rafurato un paesaggio paradisiaco; mentre il dipinto di Cezanne è la natura vinta e svelata


Vincent Van Gogh (1853 1890)

E’ un uomo istintivo, dai sentimenti forti e violenti. Nella sua vita ebbe insuccessi , rifiuti, affrontati con la consapevolezza di essere incompreso. Tutto questo lo fece piombare in una profonda depressione con frequenti crisi durante le quali perdeva il contatto con la realtà. Van Gogh si sentì sempre come un prigioniero impossibilitato a infrangere le barriere che lo separavano dagli altri uomini.

I mangiatori di patate p.650

Preceduto da versioni preparatorie, il dipinto definitivo venne eseguito nell’aprile 1885. In una povera capanna cinque contadini stanno consumando il loro pasto di patate e caffè nero. I colori terrosi e pastosi sono l’ocra, il marrone e il verde cupo , sono molto simili e danno quasi l’impressione di un dipinto monocromo . questo dipinto mostra un Van Gogh compassionevole, pronto a descrivere la vita aspra e dura dei contadini.

Autoritratto con il cappello di feltro grigio p.651

La giacca è trattata con rapidi tocchi di colore, il modellato del volto è ottenuto con il variare dell’inclinazione delle tante linguette di colore che seguono una disposizione raggiata. L’artista sfrutta l’accostamento di colori complementari (es rosso e verde tra i risvolti della giacca). Nella rafurazione l’artista ha fissi occhi inquieti, labbra serrate ed evidente magrezza, che fanno trasparire il carattere instabile di Van Gogh

Campo di grano con volo di corvi p.653

Una tempesta si sta per abbattere su un campo di grano tagliato da tre viottoli, in volo basso e scomposto ci sono dei corvi neri. Il dipinto è stato realizzato con una violenza che mai prima d’ora van Gogh aveva osato . il campo di grano è trattato con frustate di giallo e il cielo è incupito dal nero delle nubi minacciose, l’artista sembra guardare impotente quello che gli succede davanti agli occhi


Verso il crollo degli imperi centrali – Europa tra ottocento e novecento

Gli ultimi decenni dell’800 vedono il pieno sviluppo della seconda rivoluzione industriale. Benessere economico prodotto dall’espansionismo capitalista, tutti hanno l’illusione di vivere nel migliore e più ricco dei mondi possibili,. Le capitali si accendono di luce e mondanità. Ogni città fa a gara per rinnovarsi anche urbanisticamente. Sotto la facciata del benessere diffuso covano però le contraddizioni di una società sempre più profondamente classista. I capitali sono nelle mani di pochi, la grande massa del proletariato vive ancora in condizioni precarie e disagiate, il malessere e le sperequazioni sociali sono ancora grandi e diffusi. E’ giunto il momento di una maggiore democratizzazione della vita politica.

L’art nouveau - i presupposti

Molte speranze erano state poste nella scienza, tuttavia l’industrializzazione non portò i frutti desiderati. L’uomo (l’operaio) 1) fu costretto ad abbandonare le proprie radici, la cultura contadine 2) il lavoro massacrante non era compensato ne da un salario adeguato ne da un’attività gratificante come poteva essere quella dell’artigiano o del contadino. Negli ambienti artistici si sentiva la necessità di un cambiamento che considerasse gli scopi del lavoro operaio .

William Morris, pittore, pubblicista, decoratore e grafico riteneva che bisognasse restituire al lavoro operaio quella spiritualità e quel sentimento che erano stati eliminati dall’uso delle macchine. Il piacere creativo dell’artigiano doveva conciliarsi con il lavoro industriale : l’operaio nel realizzare cose utili doveva anche farle belle aiutato dagli artisti. Nel 1861 Morris diede il via alla sua ditta per l’arredamento e per la decorazione delle abitazioni, la ditta cercava di essere competitiva con le industrie per i costi e per la qualità, tuttavia questa escludeva le masse operaie, perciò nel 1888 Morris fondò un’associazione di arti e mestieri che si pregeva di consentire anche ai meno abbienti di acquistare oggetti d’uso comune di buona qualità a basso prezzo.


Art nouveau - il nuovo gusto borghese.

