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IL NAZISMO E LA GERMANIA DI HITLER

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IL NAZISMO E LA GERMANIA DI HITLER



Le tensioni alimentate dalla guerra si manifestarono in maniera particolare in Germania, dove alla vigilia dell’armistizio si era venuta a creare una situazione prerivoluzionaria. Il primo segno di cedimento all’interno del paese fu costituito dall’ammutinamento degli equigi della flotta, che si rifiutarono di prendere il mare per uno scontro impari e ormai inutile con la squadra inglese. L’agitazione si estese in tutto il paese tanto che l’impero f sostituito dalla repubblica, proclamata il 9 novembre. Contemporaneamente s erano formati nei centri urbani e nelle fabbriche i “consigli “ di operai e soldati, che furono per poco l’unico centro del potere. La principale forza politica era costituita dai socialdemocratici , che era il partito più organizzato; appariva però diviso in quanto una corrente minoritaria era stata espulsa dal partito perché aveva preso p0osizione per una pace fondata sull’autodeterminazione del popolo e sull’arbitrio internazionale. Era così sorto il partito socialdemocratico internazionale (USPD), al quale aveva aderito anche la “lega di Spartaco”.la maggioranza dei lavoratori era fedele al vecchio partito socialdemocratico (SPD), questi volevano una democratizzazione della vita politica tedesca, erano favorevoli a una normalizzazione.

La destituzione del comandante della polizia di Berlino, molto popolare tra gli operai, provocò nella città un insurrezione organizzata della “lega di Spartaco”. Questa ribellione fu soffocata nel corso della così detta “settimana sanguinosa” nel gennaio del 1919. la repressione si estense poi per tutta la Germania e culminò con l’abbattimento della repubblica conciliare proclamata nel 1919 in Baviera. Le elezioni per la Costituente, tenutesi nel gennaio 1919 con il suffragio universale esteso alle donne e il sistema proporzionale videro un largo successo dei socialisti, ma questi per governare dovettero chiedere l’appoggio di altre forze politiche quali: il Centro; il partito economico interclassista; il Partito democratico, e grazie all’accordo fu possibile nominare presidente provvisorio della repubblica Elbert e cancelliere a capo di un governo di coalizione Scheidemann. La Costituente riunitasi nella città di Weimar, elaborò una costituzione , detta per l’appunto di Weimar, che venne proclamata l’11 agosto 1919, era una democrazia parlamentare piena, perché il primo ministro o cancelliere del Reich era responsabile davanti al parlamento eletto per quattro anni . ma per equilibrare i vari organi istituzionali e ridurre il rischio di instabilità governativa i costituenti di Weimar si preoccuparono anche di rafforzare i poteri dell’esecutivo. Il presidente eletto dal voto diretto dei cittadini, oltre a designare il Reichstag aveva il diritto di sostenere i “diritti fondamentali”. In sostanza si diede così vita a una forma di governo che fondeva aspetti del regime parlamentare e di quello presidenziale che fu caratterizzata insieme da un’accentuata instabilità dei ministri e da un continuo rafforzamento del ruolo del presidente.