Bisognava ridare dignità artistica al prodotto industriale, significava rispondere a due esigenze 1) la prima di ordine economico = apertura di un nuovo mercato comprendente media e piccola borghesia 2) la seconda è quella di porre le basi per un’arte diversa e moderna, in linea con il progresso dei tempi ma al tempo stesso capace di recuperare valori ideali e fantastici che l’eccessivo ottimismo positivista aveva finito per cancellare. L’art nouveau è dunque la risposta artistica che la cultura europea, stanca dello storicismo eclettico e dell’accademismo dà al disagio del proprio tempo; il termine indica appunto i contenuti innovatori che si vogliono esprimere, ma non è arte d’evasione.



L’Art Nuoveau diventa in breve il gusto di un’epoca, la belle époque, che incarna nel modo più vero e profondo lo spirito e le contraddizioni di una società che sta precipitando. In ogni paese d’Europa si sviluppa in modo diverso, e anche i nomi cambiano. Italia = Liberty, Germania Iugendstil . .


Gustav Klimt (1862-l918)

È senza dubbio la ura più alta della pittura art nouveau e , assieme al fratello e a un amico dette il via a un nucleo artistico che si occupava di decorazioni. Gustav Klimt aveva incarnato lo spirito stesso dei fasti dell’impero austriaco.

Con il tempo il disegno di Klimt cambia , giungendo attorno al primo del Novecento, a un linearismo essenziale che si concretizza nell’uso della curva di contorno.

La giovinezza p.662

Un giovano uomo suona un liuto e una giovane donna, che tiene in braccio un bambino lo ascolta. L’elemento che caratterizza il disegno è la decorazione della specchiatura . .

Idillio p.663

La novità sta tutta nella cornice e nel graticcio a fiori e foglie, l’arte di Gustav Klimt si è schiusa a un preziosismo quasi gotico, a un disegno rigoroso e armonico, a un uso del colore teso a sottolineare effetti di trasparenze. Tuttavia permangono anche gli effetti volumetrici

Giuditta p.664

Il corpo seminudo dell’eroina è un inno alla bellezza femminile e al potere incantatore del suo sguardo. Giuditta se ne sta immobile , in atteggiamento di sfida . il suo volto, bellissimo, è incorniciato dall’alto collier di gusto art nouveau e dalla gran massa di capelli ricciuti. Non c’è linea di contorno : il corpo di Giuditta, come pure il suo abito velato , sfuma dolcemente e quasi si confonde con lo sfondo. A rendere il dipinto ancora più prezioso interviene il fondo oro : una ripresa delle opere gotiche Sull’oro insiste un disegno geometrico ad elementi naturalistici estremamente semplificati e stilizzati.

Attesa p.665

Illusione di uno spazio infinito dove la maternità, il soggetto del dipinto diventa un evento sacro, proposto alla contemplazione e alla venerazione dell’osservatore. Il dipinto è portatore anche di motivi enigmatici e simbolici che vanno oltre il facile e banale accoppiamento gravidanza – speranza. Un teschio in corrispondenza del ventre simboleggia la morte, cioè l’esito di ogni vita

La culla p.665

È un dipinto incompiuto risalente al 1917 – 1918, dimostrativo del cambiamento nella pittura di Klimt verificatosi a seguito dell’incontro con i fauves e Matisse. La testina e le manine di un neonato emergono da una massa informe di coperte variopinte. Il bimbo si perde tra i colori brillanti e decisi , divenendo anch’egli una chiazza rosata


L’esperienza delle arti applicate a Vienna

L’ambiente viennese della fine del secolo scorso è la vera e propria culla della cultura e del gusto Art Nouveau. Due sono in particolare gli avvenimenti che, in campo artistico, rinnovano e condizionano la vita culturale viennese degli ultimi decenni del secolo : la creazione della Kunstgeweberschule e il sorgere della Sezession. Fondata nel 1867 la Kunstgeweberschule è una struttura pubblica per l’istruzione artistica. Ha lo scopo di rispondere all’esigenza di reperire nuove ure professionali in campo progettuale e creativo, nell’ambito delle arti applicate; con l’obiettivo di unire ai consueti strumenti per la formazione artistica anche un bagaglio di nuove conoscenze tecniche relative all’uso dei materiali. Il vero, profondo mutamento avviene verso la fine del secolo, preceduto dalla nascita della Sezession (associazione dei pittori e degli scultori della Secessione Austriaca) ; la nascita risale al 1897 quando un gruppo do giovani artisti, con a capo Gustav Klimt si distacca radicalmentoe dall’ambiente intellettuale ancora vicino all’accademismo. Organo ufficiale è la rivista “Ver Sacrum” . La svolta degli artisti ebbe un carattere estremamente radicale . tra il 1898 e il 1899 viene anche costruito a tempo di record, il palazzo della Secessione, che sarà il centro dei più importanti e innovativi avvenimenti artistico culturali di Vienna. Il progetto del palazzo è realizzato dal giovane Joseph Maria Olbrich (p.667)


Fauves

Nel 1905 a Parigi un gruppo di dipinti dai colori videnti scandalizzò il giornalista Louis Vauxelles che di fronte ad una scultura tradizionalista esclamò “Donatello tra le belve” (belve = fauves) . Fauves diventa il nome del gruppo di artisti di cui Matisse è uno dei principali esponenti, accomunati dal colore forte e acceso per esprimere sensazioni istintive e immediate di fronte al soggetto.



Il gruppo dei Fauves si riconosceva in alcune comuni convinzioni : il dipinto deve dare spazio essenzialmente al colore; non secondo l’impressione bisogna dipingere, ma in relazione al proprio sentire interiore : si deve, cioè, esprimere se stessi e rappresentare le cose dopo averle fatte proprie; la pittura deve essere istintiva e immediata = prima vera rottura con l’Impressionismo.


Henri Matisse ( 1869 – 1954 )

Nato a Cateau Cambresis il 31 dicembre 1869 Matisse compì i suoi studi nella cittadina natale e successivamente, a Parigi. Una malattia che lo costrinse al letto nel 1889 fu occasione perché Matisse cominciasse a dipingere. La vita di Matisse si svolse per tutto il suo corso nella serenità dell’ambiente familiare, in una casa dal gusto borghese e senza che l’artista desse mostra di condurre un’esistenza ribelle. Morì a Cimiez, vicino Nizza il 3 novembre 1954.

La Danza (appunti)

Il significato del dipinto sta  nell’andamento della linea, nel ritmo delle forme, nel contrasto dei colori, nella sintesi compositiva. Il tema della musica è spesso rafurato nei dipinti di Matisse; è un argomento che con la danza esprime la gioia di vivere che ha sempre accomnato lo spirito solare, gioioso.


Edvard Munch ( 1863- 1944 )

Nasce a Loten in Norvegia nel 1863. Esperienze come la malattia e la morte costelleranno tutta la sua esistenza, influendo in modo certo anche alla maturazione di un pensiero fortemente negativo. Fondamentali nella formazione dell’artista sono anche alcuni soggiorni che egli compie all’estero. Nel 1892 Munch espone a Berlino una cinquantina di suoi dipinti e il giudizio della critica è così drastico che dopo appena una settimana la mostra viene sospesa. Nel 1937 Munch conosce le prime persecuzioni naziste. Il regime hitleriano definisce “degenerate” ben 82 sue opere e ne dispone la loro vendita. Muore nel 1944 nella sua proprietà vicino a Oslo.

Uno dei primi e significativi esponente della pittura espressionista è Munch. In lui infatti si ritrovano tutti i grandi temi sociali e psicologici del tempo : incertezza del futuro, disumanizzazione della società borghese , solitudine umana, tragico incombere della morte, angoscia esistenziale, crisi dei valori etici e religiosi. Munch parte dall’abbandono di ogni tradizionalismo, abolisce il disegno e il chiaroscuro.

Il grido p.678

E’ la più celebre delle sue opere. La scena, fortemente autobiografica è ricca di riferimenti simbolici. L’uomo in primo piano esprime nella solitudine della sua individualità il dramma collettivo dell’umanità. Il ponte richiama i mille ostacoli che ognuno di noi deve superare nella propria esistenza; gli amici, che continuano a camminare, incuranti, rappresentano la falsità dei rapporti umani. Nel dipinto la forma perde qualsiasi residuo naturalistico diventando preda delle angosce più profonde dell’artista. L’uomo in primo piano è un essere serpentinato, quasi senza scheletro, fatto della stessa materia filamentosa di cui è realizzato il cielo infuocato o il mare oleoso. Al posto della testa c’è un cranio, senza capelli, come di un sopravvissuto ad una catastrofe atomica. Gli occhi sbarrati sembrano aver visto un abominio immondo. L’urlo disperato si proa nelle convulse pieghe del cielo : è l’urlo di chi si è perso sentro se stesso e si sente solo, inutile e disperato anche in mezzo agli altri.