I primi anni del nuovo stato furono assai difficili. I Partiti dovettero affrontare subito il prb del trattato di Versailles, che fu accettato solo dai socialdemocratici e dal Centro e non dal Partito Democratico che uscì dal governo. Si scagliarono così camne contro socialisti e comunisti creando così un periodo di “terrore bianco”, tra il 1919 e il 1922. Destre e corpi franchi cercarono d abbattere la repubblica democratica. Il più pericoloso fu il putsch nel novembre del 1923 a Monaco. Il rafforzamento dello schieramento antidemocratico ed eversivo fu reso possibile dalla scarsa incisività rinnovatrice delle forze repubblicane. Non vennero però prese misure capaci di modificare i vecchi rapporti di proprietà lasciando intatto il potere dei tradizionali ceti dominanti. Si andò così rinvigorendo il Partito comunista. Le difficoltà politiche della Germania furono colpite da quelle economiche, l’inflazione si aggravò per il peso delle riparazioni e raggiunse dimensioni drammatiche. La Germania potè contare su un forte afflusso di capitali stranieri, specie quelli americani che contribuirono alla sua economia un nuovo slancio. La ripresa economica fu agevolata dall’abile diplomazia di Gustav Stresemann, ministro degli esteri, il quale riuscì a eliminare gran parte delle restrizioni imposte al suo paese dal trattato di Varsailles e a ridurre il peso delle riparazioni, inoltre concluse con le potenze occidentali i patti di Locarno. La depressione economica del 1929 segnò la fine del breve periodo di equilibrio e inasprì le contraddizioni sociali e politiche, che raggiunsero il culmine nel 1932. il ritiro dei capitali e il calo degli investimenti interni tedeschi delineati delinearono una brusca caduta della produzione industriale. Migliaia di aziende chiusero i battenti e la disoccupazione toccò i sei milioni di unità, colpendo duramente anche i ceti medi. Per far fronte alla difficile fu formato un ministero di centro-destra guidato dal cattolico Heinrich Bruning. Le sofferenze provocate dalla depressione generarono un teso clima di delusione nei confronti della repubblica di Weimar. Si spiega così il vero e proprio terremoto elettorale verificatosi nelle elezioni del settembre 1930, che accanto alla buona tenuta videro una rilevante flessione dei socialdemocratici e la decimazione dei partiti liberali borghesi. Ma il fatto più significativo fu la crescita dei consensi delle estreme: i comunisti ebbero buoni risultati, mentre i nazionaldemocratici di hitler raccolsero quasi 7 milioni di voti. Quest’ultimo (NSDAP), era stato fondato da Adolf Hitler, questo scoppiata la guerra si era arruolato nelle truppe bavaresi e aveva combattuto come caporale sul fronte occidentale. La base programmatica del nazionalsocialismo aveva come punti centrali: la critica violenta ai socialisti e ai comunisti; l’odio contro il pacifico e l’interrnazionalismo; l’opposizione di principio nei confronti del pluralismo democratico e dello Stato di diritto; l’impegno di restituire al proprio paese la sua grandezza. Hitler abile oratore e trascinatore di folle, riuscì a fare della NSDAP la più importante forza politica della Baviera, assunse anche una forte importanza militare. Fu arrestate durante la detenzione scrisse la prima parte di un’opera, la mia battaglia, nella quale esponeva la sua dottrina e il suo programma, che avrebbe poi attuato. Il cardine delle idee di Hitler era il concetto di “razza”. La storia era vista come un eterna lotta tra la bionda razza ariana, incarnata nei tedeschi, e gli ebrei, corruttori e sfruttatori.



Lo stato hitleriano si definiva come lo “stato popolare” nella comunità etnica fondata sul sangue, sulla stirpe e sulla terra. I membri dovevano obbedire al capo carismatico, “Fuhrer”, ceoè Hitler. Questo poneva dunque il rapporto diretto tra le masse e il capo. Uscito di prigione riorganizzò il suo partito, dandogli dimensioni nazionali. La NSDAP rafforzò il suo carattere paramilitare affiancando ala SA le SS, un corpo armato sotto il comando di Heinrich Himmler. La SA e SS formarono un complesso di uomini disposti alla violenza sanguinaria. Furono i catastrofici effetti della “grande crisi” a permettere a H. di raccogliere i frutti di una linea politica che mirava a fare della NSDAP la più radicale forza di opposizione allo stato di cose esistenti in Germania. Il partito hitleriano seppe sfruttare abilmente il malessere generale provocato dalle depressioni economica. Presentandosi come fautori di uno Stato forte e antiparlamentare i nazionalsocialisti si procurarono il consenso delle classi medie urbane, ma il successo nazista fu straordinario specie nel mondo giovanile e studentesco. Il rafforzamento del Partito nazionalsocialista fu confermato dalle elezioni presidenziali del marzo 1932.


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