L’inizio dell’arte contemporanea. Il cubismo

La prima guerra mondiale sancirà definitivamente la fine della belle époque. Il settore dell’arte si apre quindi a un universo di sperimentazioni e ricerche mai prima tentate. Pablo Picasso scriveva a riguardo “la natura è una cosa, la pittura è un’altra” concludendo provocatoriamente “ la pittura è dunque un equivalente della natura” . in questa affermazione sta tutto il significato del cubismo del quale Picasso insieme a George Braque fu uno dei fondatori. I pittori cubisti non cercano di compiacere il nostro occhio imitando la realtà. Essi si sforzano di costruire una realtà nuova e diversa, non necessariamente simile a quella che tutti conosciamo. I bambini, che non conoscono le regole della prospettiva sono involontariamente cubisti, in quanto disegnano, ad esempio, le loro casette mostrando contemporaneamente più facciate e ottenendo così una percezione istintiva della realtà. La realtà cubista comprende d’altra parte anche il fattore tempo. Il pittore cubista infatti si ura di ruotare fra le mani l’oggetto da rappresentare, in questo modo non coglie più solo un aspetto, limitato, ma ne percepisce diversi in successione. Il nome del movimento deriva dall’uso cubista di scomporre la realtà in piani e volumi elementari (cubetti appunto) . la data di inizio del cubismo si fa convenzionalmente risalire al 1907, ano in cui Picasso dipinge les demoiselles d’Avignon . il periodo di massimo splendore del movimento inizia però qualche tempo dopo intorno al 1909. E’ il momento del cosiddetto cubismo analitico, consistente nello scomporre i semplici oggetti dell’esperienza quotidiana secondo i principali piani che li compongono.


Pablo Picasso (1881 – 1973)

Picasso nasce a Malaga, in Andalusia, dimostra uno straordinario talento fin da giovane; tanto che da vecchio amava ripetere “ a 13 anni dipingevo come Raffaello. Ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino.” Negli ultimi anni del XIX secolo va a Barcellona, sono anni si grande confusione interiore. Si inaugurano successivamente vari periodi artistici tra cui il cosiddetto periodo blu, caratterizzato dall’utilizzo di colori freddi; poi il periodo rosa, dove al tono dei freddi azzurri subentra la calda tonalità dei rosa. Poi si ebbe la fase analitica, dove i dipinti di Picasso e Braque, non firmati, risultano spesso indistinguibili, poi la fase sintetica, durante la quale si precisano anche le diversità stilistiche tra i due artisti. Picasso appare subito un fiume in piena, ha una straordinaria fantasia e un’innata propensione per il disegno. Braque invece possiede una grande lucidità di pensiero e ogni linea che esce dal suo pennello è studiata in rapporto a tutte le altre, in modo che la composizione risulti sempre equilibrata. E’ questo il periodo più felice del Cubismo Picassiano, poi la prima guerra mondiale travolge anche il Cubismo. La posizione politica di Picasso è sempre stata democratica e antifascista . Pablo Picasso muore l’8 aprile 1973 a Mougins, con lui moriva il più grande artista del 900.



Famiglia di acrobati con la scimmia p.693

L’opera ripropone una famiglia, tema assai caro al Picasso precubista. I tre personaggi sono colti in un momento di struggente tenerezza, dietro le quinte, con indosso ancora i costumi di scena. Tutto nel dipinto concorre a sottolineare la dolce intimità della scena : dalla composizione (equilibrata in una piramide perfetta) al disegno , fino alla tecnica mista di realizzazione 8inchiostro, pastelli, acquerelli). Il babbuino ammaestrato , infine, partecipa alla scena di famiglia con uno sguardo di dolcezza quasi umana.

Les demoiselles d’Avignon p.694

Preceduto da 17 studi successivi l’artista catalano non è ancora soddisfatto dei risultati e se si analizzano i volti delle donne ai raggi X, conservano evidenti tracce di ridipintura, in relazione agli stimoli esterni che più lo suggestionavano al momento. Picasso semplifica le geometrie dei corpi e coinvolge in tale semplificazione anche lo spazio. Lo spazio viene anch’esso materializzato e dunque diviene un oggetto al pari degli altri, le ure femminili non sono più immerse nello spazio ma sono compenetrate da esso. Le apparenti incongruenze sono finalizzate ad una nuova e diversa percezione della realtà = non più visiva ma mentale : volta cioè a rappresentare tutto quello che c’è e non solo quello che si vede.

Guernica p.698

Funzione di manifesto ideologico e politico, il dipinto rappresenta il drammatico momento del bombardamento; il colore, sinonimo di vita, viene abbandonato in favore di un tetro bianco e nero; le ure dipinte appaiono come spettri urlanti. La scena nella sua contemporaneità di visioni sovrapposte di interni e esterni è collocata in uno spazio cubista. La rappresentazione dello spazio e dei volumi è frantumata in diversi scorci prospettici, apparentemente slegati fra loro.

Composizione : la scena è divisa : quella centrale è circa il doppio rispetto a quelle laterali, si intuisce così che l’apparente caoticità si regge invece su una struttura compositiva accurata, quasi classica, basata sulla simmetria rispetto ad un’asse centrale segnato dal lume a petrolio (che rappresenta un’improvvisa repressione della civiltà)  e su un crescendo doloroso interno a tutte le tre scene , che vanno dal silenzio all’urlo lacerante e bestiale. Il significato dell’opera assume un significato di valenza universale. E’ un urlo straziante contro la violenza, le devastazioni e l’orrore della guerra. Il dolore acuto sembra simbolicamente solidificato nella bocca del cavallo ferito, simbolo del popolo snolo. Siamo di fronte a un quadro logico dal disegno lacerante dove ombra e luce rompono gli spazi, in cui i protagonisti soccombono con trattenuta energia, è la civiltà che muore nelle coscienze incombenti di fronte alla violenza e alla guerra. Il fiore costituisce il solo segno di vita, di speranza, sotto il cavallo sono disseminati brandelli di corpi umani tra cui una mano con le linee bene in evidenza, spezzettate, i corpi segnano assi diagonali e formano delle intersezioni ad angolo retto


L’esperienza del Bahuaus (1919 – 1933)

Il Bahuaus rappresenta il più alto e significativo momento di sviluppo del Razionalismo tedesco. Walter Gropius costituì la fondamentale e insostituibile palestra intellettuale per diverse generazioni di giovani artisti europei. In esso incarnò il simbolo stesso della rinascita umana e morale della Germania nel breve e intenso periodo intercorrente tra la sconfitta della prima guerra mondiale e il devastante avvento della dittatura nazista. Il Bahuaus è prima di tutto una scuola pubblica nuova e democratica nella quale allievi e docenti vivono e studiano insieme; ciascuno porta le sue esperienze, ciascuno insegna e ciascuno impara. L’ideologia dominante p quella, democratica e libertaria, di un ceto intellettuale pieno di speranze e di illusioni che dopo la guerra e il conseguente crollo del mito borghese, vede negli ideali socialisti la vera soluzione a tutti i problemi di convivenza civile e sviluppo economico.

La Poltrona Barcellona p.759

Realizzata da Van der Rohe nel 1929, è ancora oggi regolarmente in produzione e la sua linea non tradisce affatto i settant’anni d’età. Realizzata con un’esile struttura in acciaio piegato e saldato a croce, essa è di una semplicità sconcertante e proprio in ciò sta la sua straordinarietà. Poiché la sua forma è destinata alla funzione essa non è legata al gusto o alla cultura di una determinata epoca e, grazie a questa particolarità, è destinata a non invecchiare mai.

Poltrona Vasisij p.759

Di Breuer, dedicata all’amico Vasilij Kandiskij , si compone di appena sei elementi di tubolare sagomato, assemblati tra do loro a freddo, con semplici viti cromate. La seduta, i bracciali e la spalliera invece sono realizzate con sette fasce di stoffa cucita sul tubolare stesso






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